Il Piccolo, 03 dicembre 2008 
 
ATTIVATO IL PROTOCOLLO DI TRASPARENZA SUGLI APPALTI  
Fincantieri, sotto controllo 600 ditte  
Soddisfazione moderata dei sindacati: «È stato sprecato un anno»
 
 
Il tavolo convocato dal prefetto Maria Augusta Marrosu lunedì a Gorizia ha di fatto attivato il Protocollo di trasparenza sugli appalti in Fincantieri, siglato all’inizio di novembre del 2007. C’è soddisfazione, quindi, da parte dei sindacati confederali e delle organizzazioni dei metalmeccanici, che a lungo avevano sollecitato la stipula del protocollo, ma anche rammarico, come sottolinea il segretario provinciale della Cgil, Paolo Liva. «La verità è che, alla fine, abbiamo perso un anno – afferma Liva -. I sindacati sono venuti a conoscenza che il protocollo non era stato in concreto attivato solo una decina di giorni fa, in occasione di un tavolo convocato sempre in prefettura, ma per discutere di sicurezza sul lavoro». I sindacati non negano che tutti gli enti ispettivi e tutti gli altri soggetti preposti, compresa Fincantieri, abbiano svolto con scrupolo i propri compiti. «Il protocollo è però uno strumento straordinario – aggiunge Liva -, creato per rispondere a una situazione straordinaria, e per un anno non abbiamo potuto utilizzarlo. Nel novembre del 2007 ci aspettavamo quindi fosse messo immediatamente in essere e di poter contare sul meccanismo in grado di consentirci di effettuare le segnalazioni di eventuali situazioni di irregolarità». Il tavolo di lunedì ha comunque messo in moto il protocollo e i sindacati possono contare su un referente in Prefettura. Inoltre il prefetto Marrosu ha avviato la costituzione del gruppo di monitoraggio misto previsto dall’accordo e di cui faranno parte rappresentanti degli enti ispettivi, Inps, Inail. «Potremo quindi effettuare le segnalazioni che abbiamo già pronte – afferma Liva – e riguardano a esempio alcuni casi di corresponsione della paga globale a lavoratori stranieri».
Il nodo della mancata attuazione del Protocollo di trasparenza era appunto emerso al tavolo convocato dal prefetto per fare il punto sulla situazione della sicurezza sul lavoro. Nell’incontro era inoltre emerso che Fincantieri non aveva trasmesso, come previsto, i dati relativi alle imprese dell’appalto all’Ufficio provinciale del lavoro. «Fincantieri ha posto rimedio, perché tutti i soggetti interessati hanno ricevuto prima della riunione di lunedì – afferma il segretario provinciale della Cgil – l’elenco delle 600 imprese che nel corso dell’anno hanno operato, anche per periodi di tempo limitati, all’interno dello stabilimento». In base a quanto previsto dal protocollo, Fincantieri deve provvedere appunto a «fornire tempestiva informativa sulle imprese a qualsiasi titolo fornitrici di lavori, beni e servizi nello stabilimento di Monfalcone».
Era prevista poi la costituzione del gruppo di monitoraggio, coordinato dalla prefettura e composto da Direzione provinciale del lavoro, Inps, Inail, Servizio di prevenzione dell’Ass. Il gruppo doveva funzionare e agirà da osservatorio sullo svolgimento delle verifiche di competenza e sugli accertamenti nell’ambito delle attività appaltate a terzi all’interno della Fincantieri. Gli enti coinvolti dovranno mettere in rete le proprie informazioni in modo da rendere efficace e veloce l’attività di accertamento. L’obiettivo doveva essere quello di permettere di «verificare la sussistenza di eventuali cointeressenze nella conduzione delle forniture di soggetti direttamente o indirettamente legati a fenomeni devianti». (la.bl.)