Il Piccolo, 29 novembre 2008 
  
COMPLETATA LA RISTRUTTURAZIONE DA 15,5 MILIONI 
L’ex Albergo impiegati rinasce a marzo: Area punta a farne il Distretto tecnologico  
Nello stabile un albergo, un Centro di formazione, sedi di Anci e Consorzio industriale
 
  
L’ex albergo impiegati sarà restituito in parte alla città entro la prossima settimana, quando, salvo imprevisti, saranno eliminati i ponteggi esterni e lo storico edificio sarà visibile nella sua nuova veste color ocra e rosso, dopo decenni di incuria. La data della conclusione dei lavori si sta avvicinando, come pure quella dell’avvio della riconversione dell’edificio di maggior pregio architettonico esistente a Monfalcone, realizzato all’inizio degli anni ’20 nell’ambito della creazione del rione di Panzano da parte dei Cosulich, in un centro di alta formazione e in un albergo a 4 stelle.
Grazie alla sinergia tra pubblico e privato, che, complessivamente, hanno investito nell’operazione almeno 15,5 milioni di euro. «L’impresa sta confermando l’ultimazione dell’intervento per marzo – afferma il sindaco Gianfranco Pizzolitto -. Spero sia possibile, perché il contenitore ha già i suoi contenuti».
Nel palazzo di via Cosulich non si insedierà solo lo Ial, tra i soci dell’Ati (composta anche dall’impresa edile Icep di Pordenone e dalla società alberghiera Helios di Grado) che dopo il recupero gestirà l’immobile di proprietà comunale per 28 anni.
Nell’ex albergo entreranno anche l’Anci e Federsanità Anci nell’ambito del progetto di formazione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e il Consorzio per lo sviluppo industriale vi trasferirà la propria sede.
Non è poi davvero escluso che l’ex albergo impiegati possa diventare anche la sede del Distretto tecnologico navale, la cui nascita è stata presentata dalla Regione e dall’Area Science Park proprio a Monfalcone 9 mesi fa. Il Ditenave ha del resto tra i suoi attori principali Fincantieri, che ha inoltre già deciso di collocare nell’ex albergo impiegati degli uffici.
L’edificio di via Cosulich, insomma, ha già trovato utilizzatori a sufficienza e di qualità. Tant’è che anche la dependance sul retro dell’ex albergo, che avrebbe dovuto essere destinata ad accogliere il Museo dell’archeologia industriale, poi dirottato nell’ex albergo operai, è stata ristrutturata per fornire nuovi spazi. In ogni caso, in base al project financing costruito dal Comune, il 50,5% degli 8.242 metri quadri utili è destinato a un uso pubblico, cioé alla formazione e all’alta formazione, mentre il restante 49,5% sarà impiegato per la struttura ricettiva, la ristorazione e i servizi.
La struttura sarà dotata di quattro nuovi elementi di distribuzione verticale (scale-ascensori) di cui due posti praticamente all’ingresso della hall, dove si troveranno la reception dell’albergo a 4 stelle e l’accoglienza dell’area formativa.
Sul retro del piano terra ci sarà la cucina che servirà la sala da pranzo dell’albergo, sempre al piano terra in una delle due sale dal tetto vetrato, mentre sul fronte, vicino la reception, è previsto un bar.
L’altra sala sul lato sinistro ospiterà convegni e sarà collegata a due sale per riunioni operative. Il primo piano è tutto destinato all’alta formazione, nel lato sinistro, e alla formazione (le aule sul lato destro). Tutto il secondo piano è invece occupato dall’albergo. Se nel sottotetto è finita gran parte dell’impiantistica, nel seminterrato trovano posto sul lato destro un’area di fitness legata all’albergo e sul lato sinistro archivi e depositi dell’area formativa.
Il costo dell’operazione è di 15,5 milioni di euro di cui 7 a carico del pubblico, 1,2 a dell’impresa e 8,3 stanziati dai privati grazie al ricorso al credito. Progettato dall’ingegner Dante Fornasir e costruito alla fine degli anni ’20, fa parte del complesso residenziale del quartiere di Panzano, realizzato tra il 1912 e il 1927 per le maestranze del cantiere navale. Originariamente destinato ad ospitare gli impiegati celibi, è stato sede della Capitaneria di porto (1977 – 1995) e della Navalgenarmi, struttura dello stabilimento navale che seguiva il processo produttivo delle navi della Marina militare, fino alla fine del secolo scorso, quando si è vuotato, rischiando di rimanere preda dell’abbandono a oltranza.
Laura Blasich