Il Piccolo, 27 giugno 2009
 
EMERGENZA ABITATIVA  
Tornano gli abusivi, occupato alloggio Ater  
L’appartamento si trova in uno stabile di via 24 Maggio Il caso in Consiglio comunale
 
 
Un nuovo alloggio Ater è stato occupato in modo abusivo. A essere preso di mira è stato un appartamento del complesso di via 24 Maggio, già oggetto in passato di intrusioni. Questa volta a introdursi in uno degli alloggi sfitti, in attesa della manutenzione straordinaria e della riassegnazione da parte dell’Ater, è stato, a quanto spiega un residente della zona, un nucleo familiare composto da genitori cinquantenni e quattro figli. Intanto altri abitanti, pur non volendo creare alcun collegamento tra i due fatti, segnalano un aumento dei furti nell’area, dove hanno sono sparite biciclette, piccoli elettrodomestici e altri attrezzi dalle cantine. «Ci vorrebbero più controlli», dicono quindi i residenti. La nuova occupazione abusiva nel complesso Ater di via 24 Maggio è stata per ora portata all’attenzione del sindaco Gianfranco Pizzolitto nella seduta di giovedì sera del Consiglio comunale da parte del capogruppo della Lega Nord Sergio Pacor. «Quello che è illegale è illegale», ha risposto il sindaco, secondo il quale va però effettuata «una distinzione tra chi si trova in uno stato di indigenza e chi invece occupa perché ha quel tipo di approccio». A incentivare il fenomeno è inoltre, sempre a detta del sindaco, la lentezza con cui si muove da parte dell’Ater la ristrutturazione degli appartamenti non più a norma e che quindi non possono essere messi a bando, ma nel frattempo rimangono liberi. «Non può quindi essere tollerata l’occupazione abusiva di alloggi che possono entrare in graduatoria – ha detto Pizzolitto -, mentre si può essere un po’ più elastici sugli appartamenti di cui non si va all’immediata assegnazione. In ogni caso si dovrebbe valutare la possibilità di cedere dove possibile il patrimonio per introitare risorse da concentrare sugli alloggi che rimangono». Da parte sua il capogruppo della Lega Nord ha ribadito di aver voluto porre il problema delle occupazioni che «creano problemi al vicinato», ricordando come i piani di vendita dell’Ater non abbiano mai avuto successo. «Si tratta di vendere a persone anziane e per le quali è certo più conveniente pagare un affitto di 150 euro al mese che contrarre un mutuo», ha detto Sergio Pacor.

Messaggero Veneto, 27 giugno 2009
 
Pizzolitto: no all’occupazione abusiva degli alloggi Ater  
«Non riusciremo mai a recuperare gli appartamenti lasciati liberi, l’ente ha detto che serviranno tre anni per sistemarli»
 
 
MONFALCONE. L’amministrazione comunale di Monfalcone si oppone alle occupazioni abusive degli alloggi Ater, si impegna per fare in modo che gli alloggi che debbano rientrare in graduatoria non siano occupati, ma chiarisce che serve trovare le risorse per sistemare gli alloggi che dovrebbero essere riassegnati e sollecita Ater a intervenire in tempi brevi.
Il sindaco Pizzolitto ha chiarito la posizione dell’amministrazione, rispondendo all’interrogazione di Pacor (Lega Nord), che in question time ha chiesto se sia intenzione del sindaco «risolvere la situazione di occupazioni abusive, che creano problemi di vario genere e soprattutto alle persone anziane, che si sentono insicure e hanno paura».
«Quello che è illegale, è illegale. L’abusivismo è un reato che attiene alla legalità, anche se va fatta una distinzione tra chi agisce in stato di indigenza e chi occupa per altri motivi. Non riusciremo mai a recuperare completamente gli appartamenti Ater lasciati liberi, visto che l’ente – ha spiegato il sindaco – ha detto che serviranno tre anni per sistemarli. Per questo abbiamo chiesto ad Ater di accelerare: non si possono aspettare tre anni per avere in uso un centinaio di alloggi sfitti e oltretutto dobbiamo evitare che vengano occupati. Ma non ci sono le risorse sufficienti e stiamo appena cercando di ragionare sulla situazione».
Pizzolitto ha comunque evidenziato che sono già state risolte le occupazioni di appartamenti che possono essere messi presto in graduatoria. Sergio Pacor, da parte sua, ha spiegato di aver voluto sottolineare situazioni che creano preoccupazioni perché si inseriscono una situazione generale di sicurezza.
Secondo quando riferito da alcun residenti di via XXIV maggio, infatti, cè stato recentemente un episodio di occupazione abusiva di un appartamento, dove, abbattuta la porta di ingresso, è entrata una famiglia di origine meridionale, padre, madre e quattro figli. Ma non è la prima volta che nel complesso Ater di via XXIV maggio si registrano delle occupazioni illegali.
«Qualche volta è successo che gli appartamenti occupati fossero addirittura sub-affittati a persone ignare della situazione illegale e che poi hanno dovuto lasciare l’appartamento, avendo pagato l’affitto a persone che non avevano certo titolo per richiederlo» spiegano alcuni residenti, che evidenziano come in questo periodo siano anche aumentati i furti di biciclette e di oggetti dalle case e dalle cantine. «È una situazione che non può andare avanti così. Perché non si fa nulla? Noi – concludono – chiediamo solo di vivere tranquilli in casa nostra».

