Il Piccolo, 09 marzo 2009 
 
POLEMICA SUL POSSIBILE SITO IN CITTÀ  
Bertoli e Piredda al contrattacco dopo le accuse di Razzini sul nucleare
  
 
Hanno scatenato subito la polemica le dichiarazioni del consigliere regionale della lega Nord Federico Razzini in merito al dibattito sviluppatosi in città sui possibili siti di centrali nucleari in Italia e sulla possibile «apertura» del presidente Tondo in tal senso, poi peraltro smentita. Razzini ha parlato di «polemica pretestuosa», chiamando in causa il centro sinistra e, in particolare l’ex consigliere comunale Arturo Bertoli, accusato da Razzini di essere stato uno degli «affossatori» del terminal di rigassificazione che la Snam intendeva insediare in zona portuale a inizio anni ’60. «Fa piacere leggere – scrive Bertoli – le posizioni di Razzini sulla centrale nucleare a Monfalcone. Peccato che Razzini sbagli a tirarmi in ballo sul rigassificaore perchè, come tutti sanno, ero, insieme ai Cittadini per Monfalcone e a Legambiente, favorevole alla realizzazione dell’impianto Snam dopo, ovviamente, che le richieste dell’amministrazione comunale del tempo, tra cui la contestuale trasformazione a gas della centrale, fossero state accettate da Snam ed Enel. Per queste mie posizioni ero stato anche ampiamente attaccato e criticato da quella parte di ambientalisti che, legittimamente, aveva promosso il referendum».
Sul tema interviene anche l’ex assessore del Pd Stefano Piredda. «Sentire Nicoli e Razzini accusare la sinistra di fare dell’irresponsabile allarmismo sulla questione del nucleare a Monfalcone fa sorridere. Nicoli e Razzini, infatti, sono gli stessi personaggi che, ai bei tempi del referendum contro la raccolta differenziata dei rifiuti, andavano nelle assemblee pubbliche o ci mandavano i loro supporter, per dire che la separazione dell’immondizia avrebbe comportato, per i malcapitati monfalconesi, tra le altre cose, il rischio di non meglio specificate infezioni ed epidemie. Io, questa cosa, me la ricordo molto bene. Quanto alla questione del nucleare a Monfalcone il tempo sarà galantuomo. E comunque vorrei capire – conclude Piredda -: dovremmo fidarci delle spiegazioni che sono state fornite dal presidente Tondo?».