Il Piccolo, 18 giugno 2009 
 
PORTO INCONTRO TRA IL SINDACO, L’IMPRENDITORE E L’ENTE CAMERALE  
Area contesa tra Aspm e Mangiarotti  
Partiranno entro l’estate le opere dell’azienda che ha acquisito lo stabilimento Ineos
 
 
Il progetto di Mangiarotti per la riconversione del sito ex Ineos si apre a prospettive di sviluppo. Lo conferma l’incontro che il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha avuto con la società e l’Azienda speciale per il porto per tentare di arrivare a una composizione degli interessi che Mangiarotti e Aspm hanno sull’area compresa tra via Vittorio Veneto e via Timavo. Il terreno è di proprietà di Mangiarotti, che l’ha acquistato da Ineos ed è, in base al Piano regolatore comunale, destinato a servizi per l’industria, ma da tempo era considerato funzionale al progetto ”Autostrade del mare”, finanziato dal ministero dei Trasporti con 25 milioni di euro e di cui è stato finora realizzato il piazzale da 40mila metri quadrati. «Siamo in presenza di due progetti importanti – spiega il sindaco – come il terminale per il cabotaggio, che ha un reale bisogno di aree per il suo sviluppo, e il progetto di Mangiarotti, pure fondamentale per l’economia territoriale, perché si apre a prospettive ulteriori. Lo sforzo che stiamo effettuando è quindi quello di tentare di armonizzare i due progetti, per fare in modo che coesistano, portando la crescita attesa per l’economia».
Il progetto di Mangiarotti vale 100 milioni di euro e prevede una riconversione dell’ex fabbrica di materie plastiche nella produzione di grandi componenti per centrali nucleari. La società friulana prevede quindi di demolire i fabbricati industriali esistenti nell’area per soppiantarli con un unico grande cappannone. Viene costruita inoltre una nuova palazzina direzionale, pur mantenendo due edifici storici di epoca Solvay. Il progetto è andato ieri all’esame della commissione edilizia per il parere necessario al rilacio della concessione edilizia che, come conferma l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, è ormai imminente, visto che gli uffici hanno ormai concluso la loro istruttoria. I lavori potrebbero quindi partire a breve, forse già quest’estate, per concludersi nel 2011. La logistica dell’area, inserita nel contesto industriale-portuale del Lisert, rimane quindi interessante per la società che potrà avere accesso diretto alla banchina e quindi semplificare il trasporto degli enormi manufatti assemblati. Nel frattempo si prepara ad assumere una forma più compiuta anche il progetto Autostrade del mare, che l’Azienda speciale sta realizzando con i finanziamenti statali. Di fatto ultimato il piazzale a servizio del traffico di cabotaggio, l’Aspm sta per mandare in gara la sistemazione della banchina nel tratto degli ormeggi 1 e 2, un intervento da 8 milioni di euro che non prevede però la realizzazione di un dente fisso per l’attracco dei traghetti che, secondo Fincantieri, avrebbe potuto creare difficoltà all’attività dello stabilimento. Tra le ipotesi della nuova variante generale del Piano regolatore c’è fra l’altro lo spostamento dell’attività di cabotaggio in un’altra area del porto. «Per quanto mi riguarda credo però si debba andare avanti nell’area già individuata a questo scopo», sottolinea il sindaco.
Laura Blasich

Messaggero Veneto, 24 giugno 2009
 
Una nuova azienda sull’area dell’ex Ineos  
Via libera del consorzio per lo sviluppo industriale all’insediamento della Mangiarotti Spa
 
 
MONFALCONE. Con il parere positivo del consiglio di amministrazione del Consorzio per lo sviluppo industriale e della commissione edilizia del Comune di Monfalcone, il progetto per l’insediamento di Mangiarotti Spa (azienda leader mondiale nella costruzione di apparecchiature a pressione per le industrie chimiche e petrolchimiche e per il settore del nucleare) sull’area dell’ex Ineos a Monfalcone può muovere i primi passi, avviandosi a diventare a breve realtà.
Tra qualche giorno si terrà, infatti, l’incontro definitivo tra i responsabili della Mangiarotti e i vertici del Consorzio. «Si tratta di un progetto molto importante – spiega il presidente dell’ente, Renzo Redivo –, da noi sposato nella sua totalità, non soltanto perché prevede un recupero dell’area, ma anche perché è importante occasione di rioccupazione per le maestranze dell’ex Ineos». L’insediamento di Mangiarotti, che andrà a recuperare appunto il sito di via Timavo, ha quindi ricevuto il via libera unanime del consiglio di amministrazione dell’ente ed è stato esaminato favorevolmente anche dalla Commissione edilizia, alla quale era presente l’organo dirigenziale del consorzio.
Con oltre 320 addetti fra gli stabilimenti in Friuli e Milano, un fatturato 2008 di oltre 140 milioni di euro (pur se con dati provvisori), la Mangiarotti è una delle quattro principali realtà al mondo per la realizzazione di componenti per la creazione di reattori nucleari con generatori di vapore, che opera al 97% sul mercato estero (dal Venezuela alla Cina fino alla Finlandia) con player tra i più importanti al mondo nel settore del nucleare e società petrolchimiche a livello di Exxon, Mobil e Total. «Le possibilità di ampliamento previste dalla logistica del territorio – spiega il direttore dell’ente, Giampaolo Fontana – permettono di concentrare nella zona le diverse tipologie di produzione che la Mangiarotti intende portare a Monfalcone grazie alle commesse già avviate e di futura programmazione».
L’importanza del nuovo insediamento industriale risulta fondamentale anche in quanto prova concreta della bontà delle strategie finora attuate dal Consorzio in materia di logistica e infrastrutture: a far cadere la scelta di Mangiarotti sull’area ex Ineos è stata infatti principalmente la possibilità di servirsi della logistica offerta dalle aree industriali di competenza consortile e delle infrastrutture realizzate dal Consorzio in questi anni. In particolare, la vicinanza delle banchine portuali permetterà il trasporto via mare dei grossi impianti che verranno realizzati.
I pareri positivi ottenuti permettono a Mangiarotti di dare il via definitivo al progetto, i cui lavori per la realizzazione potrebbero partire fra breve per concludersi nel 2011. Proprio su tale argomento, nei prossimi giorni, si terrà l’incontro fra i vertici del consorzio industriale e l’azienda.

