Il Piccolo, 22 ottobre 2008 
 
L’INCIDENTE IN FINCANTIERI  
L’addio all’operaio morto, la città si ferma  
Due ore di lavoro devolute alla famiglia. Rinviata la trattativa per l’integrativo 
OGGI ALLE 14 NELLA CHIESA DI SAN LORENZO A RONCHI I FUNERALI DI MAURO MICHELE SORGO
 
 
Lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone rallenterà oggi i suoi ritmi, perché saranno tanti i lavoratori che hanno anticipato ieri la volontà di partecipare all’ultimo saluto a Mauro Michele Sorgo, il collega rimasto vittima una settimana fa di un incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess. Attorno alla famiglia oggi, alle 14, nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi, dove sarà celebrato il funerale, si stringeranno anche gli amministratori locali e la dirigenza dello stabilimento di Fincantieri, ma anche delegazioni provenienti da alcuni degli altri stabilimenti e sedi della società. Saranno presenti anche i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm dello stabilimento ieri hanno chiesto formalmente proprio ai tre coordinatori e all’ad di Fincantieri Giuseppe Bono di rinviare il nuovo incontro per il rinnovo del contratto integrativo che era stato fissato proprio per questa mattina a Roma.
«Siamo contenti che si sia deciso di far slittare l’appuntamento a venerdì – afferma il coordinatore Uilm nella Rsu, Luca Furlan -, pur conoscendo gli impegni che ci sono a livello sia dell’azienda sia dei tre coordinatori». Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai suoi dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le 2 ore di lavoro di cui le Rsu hanno sollecitato la devoluzione saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud. Ci sono anche altre ditte e lavoratori che si sono mossi raccogliendo offerte in contanti. Speriamo che l’ufficio personale del cantiere possa funzionare come punto di riferimento, in grado poi di trasferire quanto donato alla famiglia». L’amministrazione, che sabato scorso ha proclamato il lutto cittadino in segno di cordoglio per la morte di Mauro Sorgo, sarà presente con la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci, che avrebbe dovuto debuttare proprio a bordo della Ruby Princess. Un appuntamento cancellato dall’Associazione dei Comuni, di cui Pizzolitto è presidente regionale, in seguito all’infortunio mortale. Nel giorno dei funerali i segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo, «anch’essi vittime di questa ennesima circostanza drammatica e inacettabile, come lo sono tutte le morti sul lavoro». Le segreterie confederali sottolineano di condividere «da sempre la denuncia delle Rsu Fincantieri e del sindacato di categoria nei confronti della direzione di stabilimento: la ricerca di tempi di realizzazione più brevi, costi più contenuti, l’utilizzo di appalti scarsamente controllati, senza un adeguato miglioramento delle tecnologie ed una seria formazione professionale e sulla sicurezza, non possono che produrre infortuni». Cgil, Cisl e Uil stanno però denunciando da tempo, ricordano i tre segretari, l’inadeguatezza degli organici della Uopsal, la Medicina del lavoro dell’Ass. «Risorse deliberate dalla Regione e messe a disposizione per questo già dal 2005 – affermano i segretari – non sono state utilizzate dalla direzione dell’Ass, penalizzando di fatto la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. Senza organici adeguati la vigilanza, la repressione, le sanzioni ovvero la prevenzione si fa in modo molto approssimativo e continuando così qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di altri possibili incidenti». Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi un maggiore impegno delle autonomie locali, della Prefettura, della Regione.
Laura Blasich

BOSCAROLLI  
La solidarietà dei commercianti
 
 
I commercianti del Monfalconese condividono il lutto per la morte di Mauro Sorgo, vittima di un infortunio sul lavoro nello stabilimento Fincantieri. Lo sottolinea il presidente dell’Ascom cittadino e mandamentale, Glauco Boscarolli, rispondendo implicitamente alle sollecitazioni giunte in questi giorni dai suoi associati, dopo la scarsa riuscita della serrata di un quarto d’ora voluta proprio dall’Ascom sabato in concomitanza con il lutto cittadino. «La notizia della proclamazione del lutto cittadino mi è pervenuta solo nel pomeriggio di Venerdì 17 – spiega Boscarolli -. Non ho potuto quindi che decidere di fare un limitato giro di telefonate entro la serata, limitato in quanto non avevamo il tempo di chiamare gli oltre 700 commercianti del mandamento». Secondo Boscarolli, la partecipazione è stata limitata. «Me ne scuso e prego la famiglia e i colleghi di Mauro Sorgo di accogliere le sincere condoglianze mie e dei commercianti – afferma quindi Boscarolli -. Invito i sindacati a confidare nel fatto che il commercio è consapevole del fatto che facciamo tutti parte di una realtà sociale comune e unita. In questi giorni siamo impegnati a sostenere, a esempio, la battaglia sindacale sulle aperture domenicali e ancor più a definire importanti linee di finanziamento, oltre 2 milioni di euro, per difendere l’occupazione e le imprese della nostra provincia a fronte della crisi mondiale dell’economia». 
 
