Messaggero Veneto, 20 ottobre 2008 
  
MONFALCONE  
Firme per annullare ogni manifestazione di “Vivere di cantiere” 
 
MONFALCONE. A giorni sarà consegnata al sindaco di Monfalcone la richiesta di annullare le iniziative previste nell’ambito di “Vivere di cantiere”, programma di manifestazioni previste per celebrare il centenario del cantiere navale, e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione dello stabilimento di Panzano, a partire dall’elica di salita Granatieri. La richiesta, promossa dall’associazione “Tenda per la pace e i diritti” sarebbe stata sottoscritta da tanti cittadini che nel pomeriggio di sabato sono passati e si sono fermati con i rappresentanti dall’associazione, presenti in piazza.
L’iniziativa era stata lanciata prima della morte di Michele Mauro Sorgo, il dipendente Fincantieri deceduto mercoledì sera in un tragico infortunio sul lavoro a bordo della Ruby princess. La manifestazione ha avuto come obiettivo principale la contestazione dell’ordinanza del sindaco Pizzolitto e del piano da 800 mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano come il Comune non solo sia alieno dai veri problemi, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini – dicono dalla Tenda – che già è maggiormente sotto pressione dal punto di vista produttivo perché dipendenti in subappalto al cantiere navale, ma che pagano anche l’emergenza territoriale: disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
Alla giunta viene chiesto, quindi, un drastico cambio di rotta. «La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri, sia nel territorio. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sia sbagliato voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo “Vivere di cantiere”». (c.v.) 
 
Il Piccolo, 20 ottobre 2008 
 
TENDA PER LA PACE  
«Via quell’elica dalla piazza entro 10 giorni»  
Chiesta alla giunta la fine anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere
 
 
Protesta per le condizioni di lavoro in Fincantieri e per chiedere una maggiore tutela dei lavoratori ma anche contro i provvedimenti adottati dalla giunta Pizzolitto in tema di sicurezza. In merito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza della Repubblica, la Tenda per la Pace e i diritti, l’associazione che ha promosso la manifestazione, chiedendo tra l’altro anche la chiusura anticipata delle manifestazioni del Centenario del cantiere navale, sottolinea che «la stessa è stata lanciata prima del tragico incidente occorso all’operaio della Fincantieri». L’iniziativa, sostiene l’associazione, aveva come obiettivo primario la contestazione dell’ordinanza di Pizzolitto e della giunta comunale e del piano da 800mila euro in materia di sicurezza, «azioni che dimostrano – sostiene l’associazione – come l’amministrazione comunale non solo sia aliena dai veri problemi della città, ma finisca per colpire la parte più debole della cittadinanza. Quella parte dei cittadini cioè che già è più sotto pressione dal punto di vista produttivo, come dimostra la politica degli appalti praticata nel cantiere navale, e dal punto di vista territoriale, con il disagio abitativo e aumento della marginalità sociale».
L’iniziativa di sabato pomeriggio, dunque, era stata pensata nei riguardi della giunta alla quale è stato chiesto «un drastico cambio di rotta».
«La nostra presenza in piazza e l’interazione con i passanti – afferma l’associazione che ha promosso l’iniziativa – ci ha fatto capire quanto i cittadini vogliano un netto cambiamento sia all’interno di Fincantieri che nel territorio circostante. Con tutto quello che è successo nel corso del 2008 sembra sia chiaro a tutti quanto sbagliato sia voler continuare a investire tempo e risorse pubbliche nel festeggiamento del centenario a partire dall’odioso titolo ”Vivere di cantiere”. Le associazioni e i singoli che hanno aderito all’iniziativa di sabato pomeriggio in piazza – conclude la Tenda per la Pace e i diritti – hanno decretato dal basso la fine anticipata dei festeggiamenti e nei prossimi giorni verrà consegnata al sindaco e alla giunta la richiesta ufficiale di annullare tutti le iniziative previste all’interno di ”Vivere di cantiere” e di togliere entro dieci giorni tutta la simbologia, presente in città, che rappresenta la celebrazione del cantiere, a partire dall’elica di salita Granatieri. 
 
L’INFORTUNIO MORTALE SULLA «RUBY» 
Le inchieste: nessuna anomalia nella chiusura della porta stagna  
Da chiarire il motivo per cui Sorgo non ha potuto evitare l’impatto
 
