Il Piccolo, 30 ottobre 2008 
 
OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA 
Affittavano in nero a bengalesi e trasfertisti, scoperti 30 casi  
L’evasione accertata in città sfiorerebbe i 300mila euro
 
 
Duro colpo inferto a chi affitta in nero alloggi a Monfalcone da parte della Guardia di finanza che, nell’ambito di una complessa operazione a livello regionale, ha fatto emergere una trentina di casi di loocazioni irregolari in città per un’evasione che si aggirerebbe attorno ai 300mila euro. Gli appartamenti finiti nel mirino della Finanza erano stati affittati nella quasi totalità a lavoratori meridionali delle ditte private che lavorano nell’appalto Fincantieri o a famiglie di cittadini del Bangladesh, pure impegnati nel cantiere navale.
Di recente, proprio a Monfalcone, erano state riscontrate situazioni di estrema gravità in tal senso: dal caso di due extracomunitari bengalesi che pagavano 250 euro al mese a testa solo per poter usufruire di un posto-letto, ai numerosi casi di interi gruppi di lavoratori stranieri costretti a vivere in subaffitto in alloggi regolarmente affittati, ad altri casi di persone costrette ad accettare la formula del «50+50» con la registrazione di metà del canone di affitto e la restante parte in nero. Frequenti a Monfalcone, inoltre, i casi di più famiglie bengalesi che vivono nello stesso alloggio dividendosi un canone doppio o triplo rispetto a quello regolarmente previsto. Trasfertisti, insomma, ancora troppo spesso anello debole del mercato della casa a Monfalcone.
In provincia di Gorizia i casi di affitti in nero scoperti dalla Gdf sono stati una quarantina, trenta dei quali, appunto, a Monfalcone. E tutte le situazioni che la Finanza ha accertato in città sono risultate irregolari.
Con questi risultati si è conclusa una prima fase di controlli mirati, orientati all’intensificazione del contrasto all’evasione fiscale, sviluppata dalla Guardia di finanza in regione nel settore dei canoni riscossi «in nero» sui contratti di locazione sottoscritti per l’utilizzazione di immobili destinati a civile abitazione. In Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2008, sono state 93 le verifiche svolte che hanno consentito di recuperare un’evasione complessiva pari a 2,2 milioni di euro contro i 2,6 milioni relativi allo scorso anno. A conferma che il fenomeno non è stato ancora del tutto debellato. A Monfalcone, dunque, sotto tiro della Gdf quasi esclusivamente gli appartamenti affittati, a prezzi a volte esorbitanti, a trasfertisti del cantiere, italiani e stranieri. E pochissime sarebbero le irregolarità emerse in seguito alla denuncia degli inquilini.
A rendere efficace l’azione della Finanza sono stati l’implementazione di processi di analisi informatica, sorretti da una più efficace utilizzazione delle banche-dati a disposizione del Corpo e coniugate con l’esame incrociato delle segnalazioni inviate dalle Questure, con riferimento ai nuovi soggetti residenti nella circoscrizione di competenza.
Per ogni posizione oggetto di segnalazione è stata verificata l’eventuale disponibilità di immobili di proprietà coincidenti con l’indirizzo di residenza segnalato, o la titolarità di contratti di locazione sottoscritti con i rispettivi proprietari e regolarmente registrati negli uffici finanziari. Una volta accertato l’esito negativo dei riscontri, ai soggetti interessati sono stati inviati appositi questionari al fine di chiarire la natura del possesso dell’immobile dichiarato quale residenza e verificarne di conseguenza il corretto inquadramento sotto il profilo fiscale.
Il monitoraggio ha consento così, nell’ultimo anno e mezzo, in particolare per le Fiamme gialle di Gorizia, dove i risultati sono stati di maggiore rilievo, di scoprire un ammontare di canoni di locazione corrisposti «in nero» e, quindi, mai dichiarati agli uffici giudiziari, per oltre mezzo milione di euro. (f.m.)

