Il Piccolo, 28 dicembre 2008
 
VERSO UN CONTENZIOSO CON LA STATUNITENSE TEREX 
In bilico l’acquisto di Reggiane: futuro incerto per i lavoratori
 

Il futuro di Fantuzzi Reggiane e quindi anche dello stabilimento monfalconese di proprietà della società emiliana rimane molto incerto. Anche in questi giorni e nei prossimi dovrebbe continuare il confronto con la statunitense Terex, che pochi giorni prima di Natale ha di fatto confermato di non avere alcuna intenzione di acquisire Fantuzzi, come previsto invece dal contratto preliminare sottoscritto a inizio agosto. Un passo indietro anticipato da una comunicazione alla Sec, l’organismo di controllo della Borsa di New York, che rischia di far precipitare la situazione finanziaria di Fantuzzi. In una nuova nota alla Sec, che fa seguito alla comunicazione prima inviata direttamente a Fantuzzi, Terex afferma di considerare chiuso l’accordo con la società emiliana, a causa del mancato ottenimento dei benestare degli organismi antitrust coinvolti senza condizioni aggiuntive, di un cambiamento in negativo delle condizioni iniziali e di «altre ragioni» non meglio specificate.
Terex sostiene di non aver ottenuto tutte le informazioni addizionali richieste a Fantuzzi che alla società statunitense ha ribattuto di non condividere i motivi per la recessione dall’accordo minacciando di avviare un’azione legale. La discussione tra le parti quindi continua e l’esito della vicenda non può essere ancora determinato, ha fatto sapere Terex alla Sec. «In riferimento alla comunicazione da parte di Terex – ha affermato invece il gruppo Fantuzzi – si precisa che tale risoluzione costituisce un atto unilaterale e illegittimo di Terex, che non è fondato né supportato da elementi fattuali, contrattuali e giuridici». Fantuzzi ritiene che «dal 5 dicembre 2008 il contratto è pienamente efficace e quindi tecnicamente si può ritenere attuato il trasferimento, posto che Terex non può sottrarsi all’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali». Anche Fantuzzi conferma comunque «l’esistenza di contatti e discussioni con Terex volti a chiarire l’attuale situazione, e quindi, auspicabilmente, a consentire una rapida e positiva soluzione».
Il gruppo Fantuzzi ha inoltre provveduto a informare i suoi creditori, banche, Jp Morgan, bondholders – che nel breve incontrerà per fare il punto della situazione – di quanto accaduto e della propria posizione. La piena ripresa dell’attività lavorativa di Fincantieri all’inizio di gennaio farà il paio invece con quella del confronto tra azienda e rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uilm, dopo l’incontro avvenuto a ridosso di Natale. La Fiom resta molto critica, spiega il coordinatore dell’organizzazione nella Rsu dello stabilimento di Monfalcone, Moreno Luxich, rispetto la reale volontà di Fincantieri di arrivare a un’intesa: «Riconoscendo le difficoltà congiunturali del settore navale – afferma -, siamo disponibili a effettuare un ragionamento che ne tenga conto, ma non siamo disponibili a rinunciare ai consolidamenti del salario richiesti e alle ricadute sollecitate per i lavoratori dell’appalto».
All’incontro ristretto del 9 gennaio seguirà un coordinamento Fiom in cui l’organizzazione effettuerà le sue valutazioni e deciderà eventuali mobilitazioni, se le risposte di Fincantieri non saranno ritenute soddisfacenti. «La Uilm è disponibile a ragionare su una riorganizzazione di Fincantieri, anche perché l’ha sollecitata per prima – sottolinea il coordinatore della Uilm nella Rsu, Luca Furlan – e perché è la strada per recuperare competitività. L’integrativo va chiuso però in tempi strettissimi». (la. bl.)