Il Piccolo, 30 marzo 2009

FINANZA 
Scoperti 76 lavoratori irregolari 
Imprenditore isontino ha evaso l’erario per oltre 250mila euro
Nel mirino un’azienda del manifatturiero

di FRANCESCO FAIN

GORIZIA Corrispondeva compensi irregolari consistenti in indennità e rimborsi spese per trasferte in realtà mai effettuate ai suoi 76 dipendenti. In questa maniera – se da una parte erogava «sottobanco» al lavoratore l’entità che gli spettava, dall’altra comprimeva il proprio carico fiscale in quanto si trattava di somme in parte non imponibili ai fini delle imposte sui redditi. Protagonista un imprenditore isontino.
A scoprire il reato è stata la Guardia di Finanza di Gorizia nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione fiscale. Il titolare dell’azienda, che opera nell’ambito manifatturiero, aveva messo in atto un meccanismo che – secondo le Fiamme Gialle – è in realtà molto usato e oggetto anche di contestazione nell’ambito delle verifiche fiscali. In questo caso, l’industriale ha evaso l’erario per circa 250 mila euro. «L’intervento delle Fiamme Gialle – si legge in una nota – oltre che contrastare l’evasione fiscale, è finalizzato anche a garantire la tutela dei diritti maturati dai contribuenti sotto il profilo previdenziale e contributivo. Inoltre questi meccanismi fraudolenti se da un lato consentono un abbattimento dei costi per l’azienda, dall’altro alterano i principi della corretta concorrenza sul mercato.
«Nel caso scoperto dai finanzieri, in particolare, il contribuente sottoposto a verifica fiscale aveva corrisposto compensi irregolari nei confronti di 76 lavoratori dipendenti, secondo il meccanismo illecito sinteticamente descritto, nel corso di tre anni, “evitando” in tal modo di versare all’erario le ritenute d’acconto che avrebbe dovuto operare sull’intero ammontare del trattamento economico corrisposto agli stessi, corrispondenti ad un importo prossimo ai 250mila euro di imposte evase – si legge in una nota delle Fiamme gialle -. Tra l’altro, l’intervento repressivo operato dai finanzieri, come molti altri della stessa natura, oltre che essere preordinato all’attività di contrasto dell’evasione fiscale, è finalizzato anche a garantire la tutela dei diritti maturati dai contribuenti titolari di reddito di lavoro dipendente, sotto il profilo previdenziale e contributivo, atteso che gli importi fittiziamente corrisposti a titolo di indennità di trasferta, anziché quale vera e propria retribuzione, non sono rilevanti nemmeno ai fini dell’imponibile contributivo, determinando – pertanto – un minor versamento periodico per il futuro trattamento pensionistico».