Il Piccolo, 26 giugno 2009 
 
NESSUN COMPRATORE SI È PRESENTATO. PREZZO SCESO A 660MILA EURO  
Vendita Casa Mazzoli, deserta l’asta
 
 
È andata deserta l’asta per la vendita di Casa Mazzoli. Alla data di scadenza della presentazione delle offerte (il 23 giugno) agli uffici comunali non era pervenuta nessuna offerta. Niente di niente. Così, dopo tanto impegno da parte del Comune per riuscire a sgomberare la casa, e tanta attesa per la vendita che avrebbe dovuto seguire al recupero, le speranze vanno deluse. In base al bando, infatti, la casa è stata posta in vendita con una base d’asta di 736mila euro. Il bando prevede però che nel caso in cui la prima asta fosse andata deserta, il prezzo sarebbero stato diminuito del 10% in una prima seduta e di altrettanto in una eventuale seconda. Ecco quindi che, salvo ripensamenti dell’ultima ora, il nuovo prezzo di vendita dovrebbe aggirarsi attorno ai 660mila euro. Sarà però da rifare tutto l’iter e, di conseguenza, i tempi si allungheranno. E uno degli immobili monfalconesi più prestigiosi dal punto di vista architettonico, ancorchè molto degradato, rischia di restare lì ancora a lungo. Anche perchè non è detto che chi acquisterà l’edificio poi partirà subito con la ristrutturazione. Il ricavato della vendita infatti serve al Comune a sostenere il recupero del rione di Panzano nel cui perimetro la casa era un tempo inserita. Ma come detto non è l’unico motivo: il principale è appunto il degrado in cui la casa versa ormai da tempo e anche la possibilità di intrusioni, fenomeno che all’edificio non risulta certo sconosciuto. Casa Mazzoli è stata costruita nel 1908, e all’epoca era il più alto edificio di Monfalcone. Nel 2005, nove dei 12 appartamenti in cui è suddiviso lo stabile, erano vuoti. É così iniziò una serie di occupazioni abusive che hanno portato a situazioni di estrema tensione. Nel marzo 2006 ci fu il caso dell’aggressione di due minorenni da parte di abitanti abusivi nell’immobile. A marzo 2007 le forze dell’ordine, intervenute per sedare una lite, trovarono nell’edificio armi da taglio, mazze e bastoni chiodati. In precedenza, a essere malmenata era stata anche un’anziana, che abitava da decenni nello storico palazzo. A Casa Mazzoli, la cui gestione era stata affidata dal Comune all’Ater,sono staccati da mesi ormai non solo l’acqua, ma anche luce e gas, con la chiusura di tutti gli accessi onde evitare nuove occupazioni.

Il Piccolo, 01 luglio 2009 
 
VIA LIBERA AL PIANO DI ALIENAZIONE 
L’Ater mette in vendita 189 alloggi  
Il direttore De Martino: «L’obiettivo è incassare un milione di euro»
 
