Ricordiamo il 19 maggio 2008 in cui il Centro a Bassa Soglia d´accesso di Monfalcone (GO) si caratterizzò per aver avuto una perquisizione a scopo intimidatorio con tanto di interruzione del servizio per un giorno.
La perquisizione non ebbe alcun effetto in termini di reperimenti di sostanze ma ottenne l´effetto di terrore che si voleva infondere nell´associazione che lo gestiva e nell´utenza che lo frequentava.
Quella volta si alzarono schiere di voci di solidarietà a difesa del servizio e di ciò che rappresentava nel territorio. Unico progetto sull´intera provincia di riduzione del danno e di antagonismo all´emarginazione sociale.
Gli operatori e l´associazione Nuova Entrata Libera da subito gridarono alla strumentalizzazione per fini ideologici di quell´attacco e promisero pubblicamente che avrebbero atteso le conclusioni delle indagini per mostrare cosa c´era dietro.
Ci fu anche un evento in piazza che riscontrò successo e solidarietà da svariate comunità d´accoglienza e reti di operatori sociali.
La scadenza di quelle indagini stava arrivando e proprio con l´atteggiamento di chi sa di aver calcato troppo la mano, come se si stesse giocando una partita a carte, è arrivato il rilancio.
Alle 5 del mattino del 17 febbraio 2009 viene dato l´ordine di custodia cautelare per tre persone, militanti vicine all´associazione Nuova Entrata Libera, per spaccio di sostanze stupefacenti. Non direttamente come a maggio del 08 il Centro a Bassa Soglia viene riperquisito sempre negativamente e viene riattaccato nelle sue funzioni.
Ma questa volta gli elementi centrali sono costituiti dalla negazione della libertà a tre persone che, come si evince dagli atti, hanno la responsabilità di essere elementi di spicco della realtà associativa. Viene richiesto anche l´arresto di uno degli operatori del Drop In a cui però il giudice non da l´autorizzazione.
Perché tutto ciò e perché qui a Monfalcone. La Venezia Giulia è un territorio di confine contraddistinto storicamente da una presenza militare e di polizia molto cospicua rispetto ad una media nazionale. Questo è un territorio in cui per logistica hanno convissuto passaggi di armi e di droghe di ogni genere oltre che ad essere stato luogo di lavoro privilegiato per i servizi segreti.
Il territorio da anni è sotto una stretta di controlli mirati in particolare verso i giovani con il risultato di centinaia e centinaia di perquisizioni fisiche, domiciliari, delazioni ed iscrizioni a registro indagati di migliaia di persone. Questo ha prodotto una vera e propria trasformazione del tessuto sociale. C´è la paura di uscire e di vivere le piazze cosa che era una caratteristica di queste zone.
C´è un sistematico attacco alla socialità e viene utilizzato lo spauracchio del narcotraffico per gettare fumo negli occhi e per nascondere altri fini.
Gli arresti di martedì rappresentano un attacco diretto a chi sta già da anni denunciando tutto ciò pubblicamente ed è il segnale ennesimo in vista della conferenza nazionale governativa di Trieste a marzo che le voci fuori dal campo, servizi inclusi, non sono compatibili con le linee ideologiche della legge Fini-Giovanardi.
Proprio sabato scorso erano iniziate da parte dell´associazione le prime iniziative in preparazione di marzo e gli operatori del Drop In, per uno dei quali era stato richiesto l´arresto, stanno lavorando da mesi in una rete regionale di operatori sociali per la costruzione di un evento alternativo alla conferenza di Marzo.

Drop In – Centro Bassa Soglia –
Monfalcone (GO) via natisone, 1

 

ALTRI COMUNICATI

Comunicato Stampa. “Operazione BLU”: Basta montature!

