Il Piccolo, 28 novembre 2008 
 
VERTICE DI OPERATORI DELLA POLIZIA 
Sicurezza: più telecamere e uomini  
Ridotto il piano-illuminazione. Ma la Regione garantisce continuità nei finanziamenti
 
 
di LAURA BORSANI

Telecamere, più uomini, più mezzi e più soldi. Per garantire un controllo efficace sulla mobilità nell’Euroregione dell’area Schengen servono risorse umane e strutturali. Puntando sul coordinamento, su una «strategia sinergica» e su un «linguaggio comune» in fatto di banche dati e normative. Anche Monfalcone gioca un ruolo di peso, considerate le sue peculiarità di città caratterizzata da un’alta concentrazione e flusso immigratorio, unitamente alla valenza economica e produttiva che la pone quale quinto Comune in regione. Lo ha ribadito l’assessore regionale alla Sicurezza, Federica Seganti, ieri, in occasione del convegno organizzato dall’Ipa (International Police Association), presieduta da Franco Stacul. «Nell’ambito dei finanziamenti relativi all’interconnessione tra le sale operative di polizia urbana, carabinieri, polizia e entro breve anche Gdf, nell’Isontino, assieme a Gorizia è inserita Monfalcone». Un riconoscimento alla città dei cantieri, che richiede un interscambio sempre più serrato tra istituzioni. Tanto che l’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, ha lanciato la sua proposta di collaborazione, anche in termini di finanziamenti. Gli oltre 253mila euro determinati dalla Regione per finanziare il Pacchetto-sicurezza presentato dal Comune, ha osservato, rappresentano una tranche di un progetto più ampio, «perchè vogliamo rassicurare i cittadini, ma anche garantire risposte efficaci ad una realtà composita». L’ente locale ha elaborato un piano articolato, che abbraccia tutte le voci previste dal decreto-Seganti. Con lo stanziamento regionale, verrà completata la rete di videosorveglianza, sarà potenziata la centrale operativa del Comando dei vigili urbani, e si interverrà sull’illuminazione nella zona della Rocca e di via Sant’Ambrogio.
«È importante – ha aggiunto Luise – ragionare nella continuità degli interventi. Non ho dubbi sul sostegno e sulla collaborazione della Regione». Monfalcone punta dunque a inserire nuovi e ulteriori tasselli per il suo pacchetto-sicurezza, ritenuto come un piano di progettualità da seguire nel tempo. L’assessore Seganti, da parte sua, lo ha spiegato. «La Regione, il 5 maggio scorso ha introdotto la delega alla Sicurezza. La nostra ambizione è di creare le migliori condizioni per aumentare la collaborazione e la sinergia tra le forze responsabili della sicurezza urbana e territoriale. Una collaborazione che si affianca ai protocolli nazionali bilaterali, volendo integrare adeguate risposte di efficienza sul territorio. Il nostro ruolo non è quello di sostituirci agli organi statali e di intervento, ma di sostenere il coordinamento».
Da qui la riforma della Polizia municipale, per la quale la Regione ha competenza. Il «forte finanziamento per la sicurezza dedicato ai Comuni e alle Province». E i fondi per gli enti provinciali legati alle scuole superiori. L’obiettivo, ha continuato, è quello di «diminuire la burocrazia, evitare sovrapposizioni e aumentare efficacia di interventi e di comunicazione». In fatto di banche dati, la Seganti ha parlato poi di un sistema informatico comune per il quale la Regione, assieme al ministero degli Interni, è alla fase conclusiva. Riferendosi quindi alla questione immigrazione, che in Italia, di fatto, preme soprattutto dal confine Nord-orientale, l’assessore ha sottolineato la necessità di intervenire a monte nel contrastare i flussi clandestini. «Siamo pronti e aperti – ha concluso l’assessore – a un percorso di collaborazione per fare massa critica attorno alle istanze del territorio. La Regione si propone quale trait-d’union tra le forze dell’ordine e lo Stato, per migliorare i collegamenti e le comunicazioni, ma anche per ottenere maggiori e adeguate risorse economiche».
L’intervento del presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, si riassume in questi termini: maggiore unità, più mezzi, più risorse economiche e meno burocrazia sono gli elementi principali per combattere il crimine organizzato. « In Italia la provincia di Gorizia è terza nella graduatoria della sicurezza, ma dobbiamo investire di più. La sfida di oggi è parlare la stessa lingua in termini di normative e banche dati».
Anche il questore Antonio Tozzi ha sostenuto l’importanza di avere uno stesso vocabolario informatico, ma anche di un modello di sicurezza al quale fare riferimento, tenendo conto dello «scontro tra culture e realtà criminali diverse» nell’ambito europeo. Ha parlato di collaborazione e di partecipazione del cittadino alla formazione della sicurezza e di un’organizzazione interforze coordinata. Le telecamere? Sono utili ma non esaustive. Ci vogliono uomini addestrati, strategia e un sistema giudiziario meno burocratico. Nel corposo convegno hanno portato la loro esperienza il comandante delle forze di Polizia della Carinzia (Klagenfurt) Wolfgang Rauchegger, il direttore delle forze di Polizia di Nova Gorica Alojzij Mohar, il responsabile della Polizia di frontiera di Fiume. È intervenuto anche Alberto Gasparini, direttore dell’Isig di Gorizia.