 
di FRANCESCO FAIN

Centottantanove alloggi in vendita, di cui una sessantina a Gorizia. Ci siamo. Il consiglio di amministrazione dell’Ater ha stilato il piano-vendite straordinario previsto dalle ultime disposizioni del governo. L’elenco verrà ora sottoposto alla Regione che dovrà dare l’imprimatur.
A fornire i numeri dell’operazione sono il presidente dell’Ater Roberto Grion e il direttore Sergio De Martino. Non si tratta di un’iniziativa di poco conto perché l’ex Iacp dalla vendita di tutti questi appartamenti conta di riuscire a incamerare almeno un milione di euro: soldi che verranno riutilizzati per costruire nuove case popolari. Non è un mistero che l’ente deve fronteggiare la cancellazione dei fondi Gescal e il taglio (sempre più evidente) degli stanziamenti statali e regionali: dall’alienazione potrebbe arrivare ossigeno per le casse dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale. I recenti bandi Ater di Gorizia e di Monfalcone hanno registrato ben 963 domande per l’assegnazione di soli 60 alloggi. In sostanza, è stato soddisfatto solo il 6,5% di tutte le richieste: una percentuale assolutamente insufficiente. E non si può gettare la croce addosso soltanto all’Ater perché, senza fondi adeguati, non si va da nessuna parte. Ma entriamo maggiormente nel dettaglio del Piano vendite intrapreso dall’ex Istituto autonomo case popolari.
IL METODO. «In linea prioritaria verrà proposta la vendita degli alloggi agli attuali inquilini. I prezzi saranno di mercato e terranno conto chiaramente dello stato di conservazione degli immobili – spiegano Grion e De Martino -. In seconda battuta, verranno proposti a coloro che sono in graduatoria: questa è una novità che l’Ater di Gorizia è riuscita a far inserire nel Piano regionale. Le case vuote e libere verranno, invece, messe all’asta».
L’operazione – in altre parole – prevede il diritto di prelazione sull’acquisto per gli inquilini che occupano l’immobile. Per gli alloggi sfitti, invece, l’intenzione è di offrirli in vendita alle famiglie che risultano in graduatoria, che hanno acquisito quindi il diritto ad avere un alloggio popolare. La Regione, nelle linee-guida fornite alle Ater del Friuli Venezia Giulia, considera come prioritarie – tra le unità da mettere in vendita – case sfitte, non a norma e prive di abitabilità. Ci sono poi gli alloggi singoli in immobili non gestiti dall’Ater (dove quindi le spese condominiali e di manutenzione sono elevatissime), gli alloggi già indicati nei piani vendita precedeneti e quelli in cui è necessario intervenire con importanti manutenzioni (alla copertura, all’impianto elettrico o di riscaldamento etc.). «Per dare attuazione all’operazione – concludono Grion e De Martino – ci saranno ulteriori riunioni in cui si affronteranno nel dettaglio i metodi che porteranno all’alienazione».
IL PATRIMONIO. Infine, vale la pena di fare la «conta» del patrimonio immobiliare dell’ex Iacp attualmente in essere nell’Isontino. L’Ater può contare su un patrimonio di oltre 4 mila appartamenti sparsi su tutta la provincia, un centinaio sono quelli inutilizzati che attendono nuovi inquilini. Un numero piuttosto consistente dinanzi a una richiesta piuttosto elevata di case – in particolar modo nel Monfalconese -.
Negli ultimi quattro anni sono stati 521 gli alloggi assegnati dei quali 260 nuovi e 261 di risulta. A Gorizia gli appartamenti inaugurati sono stati 93 e quelli di risulta 85 per un totale di 178 appartamenti. A Monfalcone gli appartamenti nuovi sono stati, nell’ultimo quadriennio, 146 (soltanto 15 quelli ristrutturati). Parità assoluta fra Gradisca e Cormòns con 18 alloggi assegnati dal 2000 al 2004.

Messaggero Veneto, 02 luglio 2009 
 
Ater, nell’Isontino 1.700 famiglie attendono un alloggio 
Sunia: la casa è un bene sociale da difendere
  
 
Direttivo
Si è riunito nei giorni scorsi il comitato direttivo provinciale del Sunia (Sindacato degli inquilini) con all’ordine del giorno i bilanci finanziari e organizzativi quindi la situazione abitativa presente nell’Isontino, anche dopo le importanti assegnazioni di 17 alloggi a Gradisca e di 25 a Gorizia da parte dell’Ater.
Dopo aver approvato i bilanci, il consiglio direttivo ha proceduto a un’attenta analisi della situazione riferita al problema casa, con particolare attenzione all’annunciato piano casa a livello nazionale e regionale che è all’ordine del giorno nel paese.
Il direttivo del Sunia ha espresso prioritariamente contrarietà sugli indirizzi nazionali e regionali in merito al piano casa riferito alla vendita degli alloggi da parte degli Ater (ex Iacp). A questo proposito va ricordato che questi alloggi sono stati costruiti con l’ex fondo di solidarietà della Gescal e con finanziamenti pubblici dello Stato e delle Regioni. Per quanto riguarda l’Isontino, il direttivo del Sunia confida sul mantenimento del ruolo sociale che l’Ater svolge per la casa per le fasce più deboli della società, compreso l’aspetto occupazionale, e che pertanto gli amministratori procedano a scelte oculate per la vendita degli alloggi, inserendo nel piano casa richiesto dalla Regione, in via prioritaria, i tanti alloggi sfitti e, in alternativa, quelli che oggi l’Azienda gestisce in minoranza e solo per gli inquilini in affitto. Nel piano di vendita, inoltre, vanno salvaguardati gli inquilini attuali assegnatari impossibilitati economicamente o non intenzionati personalmente all’acquisto, avendo presente che il prezzo sarà quello di vendita del libero mercato della casa. Concludendo i suoi lavori, il direttivo ha assunto l’impegno di investire le forze politiche, istituzionali e sociali a prestare una maggiore attenzione, ritenendo la casa un bene fondamentale per una società civile e ricordando che nell’Isontino ci sono 1.700 famiglie che sono in lista di attesa all’Ater per una casa, molte formate da anziane, giovani coppie e anche di sfrattate o impossibilitate a pagare gli onerosi affitti vigenti nel libero mercato della casa.