Il coordinamento provinciale di Sinistra Critica esprime la propria solidarietà agli arrestati nel corso della cosiddetta “Operazione Blu”. Si tratta di ragazzi che conosciamo e con i quali abbiamo condiviso innumerevoli mobilitazioni e lotte negli ultimi anni. Le modalità dell’operazione, con il blitz all’alba e la carcerazione, ci sembrano spropositate e assurde e lasciano intendere una volontà intimidatoria nei confronti di giovani militanti di sinistra molto attivi nel territorio monfalconese.
Inoltre le informazioni riportate dalla stampa in merito a “confidenze” di giovani coinvolti in operazioni antidroga, se confermate, disegnano un quadro nel quale la repressione del consumo di droghe è utilizzato attivamente dalle forze dell’ordine per costruire una rete di informatori ed estendere un controllo sociale già asfissiante. Si tratta di tecniche divenute famose perché utilizzate negli anni ’70 per reprimere la ribellione dei ghetti neri delle città americane.
E’ un ulteriore elemento di preoccupazione che si aggiunge a quello delle decine di giovani militanti di sinistra attualmente sotto processo con accuse legate alla loro attività politica e che mette a serio rischio l’agibilità democratica e il diritto al dissenso nella nostra provincia .

coordinamento provinciale Gorizia
– Sinistra Critica –

COMUNICATO STAMPA
Alessandro Perrone
Consigliere provinciale comunista 

Occorre una nuova politica sociale.

A cosa dovrebbero servire i volontari della sicurezza che s’intende organizzare sul piano nazionale e regionale, in una città come Monfalcone che ha già oltre 200 tra agenti di pubblica sicurezza, finanzieri e carabinieri a presidiare il territorio, ai quali entro poco saranno accostati quasi 30 vigili comunali armati?
Può una società moderna in nome della sicurezza, appaltare a dei privati cittadini il rispetto della legalità? Io credo francamente di No.
Il problema non è solo dei costi economici (ingentissimi) che una tale politica richiederà alla società, ma di costi sociali cui saremo sottoposti e che hanno rilevanza con la nostra libertà.
Per altro a Monfalcone non è la sicurezza dell’ordine pubblico a mancare, ma quella sociale, ovvero: la mancanza di lavoro, di case popolari disponibili, di spazi di socializzazione; queste sono le vere emergenze in città.
La deriva autoritaria di destra che oggi attraversa la città è preoccupante, soprattutto di fronte ad una crisi grave che sta colpendo l’apparato industriale; in questo senso, c’è il serio pericolo che entro poco tempo si sviluppino su territorio tensioni e conflittualità difficilmente governabili.
Richiamo, pertanto, il centrosinistra ad uno scatto d’orgoglio, affinché recuperi un’idea di comunità aperta, che guardi all’Europa ed al Mediterraneo come aree del proprio sviluppo e vada in contro tendenza sul piano della politica sociale, sostenga con maggiore convinzione l’ottimo lavoro fin qui svolto dall’assessorato alle politiche sociali, investa di più, in progetti che mirino alla coesione e soprattutto chiuda definitivamente con la rincorsa delle destre sul terreno a loro più congeniale: l’autoritarismo e la militarizzazione della società.

Monfalcone, 21 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA
Rete Artisti

La Rete degli Artisti contro le guerre esprime la propria solidarietà agli attivisti di Officina Sociale di Monfalcone arrestati martedì 17 gennaio dopo una perquisizione dei locali dello spazio sociale. Questo arresto fa parte di un clima intimidatorio che si è creato in prospettiva della conferenza nazionale sulle droghe che si terrà a Trieste dal 12 al 14 marzo e che vedrà la partecipazione del ministro Giovanardi. Già un anno fa l’Officina aveva subito una perquisizione da parte delle forze dell’ordine. Questa volta si è passati dalla perquisizione agli arresti.
Protestiamo vivamente contro questa politica intimidatoria e liberticida. Oltre tutto gli arrestati erano già conosciuti come attivisti nell’ambito delle iniziative contro il CPT di Gradisca e a favore di una politica dell’accoglienza verso gli immigrati.
Edvino Ugolini, Trieste, 24.02.2009