Il Piccolo, 07 marzo 2009 
 
PRONTE LE ORDINANZE A TUTELA DEL DECORO CITTADINO  
In arrivo le multe per chi sputa e bivacca  
Giro di vite contro i comportamenti maleducati. Vietati l’accattonaggio e gli assembramenti
 
 
di LAURA BORSANI

In partenza le misure anti-sputo, anti-assembramento, anti-accattonaggio. Presto in città sarà sanzionato non solo chi bivacca o sporca le scalinate o altre strutture, oppure si lascia andare a un utilizzo poco ortodosso di panchine o altri elementi di arredo urbano, sdraiandosi o mettendoci sopra i piedi, ma anche chi sputa a terra nelle aree e vie pubbliche, un’usanza comune al migliaio di immigrati del Bangladesh presenti in città. Comportamenti considerati «sopra le righe» e dannosi per i beni pubblici, insomma, non saranno più tollerati. Bandito anche l’accattonaggio, quando l’insistenza diventa vera e propria molestia. Presto maleducazione e arroganza saranno puniti. Siamo, infatti, alle battute finali per le ordinanze, legate al «pacchetto sicurezza» predisposto dal Comune a fronte dei fondi regionali assegnati, volte a garantire maggiore decoro e educazione civica nelle aree pubbliche. Per i nuovi provvedimenti, al quale da tempo sta lavorando l’assessore Michele Luise assieme al Comando della Polizia municipale, si ritene ragionevole prevederne l’entrata in vigore ai primi del prossimo mese di aprile. Perchè ora si tratta degli ultimi passaggi istituzionali. La firma in ordine all’applicazione delle ordinanze è di competenza del sindaco, al quale spetta la valutazione complessiva prima dell’invio delle misure in Prefettura, per la verifica di validità ai fini del nullaosta. Una volta ottenuta l’autorizzazione prefettizia, il primo cittadino potrà procedere con la firma per la relativa entrata in vigore. In questo percorso rientra anche un ulteriore incontro con le scuole, previsto mercoledì prossimo, che sono state coinvolte, attraverso il vicesindaco Silvia Altran, ai fini di un confronto con gli studenti, utile anche a fornire proposte e osservazioni. Le ordinanze che ora saranno al vaglio del sindaco e del prefetto sono quattro. Una dunque sanziona gli sputi sulle vie e aree pubbliche, anche da balconi o zone private. Vi rientra altresì il divieto di un utilizzo improprio delle panchine e delle altre strutture e arredi urbani, a detrimento sia del decoro cittadino, sia del rispetto proprio dell’uso pubblico del bene, anche in ordine a questioni di carattere igienico-sanitario. Off-limits, quindi, i comportamenti come quello di appoggiare i piedi sulle panchine o di sdraiarsi, consegnando peraltro un’immagine di degrado.
C’è poi l’ordinanza relativa agli assembramenti. Qui la definizione delle regole è più articolata e ancora in definizione, configurando comunque il divieto di sedersi in aree pubbliche come la scalinata di salita Granatieri, quella della loggia del municipio, nonchè lungo le rampe di accesso per i disabili del palazzo municipale e dell’Ufficio protocollo. Il divieto, in particolare, è riferito a circostanze che creano intralcio e sono di pregiudizio per il decoro pubblico, come può accadere di fronte ad affollamenti o a «bivacchi» di gruppi. Un’altra ordinanza riguarda il divieto di accattonaggio (l’utilizzo di minori è già punibile dal Codice) nei confronti in particolare di persone più deboli, anziani ma anche giovani, in specifiche circostanze, come durante il mercato settimanale, la Fiera di San Nicolò, oppure davanti alle chiese o alle strutture commerciali. In questo frangente, vengono puniti i comportamenti molesti e insistenti, «invasivi» della tranquillità del cittadino. Specie quando si tratta di azioni operate da gruppi. La possibilità di intervento da parte delle forze di Polizia prevede l’identificazione personale e una sanzione pecuniaria. L’applicazione dell’ordinanza presuppone un primo invito ad allontanarsi, procedendo pertanto di fronte al ripetersi del comportamento molesto. Infine l’ordinanza sulle biciclette, tenendo conto di due aspetti: quello che fa divieto di agganciarle attorno ad alberi o pali, negli spazi pedonali e lungo i marciapiedi, arrecando intralcio al passaggio dei pedoni. Il divieto comporta altresì la possibilità di rimozione dei mezzi risultati irregolarmente parcheggiati sulle aree pubbliche. Vi è poi l’aspetto relativo alla permanenza di biciclette, in genere in cattivo stato e spesso rubate e abbandonate, sulle rastrelliere: la presenza del mezzo nello stesso sito per oltre dieci giorni ne comporterà la rimozione e la custodia per 90 giorni, ai fini dell’eventuale recupero da parte del proprietario, prima di poter classificare la bicicletta in questione quale rifiuto e procedere alla rottamazione. Lo scopo è quello di evitare situazioni di degrado, ma anche di togliere spazio nelle rastrelliere ad altri utenti.

