Il Piccolo, 28 febbraio 2009 
 
L’IPOTESI DI UNA CENTRALE IN CITTÀ  
Nucleare, il Consiglio comunale chiede chiarimenti al governo  
Da Antonaz (Rifondazione) un’interrogazione in Regione Preoccupazioni del Pd cittadino
 
 
Il Consiglio comunale di Monfalcone chiederà chiarimenti ad amministrazione regionale e Governo sul possibile inserimento della città tra i siti destinati ad accogliere una centrale nucleare. «Spero che la candidatura di Monfalcone sia una boutade – afferma il presidente dell’assemblea, Marco Ghinelli -, soprattutto a fronte di quanto la città ha già dato in salute e ambiente. Non so nemmeno se sia un’ipotesi facilmente percorribile sotto il profilo tecnico, visto lo spazio a disposizione dell’attuale impianto termoelettrico, peraltro inserito in un contesto densamente abitato. Quanto prima chiederemo chiarimenti anche come Consiglio comunale».
Il consigliere regionale di Rifondazione comunista, il monfalconese Roberto Antonaz, intanto si è già mosso attraverso un’interrogazione a risposta immediata con cui sollecita al presidente della Regione Renzo Tondo una «dichiarazione definitiva che faccia conoscere senza ambiguità la posizione della Regione in merito». L’esponente di Rc sollecita però anche «un intervento forte e determinato sul ministro Scajola atto a escludere la Regione Friuli Venezia Giulia e il sito di Monfalcone da ogni possibile individuazione di sede di future centrali nucleari». Antonaz si è mosso alla luce delle ripetute indiscrezioni di questi giorni sulla individuazione di Monfalcone come possibile sito di una delle quattro centrali nucleari che il Governo Berlusconi ha intenzione di realizzare. Il consigliere regionale non nasconde comunque di ritenere la scelta governativa di ricorrere all’energia nucleare «profondamente sbagliata, antieconomica e pericolosissima per la sicurezza e la salute dei cittadini». «Bisogna considerare però anche la qualità ambientale di Monfalcone – sottolinea Antonaz – già deteriorata dalla presenza di fonti inquinanti e pericolose per scelte errate compiute nei decenni passati. Ci sarebbe da auspicare piuttosto quindi un alleggerimento della presenza di impianti energetici, per permettere al Monfalconese il recupero di standard ambientali oggi fortemente compromessi».
La questione dell’approvvigionamento energetico è importante, secondo il segretario comunale del Pd Paolo Frisenna, che si chiede però come «una tecnologia che non darà alcun contributo sino al 2020 e che non ha ancora saputo rispondere alle 2 principali problematiche che incorpora, cioé la limitazione dei danni dovuti alla produzione di energia e lo smaltimento delle scorie, possa essere la risposta ai problemi di competitività e di fabbisogno energetico di oggi». «Normale sarebbe, credo, capire prima di tutto quale sia il contributo al fabbisogno energetico del nostro Paese che la nostra regione vuole apportare – prosegue Frisenna – e di conseguenza quale piano per lo sviluppo energetico la giunta Tondo intenda proporre. Nel 2020 non avrò ancora compiuto 40 anni e il nostro territorio assisterà a quello che gli studiosi prevedono possa essere il picco di incidenza delle malattie asbesto correlate, ma non voglio pensare all’idea di dover anche vivere in una piccola Springfield».

Messaggero Veneto, 01 marzo 2009 
 
Ipotesi nucleare, Ps-Sdi e Pd criticano il governatore Tondo 
MONFALCONE 
Il presidente del Fvg difeso da Nicoli (Fi-Pdl)
 
