Il Piccolo, 11 marzo 2009 
 
MANCA SOLO IL PERMESSO DELL’ASS  
Via l’amianto, riapre il palazzetto  
Approda in Consulta la polemica tra Ar Fincantieri e Comune
 
 
Le associazioni sportive devono essere in grado di dimostrare capacità imprenditoriale e occuparsi con regolarità della manutenzione ordinaria degli impianti. Lo chiarisce l’assessore allo Sport Michele Luise che assieme al collega Giordano Magrin, responsabile dei Servizi tecnici comunali, non ha nascosto lunedì pomeriggio alla Consulta di settore le difficoltà finanziarie dell’ente. «L’amministrazione, però, ha deciso di mantenere aperti tutti gli impianti», ha affermato Magrin. Le risposte che non sono ancora arrivate non dipendono quindi da capricci degli amministratori, ha tenuto a sottolineare Luise, rispondendo alle nuove critiche mosse in questi giorni al Comune dal presidente dell’Ar Fincantieri Carlo Fucile. Stando a quanto assicurato da Luise e Magrin, i lavori di bonifica dell’amianto nel palasport sono conclusi e ora manca solo il benestare dell’Ass. Se arriverà in questi giorni, il palasport sarà quindi riutilizzabile da sabato. Per quel che riguarda i campi da gioco l’assessore allo Sport ha invece sollecitato un uso corretto degli impianti così da evitare che «manutenzioni ordinarie diventino straordinarie e il Comune debba poi farvi fronte». Il campo di sfogo in sintetico che sarà realizzato in via Boito con una spesa dell’ente di 640mila euro servirà comunque a tutte le società e non solo all’Ac Monfalcone, a quanto affermato da Luise. Sul mancato sezionamento dell’impianto di illuminazione del Cosulich gli amministratori non hanno potuto invece che dare ragione all’Ar Fincantieri, in attesa da 4 anni e 5 mesi, come ha ribadito Fucile, di un intervento che consentirebbe alla società di risparmiare 5.200 euro l’anno. Magrin ha dichiarato l’impegno del Comune a risolvere il problema e quello per realizzare una serie di impianti sportivi, come il pattinodromo del Cosulich, i cui lavori sono stati appaltati alla Effeci impianti, il nuovo campo di sfogo del Comunale, il bocciodromo sempre a Panzano e l’ulteriore ampliamento della sede dell’Associazione windsurfing Marina Julia con una spesa di 280mila euro.

Il Piccolo, 12 marzo 2009

Mancano solo gli ultimi test, il palasport sarà di nuovo agibile fra qualche giorno 
 
Ci vorrà ancora qualche giorno per la riapertura del palasport di via Rossini, inagibile dallo scorso autunno a causa dell’amianto impiegato nella coibentazione dell’impianto di riscaldamento della struttura. L’Ass ieri ha effettuato un nuovo sopralluogo, prelevando campioni nell’ambiente per testare l’assenza di fibre d’amianto nel palazzetto, dove si svolgono fra l’altro allenamenti e partite della squadra femminile dell’Ar Fincantieri che milita in B2. I campioni dovranno ora essere analizzati, come spiega l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin, da un laboratorio specializzato di Treviso. «La volontà dell’amministrazione è di velocizzare al massimo i tempi – aggiunge Magrin – in modo da ottenere il risultato delle analisi quanto prima e riaprire il palazzetto all’attività sportiva e al pubblico nei tempi previsti, cioé attorno alla metà di marzo». Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, era limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto.

Messaggero Veneto, 12 marzo 2009 
 
Monfalcone. A breve l’impianto di via Rossini sarà rimesso a disposizione degli atleti  
Palasport, ultimati i lavori di bonifica dell’amianto
 
 
È sempre l’assessore Magrin ad annunciare con soddisfazione che, sempre nei giorni scorsi, Fincantieri ha provveduto a smontare e rimontare in altra zona (vicino alla torre dell’acqua a Panzano) le capannette di via Bonavia, che avevano creato notevoli disagi ai residenti della zona di Panzano a causa dei rumori prodotti dalle lavorazioni.
«Fincantieri ha rispettato l’impegno preso dal direttore Paolo Capobianco in febbraio – ha detto l’assessore –. Il direttore si era impegnato a spostare i manufatti entro marzo e così è stato fatto». I capannoni mobili dello stabilimento Fincantieri erano stati trasferiti nell’estate scorsa a ridosso di via Bonavia da un’altra area dello stabilimento a causa della riorganizzazione logistica legata all’innalzamento delle due nuove grandi gru a cavaliere. I residenti di via Bonavia si erano subito accorti che le due costruzioni funzionavano da cassa di risonanza, amplificando tutti i rumori delle lavorazioni che si svolgevano all’interno. Un fenomeno considerato insopportabile dai residenti, che avevano avviato una raccolta di firme a sostegno della richiesta di rimozione. Rimozione ora completata.
«Così – ha concluso Magrin – i residenti non dovranno più sopportare i rumori che provenivano dalla capannette, riconquistando la tranquillità».
«Non sempre le mancate risposte sono dovute a mancanza d’impegno, ma spesso si verifica una serie di problemi. Comunque lo sport a Monfalcone non è solo l’Ar Fincantieri e le risposte mancano anche ad altre società. Certo, ognuno porta avanti i suoi problemi e richieste, ma, grandi o piccole, le società sono tutte uguali». Risponde l’assessore allo Sport, Michele Luise, al presidente dell’Ar Fincantieri, Carlo Fucile, ma sopratutto sollecita lo sviluppo a Monfalcone di una politica sportiva “corale”, in cui ognuno non pensi soltanto a sé e alla sua società, ma ragioni in un’ottica generale e di promozione dello sport quale veicolo di valori e integrazione.
«In città ci sono tante strutture, servirebbe un assessorato solo all’impiantistica», ha detto Luise, ricordando che il nuovo direttivo della consulta sport (presieduta da Roberto Abram) ha confermato il Comitato ristretto, a cui partecipano i gestori degli impianti, utile per il controllo degli stessi.
Circa, poi, le manutenzioni straordinarie di campi di gioco o strutture, ha riconosciuto che alcune cose ordinarie, se non risolte, diventano straordinarie e il Comune vi deve mettere mano, ma ha anche evidenziato come si dovrebbe evitare «il fatto che lo straordinario diventi questione ordinaria proprio perché non si è intervenuti nell’ordinario».
Ha quindi chiarito che a fine anno sarà realizzato il campo di calcio sintetico in via Boito (600 mila euro), che non sarà usato soltanto dal Monfalcone calcio, ma anche da altre società.
Cristina Visintini

