Messaggero Veneto, 27 giugno 2009
 
Valanga di testi: il processo Anolf a passo di lumaca 
Truffa

Il controesame dei testi dell’accusa che, secondo un difensore, si sarebbe dovuto esaurire in tempi brevi, in realtà – lo si è visto nell’udienza di ieri – procede a rilento, allungando al di là di ogni previsione il dibattimento del processo a carico dell’ex presidente dell’Anolf (Associazione nazionale Oltre le frontiere) Maria Grazia Salvatori.
Quest’ultima, assieme ad altre quattro persone, è imputata di truffa aggravata ai danni dell’Ass, della Regione e del Comune di Monfalcone. Se si pensa che devono essere ancora sentiti tutti i testimoni della difesa, oltre una sessantina (ieri è terminata l’audizione di quelli del pm), nonostante il prodigarsi dei giudici (già fissata una nuova udienza per il 10 luglio), non sembra del tutto campata in aria l’ipotesi avanzata un anno fa dall’avvocato Riccardo Cattarini, parte civile per conto dell’Azienda sanitaria. Secondo il legale, un simile affollamento di testi rischiava di far naufragare il processo nella prescrizione.
Cinque, come si è detto, le persone coinvolte nella vicenda che si sarebbe dipanata tra il 2002 e il 2004 (oltre alla Salvatori, tre ex presidenti della cooperativa sociale Aurora e un collaboratore). Secondo l’accusa, la Salvatori, nella sua qualità di presidente dell’Anolf, avrebbe usufruito d’ingenti finanziamenti (complessivamente oltre 500 mila euro) per prestazioni di carattere assistenziale e umanitario mai realizzate o realizzate soltanto in parte, utilizzando parte di tali finanziamenti per scopi diversi da quelli stabiliti.
Gli altri quattro imputati avrebbero, dal canto loro, fornito alla Salvatori le “pezze d’appoggio” per giustificare le spese, in effetti mai sostenute, nell’ambito dei vari progetti. Ieri è stata sentita una collaboratrice culturale che nel 2002 aveva lavorato per conto dell’Anolf a Trieste, la quale, in sostanza, ha dichiarato di essere sempre stata pagata con assegni in modo regolare. Un’altra teste, impiegata nella sede dell’Anolf in via Cascino, ha precisato di aver effettuato per conto dell’associazione qualche pagamento in contanti. Sempre ieri è stato sentito anche l’ex proprietario dell’immobile di via Cascino che si è limitato a confermare la circostanza secondo cui, in effetti, la cooperativa Aurora (che condivideva i locali con l’Anolf) non aveva effettuato in quegli anni lavori di manutenzione.

Il Piccolo, 27 giugno 2009 
 
PROCESSO  
Anolf, i pagamenti all’esame del tribunale  
Nuove deposizioni per chiarire i ruoli dei vari collaboratori
 
 
di FRANCO FEMIA

Continua la sfilata di testi al processo all’ex presidente dell’Anolf, Maria Grazia Salvatori, imputata di malversazione e, in concorso con altre quattro persone, di truffa nei confronti degli enti pubblici quali Regione, Azienda sanitaria e Comune di Monfalcone, tutti costituitisi parte civile. Gli altri imputati sono il collaboratore di Anolf Gianfranco Tarantino, Klotilda Binjaku di origine albanese, Davide Bradaschia e Giuseppe Paone, questi ultimi tre già presidente della cooperativa sociale Aurora di Gorizia.
A deporre ieri collaboratori dell’Anolf che hanno spiegato il ruolo avuto dall’associazione e le modalità dei pagamenti effettuati dall’Anolf nei confronti dei fornitori e di quanti operavano nei centri che ospitavano minori e negli sportelli per migranti gestiti dall’Anolf. Questi ultimi funzionavano agli ospedali San Giovanni di Dio di Gorizia e San Polo di Monfalcone grazie alla presenza di mediatori culturali dell’Anolf.
L’accusa che viene rivolta ai responsabili dell’Associazione è quella di aver ricevuto contributi da parte di Regione, Comune di Monfalcone e Azienda sanitaria e di non aver destinato la totalità della somma alla realizzazione dei progetti per i quali era stata erogata e, in alcuni casi – sempre secondo l’accusa – firmando assegni a favore di un collaboratore dell’associazione o della cooperativa Aurora per operazioni che non sono state considerate inesistenti. Il progetto più consistente riguarda la convenzione con il Comune di Monfalcone per la gestione del Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati per gli anni 2002, 2003 e 2004, per i quali l’ente locale aveva versato 484mila euro. Con l’Ass l’Anolf aveva firmato nel 2003 una convenzione per il progetto Osservatorio migranti ricevendo un finanziamento di 45mila euro concesso dalla Regione. Il terzo progetto era intitolato Casa insieme 2002 con un finanziamento regionale di 32mila euro. Infine, il quarto progetto per 113mila lire erogati dalla Regione, riguardava la costituzione di una fondo rotazione destinato alla costituzione di una fondo rotazione destinato alla concessione di prestiti a favore degli stranieri per il pagamento degli affitti La prossima udienza si terrà il prossimo 10 luglio.