 
Le inchieste avviate da Fincantieri e dalle forze dell’ordine sull’infortunio verificatosi mercoledì sera a bordo della nave passeggeri «Ruby Princess» in cui è morto l’operaio ronchese di 43 anni Mauro Michele Sorgo sembrano concordare: non ci sarebbe stato alcun malfunzionamento della porta stagna di tre tonnellate che ha schiacciato l’operaio durante la prova di black-out che doveva saggiare l’efficienza dei sistemi di sicurezza della nave in fase di completamento e di consegna all’armatore. Questo peraltro avrebbero dimostrato anche i test eseguiti da Fincantieri venerdì sera a beneficio dei periti nominati dal Tribunale di Gorizia, presenti i periti di parte di Fincantieri e alcuni esperti. Nel test sono state ricreate le condizioni a bordo della «Ruby Princess» mercoledì poco prima delle 21, quando si è verificato l’infortunio mortale.
Ma alle stesse conclusioni sembra essere giunta anche la Polizia che ha verificato a sua volta, per conto della Procura, il funzionamento delle porte stagne. C’era da accertare, di fatto, se la chiusura violenta della paratia potesse essere eventualmente dovuta a un inconveniente tecnico e che quindi l’operaio fosse rimasto intrappolato a causa di qualche anomalia. Non sembra, però, che tutto ciò si sia verificato. Secondo quanto emerso, il funzionamento della porta stagna è risultati rispondente a quanto previsto: la struttura ha cioè una chiusura violenta che deve servire a evitare, in casi di emergenza, che la nave sia invasa dall’acqua, isolando i singoli settori.
A questo punto le ipotesi possono essere diverse: Mauro Michele Sorgo potrebbe aver sottovalutato la violenza della chiusura automatica della porta stagna. O forse l’operaio ronchese riteneva di avere comunque il tempo di passare, dopo aver lasciato il maniglione, confidando nella sua rapidità. Forse, però, qualcosa – un ostacolo improvviso, un impaccio – potrebbe avergli impedito di compiere l’operazione con la dovuta velocità. Resta il fatto che il funzionamento della porta stagna è risultato del tutto regolare.
Mauro Michele Sorgo, comunque, era un lavoratore molto esperto, dipendente diretto di Fincantieri dal 1997, e con un totale di 25 anni di lavoro nello stabilimento alle spalle. Difficile quindi supporre una sua leggerezza nel compiere l’operazione. Più probabile una fatale disattenzione o il fatto che l’uomo abbia incontrato un’improvvisa difficoltà proprio nel momento in cui avrebbe dovuto levarsi da quella posizione con la massima sollecitudine.
Mercoledì scorso, durante le prove di black-out, Mauro Michele Sorgo si trovava nella sala macchine assieme ad altri due colleghi, come previsto in occasioni del genere. Durante tutta la procedura, anche prima dell’inizio, avevano funzionato i segnali acustici e visivi di attenzione. L’anomalia del funzionamento degli impianti è stata segnalata in plancia solo nel momento, le 20.27, in cui è avvenuto l’incidente mortale.
L’indagine coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Suriano della Procura della Repubblica di Gorizia comunque continua per chiarire l’esatta dinamica e le possibili cause dell’infortunio che è costato la vita al 43enne dipendente di Fincantieri, che lascia la moglie e una figlia di 6 anni, adottata da pochi mesi. Questa mattina, intanto, nell’obitorio dell’ospedale di San Polo si svolgerà l’autopsia sul corpo dell’operaio ronchese. L’esame necroscopico è stato affidato all’anatomopatologo dal sostituto procuratore del capoluogo isontino, Fabrizio Suriano, che coordina l’indagine sull’incidente. Difficile, comunque, che da questi accertamenti possano emergere elementi in grado di spiegare l’accaduto.
Fino a ieri, intanto, non era stata ancora fissata la data per i funerali di Mauro Michele Sorgo, mentre pare al momento confermata la partenza della «Ruby Princess», non ancora consegnata ufficialmente all’armatore, giovedì per raggiungere Fort Lauderdale, dove all’inizio di novembre deve prendere servizio secondo quanto concordato con Princess Cruises. Ancora da verificare invece se venerdì sarà effettuato il varo della Carnival Dream, che dovrebbe prendere il posto della Ruby nella banchina di allestimento. Va ricordato che, oltre alla cerimonia di consegna, che si sarebbe dovuta svolgere sabato scorso alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, è stata cancellato a causa dell’infortunio anche l’avvio dell’assemblea nazionale dell’Anci, prevista proprio sulla Ruby. I lavori sono invece stati spostati a Trieste. 
 
Pd: infortuni frutto dei ritmi di lavoro  
Omar Greco chiede una riflessione ai sindaci dell’Anci
 
 
Per Omar Greco, segretario provinciale del pd «l’ennesimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri non può che portarci, ancora una volta nello spazio di pochi mesi, a una profonda riflessione. Lascia sgomenti e senza parole ciò che è successo in cantiere, con la morte di un operaio durante un normale turno di lavoro. Al momento non è chiara l’esatta dinamica dell’incidente, per cui non sarebbe corretto esprimere giudizi definitivi. Certo è – afferma Greco – che si fa ormai fatica a trovare le parole per commentare questa ennesima tragedia sui luoghi di lavoro. E che ciò avvenga nella principale realtà industriale della nostra provincia, ci fa capire quanto ancora rimanga da fare per limitare al massimo i rischi per le persone che svolgono quotidianamente la propria attività».
Per Greco e il Pd «le trasformazioni in atto nei processi produttivi stanno accelerando la frequenza degli incidenti e in particolare in Fincantieri questa condizione si manifesta in tutta la sua tragicità. Non possiamo accettare che nel nostro Paese 4 persone al giorno perdano la vita guadagnandosi da vivere. Questa è una piaga che dobbiamo sconfiggere e per farlo abbiamo bisogno di riflettere attentamente attorno alla realtà che ci circonda». Greco chiede quindi maggiori investimenti nella sicurezza, prestare maggiore attenzione alle richieste dei sindacati che conoscono le realtà in cui si opera, per migliorare una situazione che, al momento, appare drammatica.
Greco esprime quindi il cordoglio del Pd alla famiglia dell’operaio deceduto, l’ennesima famiglia distrutta da una tragedia che non può trovare giustificazione. Infine un appello all’Anci che in questi giorni doveva tenere una parte della propria assemblea nazionale a bordo della Rudy Princess: quello di avviare un dibattito sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. «Si sfrutti questo momento di ribalta mediatica nazionale – conclude Omar Greco – per richiamare l’attenzione di tutti, e in particolare del governo nazionale, su un tema che deve stare al centro del dibattito politico, soprattutto in una realtà, come Monfalcone, la cui storia è stata sempre legata a doppio filo all’industria manifatturiera».