Il Piccolo, 15 novembre 2008 
 
EDILIZIA PUBBLICA  
Via libera del Comune all’autorecupero  
Intervento a carico di privati su appartamenti bisognosi di manutenzione 
Pubblicato il bando per la scelta del professionista cui sarà affidato il progetto di ristrutturazione
 
 
Entro il prossimo anno potrà prendere il via il progetto di autorecupero di 6 alloggi di proprietà pubblica, al momento sfitti proprio perché bisognosi di essere sottoposti a una manutenzione straordinaria. L’amministrazione Pizzolitto ha proprio in questi giorni effettuato il secondo passo concreto, dopo la firma, il 3 agosto scorso, della convenzione con l’Ater per mettere in campo il progetto di autorecupero che affida la realizzazione dei lavori in sostanza a nuclei familiari destinati quindi a entrare negli alloggi ristrutturati. Il Comune di Monfalcone ha pubblicato il bando per scegliere il professionista o lo studio che dovrà realizzare lo studio di fattibilità del progetto sperimentale per l’autorecupero dei 6 alloggi, concentrati in un’unica palazzina. I tempi, in questo caso, sono abbastanza stretti, perché le domande vanno presentate entro il primo dicembre. Il professionista avrà poi 90 giorni di tempo dal conferimento dell’incarico, che avrà un costo complessivo per l’ente di 19.200 euro, per consegnare il progetto e consentire all’amministrazione Pizzolitto e all’Ater di mettere in pratica l’autorecupero. «Lo studio di fattibilità dovrà individuare gli interventi da effettuare e il costo complessivo dell’operazione – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin – e, di conseguenza, anche il tipo di bando da pubblicare. Si tratta cioé di capire se gli autorecuperatori entreranno negli alloggi come affittuari o come proprietari». L’assessore Morsolin sottolinea comunque la valenza sociale del progetto, che va al di là del semplice riutilizzo degli appartamenti, pure importantissimo, vista la situazione di tensione che permanere sempre sul fronte abitativo a Monfalcone. «L’obiettivo è anche quello di creare un legame tra quanti lavoreranno al recupero – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali -, perché tutti gli appartamenti saranno ristrutturati assieme e saranno poi assegnati in base a un meccanismo casuale». Il Comune ritiene che la possibilità creata assieme all’Ater di andare al recupero dei 6 alloggi non andrà mancata, anche perché l’ente locale aveva già ricevuto delle sollecitazioni e delle richieste rispetto un’azione di questo genere. I destinatari dell’intervento sono nuclei familiari e soggetti che possiedono i requisiti previsti dalla legge regionale 6 del 2003 per l’assegnazione degli alloggi in edilizia convenzionata. 
 
L’AZIENDA  
«Nessuna discrezionalità nelle assegnazioni»
 
 
L’Ater non ha alcun potere di discrezionalità nell’ambito delle assegnazioni degli immobili. «La nostra attività – spiega il direttore Sergio De Martino – è disciplinata dalla legge regionale che prevede precise disposizioni». Rigore sia in ordine alle procedure che ai criteri stabiliti nell’ambito dei requisiti richiesti ai fini dell’inserimento in graduatoria. Il sistema s’avvale di una «griglia di punteggi» alla quale i richiedenti vengono indistintamente equiparati, senza alcuna priorità o «corsia preferenziale». Ai fini della veridicità dei requisiti, è previsto altresì un controllo incrociato con l’Agenzia delle entrate in relazione al reddito imponibile Irpef dichiarato dall’utente.
L’assegnazione segue precise scansioni. A fronte della disponibilità di alloggi, l’Ater procede con l’indizione del bando pubblico riservato ai residenti. Vengono indicati tempi e modalità di partecipazione. Le domande approdano direttamente ad una commissione regionale, presieduta da un magistrato. È questa commissione, dunque, e non l’Ater, a redigere la graduatoria degli utenti beneficiari attribuendo specifici punteggi, legati sostanzialmente al reddito denunciato, alla composizione del nucleo familiare, nonchè alla condizione alloggiativa. Si tratta di una graduatoria provvisoria per la quale è prevista, entro un determinato lasso di tempo, la possibilità di opporre eventuale ricorso. Ricevuti i ricorsi, la commissione regionale stila la graduatoria definitiva, nei confronti della quale non c’è più alcuna possibilità di contestazione. Dall’indizione del bando alla graduatoria definitiva passano in media 7-8 mesi.
Nell’assegnazione degli alloggi, va altresì rispettata la congruità tra la caratteristica dell’abitazione messa a disposizione e la tipologia del richiedente. In un’abitazione dotata di tre camere da letto, ad esempio, l’ente non può inserire un nucleo familiare composto da una persona e viceversa. Può pertanto verificarsi una «paradossale» divergenza tra domanda e offerta determinata dal fatto che, a fronte di una nuova disponibilità di immobili non vi siano invece tra i richiedenti inseriti in graduatoria inquilini idonei ai fini dell’assegnazione. Con ciò non riuscendo a «evadere» la lista d’attesa pur in presenza di alloggi, che rimangono sfitti. 
 