IN FLESSIONE IL COSTO DEGLI ALLOGGI USATI  
Gli stranieri comprano casa in centro  
I monfalconesi tendono a trasferirsi in periferia o nei paesi vicini
 
 
Il centro è sempre più dei «nuovi monfalconesi». Quelli di più o meno lunga data, se possono, se ne vanno, cercando abitazioni con più alti standard qualitativi, un po’ di verde e un contesto più tranquillo. La conferma arriva dagli agenti immobiliari, alle prese con un mercato semprepiù complicato. Anche a causa di un quadro generale che ha visto i tassi di interesse crescere e le banche non concedere più prestiti sul 100%, il mercato ha visto nell’ultimo anno una discesa dei prezzi a Monfalcone, soprattutto per l’usato. Gli stranieri quindi acquistano, da un lato perché la rata del mutuo alla fine è pari a quella di un mese di affitto, assicurando però in compenso alla lunga la proprietà dell’appartamento, dall’altro perché alle volte sembra essere l’unica alternativa. «In città rimane una grande richiesta di alloggi in affitto – spiega Susanna Marusig, rappresentante degli agenti immobiliari -, ma abbiamo difficoltà a reperirli per gli stranieri». In sostanza, a Monfalcone esistono appartamenti che sono disponibili per la locazione, ma rimangono vuoti in attesa di inquilini «appropriati». «Credo che i proprietari dovrebbero però fare mente locale rispetto la realtà di Monfalcone», aggiunge la Marusig. «Quella dal centro non è una vera e propria fuga – spiega -, ma il fenomeno esiste, perché c’è la ricerca di una qualità diversa rispetto alloggi di 40 anni fa, di verde e di un habitat complessivamente diverso». Hanno quindi mercato le nuove edificazioni che stanno sorgendo a ridosso del centro? «Sì, ma l’acquisto rimane condizionato dalla possibilità di chi vorrebbe comprare di vendere il proprio appartamento – afferma -. Cosa non facile al momento per una serie di concause legate alla situazione economica e finanziaria. La gente tende a stare alla finestra, anche se i prezzi sono scesi, e le banche hanno ristretto il credito».
Gli istituti in sostanza vogliono più garanzie e stentano a erogare un mutuo pari al 100% del valore dell’immobile. Se fino a un anno fa, un appartamento a Monfalcone si vendeva nel giro di 2-3 mesi, adesso ce ne vogliono 5-6, anche perché i proprietari non vogliono scendere troppo con il prezzo. «Anche se davvero la situazione è cambiata rispetto solo un anno fa», sottolinea Susanna Marusig. In compenso in quest’ultimo periodo c’è anche chi acquista come investimento alternativo ad azioni e bond sempre meno affidabili. Rispetto le stime estive, a Monfalcone il prezzo dell’usato in buono stato rimane stabile tra i 1.050 e i 1.250 euro al metro quadro, in ogni caso 150 euro in meno rispetto il 2007, e quello da ristrutturare tra gli 800 e i 1.000 euro (fino a 200 euro in meno). Il nuovo-ristrutturato varia invece tra i 1.500 e i 1.900 euro a metro quadrato. (la.bl.) 

Messaggero Veneto, 30 ottobre 2008 
  
Canoni “in nero”, evasioni per 2,2 milioni  
Riscontrate 30 irregolarità nei contratti d’affitto che riguardano soprattutto gli extracomunitari 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Trenta irregolarità nei contratti di affitto scoperte dalla Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia nel corso di quaranta posizione soggettive controllate sono state individuate a Monfalcone. Quindi, a fronte dell’irregolarità del 95% delle posizioni controllate, il 78% di queste è stato individuato a Monfalcone, colpendo così in modo deciso chi, nella città dei cantieri, affitta alloggi in nero. Complessa l’operazione della Guardia di Finanza, eseguita a livello regionale e che ha fatto, quindi, emergere una trentina di casi di locazioni irregolari a Monfalcone per un’evasione che si aggirerebbe sui 300mila euro. Gli appartamenti controllati dai Berretti Verdi erano stati quasi tutti affittati a lavoratori meridionali o a famiglie di cittadini del Bangladesh delle ditte private che lavorano in appalto in Fincantieri.
Il risultato della Guardia di Finanza arriva a poca distanza dalla scoperta, sempre a Monfalcone, di casi in cui lavoratori di origine bangledesha pagavano ben 250 euro al mese per un posto letto o altri che, pur di avere una casa, dovevano accettare di pagare l’affitto versando il 50% della quota “in nero”.
A fronte poi di affitti esorbitanti, non sono infrequenti i casi di nuclei familiari extracomunitari che per poter pagare la retta devono dividere una casa in più famiglie, accontendandosi di una sola stanza per dormire anche in quattro o cinque.
Una situazione ormai insostenibile, testimoniata dal fatto che tutte le situazioni che la Gdf ha controllato in città sono risultate irregolari. Con questi risultati si è conclusa una prima fase di controlli mirati, orientati all’intensificazione del contrasto all’evasione fiscale, sviluppata dalla Guardia di finanza in regione nel settore dei canoni riscossi «in nero» sui contratti di locazione sottoscritti per l’utilizzazione di immobili destinati a civile abitazione. In Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2008, sono state 93 le verifiche svolte che hanno consentito di recuperare un’evasione pari a 2,2 milioni di euro contro i 2,6 milioni individuati nel 2007). A rendere efficace l’azione della Finanza sono stati l’implementazione di processi di analisi informatica, sorretti da una più efficace utilizzazione delle banche-dati a disposizione del Corpo e coniugate con l’esame incrociato delle segnalazioni inviate dalle Questure, con riferimento ai nuovi soggetti residenti nella circoscrizione di competenza. Per ogni posizione oggetto di segnalazione è stata verificata l’eventuale disponibilità di immobili di proprietà coincidenti con l’indirizzo di residenza segnalato, o la titolarità di contratti di locazione sottoscritti con i rispettivi proprietari e regolarmente registrati negli uffici finanziari. All’esito negativo dei riscontri, ai soggetti interessati sono stati inviati appositi questionari al fine di chiarire la natura del possesso dell’immobile dichiarato quale residenza e verificarne di conseguenza il corretto inquadramento sotto il profilo fiscale.
Il monitoraggio ha consento così, nell’ultimo anno e mezzo, in particolare per le Fiamme gialle di Gorizia, dove i risultati sono stati di rilievo, di scoprire un ammontare di canoni di locazione corrisposti «in nero» e, quindi, mai dichiarati agli uffici giudiziari in sede di dichiarazione, per oltre mezzo milione di euro.

