Il Piccolo, 30 ottobre 2008 
  
NUOVO INCONTRO IL 4 NOVEMBRE  
Integrativo, vertenza bloccata Fiom-Cgil pronta a dare battaglia
 
 
La Fiom-Cgil è pronta alla battaglia per portare a casa un nuovo contratto integrativo del gruppo Fincantieri che fornisca risposte concrete ai lavoratori. «Se dal 4 novembre, data del nuovo incontro a Roma, l’azienda non inizierà a fornire delle risposte – spiega il coordinatore dell’organizzazione nella Rsu di stabilimento, Moreno Luxich -, la Fiom metterà in campo azioni forti, in grado però di non far perdere salario ai lavoratori, provocando nello stesso tempo le maggiori difficoltà a Fincantieri». Luxich ieri nell’assemblea tenuta con gli iscritti nel cantiere di Monfalcone durante l’ora di sciopero proclamata dopo il confronto di venerdì scorso, ha sottolineato l’esigenza che i lavoratori siano uniti e lo siano a fianco della Fiom, «la sola organizzazione che può smuovere la vertenza». L’invito è stato lanciato a fronte dei contenuti dell’ultimo incontro con i vertici della società. «Fincantieri ha presentato un documento in cui si sottolinea i pericoli rappresentati dalla crisi economica e finanziaria – ha riferito Luxich -. Secondo l’azienda, la crisi determinerà una consistente riduzione della domanda di nuove navi». Il documento aziendale insiste sul deprezzamento del dollaro e sul forte aumento del prezzo del petrolio e dell’acciaio, come cause della riduzione della domanda di nuove navi. L’analisi, però, rileva la Fiom, è ormai superata, perché il prezzo del petrolio si è dimezzato, quello dell’acciaio ha subito un crollo e il rapporto euro-dollaro è tornato ai livelli del 2005. Rispetto alla situazione aziendale, la Fiom osserva ancora come il valore dell’attuale portafoglio ordini della società resti comunque maggiore di quelli esistenti nel 2000 e nel 2004, quando sono stati siglati i precedenti accordi. 
 

Messaggero Veneto, 30 ottobre 2008 
 
Monfalcone. Il coordinatore della Fiom, Luxich, chiede garanzie all’azienda sul contratto integrativo  
Sindacati, ultimatum alla Fincantieri
 
 
MONFALCONE. Se dal 4 novembre, giorno in cui è previsto il nuovo incontro a Roma, Fincantieri non inizierà a fornire delle risposte, la Fiom intende organizzare iniziative forti, in grado di non far perdere il salario ai lavoratori, ma dimettere seriamente in difficoltà l’azienda. Lo ha annunciato il coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento, Moreno Luxich, ieri, nell’assemblea tenuta con gli iscritti nel cantiere navale di Monfalcone durante l’ora di sciopero proclamata dopo l’esito negativo del confronto di venerdì scorso sul rinnovo del contratto integrativo. Luxich ha anche sottolineato l’esigenza che i lavoratori siano uniti e lo siano a fianco della Fiom, «la sola organizzazione che può smuovere la vertenza». Ieri avrebbe dovuto essere presente il coordinatore nazionale Fiom per la caniteristica, Sandro Bianchi ma a causa del maltempo il volo da Fiumicino che l’avrebbe dovuto portare a Ronchi è stati cancellato. Ma non sono state cancellate le assemblee che sono servite a spiegare come i contenuti dell’ultimo incontro con i vertici della società.
«Fincantieri ha presentato un documento in cui si sottolineano i pericoli rappresentati dalla crisi economica e finanziaria – ha riferito in assemblea Luxich –. Secondo l’azienda, la crisi determinerà una consistente riduzione, se non un crollo, della domanda di nuove navi». Il documento aziendale insiste molto sul deprezzamento del dollaro e sul forte aumento del prezzo del petrolio e dell’acciaio, come cause della riduzione della domanda di nuove navi. L’analisi, però, rileva la Fiom nazionale, è ormai superata, perché il prezzo del petrolio si è dimezzato, quello dell’acciaio ha subito un crollo e il rapporto euro-dollaro è tornato ai livelli del 2005.
La Fiom ritiene inoltre che il forte scarto denunciato da Fincantieri tra ore di presenza (1.523) e quelle effettive (1.070) mediamente lavorate in un anno non dipenda da fenomeni di assenteismo, ma a problemi di organizzazione aziendale,che dovrebbe quindi essere migliorata.