Il Piccolo, 24 giugno 2009
 
DAL CONSORZIO INDUSTRIALE  
Secondo ok al piano Mangiarotti  
Nell’area ex Ineos si produrranno componenti per centrali nucleari
 
 
Anche il cda del Consorzio industriale ha dato il via libera, dopo la Commissione edilizia del Comune, al progetto della Mangiarotti per la riconversione dell’area industriale ex Ineos Films. A breve ci sarà un nuovo incontro tra i vertici del Csim e quelli della società che ha acquistato l’area per destinarla alla produzione di grandi componenti per centrali nucleari, per fare il punto sull’attuazione di un’operazione da 100 milioni di euro, quanto Mangiarotti ha previsto di investire per modificare la destinazione produttiva dell’ex Ineos. «È un progetto molto importante – afferma il presidente del Consorzio industriale, Renzo Redivo -, da noi sposato appieno, perché non solo prevede un recupero dell’area, ma anche un’occasione di nuova occupazione per le maestranze dell’ex Ineos». Le possibilità di ampliamento consentite dalla logistica del territorio, come spiega invece il direttore del Csim Gianpaolo Fontana, permettono inoltre «di concentrare nella zone le diverse fasi della produzione che la Mangiarotti intende portare a Monfalcone grazie alle commesse già in programma». Mangiarotti ora dovrebbe ottenere in tempi piuttosto stretti la concessione edilizia dall’ente locale e così avviare l’effettiva riconversione del sito che, stando alle previsioni della società, dovrebbe concludersi nel 2011.

Il Piccolo, 27 giugno 2009 
 
MANGIAROTTI INTENDE INSEDIARE UN SITO PER LA PRODUZIONE DI COMPONENTI PER CENTRALI NUCLEARI  
Demoliti i vecchi capannoni dell’ex Ineos  
Per 80 anni sede della Solvay. Scomparso un pezzo di storia industriale e sociale della città
 
 
La riconversione dell’ex Ineos Films è già iniziata. La Mangiarotti Spa ha avviato e ormai quasi concluso le demolizioni delle strutture esistenti nell’area, affacciata sul porto di Monfalcone e di proprietà per quasi ottant’anni della Solvay, che l’aveva ceduta poi a Ineos nel 2005. Mangiarotti vuole poter contare sul terreno sgombro da manufatti nel momento in cui il Comune rilascerà la concessione edilizia all’edificazione, dopo quella alle demolizioni, così da avviare subito la costruzione delle strutture destinate alla produzione. Mangiarotti punta del resto a realizzare il capannone destinato alla produzione di grandi componenti per centrali nucleari nell’arco di un anno e di avviare quindi l’attività all’inizio del 2011, come ha confermato ieri l’amministratore della società Paolo Di Salvio nell’incontro con i vertici del Consorzio industriale, interessato a individuare delle sinergie con il proprio intervento di recupero dell’ex foresteria Adriaplast. La società non deroga dall’obiettivo che si è data, nonostante la portata dell’operazione di riconversione del sito industriale e non solo dal punto di vista finanziario (100 milioni di euro di investimento). Il capannone destinato alla produzione coprirà un’area di 40mila metri quadri e avrà un’altezza variabile tra i 23 e i 32 metri e la società già ipotizza un possibile ampliamento per altri 20mila metri quadri. Nell’area è poi prevista la costruzione di un fabbricato di 1.800 metri quadri per la mensa dei dipendenti, mentre in quella compresa tra via Timavo e via Vittorio Veneto, ora esterna al perimetro dello stabilimento, sorgerà la nuova palazzina uffici e direzionale con una superficie di 3.600 metri quadri. Della vecchia Adriaplast, e quindi della storica presenza della Solvay a Monfalcone non rimarrà quindi pressoché nulla, perchè, dopo il silo su cui nel 2007 solirono alcuni lavoratori per protestare contro la chiusura della fabbrica, perché sarà demolita anche la palazzina uffici. Stabile che si trova adiacente all’ingresso da via Timavo, che sarà mantenuto, ma affiancato da due nuovi accessi su via Vittorio Veneto, uno per la zona residenziale delle “ville” Solvay e l’altro per i mezzi dei fornitori e parcheggio per i dipendenti. L’attuale ingresso alla zona residenziale sarà invece impiegato per accedere alla palazzina direzionale. Il progetto comprende anche la ristrutturazione di una delle residenze storiche vicine al sito industriale. «E’ una bifamiliare liberty – ha spiegato l’architetto Francesco Bonetti, che segue il progetto – che si pensa di adibire a foresteria interna». All’avvio dell’attività l’occupazione dovrebbe attestarsi sui 200 dipendenti, altamente qualificati, come ha ribadito ieri l’ad di Mangiarotti. Resta da capire che fine abbiano fatto i corsi di riqualificazione promossi dalla Provincia degli ex lavoratori Ineos, per i quali la mobilità scade a metà agosto, e non solo. (la. bl.)

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