I sindacati ai sindaci: «Sicurezza al primo posto»  
Chiesti interventi per l’integrazione dei lavoratori stranieri. «In provincia troppi infortuni»
 
 
I sindacati chiedono sicurezza sul posto di lavoro, alla luce dell’ultimo incidente mortale avvenuto in Fincantieri. Lo hanno ribadito ieri i segretari provinciali di Cisl, Cgil e Uil ai sindaci dei 16 comuni dell’Associazione «Città dei motori». Come testimoniato dalla presidente dell’associazione e sindaco di Maranello, Lucia Borsi, Monfalcone non è l’unica a dover gestire la coesistenza di grandi fabbriche, con tutte le conseguenze sul piano economico e sociale che queste comportano. L’impatto delle fabbriche è fortte. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha presentato alcuni dati ai presenti: solo Fincantieri conta 1.500 operai interni e 3.500 persone che lavorano per le ditte esterne. Il 12,6% della popolazione monfalconese è costituita da stranieri. Pizzolitto ha poi parlato di promozione del territorio in relazione ai marchi e ai prodotti realizzati nelle fabbriche cittadine: Fincantieri, Ansaldo ed Eaton. «Bisogna sfruttare la produzione per veicolare il valore e l’importanza della sicurezza sul posto di lavoro», ha affermato il segretario provinciale della Cisl, Umberto Brusciano, rifacendosi a quanto affermato dal sindaco. Brusciano ha evidenziato anche il triste primato conquistato dalla provincia di Gorizia: nella classifica nazionale è al secondo posto per la quantità di infortuni sul lavoro. Effettivamente basta pensare ai due incidenti mortali avvenuti nel cantiere navale negli ultimi 6 mesi.
Due morti bianche che non devono passare inosservate, ma devono servire ad accelerare i tempi per varare il testo unico sulla sicurezza. «Serve una normativa sostanziale, non formale, che informi i lavoratori sui rischi del luogo in cui lavorano e sulle norme da seguire durante lo svolgimento dell’attività», ha spiegato Brusciano. E ha posto l’attenzione anche sui tanti stranieri che lavorano in città. Molti non conoscono perfettamente la nostra lingua e questa mancanza rappresenta la prima fonte di insicurezza nelle fabbriche, un problema da risolvere al più presto. Su questo argomento è tornato anche Giacinto Menis della Uil, che ha parlato di obblighi per i datori di lavoro. Uno su tutti: informare e formare il lavoratore, compreso l’insegnamento della lingua utilizzata nel luogo di lavoro. Attraverso un gioco di parole, Menis ha detto: «Le Città dei motori devono essere il motore della sicurezza nei posti di lavoro». Il segretario della Uil ha spiegato che le morti bianche non sono solo disgrazie. Non è un caso che siano più frequenti fra immigrati e precari e che avvengano verso la fine dei lavori, quando le persone sono più stanche e i ritmi più frenetici. Paolo Liva, segretario provinciale della Cgil, ha evidenziato i cambiamenti subiti da Monfalcone. «Fino a qualche anno fa i cantierini erano orgogliosi delle navi che costruivano – ha detto – e si intristivano quando prendevano il largo. Oggi questo non avviene più. Gli stranieri e i trasferisti non sono integrati, perciò non riescono ad affezionarsi al lavoro che svolgono».
Rossella de Candia 
 
Messaggero Veneto, 22 ottobre 2008 
 
Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato ieri sera in municipio a Monfalcone i sindaci delle Città dei Motori. Evidenziata anche la situazione di precari e immigrati  
Sicurezza: appello dei sindacati a Fincantieri  
«Sia veicolo di marketing territoriale, ma anche esempio per il rispetto delle norme»
 