 
MONFALCONE. «Caro governatore, non scherziamo con una centrale nucleare: siamo già presi con il proliferare di piccole centrali a biomasse in assenza di una pianificazione regionale in materia. Ora, se lei vuole trasformare la nostra area in un sito di produzione energetica, lo venga a dire in consiglio comunale. L’aspettiamo»: sollecita chiarezza il capogruppo Ps-Sdi di Monfalcone, Giacomo Panariello, sull’ipotesi emersa dopo la firma del protocollo Italia-Francia di fare una centrale nucleare in città.
«Siamo esterrefatti per superficialità con cui si affronta il tema del nucleare nel nostro Paese e per la disponibilità francese nella collaborazione di una futura partnership nella realizzazione di ben 4 centrali. Il nostro Paese – dice Panariello – è a rischio sismico. Qualcuno potrà dire che lo è anche il Giappone e che lì sono state costruite centrali nucleari anti-sismiche a elevate garanzie. Però è anche vero che noi siamo in Europa e che con la moneta unica e l’abbattimento delle frontiere anche l’energia può essere condivisa e siamo anche un Paese di villeggiatura e grande rilevanza storica».
Sarkozy, secondo Panariello, avrebbe dovuto firmare un protocollo per la vendita dell’energia a prezzo concordato, “vietando” con il buon senso l’ipotesi d’installazione di centrali nucleari. La ciliegina sulla torta è poi la posizione di Tondo che si dichiara favorevole all’uso del nucleare per produrre energia elettrica. Circa la possibilità di realizzare una centrale in città, Panariello afferma che «Monfalcone ha già dato e sta dando. Certe affermazioni, forse fatte ad arte, distolgono i cittadini dai grandi problemi economici che attanagliano il Paese e la regione. In merito, poi, al fatto che potrebbe essere usata la cassa di colmata ribadiamo che lì esiste un sito d’interesse comunitario e che comunque è destinata allo sviluppo del porto».
Il segretario cittadino del Pd, Paolo Frisenna, si chiede «come una tecnologia che non darà alcun contributo sino al 2020 e che non ha ancora saputo rispondere ai due principali problemi che incorpora, ovvero come limitare i danni dovuti alla produzione di energia e come smaltire le scorie della produzione, possa essere la risposta ai problemi di competitività e fabbisogno energetico. Normale sarebbe, credo, capire prima di tutto quale sia il contributo al fabbisogno energetico del nostro Paese che la nostra regione vuole apportare e quindi quale piano per lo sviluppo energetico la giunta Tondo intenda proporre, sempre se ne esiste uno, e in che modo la destra intenda relazionarsi con la gente che con tali scelte dovrà convivere».
Il coordinatore cittadino e consigliere comunale di Fi-Pdl, Giuseppe Nicoli, sottolinea come la sinistra stia facendo disinformazione, visto che «nessuno ha mai parlato di Monfalcone quale sito nucleare e Tondo l’ha confermato. Tali preoccupazioni creano confusione su un tema su cui c’è ampia ignoranza. Mi chiedo, poi, quale possa essere la preoccupazione, visto che vicino a noi, in Slovenia, c’è già un sito nucleare su cui l’Italia non ha alcun controllo». Ribadisce quindi le posizioni del Pdl su nucleare e accordi con la Francia, riconoscendo la necessità di trovare fonti alternative per la produzione di energia e di potenziare le fonti rinnovabili come eolico, solare, idrico. «Ma queste non possono soddisfare le esigenze del nostro Paese. In un’ottica di assetti internazionali fluidi va garantita l’autosufficienza energetica». (cr.vi.)

Il Piccolo, 01 marzo 2009 
 
NICOLI (FI) RASSICURA. I TIMORI DEI SOCIALISTI  
«Nessuna centrale nucleare in città solo disinformazione della sinistra»
  
 
Sulla possibile installazione di una centrale nucleare a Monfalcone la sinistra sta facendo pura disinformazione. E’ quanto ribatte, in modo molto duro, il coordinatore locale di Forza Italia e componente del coordinamento regionale del Pdl, Giuseppe Nicoli, a quanti in questi giorni hanno accusato il Governo nazionale e regionale di aver superficialmente inserito anche la città tra i possibili siti in cui installare un impianto a energia atomica. «Nessuno ha mai parlato di Monfalcone – afferma Nicoli – e il presidente Tondo l’ha confermato. Credo quindi sia in atto solo un tentativo di creare confusione e paura nella comunità per sviare l’interesse dai problemi reali della città e dall’incapacità di questa amministrazione di affrontarli». Nicoli ritiene inoltre assurdo sollevare paure su qualcosa che non esiste, soprattutto a fronte di una centrale nucleare che invece si trova di fatto a pochi chilometri di distanza, ma in territorio sloveno e quindi al di fuori di qualsiasi controllo da parte italiana. «Sono d’accordo sull’esigenza di potenziare le fonti energetiche rinnovabili – aggiunge Nicoli -, che però sappiamo non sono sufficienti a soddisfare un Paese industriale come il nostro, ma anche di diversificare le fonti energetiche in modo da rendere autosufficiente l’Italia in un contesto internazionale non sempre stabile. Basti pensare alle ricadute sull’Europa della crisi del gas tra Russia e Ucraina».
Il Partito socialista monfalconese ritiene invece che sulla questione il Governo si stia muovendo con grande superficialità, anche perché, in un contesto di mercato unico europeo, «pure l’energia può essere condivisa». «E poi siamo o non siamo – si domanda il capogruppo consiliare del Ps, Giacomo Panariello – un Paese a vocazione turistica e di grande rilevanza storica con siti che tutto il mondo ci invidia? Il presidente Sarkozy avrebbe fatto bene a firmare un protocollo di vendita di energia a prezzo concordato, vietando, con il buon senso, l’ipotesi di installazione di centrali nucleari». Per quel che riguarda la possibile candidatura nucleare di Monfalcone anche il Ps ritiene che non sia proponibile a fronte di quanto la città «ha già dato». «Al governatore Renzo Tondo chiediamo di non scherzare con una centrale nucleare – aggiunge Panariello -, perché siamo già alle prese con il proliferare di piccole e meno piccole centrali a biomasse in assenza totale di una pianificazione regionale in materia».