Messaggero Veneto, 03 ottobre 2009 
 
Processo Anolf per truffa, sfilano come testi tre segretari della Cisl 
 
Ancora sfilata di testi ieri al processo che vede imputati di truffa ai danni dell’Ass, della Regione e del Comune di Monfalcone l’ex presidente dell’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), Maria Grazia Salvatori, e altre quattro persone. Fra i testimoni “esaminati e controesaminati” dai difensori, avvocati Marchiori, Agostini e Bassi, dal pubblico ministero Panzeri e dai rappresentanti di parte civile, avvocati Montanari e Sanzin, tre segretari della Cisl, quello provinciale in carica Umberto Brusciano, il suo predecessore Sergio Betti e il segretario regionale Giovanni Fania. Tutti e tre hanno, in sostanza, riferito sui rapporti fra il sindacato e l’Anolf e sui fondi destinati all’Associazione. La prossima udienza, fissata dal collegio giudicante (presidente Trotta, a latere Bigattin e Santangelo) per il 30 ottobre (un’altra è già stata programmata per il 15 gennaio del prossimo anno), saranno sentiti altri testi della difesa (ne rimangono in tutto una quindicina). Cinque gli imputati coinvolti nella vicenda, che si sarebbe dipanata fra il 2002 e il 2004: oltre alla Salvatori, tre ex presidenti della Cooperativa sociale Aurora e un collaboratore.
Secondo la tesi d’accusa, Maria Grazia Salvatori, nella sua veste di presidente dell’Anolf, avrebbe usufruito d’ingenti finanziamenti (complessivamente oltre 500 mila euro) per prestazioni di carattere assistenziale e umanitario, mai realizzate o realizzate soltanto in parte, utilizzando tali finanziamenti (anche se non la totalità) per scopi diversi da quelli stabiliti. Gli altri quattro imputati avrebbero, dal canto loro, fornito alla Salvatori le “pezze d’appoggio” per giustificare le spese in effetti mai sostenute nell’ambito dei vari progetti umanitari. In altre parole, gli ex presidenti e il collaboratore dell’Aurora avrebbero emesso nei confronti dell’Anolf una serie di fatture relative a operazioni per l’accusa inesistenti. (n.v.)

Il Piccolo, 31 ottobre 2009 
 
PROCESSO ANOLF  
Centro minori stranieri, spese ”sulla parola”
  
 
Riceveva 32 euro al giorno per ogni minorenne extracomunitario ospitato nel Centro di accoglienza di Monfalcone. Se poi un giovane scappava, l’Anolf che gestiva il Centro, informava il Comune che provvedeva ad erogare il contributo sulle presenze effettive: questi alcuni dei chiarimenti forniti da un’impiegata comunale sentita ieri dal pm Panzeri e dai difensori nel corso del processo che vede imputati di truffa ai danni dell’Ass, della Regione e dello stesso Comune di Monfalcone, l’ex presidente dell’Associazione nazionale oltre le frontiere, Maria Grazia Salvatori e altre quattro persone. Incalzata dalle domande del pm e dell’avvocato Cattarini, parte civile per conto dell’Ass, sui controlli sul numero esatto degli ospiti nel Centro, la teste ha sottolineato come, per erogare le rette, fosse ritenuta sufficiente la nota dell’Anolf. «Insomma – è sbottato Cattarini – nessuno del Comune ha mai pensato di ”contare” i minori». «In altre parole – ha incalzato il pm -, l’Anfolf, una volta inoltrata la richiesta di contributo, poteva passare all’incasso, senza ulteriore giustificazione».
In effetti, secondo la testimone, l’unico riscontro per erogare, appunto, le rette era il numero di ospiti presenti, come ”certificato” dalla stessa Anolf. I difensori, avvocati Agostini e Marchiori, hanno posto all’impiegata domande sulle funzioni di ”vigilanza” esercitate dal Comune di Monfalcone. Fra i testimoni ascoltati anche l’ex sindaco di Farra Maurizio Fabbro, responsabile della cooperativa La Sorgente che ha riferito dei rapporti intercorsi tra il 2004 e il 2005 con la cooperativa Aurora coinvolta nel procedimento. Secondo la tesi d’accusa, la Salvatori avrebbe usufruito di ingenti finanziamenti per prestazioni di carattere assistenziale e umanitario, mai realizzate o realizzate soltanto in parte, utilizzando tali finanziamenti (anche se non la totalità) per scopi diversi da quelli stabiliti. Il processo proseguirà il 15 gennaio.

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