Il Piccolo, 01 maggio 2009 
 
NUOVE INIZIATIVE  
Qualità dell’aria in miglioramento
 
 
La qualità dell’aria a Monfalcone è sotto controllo e non è in peggioramento. Ci sono però delle azioni da mettere in campo per migliorarla ulteriormente, come previsto dal Piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria al momento in fase di elaborazione. Il documento parte dall’analisi dei dati rilevati dalle reti provinciali esistenti in Friuli Venezia Giulia e da quella industriale legata alla centrale termoelettrica di Monfalcone. Un’analisi che consente innanzitutto di dire, stando a quanto riferito dall’assessore all’Ambiente Paolo Frittitta nell’ultima seduta del Consiglio, sollecitato dal consigliere Giorgio Pacor dell’Udc, che la qualità dell’aria nelle aree urbane è in netto miglioramento per quel che riguarda biossido di zolfo e monossido di carbonio. A differenza di altre zone della regione in quella di Monfalcone non sono state rilevate situazioni critiche rispetto la presenza di biossido di azoto e nemmeno per quel che riguarda il benzene. Diverso il discorso per lo smog fotochimico, cioé l’ozono, presente nelle aree urbane, suburbane e agricole. «Con riferimento alle zone industriali e agli inquinanti primari principali monitorati – ha aggiunto Frittitta -, cioé ossidi di zolfo e azoto e particelle sospese totali, non si verificano situazioni critiche nelle centraline installate nell’area di Monfalcone». Le azioni proposte dal progetto a livello locale partono dal supporto del risparmio energetico in industria e terziario, in particolare con iniziative di risparmio energetico nelle abitazioni e uso del solare per la produzione di calore, per arrivare sempre alla conversione a gas dei due gruppi ora funzionanti a olio combustibile della centrale termoelettrica. Tra gli interventi a medio termine proposti per la zona, che si affiancano a quelli di carattere regionale (come il sostegno alla mobilità sostenibile), c’è non solo l’applicazione di sistemi per ridurre gli ossidi di azoto da impianti con emissioni annue superiori alle 100 tonnellate (Desox), ma anche di quelli atti a ridurre gli ossidi di azoto per impianti con emmissioni annue sopra le 100 tonnellate (Denox) e la presenza di particelle sospese inferiori ai 10 micron per impianti con emissioni superiori alle 50 tonnellate all’anno.