Il Piccolo, 08 marzo 2009 
 
Multe anti-sputo, i bengalesi: «Pronti a osservare le regole»  
Mukter: sanzioni inutili, serve una maggiore informazione
 
 
di LAURA BORSANI

Avanti con le misure anti-sputo, anti-accattonaggio e anti-assembramento. La città, alle prese con una composita realtà demografica, si prepara a varare le nuove regole del vivere civile, volendo regolamentare anche la convivenza delle abitudini. Perchè Monfalcone si misura quotidianamente con realtà e tradizioni diversificate, costituita com’è dal 13% di immigrati stranieri, dei quali la più rappresentativa, con 1.265 residenti, è quella bengalese. Divieti dunque che se da un lato puniscono i comportamenti molesti, di maleducazione e di danno alla quiete e al bene pubblico, dall’altro intendono coinvolgere anche le comunità straniere nel condividere uno stesso modo di vivere la città.
L’ordinanza che chiama in causa comportamenti come quello di sputare a terra nelle aree e vie pubbliche, richiama al senso di rispetto e responsabilità una comunità, qual è quella bengalese, per la quale la pratica dello sputo rappresenta un comportamento per così dire fisiologico. Ne è consapevole il presidente della Consulta immigrati e presidente della Bimas di Monfalcone, «Mark» Mukter. Che guarda alle ordinanze con lo spirito di chi, ospite in un Paese, non può che adeguarsi. «Il rispetto delle regole – osserva – è insito nella dinamica dell’integrazione sociale. Se pertanto una legge, come un qualsiasi altro provvedimento, è ispirata al rispetto del bene comune, le dò sempre il benvenuto. Con ciò purchè lo spirito non sia vessatorio, ma vada invece incontro all’esigenza dell’integrazione e convivenza».
Dalla comunità bengalese, dunque, la risposta è quella di chi raccoglie l’invito a «fare la sua parte». Mark Mukter lo dice chiaramente: «L’abitudine di sputare, di fronte al divieto e alla sanzione, andrà a ridursi, fino a finire. Ma non sarà un passaggio rapido. Quello di sputare deriva da un’esigenza propria delle nostre terre, i villaggi ma anche le grandi città, caratterizzate da un’aria molto polverosa. Qui le condizioni sono diverse e questa pratica è comunque meno diffusa. L’intervento di un’ordinanza, a fronte anche di una sanzione, non potrà che facilitare questo percorso». Il rappresentante della Consulta immigrati pone poi una questione di adeguata informazione, proponendo la diffusione di locandine o volantini, in lingua bengalese, nei luoghi più frequentati dalla comunità, nei loro negozi, nella stessa associazione, ma anche in bacheche e negli edifici pubblici come il consultorio. Un’informazione, aggiunge, che raggiunga anche i loro luoghi di preghiera.
«Dobbiamo saper spiegare alle nostre genti – dice – in cosa consistono e cosa prevedono le future ordinanze. È importante veicolare l’informazione nel modo più efficace e chiaro possibile affinchè queste regole vengano correttamente comprese, per poterle poi rispettare». C’è anche chi, tra i bengalesi, pone un’altra questione: al rispetto delle regole deve corrispondere un’equa modalità di controllo e di applicazione delle sanzioni. C’è poi il dibattito politico. Il consigliere comunale e segretario provinciale del Pd, Omar Greco, osserva: «In linea di massima non sono contrario a ordinanze che mantengano il decoro. Ritengo però molto importante l’aspetto preventivo che, in una città composita come Monfalcone, diventa fondamentale. A mio avviso, la giunta con intelligenza cerca di mantenere la linea del decoro anche rispetto a usanze diverse. L’importante è che queste ordinanze vengano applicate con flessibilità. È giusto dunque occuparsi di questi fenomeni, ma ritengo che questi provvedimenti rappresentino una sorta di strumento di transizione verso una reale integrazione».
Il consigliere leghista, Federico Razzini, parla invece di «applicazione tardiva» delle ordinanze, «che già molti sindaci del Nord e del Centro Italia hanno da tempo adottato. Vorrei capiere – dice – se siamo all’ennesimo annuncio, senza far seguire risposte concrete. Come Lega abbiamo consigliato all’amministrazione comunale quali erano i settori dove intervenire. Quello di sporcare il suolo pubblico in città rappresenta un problema effettivo. L’accattonaggio, diffuso nei parcheggi, nelle aree esterne ai centri commerciali e dell’ospedale, sta assumendo connotati di vera e propria molestia, se non di più». Per Giuseppe Nicoli, coordinatore di Forza Italia, «il sindaco ha preso atto che esistono anche i fenomeni di malcostume, in virtù delle indicazioni che abbiamo sempre sollecitato. Ora c’è da vedere quando le ordinanze entreranno effettivamente in vigore, perchè le promesse sono state tante. Ma soprattutto con quali mezzi, considerato che dovranno seguire effettivi controlli per farle rispettare. Per questo, già da tempo, abbiamo non solo proposto una riorganizzazione del lavoro della Polizia municipale, ma anche l’ausilio di volontari, anche attraverso la presenza di vigilantes in centro, con funzioni di monitoraggio e di segnalazione sul territorio».