Il Piccolo, 03 luglio 2009 
 
L’OBIETTIVO È QUELLO DI DARE RISPOSTE IMMEDIATE AL CRESCENTE FABBISOGNO ABITATIVO  
L’Ater stanzia 4,6 milioni per l’acquisto di case  
L’ente si rivolgerà alle imprese edili per acquisire in città alloggi nuovi pronti o ristrutturati
 
 
di TONINO BARBA

L’Ater investe in modo massiccio su Monfalcone. Dalla ripartizione dei fondi stanziati dalla Regione per il biennio 2010-2011 a favore dell’ente isontino – quasi 12 milioni di euro – ben 4 milioni e 600mila euro sono destinati alla città dei Cantieri per un intervento che avrà una doppia positiva ricaduta: da un lato dare ulteriori risposte alla crescente domanda di alloggi popolari, dall’altro imprimere, anche nello spirito delle precise indicazioni della Regione, un impulso al settore dell’edilizia privata in un momento di crisi e stagnazione. L’Ater, infatti, acquisterà dalle imprese che operano nel territorio comunale di Monfalcone un consistente numero di alloggi in palazzine nuove o di recente ristrutturazione. La scelta è quella di non acquistare singoli appartamenti – per evitare gli appesantimenti burocratici connessi alle amministrazioni condominiali – bensì interi blocchi la cui amministrazione sarà completamente a suo carico. È già pronto e sta per essere pubblicato il bando in base alle cui indicazioni le imprese o società offriranno in vendita gli alloggi per consentire all’Ater di valutare le offerte. Gli appartamenti, la cui superficie varierà tra i 70 e i 75 metri quadrati, dovranno essere consegnati chiavi in mano, ossia completamente finiti, e dotati di certificato di abitabilità rilasciato dagli organismi preposti. «L’investimento su Monfalcone rappresenta il 40% dello stanziamento che la Regione ci ha assegnato – precisa il presidente dell’Ater Roberto Grion – ed è l’intera quota che ci è stata indicata per l’acquisto di caseggiati nuovi o ristrutturati. Una prima acquisizione in pectore c’è già ed è una delle case Spaini nel rispetto della convenzione siglata con Fincantieri nel 2000. Questa operazione la facciamo solo su Monfalcone, tenendo conto che in questa città non vi è più grande disponibilità di aree fabbricabili. Il restante 40% dovremo investirlo per nuove costruzioni che l’Ater farà in prima persona nel solo territorio comunale di Gorizia. Infine il restante 20% sarà finalizzato a realizzazioni nel campo della bioedilizia». Monfalcone presenta un indice forte di tensione abitativa tanto che nelle graduatorie già eleborate vi sono almeno 300 nuclei familiari in lista d’attesa. «Questo nuovo maxi-intervento – dice Grion – ci permetterà di dare risposte al problema-casa, ma anche di rimettere in moto il mercato con benefici per tutti». Non solo, ci sarà un nuovo contributo al calmieramento del mercato degli affitti spesso fonte di speculazione.
«Questi fondi in arrivo dalla Regione – chiarisce dal canto suo il direttore di Ater Sergio De Martino – non sono a fondo perduto, sono soldi che nel tempo vanno restituiti. Un impegno, il nostro, quindi a spenderli bene e presto per poi mettere in modo il lento ma progressivo rientro con i canoni. Ater Gorizia ha ricavi annui per 5 milioni e mezzo di euro e in questo badget deve trovare i fondi per tutta la sua articolata attività provvedendo ad accantonare quelli da restituire».
Una risposta, dunque, alla fame di alloggi. Proprio nei giorni scorsi, come si ricorderà, il segretario provinciale del Sunia, il sindacato dei inquilini, Sergio Donda aveva ribadito l’urgenza e la priorità di un nuovo piano che venga incontro alle esigenze di chi è in attesa di un alloggio a costo accessibile.

Il Piccolo, 26 luglio 2009 
 
Cinque abusivi in tre alloggi Ater 
 
Cinque persone sono state denunciate dai carabinieri per aver occupato abusivamente degli alloggi dell’Ater a Monfalcone, a conferma che il fenomeno – molto diffuso – non accenna a rientrare. Il primo a cadere nella rete dei carabinieri è stato un quarantenne della zona che si era sistemato all’interno di un alloggio popolare in modo del tutto irregolare. Successivi controlli nell’ambito della stessa operazione, hanno poi portato a scoprire altre quattro persone che si erano installate in due abitazioni attigue, sempre di proprietà dell’Ater, sempre a Monfalcone. Anche per quaesti è scattata una denuncia a piede libero.

Il Piccolo, 28 luglio 2009 
 
ASTE DESERTE, IL COMUNE CERCA SOLUZIONI PER LA VENDITA  
Nessuno vuole casa Mazzoli, il primo grattacielo
 
