Il Piccolo, 22 marzo 2009

PORTO. L’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI HA DATO IL VIA LIBERA ALL’ACCORDO 
Scatta la mobilità, fuori i più anziani dalla Compagnia 
Solo esodi volontari e incentivati. Trattative del gruppo Maneschi per agganciare nuovi traffici

di LAURA BLASICH

I 120 lavoratori della Compagnia portuale danno il via libera alla mobilità volontaria e per anzianità per ridurre, nel modo più indolore possibile, i propri ranghi e consentire all’impresa di gestire e superare la crisi dei traffici che ha investito in modo pesante il porto di Monfalcone. I dipendenti della Compagnia avevano dato mandato ai sindacati di trattare con il gruppo Maneschi, che ha acquistato la società alla fine di luglio del 2008. L’assemblea convocata per valutare l’ipotesi di accordo raggiunta con la proprietà è stata quindi molto partecipata e attenta, ma non «calda», come spesso avvenuto in passato. «L’assemblea ci ha dato pieno mandato a chiudere l’accordo – spiega Elio Gurtner, segretario provinciale Filt-Cgil – e quindi scatterà la procedura di mobilità per un massimo di 23 persone, in base a criteri di volontarietà e anzianità. La mobilità sarà incentivata, come eventuali esodi volontari». Non si ferma comunque al ricorso alla mobilità l’intesa raggiunta con il gruppo Maneschi, che da parte sua sta lavorando per tentare di agganciare due nuovi traffici, in grado di tamponare il calo di quelli storici e consolidati per Portorosega, ma legati all’industria regionale, pure investita dalla recessione. Per gestire al meglio la necessità di adeguare gli organici all’attuale carico di lavoro gruppo Maneschi e sindacati hanno concordato la possibilità di esodi volontari e incentivati, e il distacco di alcuni dipendenti alla Fratelli Midolini, entrata in porto alla fine della scorsa estate. Si tratterebbe di una decina di persone, che manterrebbero il rapporto di dipendenza con la Compagnia. Non a caso, quindi, domani è in programma un incontro a tre tra sindacato, gruppo Maneschi e Midolini in cui i rappresentanti dei lavoratori vogliono anche definire linee di comportamento comuni alle imprese portuali attive a Portorosega. «Vogliamo che quello di Monfalcone – afferma Gurtner – resti un porto in cui le regole, contrattuali e in materia di sicurezza, sono rispettate da tutti per fare crescere così tutte le aziende in modo armonico». Per il futuro della Compagnia tra i lavoratori rimane una certa preoccupazione. «La strada imboccata, che va a incidere sui costi maggiori del personale – afferma Gurtner -, viene però ritenuta corretta, anche perché rientra pure un piano di formazione per 58 diversi tipi di professionalità, che Maneschi ha presentato assieme all’accordo-quadro. È quindi un’intesa importante per lo sviluppo del porto, una volta che ci sarà la ripresa». Il personale coinvolto nella mobilità è stato calcolato tenendo conto dell’anzianità, cioé di quanti lavoratori potrebbero raggiungere la prima finestra utile al pensionamento nell’arco di 20 mesi. La maggior parte della ventina di addetti, che in ogni caso potranno aderire alla proposta di mobilità in modo volontario, è quindi data da ex soci della Compagnia. Le procedure previste dall’accordo dovrebbero rimanere aperte per 12 mesi dalla firma e in ogni caso fino alla fine del 2010. Si tratta del periodo ritenuto o auspicato sufficiente a superare la crisi che ha investito l’industria e sta quindi colpendo anche uno scalo che alle attività è legato strettamente.

Messaggero Veneto, 11 maggio 2009 
  
La crisi non molla la presa: ancora dati negativi per il porto  
Monfalcone: timida ripresa solo negli imbarchi
 
 
MONFALCONE. Il porto di Monfalcone continua a sentire gli effetti della crisi, anche se i dati del mese di aprile registrano qualche segno “più” nel settore degli imbarchi. Se già nel primo trimestre dell’anno erano stati confermati gli influssi negativi del calo della produzione e dei consumi, anche il totale del primo quadrimestre, secondo i dati forniti dall’Azienda speciale per il porto, registra un -15%, passando da un totale di sbarchi e imbarchi di 1.266.732 tonnellate del 2008, a 1.074.980 tonnellate di quest’anno. Negativo il dato totale di sbarchi e imbarchi di aprile con 308.106 tonnellate, con un -8.85% rispetto alle 338.035 tonnellate del 2008. Nello specifico, gli sbarchi di aprile sono stati di 225.300 tonnellate, ovvero -26% alle 306.338 tonnellate di aprile 2008. Gli imbarchi hanno visto movimentare 82.806 tonnellate, con un notevole +116% rispetto le 31.697 tonnellate dello scorso anno. Negativo o comunque non in crescita, invece, il dato del trimestre di entrambe le voci. Per gli sbarchi, da gennaio ad aprile, sono state movimentate 891.801 tonnellate, pari al 21% in meno e gli imbarchi, nello stesso periodo sono stati di 181.317 tonnellate, con un +38%. In merito alle merci, sono positivi i movimenti della cellulosa (279.000 tonnellate, più 9,33% rispetto alle 255.000 del quadrimestre 2008), negativo invece il dato del carbone (allo sbarco 182.000 tonnellate, -35%), dei metallurgici (451.000 contro 541.000, -16%) e dei minerali grezzi (66.000 contro 95.000, -30%).
Continua la fase negativa anche per il traffico di auto: nel quadrimestre ne sono state imbarcate 7.370 (-50%) e
sbarcate 6.349 (-69%).