Il Piccolo, 09 marzo 2009 
 
DIBATTITO SULLE NUOVE DISPOSIZIONI 
NICOLI  
«Senza controllori sul territorio impossibile far rispettare le regole» 
Il Comune raccoglie la disponibilità dei bengalesi: «Ma le sanzioni partiranno» 
Multe anti-sputo, il Pdl chiede gli ausiliari
  
 
di LAURA BORSANI

L’amministrazione comunale prende atto della disponibilità espressa dalla comunità bengalese, attraverso il presidente della Consulta immigrati e della Bimas, Mark Mukter, a rispettare le ordinanze di prossimo varo relative alle misure anti-sputo, anti-accattonaggio, anti-assembramento. Ma l’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, avverte: il giro di vite ci sarà, le sanzioni ci saranno. Ciò che si prepara rientra nel progetto, già avviato un anno fa, il percorso e la filosofia, pertanto, ricorda l’assessore, non sono cambiati. «Prendo atto con soddisfazione – osserva Luise – che la comunità bengalese si dice pronta ad adeguarsi. Condivido altresì la proposta relativa all’informazione adeguata, per mettere in condizioni i cittadini anche immigrati, di conoscere contenuti e conseguenze che le ordinanze comporteranno. Ma, una volta garantita la necessaria opera di comunicazione, non ci saranno alibi che tengano. Le sanzioni saranno inevitabili nei confronti di quanti non rispetteranno le ordinanze».
L’assessore parla di un «percorso pedagogico», in ordine alla stessa opera di informazione e di confronto realizzata nelle scuole. Un iter, dunque, che mantiene la sua coerenza e lo spirito originari, e che sta procedendo come da programma. Ma intanto, dal centrodestra, viene rilanciata la questione dei volontari civici, di supporto alle forze di Polizia, con funzioni educative e di collaborazione. Il ragionamento scaturisce dal fatto che il nuovo pacchetto-ordinanze presuppone un’adeguata capacità di controllo al fine di garantire il rispetto dei provvedimenti. Così, il capogruppo consiliare Suzana Kulier Pusateri, rilancia proposte già avanzate. La rappresentante consiliare premette: «Stando a quanto dichiarato dal presidente della Consulta immigrati, si evince che la pratica dello sputo nelle aree pubbliche era comunque nota all’interno della comunità. Mi chiedo se non si sia agito in termini preventivi, prima ancora dell’arrivo dell’ordinanza, promuovendo all’interno della comunità un’opera educativa». Quindi il capogruppo di An aggiunge: «Varate le ordinanze, si pone il problema di chi le applicherà. L’azione di controllo resta il dato di fondo per il quale i vigili urbani non possono bastare. Per questo, come avevo proposto a suo tempo, ritengo utile mettere in campo figure preposte alla vigilanza. Ausiliari civici, muniti di tesserino, che possano intervenire di fronte a comportamenti sanzionabili, in supporto e in collaborazione con la Polizia municipale. Persone di esperienza, attingendo da pensionati, ancora attivi, provenienti dalle forze dell’ordine».
Il coordinatore di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, da parte sua, ribadisce: «Servono figure volontarie che possano dare un supporto alle forze dell’ordine. Persone identificabili, magari con una sorta di pettorina, adeguatamente formate per affrontare questo impegno sociale, reclutabili attraverso uno specifico bando pubblico. Questa ricerca sarebbe da orientare tra i pensionati che hanno prestato servizio nelle forze dell’ordine, ma senza precludere questa possibilità anche a quanti vogliono dare un servizio alla città».

