Il Piccolo, 13 ottobre 2009
 
Solidarietà dei colleghi alla famiglia di Sorgo 
Una messa ricorderà giovedì l’operaio morto un anno fa sulla Ruby

A un anno di distanza il ricordo di Michele Sorgo, l’operaio di Fincantieri morto in un incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess, rimane vivo. Per la famiglia, ma anche per gli amici e colleghi che non hanno lasciato sole la moglie Antonella e la figlia Mary di 7 anni. C’è chi lo ha fatto e lo sta facendo con la sua presenza, chi dando, ancora, il suo contributo. «Un assegno, che come gli altri è stato depositato su un conto intestato a nostra figlia, è arrivato in questi giorni, inviato da colleghi di un altro cantiere del gruppo», dice Antonella, che ha deciso di ricordare Michele a un anno dalla scomparsa, avvenuta il 15 ottobre 2008, anche con una messa, giovedì alle 15.30, nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi. Dodici mesi dopo, Antonella è ancora alla ricerca di chiarezza su quanto accaduto sulla Ruby Princess. «Non so a che punto sia l’indagine della Procura – spiega Antonella Parovel, che non crede in una disattenzione del marito -. Mi auguro si arrivi appunto a fare chiarezza, per noi e perchè non si ripeta mai più quanto ci è accaduto». Come dirà a chiusura della messa giovedì, Antonella ricorda che «non è facile dimenticare le sirene, la polizia che suona alla porta di casa e tutto quello che avviene dopo». Nonostante il dolore, la moglie di Michele Sorgo continua a chiedere attenzione e impegno per migliorare la sicurezza sul lavoro. «Michele amava il lavoro e il lavoro al cantiere – c’è scritto ancora nella lettera che Antonella leggerà nella chiesa di San Lorenzo -. Era parte della sua vita, era contento di alzarsi per varcare quel portone, di assumere le responsabilità che gli avevano affidato. Per noi quel luogo ora è diventato luogo della disgrazia e della sofferenza». (la.bl.)
 
Il Piccolo, 16 dicembre 2008 
 
INFORTUNIO  
«Grazie ai cantierini per il loro sostegno»  
Parla la vedova di Michele Sorgo, morto a bordo della «Ruby»
 
 
A due mesi dalla morte a bordo della Ruby Princess di Michele Sorgo, la moglie Antonella e la figlia Mary hanno voluto ringraziare tutti i lavoratori del cantiere navale di Panzano che le hanno aiutate e stanno continuando a farlo con la propria solidarietà. Colleghi di Michele, e quindi dipendenti Fincantieri, ma anche tanti, tantissimi lavoratori delle imprese in appalto. Antonella e Mary lo hanno fatto con una lettera distribuita ieri nello stabilimento Fincantieri di Panzano, dicendo appunto grazie, ma ribadendo anche l’invito a non dimenticare, perché non ci siano altre morti sul lavoro. «In un momento di dolore come quello che stiamo vivendo – scrivono Antonella e Mary, la figlia di 6 anni – la vosta solidarietà lascia un segno indelebile nel nostro cuore. Vogliamo ringraziare i colleghi che hanno lavorato con Michele e tutti coloro che lo hanno conosciuto. Vogliamo infine ringraziare i lavoratori delle ditte esterne per la vicinanza e la dignità che hanno dimostrato. Fate in modo che la tragedia di Michele non debba più accadere». Antonella Parovel non nasconde di essere rimasta colpita dal nuovo infortunio sul lavoro verificatosi alcuni giorni fa nell’area di costruzione blocchi a terra del cantiere navale.
«Non si può continuare a sperare – sottolinea con forza – che le cose vadano bene invece di fare in modo che quanto è accaduto a noi e ad altre famiglie non succeda più. Finché ce la faccio, continuerò a dirlo, perché glielo devo a Michele. Era il mio perno e ora non c’è più e questo fa male». La moglie di Michele Sorgo non nasconde di non aver sentito vicina proprio l’azienda. «Non per me o mia figlia – spiega -, ma per quanto Michele ha dato al cantiere, che veniva di pari passo con la famiglia. Mio marito non è mai stato uno che andava a lavorare per la fine del mese». Antonella non nasconde anche come accettare la solidarietà arrivata in questi mesi non sia facile. «Anche se so che è fatta con tutto il cuore – aggiunge -. È per questo che abbiamo voluto fare la lettera, per cercare di ringraziare anche quanti non riesco a raggiungere di persona. Come i lavoratori del cantiere navale di Palermo dai quali pure è arrivato un sostegno concreto proprio in questi giorni. A Staranzano si sono mossi la scuola e il sindaco, anche se abitiamo qui da solo un anno». A casa la moglie di Michele Sorgo ha ricevuto anche la visita di un’altra moglie che 17 anni fa ha perso suo marito in un incidente sul lavoro nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. «Non bisogna dimenticare, perché sennò non cambierà niente», dice ancora Antonella, convinta che una battaglia del genere non possa essere abbandonata. (la.bl.)

