Il Piccolo, 02 gennaio 2009 
 
L’IMPIANTO DI VIA ROSSINI DICHIARATO INAGIBILE OLTRE UN MESE FA  
Palasport, parte la bonifica dell’amianto  
L’asporto del minerale avrà inizio il 12 gennaio e si concluderà alla fine di febbraio
 
 
Prenderà il via il 12 gennaio l’intervento di bonifica dell’amianto presente nell’impianto di riscaldamento del palazzetto dello sport di via Rossini, parzialmente inagibile da oltre un mese ormai proprio a causa della presenza del materiale, fuori legge dal 1992.
Tra meno di due settimane scatterà comunque una fase preliminare, relativa all’allestimento dell’impalcatura necessaria per consentire che gli addetti dell’impresa cui è affidata la bonifica, la Adriatica ecologie industriali, lavorino in sicurezza. Ad annunciare l’avvio dei lavori è l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, che spiega come l’operazione di bonifica vera e propria partirà il 22 gennaio per concludersi il 28 febbraio.
«Entro la fine del mese sarà invece affidato l’incarico per la progettazione del rifacimento dell’impianto di riscaldamento – prosegue Magrin – che poi inizierà il primo marzo per concludersi entro la fine dello stesso mese». L’amministrazione comunale tenterà però, come preannuncia l’assessore ai Servizi tecnici, di ottenere la riapertura dell’impianto una volta conclusa la bonifica dell’amianto e quindi già con l’inizio di marzo e non a primavera inoltrata.
«La tempistica degli interventi – aggiunge Magrin – è stata comunque concordata con il presidente dell’Ar Fincantieri Carlo Fucile, che ho incontrato in questi giorni». Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, è limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto. I due interventi previsti dall’ente locale dovrebbero essere coperti dallo stanziamento di 65mila euro deciso dalla giunta comunale con una delle due ultime variazioni al bilancio 2008. L’ente locale ha però già messo in preventivo quanto meno l’adeguamento della centrale termica con una spesa aggiuntiva di 11.500 euro. «In questo caso pensiamo si possa però intervenire durante i mesi estivi», afferma l’assessore ai Servizi tecnici, che pure sostiene l’esigenza che il mandamento si doti di un palazzetto adeguato e utilizzabile anche per eventi non sportivi, ma di intrattenimento. L’area dove realizzare l’impianto potrebbe essere quella, secondo Magrin, del polo natatorio di via Grado.
Anche l’assessore allo Sport, Michele Luise, non ha mai abbandonato il progetto del palasport mandamentale, sottolineando, però, che, davanti allo scarso entusiasmo degli altri centri del territorio, Monfalcone potrebbe muoversi da sola.
Intanto la Regione ha stanziato già nella Finanziaria 2009 fondi specifici per la ristrutturazione e adeguamento dell’impiantistica sportiva ai quali Monfalcone potrebbe attingere, presentando un progetto in tempi stretti, per risistemare completamente il palazzetto dello sport di via Rossini. Di certo, nonostante l’impegno dell’ente locale, buona parte dei 500 atleti dell’Ar Fincantieri che utilizzavano l’impianto sarà costretta ancora ad allenarsi «in trasferta», o in altre palestre a Monfalcone o a Staranzano.
A essere agibile nel palasport è solo il piano seminterrato, utilizzato dai settori boxe e judo dell’Ar Fincantieri.
Per le altre attività, pallavolo in testa, vista la partecipazione della prima squadra femminile, l’Antonveneta, al campionato nazionale B2, la soluzione tampone individuata è invece quella dell’utilizzo della palestra polifunzionale, oltre che del palazzetto di Staranzano.
Monfalcone si è rivolta a Staranzano anche per poter dirottare nella palestra della scuola media della cittadina le altre attività che hanno finora avuto luogo nel palazzetto di via Rossini, come la ginnastica artistica o l’attività di motricità per i più piccoli.

Messaggero Veneto, 02 gennaio 2009 
 
Monfalcone. Il 12 gennaio saranno montate le impalcature per rimuovere l’amianto  
Palasport, bonifica imminente
 
 
MONFALCONE. Comincerà il 12 gennaio il montaggio delle impalcature che consentiranno poi, circa un decina di giorni dopo, l’inizio del lavori di bonifica dell’amianto del palazzetto dello sport di via Rossini, chiuso per motivi precauzionali lo scorso 1º dicembre, dopo avere scoperto nell’impianto di riscaldamento la presenza di amianto.
L’amministrazione comunale, nell’ottica di difesa della salute degli atleti, dei loro allenatori, ma anche degli spettatori e dei cittadini in generale, aveva deciso, con ordinanza firmata dal sindaco, di chiudere la struttura, anche se in effetti il livello di polvere d’amianto riscontrata nella struttura era stato bassissimo e solo in un punto delle tribune.
La giunta, poi, con l’avallo del consiglio comunale, e con l’obiettivo di poter riaprire al più presto il palasport e quindi far tornare alla normalità le attività sportive che vi si svolgono, aveva previsto a metà dicembre una variazione di bilancio, prevedendo di investire 65 mila euro proprio per la bonifica della fibra killer. E come promesso dall’assessore allo sport, Michele Luise, i tempi dell’intervento sono stati rapidissimi, tanto appunto da prevedere già dopo le feste di Natale l’inizio dei lavori, che saranno effettuati dalla Adriatica ecologica industriale Srl. Dopo il montaggio delle impalcature, il 22 gennaio s’inizierà la bonifica vera e propria che si prevede possa essere ultimata per il 28 febbraio. Secondo quanto riferisce poi l’assessore ai servizi tecnici, Giordano Magrin si sta già pensando all’affidamento del progetto per il rifacimento dell’impianto di riscaldamento, progetto che potrebbe essere affidato entro la fine di gennaio, mentre i lavori veri e propri potrebbero svolgersi nel corso del mese di marzo.
«La tempistica sarà comunque concordata con l’Ar Fincantieri, società che usa per il Palasport per l’allenamento e le partite di varie discipline sportive e con il cui presidente, Carlo Fucile – dice Magrin –, ho già avuto un incontro».
L’assessore auspica che una volta ultimata la bonifica dell’amianto il palasport possa già essere riaperto all’uso, anche se saranno necessari un sopralluogo e la certificazione dell’azienda sanitaria. In merito alla spesa, gli interventi rientrerebbero nei 65 mila euro stanziati.
Nel corso dell’estate è previsto inoltre un intervento sulla centralina termica dell’impianto, per una spesa prevista di 11.500 euro.