«Ex carabinieri e poliziotti per vigilare sui comportamenti» 
 
Ausiliari civici, già appartenenti alle forze dell’ordine, e oggi in quiescenza, ma ancora in grado di poter servire la città. Persone quindi capaci di assolvere al compito di vigilanza, identificabili e muniti di apposito tesserino, in grado di fronteggiare, grazie all’esperienza acquisita da anni di servizio, le più diverse circostanze. Collaboratori delle forze di Polizia, alle quali garantire un congruo compenso.
Insomma, per il capogruppo consiliare di Alleanza nazionale, Suzana Kulier, gli ausiliari civici-ambientali, come li definisce, rappresenterebbero gli «occhi» della città, integrativi agli agenti.
«Queste figure – osserva il rappresentante di An – sono già operative in altre realtà italiane, anche a Udine e forniscono una reale, concreta azione di supporto. Un’adeguata opera di controllo, anche alla luce delle future ordinanze, è imprescindibile per garantire una reale applicazione degli stessi provvedimenti. E in questo senso, le forze in campo non possono bastare». Il consigliere fa altresì presente, accanto al rispetto del patrimonio pubblico e del decoro, anche l’aspetto legato al «senso del gusto», e dell’igiene, in ordine a comportamenti poco opportuni quali possono essere quelli di «farsi la toilettatura davanti magari a chi sta mangiando un gelato. Anche questo – osserva – fa parte del degrado per il quale bisogna tenerne conto».
L’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, da parte sua, pone i distinguo. «Per quanto mi riguarda – sostiene – ricordo che abbiamo tracciato uno specifico percorso e su questo stiamo andando avanti. Per far rispettare le ordinanze restano le forze di Polizia preposte. Faremo il possibile, peraltro, per liberare sul territorio più personale, sfruttando anche gli interventi di potenziamento tecnologico previsti nell’ambito del ”pacchetto sicurezza”. Chiarito questo aspetto – continua l’assessore Luise -, posso anche condividere l’ipotesi di poter coinvolgere figure come i ”nonni vigile”, ma pur sempre in termini di esclusivo contributo educativo».