 
Non più una vendita tramite asta, ma un’alienazione tramite la società Gestione Immobili Fvg: questa l’opzione che si sta valutando per il futuro di Casa Mazzoli, uno degli edifici storici di Monfalcone che dopo anni di abbandono e occupazioni abusive sarebbe ora disponibile sul mercato. Solo che la prima asta, ancora a giugno, è andata deserta. E così il Comune si è trovato a dover fare una scelta: o proseguire con una seconda asta abbassando il prezzo (da 736mila euro a poco più di 600mila), o trovare una seconda via. «Rimane ferma l’intenzione di vendere – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno – ma si stanno valutando altre strade, tra le quali l’alienazione tramite la Società regionale, così come fatto con altre aree cittadine». Come, a esempio, il vecchio ospedale di via Rossini, ora divenuto il nuovo Parco Rocca. Questo, per velocizzare l’iter che altrimenti rischia di essere troppo lungo, mentre la casa ha seriamente necessità di interventi radicali. Il ricavato della vendita servirà al Comune a sostenere il recupero del rione di Panzano nel cui perimetro la casa era un tempo inserita. Ma come detto non è l’unico motivo per cercare di velocizzare il tutto: il principale è appunto il degrado in cui la casa versa ormai da tempo e anche la possibilità di intrusioni. Casa Mazzoli è stata costruita nel 1908, e all’epoca era il più alto edificio di Monfalcone. Nel 2005, nove dei 12 appartamenti in cui è suddiviso lo stabile, erano vuoti. É così iniziò una serie di occupazioni abusive che hanno portato a situazioni di estrema tensione. A Casa Mazzoli, la cui gestione era stata affidata dal Comune all’Ater, sono staccati da mesi acqua, luce e gas, con la chiusura di tutti gli accessi onde evitare nuove occupazioni. Questo però non ha impedito il degrado dell’edificio, che è stato già ”impacchettato” con reti di sicurezza per evitare crolli, come già accaduto tempo fa. (e.o.)

Il Piccolo, 31 luglio 2009 
 
«Fuori gli abusivi o non paghiamo più l’affitto all’Ater»  
Protesta delle famiglie ”regolari” degli alloggi che si trovano nei sei caseggiati popolari di via 24 Maggio
 
 
Disturbo alla quiete degli inquilini. Grida e liti. La situazione, nelle case popolari di via 24 Maggio, una quarantina di famiglie, la maggior parte anziani, distribuiti in sei caseggiati, è diventata insostenibile. Gli occupanti abusivi sembrano farla da padroni, seminando preoccupazione ma anche suscitando la rabbia e l’impotenza di chi si trova a subire le innumerevoli e reiterate circostanze di disagio. Tanto che, proprio ieri, tra gli inquilini, c’è stato chi ha proposto un’azione di protesta nei confronti dell’Ater, che pure ha già effettuato le verifiche: l’idea è quella di sospendere il pagamento dell’affitto per sollecitare soluzioni adeguate.
Degrado e tensioni sociali, nell’area residenziale popolare del rione Aris-San Polo, oggetto di frequenti interventi anche da parte delle forze dell’ordine. Uno stato di disagio denunciato in più occasioni dal Comitato di quartiere presieduto da Onelio Pauletti, che, negli ultimi tempi, sta raggiungendo livelli di vera e propria esasperazione. «La gente è stanca – osserva Pauletti -, non ne può più. Ci sono molti anziani. La situazione è decisamente peggiorata. È insostenibile. Qui vanno e vengono. È necessario intervenire per sanare la questione». Il presidente ieri ne ha parlato con gli inquilini. «L’esasperazione è tale – aggiunge – che alcuni inquilini hanno proposto di non pagare l’affitto per protesta. Il problema dell’occupazione abusiva degli alloggi è annoso. Abbiamo più volte denunciato la situazione, rivolgendoci all’Ater e alle istituzioni preposte, compreso il Comune. Le verifiche ci sono state, l’Ater ha effettuato una ricognizione, ma la situazione è difficile. Ci sono molti minori. Il fatto è – prosegue il presidente – che l’ente avrebbe dovuto concludere gli interventi di sistemazione di quegli alloggi per poi affidarli regolarmente agli aventi diritto. Oppure, diversamente, avrebbe dovuto chiudere gli immobili per evitare insediamenti abusivi».

Il Piccolo, 06 agosto 2009 
 
TOLLERANZA ZERO DECISA IN UN VERTICE DA COMUNE E ATER  
Case occupate, scattano gli sgomberi  
Se necessario in via 24 Maggio potrebbe essere impiegata la forza pubblica
 