L’EMERGENZA CASA IN CITTÀ  
Ater, morosità cresciuta del 50%  
Ad oggi è di 360mila euro il mancato incasso dei canoni 
IN LISTA D’ATTESA 411 DOMANDE PER UN ALLOGGIO POPOLARE
 
 
Monfalconesi in forte sofferenza con il pagamento dei canoni d’affitto degli alloggi popolari. Versamenti non onorati che, nel giro di un anno, hanno raddoppiato le morosità. Le cifre dell’Agenzia territoriale della provincia di Gorizia sono emblematiche. Le morosità, ad oggi, sono quantificate in 360mila euro a Monfalcone, a fronte di un mancato incasso complessivo, relativo dunque all’intera provincia isontina, pari a 1,5 milioni di euro.
Non solo. Come ha spiegato il direttore dell’Ater di Gorizia, Sergio De Martino, nel giro di un anno il «monte morosità» è aumentato del 50%.
Un segnale inequivocabile, per una città ad alta tensione abitativa, sulla crescente «insolvenza» da parte delle famiglie monfalconesi, alle prese con la difficoltà economica di «arrivare a fine mese». Un problema che, fa notare il direttore dell’Ater, unitamente alla recrudescenza della crisi globale, rende sempre più chiaro il fenomeno delle cosiddette «nuove povertà».
Il quadro viene confermato da un altro indice fornito sempre dall’Ater goriziana: le liste d’attesa in città registrano 411 richieste inevase, delle quali, ha precisato il dottor De Martino, almeno metà, quindi 200, riguardano situazioni di particolare sofferenza, interessando le fasce più esposte e deboli della popolazione. Gli utenti sono persone disabili, anziani, nuclei familiari mediamente composti da 4 persone, in particolare trasfertisti. Gli extracomunitari, invece, rappresentano una minima percentuale, calcolati attorno alla quarantina in città. Inquilini tra i più puntuali nella corresponsione dei canoni.
Il direttore dell’Ater lancia una sorta di «grido d’allarme»: «La morosità è così alta e in rapido aumento – osserva De Martino -, da evidenziare chiaramente che siamo all’emergenza sociale. In questo senso, non mi riferisco solo a Monfalcone, perchè il problema è generalizzato. Nella città dei cantieri, comunque, l’indice di morosità è raddoppiato nel giro di un anno. E intanto, a Monfalcone abbiamo bisogno di almeno 200 alloggi per poter soddisfare le situazioni più dolorose, fornendo così una vera e seria risposta solidale agli utenti».
De Martino pone un’altra questione, indicativa peraltro delle conseguenti difficoltà dell’ente che, quale azienda comparata ad una Spa, deve obbligatoriamente comportarsi come un’impresa privata ai fini della gestione dei bilanci: «Seguiamo le stesse normative di una banca. Non possiamo chiudere il bilancio in perdita. Ciò significa che, da un lato, per introitare quanto preventivato ai fini di una sana gestione finanziaria, dobbiamo puntare su minimi indici di morosità. Dall’altro, non abbiamo alcuna libertà nella determinazione dei canoni di locazione che vengono decisi dalla Regione, alla quale siamo soggetti in virtù della legge 6 del 2003. Considerato che la situazione economica generale è molto pesante – continua -, più della metà dei nostri inquilini sono inseriti nell’ambito della fascia ”A”, quella dei meno abbienti. La conseguenza è che l’azienda si trova di fronte all’impossibilità di poter incassare le poste preventivate, a danno delle manutenzioni e di nuove costruzioni». In altre parole, l’Ater costretta a fronteggiare due principi per così dire opposti: dover «ragionare» di fatto come un’azienda privata, ma garantendo per contro un’istanza sociale.
Va altresì considerato un ulteriore elemento: da un paio di anni, le vendite degli immobili sono bloccate. La legge Finanziaria, infatti, presuppone che le ristrutturazioni, come spiega De Martino, debbano passare attraverso le alienazioni del patrimonio dell’Ater, ponendo l’ente di fronte a non facili valutazioni di opportunità economica.
E ancora, altri dati indicativi. A Monfalcone, l’Ater possiede 947 alloggi e ne gestisce un centinaio di proprietà del Comune. Gli alloggi non locati sono 10, di cui 9 dell’Ater e 1 del Comune. Sono invece 37 gli alloggi di proprietà dove è in corso la manutenzione straordinaria, e 9 (7 Ater e 2 comunali) in manutenzione ordinaria. Ci sono poi altri 38 alloggi da sottoporre a manutenzione straordinaria e 24 che l’Ater ha acquistato da Fincantieri, in via Valentinis 70, per i quali è prevista la ristrutturazione.
Dodici abitazioni, inoltre, di cui due del Comune, situati a Panzano e in via Valentinis sono destinati a interventi di sistemazione definiti complessi, ossia, radicali.
Infine, le assegnazioni e le riconsegne. Dal primo gennaio 2008 sono stati riconsegnati per finita locazione ben 46 alloggi (33 dell’Ater e 13 del Comune). L’azienda ha invece assegnato 50 abitazioni (44 Ater e 6 Comune), 28 delle quali, di proprietà dell’ente, di nuova realizzazione.
E qui si apre un altro frangente difficile: «I ”rientri” di alloggi durante l’anno – precisa De Martino – vengono inseriti in un adeguato e necessario programma di manutenzione. Gli immobili riconsegnati dagli inquilini non possono quindi essere subito reimmessi sul mercato affittuario incidendo pertanto sulla tempistica stessa delle assegnazioni». Il rapporto tra domanda e offerta è soggetto a costanti variazioni, determinando anche divergenze tra le istanze dell’inquilino richiedente e la tipologia dell’alloggio disponibile.