Messaggero Veneto, 11 marzo 2009 
 
Sanzioni in arrivo contro l’accattonaggio  
Il nuovo pacchetto sicurezza entrerà in vigore in aprile. Sarà vietato anche sputare 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. Stanno per arrivare a Monfalcone le misure anti-sputo, anti-assembramento, anti-accattonaggio, che prevedono sanzioni per chi bivaccherà o sporcherà scalinate o luoghi pubblici, oppure utilizzerà in modo poco ortodosso panchine e arredo urbano, oppure sputerà a terra, usanza che a Monfalcone è riconducibile ai cittadini provenienti dal Bangladesh, dove lo sputo è però usanza comune. Sarà bandito anche l’accattonaggio, quando la richiesta di denaro viene fatta con insistenza o molestia. Le misure fanno parte del pacchetto sicurezza a cui da tempo sta lavorando il comune, con l’assessore alla sicurezza Michele Luise e il comando della Polizia municipale e potrebbero entrare in vigore da aprile, dopo che il sindaco avrà provveduto alla firma e il pacchetto dei provvedimenti sarà inviato in Prefettura per la verifica di validità. Spetterà poi al sindaco la firma finale prima dell’entrata in vigore. Ma i provvedimenti, in particolare quello sullo sputo, vengono guardati con cautela dal Siulp, sindacato di polizia che interviene tramite il segretario provinciale, Giovanni Sammito.
«Sputare a terra è certamente un atteggiamento da scoraggiare, ma attenzione alle enfatizzazioni. Perché l’argomento di cui in questi giorni si sta discutendo a Monfalcone riguarda un’abitudine, sconsiderata sotto il profilo delle buone maniere e dell’educazione, ma non certo offensiva né lesiva dei diritti altrui. Senz’altro una pessima pratica da correggere, non però – dice Sammito – con metodi punitivi, quanto piuttosto privilegiando strumenti educativi che necessariamente passano attraverso un’attenta opera d’informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità straniere che peraltro, attraverso i loro rappresentanti, hanno già manifestato interesse e disponibilità in tal senso». A essere fuori luogo e del tutto sproporzionato, invece, almeno secondo il segretario del Siulp, sono le sanzioni di carattere economico che si vorrebbero introdurre per punire coloro che violano il precetto di non “sputare per terra”.
«Tra l’altro – prosegue – non è dato ancora sapere di che tenore saranno queste penalità: si tratterà cioè di sanzioni simboliche (di qualche decina di euro), oppure sputare per terra verrà considerato alla stessa stregua di chi, ad esempio, parcheggia in divieto di sosta o imbratta il suolo pubblico? Del tutto fuori luogo, poi, l’idea che a far rispettare questo genere di ordinanze possano essere chiamate le Forze di Polizia impegnate in ben altri compiti più necessari e utili alla convivenza e sicurezza della collettività». Molto più grave e preoccupante, poi, la possibilità che compiti di vigilanza sull’osservanza dell’ordinanza comunale, possano essere affidati a “volontari anti-sputo” incaricati di richiedere l’intervento delle Forze dell’ordine una volta colto in flagranza chi commettesse l’insano gesto di sputare a terra. «I volontari non solo non sarebbero d’alcuna utilità, ma si rivelerebbero di sicuro intralcio per l’attività delle Forze dell’ordine» dice, spiegando come l’opinione sia comune a qualsiasi rappresentante delle forze di Polizia. «In ogni caso è bene che si sappia – conclude –: l’ordinamento giuridico non consente a nessuna autorità di Polizia di comminare una sanzionare amministrativa sulla base di una segnalazione. La sanzione, infatti, per essere valida, deve essere ingiunta direttamente dall’operatore che ha accertato l’infrazione».

Il Piccolo, 12 marzo 2009

PARLA SAMMITO  
Il Siulp dice «no» alle ronde anti-sputo
 
 
Il Siulp dice «no» a ronde di volontari per far rispettare le nuove norme di convivenza civile in arrivo a Monfalcone, tra le quali anche quelle cosiddette anti-sputo. «Sputare a terra – afferma il segretario Sammito – è un atteggiamento da scoraggiare ma non da enfatizzare, censurabile sotto il profilo delle buone maniere ma non offensiva né lesiva dei diritti altrui». Per correggerlo il Siulp giudica sbagliato ricorrere a metodi punitivi quanto piuttosto privilegiare strumenti educativi. «Fuori luogo e sproporzionate poi – aggiunge Sammito – le sanzioni che si vorrebbero introdurre per punire coloro che violano il precetto di non sputare a terra. Del tutto fuori luogo, poi, l’idea che compiti di vigilanza sull’osservanza dell’ordinanza comunale, possano essere affidati a volontari anti-sputo incaricati di richiedere l’intervento delle forze dell’ordine».