Messaggero Veneto, 16 dicembre 2008 
 
La vedova e la figlia di Michele Sorgo ringraziano per la solidarietà ricevuta 
 
MONFALCONE. Il 15 ottobre moriva a causa di un tragico infortunio a bordo della Ruby Princess, in Fincantieri, Michele Mauro Sorgo. Una morte che ha provocato dolore, rabbia, voglia di un cambiamento reale e che ha lasciato sole la moglie Antonella e la figlioletta Mary. E proprio Antonella e Mary hanno scritto una lettera in ricordo del marito e del papà, ringraziando tutti i lavoratori che con la loro solidarietà le hanno aiutate.
«In un momento di dolore come quello che stiamo vivendo – scrivono –, la vostra solidarietà lascia un segno indelebile nel nostro cuore. Vogliamo ringraziare i colleghi che hanno lavorato con Michele e tutti coloro che l’hanno conosciuto. Vogliamo infine ringraziare i lavoratori delle ditte esterne per la vicinanza e la dignità che ci hanno dimostrato. Grazie di cuore a tutti. Fate in modo che la tragedia di Michele non debba più accadere».
Antonella è certa che la vicinanza e la grande solidarietà dei colleghi sia dovuta alla persona che era suo marito, anche se «non è facile accettare di essere aiutati così», dice, ricordando come nei giorni scorsi sia arrivato anche un assegno dalla Fincantieri di Palermo.
Osserva che Fincantieri invece non si è mossa così rapidamente e «forse avrebbe potuto fare qualcosa di più rispetto a quanto ha dato lui al cantiere. Michele non andava a lavorare per la paga di fine mese, ma perchè amava il suo lavoro». Ricorda pure il grande aiuto ottenuto dalla scuola di Staranzano frequentata da Mary e dal sindaco Presot, «nonostante siano pochi mesi che abitiamo qui».

Messaggero Veneto, 15 ottobre 2009 
 
Messa per Michele Sorgo 
A Ronchi
  
 
RONCHI. Michele “Micky” Sorgo, l’operaio di Fincantieri morto il 15 ottobre 2008 in un tragico incidente sul lavoro a bordo della Ruby Princess a soli 43 anni, sarà ricordato oggi alle 15.30 nel corso di un messa che sarà celebrata nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi dei Legionari.
Sono trascorsi dodici mesi dalla morte di Michele, ma il suo ricordo è sempre vivo nel cuore e nell’anima della moglie, Antonella Parovel, e della figlia Mary di 7 anni, ma anche dei numerosi amici che in questo anno sono rimasti vicini alla famiglia.
Amici, che pur non essendo vicini fisicamente, non hanno mai lasciato sole Antonella e Mary, tanto che anche nei giorni scorsi è arrivato un assegno dai colleghi di uno dei cantieri del gruppo, con una somma che è stata depositata sul conto intestato alla bimba e che servirà per garantire il suo futuro.
Antonella al termine della cerimonia ricorderà il marito leggendo una lettera, in cui chiede l’impegno concreto di tutti per migliorare la sicurezza sul lavoro.
«Non è facile dimenticare le sirene, la polizia che suona alla porta di casa e tutto ciò che avviene dopo. Michele amava il lavoro e amava il suo lavoro al cantiere. Era parte della sua vita – dice –, era contento di alzarsi per varcare quel portone, di assumere le responsabilità che gli avevano affidato. Per noi quel luogo ora è diventato luogo della disgrazia e della sofferenza».

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