 
Ater e Comune uniti sulla linea dura, ovvero: comunicazione immediata con l’ordine di lasciare gli appartamenti, e via alla procedura di sfratto con tanto di ufficiale giudiziario nel caso in cui le famiglie abusive non dovesso rispettare le ordiananze di sgombero. L’Ater e il Comune di Monfalcone, nel vertice anti-abusivi di martedì, ha deciso per la tolleranza zero: non saranno concessi sconti. E non solo: si stanno anche studiando nuove misure per prevenire il fenomeno dell’occupazione degli alloggi popolari, non infrequente in città.
IL CASO Il caso in questione è quello di via 24 Maggio: sono quattro gli appartamenti occupati abusivamente da altrettante famiglie, tra le proteste dei vicini, in un complesso che già in passato era stato oggetto di intrusioni. L’ultimo «inquilino abusivo» a introdursi in uno degli alloggi sfitti (in attesa della manutenzione straordinaria e della riassegnazione da parte dell’Ater) è stato, lo scorso giugno, un nucleo familiare composto da genitori cinquantenni e quattro figli.
La nuova occupazione abusiva nel complesso Ater di via 24 Maggio era anche stata portata all’attenzione del sindaco Gianfranco Pizzolitto dal capogruppo della Lega Nord Sergio Pacor. Il problema era quindi ben noto all’Ater e al Comune, che ha convocato un vertice per capire come uscire dalla situazione. E la soluzione indicata è stata la linea dura.
«Procederemo con tutte le operazioni necessarie per liberare gli appartamenti – spiega il presidente dell’Ater, Roberto Grion -. Arrivando fino allo sfratto esecutivo, se necessario».
IL VERTICE Il Comune, d’accordo con l’Ater, ha quindi deciso di esaminare la situazione di via 24 Maggio e di dare via all’iter per liberare gli appartamenti. Come spiega l’avvocato Pahor che ha seguito il processo per l’Azienda, adesso «si procederà con la comunicazione tramite raccomandata a ciascun nominativo, con la quale si chiederà il rilascio dell’abitazione. Se poi questo non avrà effetto si procederà con il precetto, con il quale si darà ancora tempo dieci giorni per uscire dalle case altrimenti si ricorrerà alla forza pubblica, e l’ultimo atto sarà il preavviso di sfratto con il quale si darà indicazione del giorno in cui si interverrà con l’ufficiale giudiziario». Tempi? Tutto dipenderà se si riuscirà a consegnare velocemente la raccomandata che dà l’avvio ufficiale al procedimento. Comunque sia, l’Ater confida di arrivare a una soluzione della vicenda entro fine estate. Una soluzione attesa anche dagli altri condomini, che non vedevano di buon occhio queste occupazioni.
LA PREVENZIONE Ma l’Ater ha in mente ben di più: sta pensando a un metodo per prevenire le occupazioni. «Al momento gli allacciamenti di acqua, gas ed elettricità vengono effettuati con la semplice dichiarazione di residenza: una persona dichiara di risiedere in un determinato luogo e l’utenza viene subito allacciata. Quello che vorremmo è trovare un modo per cui ci siano maggiori garanzie in tal senso, oppure velocizzare le procedure con le quali il sindaco può ordinare lo sgombero o la sospensione dell’erogazione dei servizi».
Elena Orsi

Il Piccolo, 24 settembre 2009 
 
PRIMO INTERVENTO TRA UNA SETTIMANA  
L’Ater fa partire lo sgombero degli abusivi di via 24 Maggio
 
 
É partito l’iter per lo sgombero degli alloggi Ater del complesso di via 24 Maggio occupati illegalmente e dove gli inquilini regolari avevano minacciato di non pagare più i canoni se si fosse provveduto cacciare gli abusivi.
In tutto sono cinque gli appartamenti occupati abusivamente da altrettante famiglie, tra le proteste dei vicini, in un complesso che già in passato era stato oggetto di intrusioni. L’ultimo inquilino abusivo a introdursi in uno degli alloggi sfitti (che sono in attesa di manutenzione straordinaria e di riassegnazione da parte dell’Ater) è stato, lo scorso giugno, un nucleo familiare composto da genitori cinquantenni e quattro figli. Il caso dell’occupazione abusiva di via 24 Maggio era stata portata all’attenzione del sindaco Gianfranco Pizzolitto dal capogruppo della Lega Nord Sergio Pacor. Il problema era quindi ben noto all’Ater e al Comune, che lo scorso luglio ha convocato un vertice per capire come uscire dalla situazione. E il risultato è stato uno solo: dare il via agli sgomberi forzati. Altrimenti, difficilmente le famiglie abusive avrebbero lasciato le case di loro spontanea volontà. «Per una famiglia contiamo di fissare il giorno del rilascio obbligato entro i primi giorni di ottobre – spiega l’Ater – mentre per le altre vorremmo concludere l’iter entro lo stesso mese». Con tre risultati: il primo è quello di poter partire con la ristrutturazione degli appartamenti, il secondo di liberare alloggi occupati in modo abusivo, e il terzo è di mettere fine a una situazione che causava non poco disagio agli inquilini regolari.

Messaggero Veneto, 23 ottobre 2009 
 
Monfalcone, alloggi occupati abusivamente nel complesso dell’Ater di via XXIV maggio 
 
