Il Piccolo, 05 ottobre 2008 
 
PRIMA DELLO SGOMBERO FORZOSO  
Casa Mazzoli, gli abusivi se ne vanno  
Occupanti vicini all’accordo col Comune che verserà un sostegno economico 
Da due settimane le tre famiglie sono senza acqua
 
 
Casa Mazzoli, l’antico stabile occupato da anni in via San Giovanni Bosco da una ventina di inquilini abusivi (tre famiglie e due «isolati»), potrebbe essere sgomberata pacificamente nel giro di alcuni giorni grazie a una serrata trattativa che, dal momento della firma dell’ordinanza di sgombero forzoso da parte del sindaco Pizzolitto, è stata avviata tra gli stessi inquilini e i servizi sociali del Comune. Scopo dell’iniziativa, che ha visto impegnata in prima persona l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, soprattutto la necessità di risolvere un problema grave dal punto di vista sanitario e della sicurezza personale degli occupanti, la tutela dei minori (quattro sono bambini) presenti nello stabile e la necessità di mantenere uniti i nuclei familiari. Obiettivi che gli stessi capifamiglia hanno ben compreso cercando un accordo e un sostegno da parte del Comune, a fronte delle difficoltà, più volte denunciate, di trovare una sistemazione diversa e dignitosa ad affitti compatibili con le loro necessità. Tramite lo sportello Pronto Casa, il Comune erogherà alle famiglie dei prestiti, senza interessi, per far fronte alle prime spese e per integrare le somme necessarie al pagamento dei canoni di mercato per i primi due-tre mesi. Le stesse famiglie, dal canto loro, con il sostegno del Comune, stanno cercando ora delle sistemazioni alternative. Una volta trovate, lasceranno l’immobile di via San Giovanni Bosco in cui, da una quindicina di giorni, sono costretti a vivere senz’acqua, dopo il «taglio» delle forniture da parte di Iris, e con riscaldamenti a gas o elettrici decisamente fuori norma.
Resta comunque in vigore la richiesta che il sindaco Pizzolitto ha rivolto alla Prefettura di Gorizia per arrivare allo sgombero forzoso degli occupanti abusivi. L’operazione dovrebbe essere messa in atto nell’arco di alcuni giorni, per cui si confida che lo sgombero spontaneo possa avvenire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, evitando così situazioni di tensione. Gli stessi occupanti, del resto, se ne rendono conto e stanno cercando di trovare delle sistemazioni alternative.
L’assessorato si prepara in ogni caso a provvedere all’accoglienza dei minori e delle loro madri nel caso in cui si arrivi a questa soluzione. Casa Mazzoli è stata costruita nel 1908, quando era il più alto edificio di Monfalcone. Casa Mazzoli è tutta ingabbiata da tempo dopo i crolli di calcinacci che si erano verificati sulla via Don Bosco. Lo stabile ha «pagato» nel 2005 il fatto che 9 dei 12 appartamenti fossero privi di inquilini. Sono così iniziate una serie di occupazioni abusive che hanno portato anche a situazione di tensione. Vi finì malmenata anche un’anziana, che abitava da decenni nello storico palazzo ed era uno dei pochi assegnatari regolari dell’Ater. A marzo 2006 è stata la volta dell’aggressione di due minorenni da parte di abitanti abusivi nell’immobile. A marzo 2007 le forze dell’ordine, intervenute per sedare una lite, trovarono nell’edificio armi da taglio, mazze e bastoni chiodati.