Messaggero Veneto, 15 novembre 2008 
 
Monfalcone. Dopo aver firmato la convenzione con l’Ater è stato pubblicato il bando per realizzare lo studio del progetto  
Alloggi pubblici, via all’autorecupero  
Il Comune dovrà stabilire se gli inqulini entreranno come affittuari o propietari
 
 
MONFALCONE. Sulla questione sembrava fosse caduto il silenzio e invece il percorso per la concretizzazione del “progetto di autorecupero” degli alloggi di proprietà pubblica stava procedendo, tanto che entro il prossimo anno potrà prendere il via, interessando sei alloggi in un unica palazzina, al momento sfitti perché bisognosi di essere sottoposti a una manutenzione straordinaria.
Dopo aver firmato lo scorso agosto, la convenzione con l’Ater per mettere in campo il progetto di autorecupero, che affida la realizzazione dei lavori di recupero a nuclei familiari destinati poi a entrare negli alloggi ristrutturati, ora il Comune di Monfalcone ha pubblicato il bando per scegliere il professionista o lo studio che dovrà realizzare lo studio di fattibilità del progetto sperimentale per l’autorecupero, incarico che all’ente costerà 19.200 euro.
Stretti i tempi per la presentazione delle domande, che devono essere consegnate entro il primo dicembre. Il professionista avrà 90 giorni di tempo dal conferimento dell’incarico, per consegnare il progetto e consentire all’amministrazione Pizzolitto e all’Ater di mettere in pratica l’autorecupero. «Lo studio di fattibilità dovrà individuare gli interventi da effettuare e il costo complessivo dell’operazione – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin – e, di conseguenza, anche il tipo di bando da pubblicare. Si tratta cioé di capire se gli autorecuperatori entreranno negli alloggi come affittuari o come proprietari».
L’assessore Morsolin afferma: «L’obiettivo è anche quello di creare un legame tra quanti lavoreranno al recupero – sottolinea Morsolin –, perché tutti gli appartamenti saranno ristrutturati assieme e saranno poi assegnati in base a un meccanismo casuale». L’amministrazione comunale ritiene che la possibilità creata assieme all’Ater di andare al recupero dei sei alloggi non sarà un tentativo a vuoto, anche perché l’ente locale ha già ricevuto sollecitazioni e richieste sul programma di autorecupero, i cui destinatari sono nuclei familiari e soggetti che possiedono i requisiti previsti dalla legge regionale 6 del 2003 per l’assegnazione degli alloggi in edilizia convenzionata.
Le famiglie e le persone interessate e in grado di intervenire per la risistemazione degli appartamenti dovranno costituire una cooperativa di autocostruttori o autorecuperatori. La cooperativa, come previsto dall’accordo di programma sarà supportata da soggetti già esperti in materia, che svolgeranno attività di mediazione sociale e integrazione culturale e offriranno assistenza tecnica per tutta la durata dei lavori.