MONFALCONE. Il Comune di Monfalcone si oppone alle occupazioni abusive degli alloggi Ater, si impegna per fare in modo che gli alloggi che debbano rientrare in graduatoria non siano occupati, ma chiarisce che il percorso avviato per eliminare le situazioni illegali non può avere effetto immediato.
Ma se secondo il sindaco Pizzolitto non ci sarebbero più situazioni di occupazioni abusive, secondo il consigliere della Lega Nord, Sergio Pacor, che ha riproposto il tema al question time della seduta consiliare di mercoledì, in realtà nel complesso Ater di via XXIV maggio ci sarebbero ancora 4 alloggi occupati abusivamente.
«La prego – ha detto Pacor rivolgendosi al sindaco – si attivi con ogni mezzo per risolvere la situazione: c’è gente che ha lavorato una vita, che paga un affitto regolare e che ha diritto di fare una vita tranquilla».
«Abbiamo avviato un procedura assieme ad Ater e questura e ho fatto ciò che dovevo – ha risposto Pizzolitto –, ma ci sono situazioni e situazioni e se ci troviamo dinanzi a famiglie bisognose occorre anche pensare ad aiuti, altrimenti il problema si ripropone. La procedura comporta un tempo, l’effetto è ineluttabile, ma bisogna attendere». Affermazione contestata dal leghista, secondo il quale chi occupa in via XXIV maggio «non sono famiglie bisognose, ma persone che occupano per costume proprio, che sanno dove le case sono libere per passaparola». Già a giugno Sergio Pacor aveva chiesto l’attenzione del Comune sulle occupazioni di via XXIV maggio, «che creano vari problemi e soprattutto alle persone anziane, che si sentono insicure e hanno paura».
Non è la prima volta che nel complesso Ater di via XXIV maggio si registrano occupazioni illegali. «È successo che i locali occupati fossero sub-affittati a persone ignare della situazione illegale e che poi hanno dovuto lasciare l’appartamento avendo pagato l’affitto a persone che non avevano titolo per richiederlo» spiegano alcuni residenti, che evidenziano come in questo periodo siano anche aumentati i furti di bici e oggetti dalle case e dalle cantine.

Il Piccolo, 25 ottobre 2009 
 
IN VIA 24 MAGGIO  
Occupanti abusivi, ritarda lo sgombero  
Il sindaco: «L’iter avviato ad agosto ma i tempi sono lunghi»
 
 
La procedura per arrivare allo sgombero degli occupanti abusivi di quattro alloggi del complesso Ater di via 24 Maggio è stata messa in moto a inizio agosto. A oggi, però, gli appartamenti sono tutt’altro che liberi e i problemi per il vicinato, composto in gran parte da anziani, spesso soli, sono rimasti immutati. A denunciarlo è il capogruppo consiliare della Lega Nord Sergio Pacor, che ha riproposto la questione al sindaco Gianfranco Pizzolitto nell’ultima seduta del Consiglio comunale. «A che punto siamo?», ha chiesto Pacor, che si è sentito rispondere come appunto la procedura per arrivare a liberare gli alloggi sia stata avviata… due mesi fa. «L’Ater e la questura si sono mosse – ha aggiunto il sindaco -, ma sappiamo che l’effetto del processo innescato non è mai immediato. È una tempistica di cui non sono responsabile, ma mi pare che ormai siamo a buon punto». Ma secondo Sergio Pacor, le cose non stanno così, anzi. A oggi ci sarebbero ancora 4 alloggi occupati abusivamente e gli anziani che abitano nel complesso vivono in una situazione di grave disagio.
La convivenza sarebbe stata resa difficile anche da piccoli furti, estesi un po’ a tutta la zona circostante il complesso Ater. Già a giugno abitanti dell’area, pur non volendo creare alcun collegamento tra i due fatti, avevano segnalato un aumento della scomparsa di biciclette, piccoli elettrodomestici e altri attrezzi dalle cantine. «Ci vorrebbero più controlli», avevano sottolineato quindi i residenti. Proprio a quattro mesi fa risale l’ultima occupazione abusiva: a introdursi in uno degli alloggi sfitti, in attesa della manutenzione straordinaria e della riassegnazione da parte dell’Ater, è stato un nucleo familiare composto da genitori cinquantenni e quattro figli. L’Ater non ha quindi solo avviato le procedure di sgombero, ma anche un’analisi per arrivare a un metodo in grado di prevenire le occupazioni.
«Al momento gli allacciamenti di acqua, gas ed elettricità – ha spiegato il presidente dell’Ater Roberto Grion – vengono effettuati con la semplice dichiarazione di residenza: una persona afferma di risiedere in un determinato luogo e l’utenza viene subito allacciata. Quello che vorremmo è trovare un modo per cui ci siano maggiori garanzie in tal senso, o velocizzare le procedure con le quali il sindaco può ordinare lo sgombero o la sospensione dell’erogazione dei servizi». In ogni caso l’Ater contava di chiudere la partita entro fine estate, ma così non è stato. (la.bl.)

Il Piccolo, 19 novembre 2009 
 
ATER  
Sgombero in via 24 Maggio Liberati due alloggi occupati  
Uscita la seconda famiglia. Gli ultimi abusivi se ne andranno a dicembre 
Gli appartamenti saranno murati in attesa di essere sottoposti a ristrutturazione
 
