Il Piccolo, 20 gennaio 2009 
 
PRODUZIONE DI COMPONENTI PER CENTRALI NUCLEARI 
L’ex Ineos entro gennaio passa a Mangiarotti  
L’azienda conferma: si va alla firma del contratto definitivo. Investimento di 100 milioni
 
 
Non rallenta il progetto della Mangiarotti, uno dei leader mondiali nella produzione di componenti per il settore dell’oil and gas e ora anche del nucleare, per la riconversione del sito dell’ex Ineos Films, che la società britannica ha deciso di dismettere ormai poco meno di due anni fa. Nonostante il momento delicato per l’economia mondiale, la società di Pannellia di Sedegliano conferma di voler avviare l’operazione nei tempi più stretti possibile. Entro la fine del mese, stando all’azienda, sarà sottoscritto il contratto definitivo di acquisto dell’area di 280mila metri quadri di proprietà della società britannica Ineos, che l’aveva acquisita assieme allo stabilimento da Solvay nel 2005. Si tratta di un passaggio fondamentale, che era stato subordinato da Mangiarotti all’ottenimento di alcuni consensi e autorizzazioni. La società friulana aveva posto come condizione fondamentale la possibilità di accedere alla banchina di Portorosega dallo stabilimento, visto che l’obiettivo è di utilizzare il sito di Monfalcone per assemblare la componentistica (turbine) per centrali nucleari proveniente dagli altri tre stabilimenti della società e poi imbarcarla, riducendo i problemi di trasporto. Proprio la vicinanza della banchina ha indotto la Mangiarotti, come era già avvenuto per Fantuzzi Reggiane, a puntare sulla riconversione dell’ormai ex fabbrica di materie plastiche con un investimento attorno ai 100 milioni di euro. Mangiarotti contava di chiudere il contratto d’acquisto entro la fine di novembre 2008. Un po’ di ritardo quindi si è accumulato, ma appunto a causa dell’esigenza di ottenere delle certezze sotto il profilo autorizzativo, indispensabili però per il futuro produttivo e industriale del sito. La società, secondo la quale non ci sono ostacoli, ha come obiettivo di vedere avviati i lavori entro la fine di quest’anno per vederli completati entro la fine del 2011. La strada è comunque tracciata. Per la società si tratta del resto, come aveva spiegato l’amministratore delegato Paolo Di Salvio in autunno, di un investimento indispensabile per completare i piani di espansione nel settore nucleare. Nell’area ex Ineos la società vuole quindi realizzare un capannone attrezzato da 30mila metri quadrati nel quale verrà effettuato l’assemblaggio finale della componentistica proveniente dagli stabilimenti di Sedegliano, San Giorgio di Nogaro e Milano. A Monfalcone dovrebbero essere movimentati componenti fino a 300 tonnellate di peso. Il 95% della produzione di Mangiarotti, in buona misura rappresentata dalla realizzazione di impianti ad alta e altissima pressione per l’industria petrolifera, sia di estrazione sia di raffinazione, e quella del gas, prende la via dell’estero. Da qui l’evidente interesse a un sito come quello dell’ex Ineos, la cui dismissione ha creato pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale, perché dei 150 lavoratori diretti 120 sono ancora in mobilità e lo resteranno fino a metà agosto. Stanno però per andare a bando i corsi di formazione per carpentieri e saldatori, figure professionali di cui c’è ancora richiesta nel territorio. I corsi, che potranno accogliere 150 persone sono stati inoltre costruiti dalla Provincia coinvolgendo una decina di imprese dell’Isontino. Dallo scorso ottobre c’è inoltre un altro strumento per arrivare alla ricollocazione degli ex lavoratori Ineos, perché il settore produttivo della gomma-plastica è stato fatto rientrare dalla Regione tra le situazioni produttive di «grave crisi». Il riconoscimento consentirà ai lavoratori posti in mobilità e alle aziende che intendano assumerli a tempo indeterminato di poter usufruire degli incentivi che variano da 3mila a 12mila euro.
Laura Blasich