 
MONFALCONE. Sicurezza sul lavoro e prospettive dell’industria: ieri incontro tra sindacati e sindaci del territorio. «Fincantieri sia veicolo di marketing territoriale, ma sia anche veicolo di applicazione delle norme della sicurezza sul lavoro e si assuma, contestualmente, anche il peso dell’impatto sociale che il suo modello produttivo porta al territorio».
D’altra parte, l’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, solleciti il Governo perché si arrivi all’approvazione rapida del testo unico sulla sicurezza, testo che contiene tutti gli strumenti, tra cui il documento di rischio aziendale, per poter agire concretamente a salvaguardia dei lavoratori.
Sono queste le richieste che i segretari provinciali di Cgil, Paola Liva, Cisl, Umberto Brusciano e Uil, Giacinto Menis hanno presentato all’Associazione dei sindaci delle Città dei Motori, riuniti in assemblea a Monfalcone, a margine della XXV Assemblea nazionale dell’Anci che si aprirà oggi a Trieste. Al presidente dell’associazione, Lucia Bursi sindaco di Maranello, ma anche agli altri primi cittadini tra cui appunto anche il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, i tre sindacalisti, che hanno ricordato come Monfalcone abbia registrato in meno di sei mesi due morti sul lavoro, hanno evidenziato in modo chiaro luci e ombre della situazione monfalconese, dove il Cantiere ha rappresentato sicuramente l’ossatura di una nuova e importante economia, ma dove, tramite un modello produttivo che vede il ricorso massiccio agli appalti e quindi alla ditte private “esterne” al cantiere, sono piovuti anche problemi legati alla presenza di migliaia di lavoratori stranieri extracomunitari e trasferisti provenienti dal Sud Italia. Presenza che ha avuto in forte impatto sociale su tutta la città, incidendo sull’emergenza abitativa e sull’aumento della richiesta di servizi. Hanno d’altra parte ricordato come la presenza di lavoratori precari, con insufficiente formazione, che spesso non conoscono la lingua italiana incida fortemente sul grado di sicurezza con cui viene svolto il lavoro, tanto che purtroppo la provincia di Gorizia è ai primi posti per il numero di infortuni.
«Occorre lavorare tutti con impegno e responsabilità per l’obiettivo di arrivare ad uno sviluppo che si configuri nell’ambito del buon lavoro. Fincantieri è un’azienda grande e come tutte le grandi aziende deve essere riferimento per le più piccole, ma non solo dal punto di vista produttivo, ma anche del rispetto delle regole», ha detto Brusciano, mentre Liva, riconoscendo che a Monfalcone, «piccola città che vive i problemi di una grande città si verifichi il preoccupante fenomeno della perdita d’orgoglio rispetto a ciò che si realizza. Un tempo chi lavorava al cantiere era davvero orgoglioso di ciò che realizzava, ora i lavoratori, che arrivano da fuori, non si integrano nel territorio e nemmeno nell’azienda». Ha sollecitato anche un potenziamento e una riorganizzazione della Medicina del lavoro, perché finalmente si chiariscano ruoli e compiti.
Cristina Visintini
 
Questo pomeriggio i funerali dell’operaio  
Nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi l’addio a Michele Sorgo, morto alla Fincantieri
 
 
RONCHI DEI LEGIONARI. Sarà celebrato oggi alle 14 nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo il funerale di Michele Mauro Sorgo, l’operaio 43enne deceduto mercoledì scorso in un tragico infortunio avvenuto sulla Ruby Princess, nave realizzata nei cantieri navali di Monfalcone. Dopo la messa il corteo funebre partirà alla volta del cimitero di Staranzano dove l’uomo sarà sepolto.
L’autopsia, effettuata sul corpo lunedì, non avrebbe fatto emergere elementi diversi rispetto a quanto già, purtroppo, conosciuto: lo schiacciamento del corpo di Sorgo da parte della porta tagliafuoco della sala macchine ha provocato lesioni incompatibili con la vita. Secondo quanto riferito dalla Procura di Gorizia non sarebbero per ora stati emmessi avvisi di garanzia, ma proseguono gli accertamenti e i sopralluoghi tesi ad accertare la dinamica dell’infortunio. Oltretutto già nei giorni scorsi la ripetuta simulazione di black out, esercitazione durante cui l’operaio ronchese ha perso la vita, non avrebbe rivelato alcuna anomalia nel sistema.
In concomitanza con il funerale avrebbe dovuto tenersi a Roma l’incontro tra sindacati e azienda per la discussione del contratto integrativo Fincantieri, che invece è stato fatto slittare a venerdì. Saranno presenti al funerale anche gli amministratori (la vicesindaco Silvia Altran, perché il primo cittadino Gianfranco Pizzolitto deve presenziare all’apertura dell’assemblea nazionale dell’Anci), i dirigenti delle stabilimento Fincantieri e i coordinatori della navalmeccanica di Fim-Cisl Emilio Lonati, Fiom Sandro Bianchi e Uilm Mario Ghini «per dimostrare – spiegano le Rsu di stabilimento – che si fa parte di un vero gruppo sempre, non solo in occasione per la realizzazione delle navi». Hanno dato la loro adesione e solidarietà anche le Rsu di Muggia e di Marghera. Intanto Fincantieri ha confermato che raddoppierà la cifra devoluta dai propri dipendenti a sostegno della famiglia di Mauro Sorgo. Le due ore di lavoro sollecitate dalle Rsu saranno fra l’altro trattenute già con la busta paga di ottobre, in modo da rendere più immediato l’aiuto. Continuano ad attivarsi anche imprese e lavoratori dell’indotto per fornire un contributo tangibile con la propria solidarietà. «Hanno aderito la Rimont, l’impresa croata per la quale lavorava Yuko Jerko, l’altra vittima di un infortunio sul lavoro in Fincantieri – spiega Furlan -, e anche la Beraud». I segreteri provinciali Paolo Liva, Umberto Brusciano e Giacinto Menis, in concomitanza con i funerali, esprimono il loro cordoglio ai familiari di Mauro Sorgo. (c.v.)