 
di LAURA BORSANI

Secondo sgombero nelle case popolari di via 24 Maggio, occupate abusivamente. È accaduto ieri mattina, verso le 9, alla presenza dell’ufficiale giudiziario e della Polizia municipale di Monfalcone. Il primo sgombero è stato concluso all’inizio del mese di novembre. Per le quattro occupazioni abusive, pertanto, a causa delle quali era scaturita forte la protesta dei residenti del rione Aris-San Polo, in virtù di una situazione divenuta insostenibile anche sotto il profilo della civile convivenza, si prospetta ora la soluzione definitiva entro l’anno.
In base agli ordini esecutivi predisposti dall’Ater, proprietaria dei sei immobili popolari di via 24 Maggio, seguiranno gli ultimi due sgomberi, previsti la prossima settimana e a fine dicembre. Il tutto rientra nell’ambito dell’iter avviato questa estate dall’Azienda territoriale assieme al Comune di Monfalcone. A seguito di una ulteriore occupazione abusiva, nel giugno scorso, segnalata anche dal capogruppo della Lega Nord, Sergio Pacor, che, assieme ai consiglieri Paolo Bearzi e Letizia Boscarol, avevano altresì presentato una specifica interrogazione al sindaco Pizzolitto, e di fronte ai reiterati solleciti e preoccupazioni da parte del Comitato di quartiere, Ater e amministrazione avevano deciso di intervenire con gli sgomberi.
Ieri, pertanto, è stata la volta di una seconda famiglia abusiva, composta da una coppia e un bambino minorenne. L’opera di sgombero è avvenuta nel rispetto dell’ordinanza esecutiva, senza richiedere interventi da parte delle forze dell’ordine. C’era anche il personale dei servizi sociali, in relazione alla presenza di minori. La famiglia, comunque, è stato riferito, ha trovato ospitalità autonomamente. In mattinata, dunque, il secondo nucleo familiare ha lasciato l’appartamento popolare occupato, recuperando oggetti e beni di proprietà. Contestualmente, l’alloggio è stato murato, per evitare ulteriori occupazioni. Una volta uscite le famiglie abusive, infatti, si procederà con la ”blindatura” degli apprtamenti in questione, in attesa della loro ristrutturazione e reimmissione nel mercato, a disposizione degli aventi diritto, in lista di attesa in graduatoria.

PROTESTA A RONCHI DI UN UOMO DI 55 ANNI 
Senza casa, s’incatena in municipio
 
 
RONCHI È durata oltre un’ora la protesta messa in scena ieri pomeriggio da Giuseppe Battilana, incatenatosi a una statua che si trova nell’atrio principale del palazzo municipale di Ronchi dei Legionari. Battilana, 55 anni, invalido civile e con un passato da imprenditore, ha usato questo estremo gesto per chiedere ancora una volta attenzione all’amministrazione comunale verso la sua situazione.
Da tempo, ormai, vive in un camper, dopo il pignoramento della sua abitazione, con estremo disagio e con non certo ottimali condizioni igienico-sanitarie. Ad ascoltare le sue richieste l’assessore alle Politiche sociali, assieme ad alcune assistenti sociali, i quali hanno ribadito il loro interesse nei confronti della questione. Sul posto anche una pattuglia del nucleo radiomobile dei Carabinieri.

Messaggero Veneto, 26 novembre 2009
 
Monfalcone, casa Mazzoli rimane invenduta Il prezzo potrebbe scendere di 60 mila euro 
 
MONFALCONE. È andato a vuoto anche il tentativo-bis del secondo bando di gara per la vendita di casa Mazzoli, lo storico edificio di via San Giovanni Bosco, preda del degrado, teatro di occupazioni abusive.
Casa Mazzoli, bella pur nella sua rovina, resta quindi invenduta. Cercando di non andare a un terzo bando di vendita che avrebbe significato un’ulteriore riduzione del 10% del prezzo di partenza di 736 mila euro, già arrivato a 662.400 euro con il secondo bando, l’amministrazione aveva pensato a un secondo bando-bis, ovvero allargando il raggio d’azione dell’asta a tutto il territorio nazionale, cercando quindi di coinvolgere operatori con maggiori possibilità d’investimento.
La volontà infatti era ed è quella di non svendere l’immobile, la cui collocazione in pieno centro è senz’altro interessante, così come il pregio architettonico e la superficie abitabile, valori controbilanciati però dalle condizioni di fatiscenza e dai possibili vincoli della Soprintendenza.
Alla luce, però, del fatto che anche il tentativo bis è andato male, l’amministrazione dovrà decidere se andare alla terza tornata d’asta e scendere ancora di prezzo, quindi sotto i 600 mila euro, oppure fermarsi in attesa che il mercato edilizio riprenda quota. I fondi ricavati dalla vendita non serviranno a fare cassa per sostenere la creazione di una nuova sede municipale, come avverrà per il mercato coperto, ma sono ugualmente importanti. I proventi della cessione di casa Mazzoli sono infatti destinati a sostenere le azioni di riqualificazione del rione di Panzano.
D’altra parte, l’amministrazione vorrebbe vendere il grande edificio per dare soluzione alla situazione di degrado, che soprattutto negli ultimi anni è aumentata, culminando nella occupazione abusiva degli alloggi e nell’intervento del Comune che ha dovuto procedere allo sgombero. I residenti vicini alla casa avevano più volte lamentato un certo disagio derivante dalla presenza di persone sospette e da episodi di una certa violenza. Nel 1908, quando fu costruita, casa Mazzoli era non solo il più alto edificio di Monfalcone, ma anche uno dei più notevoli dal punto di vista architettonico. Nel 2005, nove dei 12 appartamenti erano però vuoti.

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