Il Piccolo, 16 marzo 2009 
 
L’INTERVENTO È COSTATO 40MILA EURO  
Bonificato dall’amianto il palasport di via Rossini riapre oggi dopo 5 mesi  
Tornerà a essere utilizzato da centinaia di atleti di diverse società, ma anche dagli alunni di alcune scuole cittadine
 
 
di LAURA BLASICH

Il palazzetto dello sport di via Rossini ritorna oggi utilizzabile per qualche centinaio di atleti dell’Ar Fincantieri e per gli studenti delle sezioni staccate degli istituti superiori cittadini ubicate nella vicinanze dell’impianto sportivo. La bonifica dell’amianto commissionata dal Comune, che vi ha investito 40mila euro, e realizzata dall’Adriatica ecologie industriali a partire dalla fine di gennaio ha avuto l’esito sperato. Lo hanno confermato i campioni prelevati dall’Azienda sanitaria la scorsa settimana e inviati a un laboratorio specializzato di Treviso nei quali non sono state riscontrate tracce di fibre di amianto. «Il palazzetto può riaprire da oggi», conferma l’assessore ai Servizi tecnici, Giordano Magrin, che ha seguito passo passo l’intervento, resosi necessario dopo che alla fine di ottobre era emersa l’esigenza di bonificare l’impianto di riscaldamento dalla presenza del materiale, ampiamente usato nel periodo di costruzione della struttura sportiva.
Gli atleti e le atlete, soprattutto quelle dell’Antonveneta, la squadra femminile di pallavolo che milita in B2, dell’Ar Fincantieri possono quindi «tornare a casa», mettendo fine alla peregrinazione negli impianti sportivi dei Comuni limitrofi e non (le partite di B2 femminile sono state ospitate dalla palestra di Villa Vicentina).
Quella di chiedere e ottenere ospitalità altrove è stata l’unica soluzione praticabile in questi mesi, comportando però dei costi aggiuntivi per l’Ar Fincantieri. La società fra l’altro aveva la necessità di ritornare nel palasport di via Rossini in tempi certi, anche perché l’utilizzo delle strutture all’esterno di Monfalcone era stato comunque concesso a termine.
Da parte sua l’amministrazione anche in questi giorni aveva sottolineato, per voce dell’assessore Magrin, la sua volontà di velocizzare al massimo i tempi in modo da ottenere il risultato delle analisi quanto prima e riaprire il palazzetto all’attività sportiva e al pubblico nei tempi previsti, cioé attorno alla metà di marzo.
Il problema della dispersione di polveri di amianto, con cui sono coibentate le tubature dell’impianto di riscaldamento, era limitato comunque allo spazio compreso tra soffitto e controsoffitto. L’intenzione dell’ente locale è in ogni caso quella di completare l’operazione con il rifacimento dell’impianto di riscaldamento ed è inoltre già stato messo in preventivo l’adeguamento della centrale termica con una spesa aggiuntiva di 11.500 euro. Anche la tempistica degli interventi futuri sarà concordata con l’Ar Fincantieri che utilizza in modo intensivo l’impianto, la cui parziale inagibilità ha creato appunto notevoli problemi.
In questi mesi è del resto rimasto agibile solo il piano seminterrato, utilizzato dai settori boxe e judo dell’Ar Fincantieri che nell’ultimo incontro della Consulta della cultura ha però messo in evidenza l’esigenza di una rimodulazione degli spazi, necessaria per seguire una disciplina in espansione com’è il pugilato in questo momento.
Per le altre attività, pallavolo in testa, vista la partecipazione della prima squadra femminile, l’Antonveneta, al campionato nazionale B2, la soluzione tampone individuata è stata invece quella dell’utilizzo della palestra polifunzionale, oltre che del palazzetto di Staranzano, mentre le partite sono state disputate a Villa Vicentina. Monfalcone si è rivolta a Staranzano anche per poter dirottare nella palestra della scuola media della cittadina le altre attività che hanno finora avuto luogo nel palazzetto di via Rossini, come la ginnastica artistica o l’attività di motricità per i più piccoli. Intanto rimane un’altra struttura sportiva a fare i conti con l’amianto, anche se si tratta del tetto in eternit, e si tratta del bocciodromo di via Cosulich, di cui l’amministrazione comunale ha previsto il rifacimento, ma solo nei prossimi anni.