Il Piccolo, 02 novembre 2008 
 
AFFITTI IN NERO  
Perrone (PdCi) chiede una vertenza-casa
 
 
I sindaci del mandamento e non della sola Monfalcone devono aprire una vera e propria vertenza casa nei confronti di Stato, Regione, Ater. Lo afferma il segretario provinciale del PdCi Alessandro Perrone a fronte dell’ultima indagine della Guardia di finanza che ha scoperto nel Monfalconese ben il 95% d’irregolarità negli affitti controllati, pari a 500 mila euro di evasione fiscale. Il sindacato degli inquilini Sunia, ricorda Alessandro Perrone, ha inoltre lanciato l’allarme che riguarda la provincia di Gorizia sulla mancata proroga del blocco degli sfratti al 30 giugno 2009. «Tutto ciò senza che il Governo abbia ancora stabilito – sottolinea il segretario provinciale del PdCi – la dotazione finanziaria e le modalità d’attuazione del Piano casa nazionale. Ciò è solo l’ultima conferma della grave situazione abitativa del nostro territorio e dell’ormai dilagante speculazione ai danni delle fasce più deboli della società».
Occorre quindi subito «un piano d’emergenza dei Comuni del mandamento per rispondere alla necessità d’alloggi sul territorio.
«I sindaci dovrebbero lanciare allo Stato, alla Regione, e all’Ater – conclude Perrone – una vera e propria vertenza casa, per dare quelle risposte che i cittadini si aspettano dalle proprie istituzioni locali».

Messaggero Veneto, 03 novembre 2008 
  
Appello per l’emergenza abitativa 
 
MONFALCONE. Per Monfalcone e il Monfalconese serve subito avviare una “vertenza casa”.
Lo chiede a nome del Partito dei comunisti italiani, il segretario provinciale Alessandro Perrone, richiamandosi alla notizia di questi giorni che la Gdf dopo indagini incrociate sugli affitti, su 40 controlli effettuati ha scoperto che ben il 95% dei casi erano irregolari e di questi praticamente l’80% è risultato interessare degli alloggi di Monfalcone, con un’evasione calcolata di 500 mila euro. Oltre a ciò Perrone ricorda che nei giorni scorsi il Sunia, sindacato degli inquilini assegnatari ha lanciato l’allarme che riguarda la nostra provincia sulla mancata proroga del blocco degli sfratti al 30 giugno 2009.
«Tutto ciò senza che il Governo abbia ancora stabilito la dotazione finanziaria e le modalità d’attuazione del Piano casa nazionale. Ciò è solo l’ultima conferma della grave situazione abitativa del nostro territorio e dell’ormai dilagante speculazione ai danni delle fasce più deboli della società» dice Perrone, sottolineando come occorra subito un piano d’emergenza dei comuni del mandamento per rispondere alla necessità d’alloggi sul territorio.