Critical Mass a Monfalcone sabato 29 agosto

Più passa il tempo e più difficile diventa capire quali siano i riferimenti che orientano le linee amministrative della giunta Pizzolitto a Monfalcone.
Non passa giorno che la giunta e la maggioranza che la supporta propongano qualche discussione o qualche ordinanza tesa a dividere la cittadinanza in surreali categorie da perseguire in quanto tali.
In special modo il neoassessore alla “sicurezza” Luise è colui che si prende la responsabilità di effettuare tale analisi sociologica seconda in profondità solo ai serial polizieschi trasmessi alla televisione.
La domanda che ci assilla è: ma esiste veramente a Monfalcone una maggioranza sociale interessata ad una simile mortificazione delle relazioni tra i cittadini?
L’esistenza stessa di un assessorato alla sicurezza risponde veramente alla complessità che Monfalcone esprime o è attinente soltanto alla salvaguardia degli equilibri di una classe politica incolore e sempre più avulsa dalla realtà che dovrebbe rappresentare?
Evidentemente sono i cittadini a sbagliare quando credono che i problemi di Monfalcone siano quelli della casa e di affitti o mutui insostenibili, della continuità di reddito seriamente minacciata dalla crisi in atto, della sicurezza sul lavoro, della speculazione edilizia che ha praticamente  cancellato ogni ambiente naturale in città, della scarsità di spazi di aggregazione pubblici e privati sempre più osteggiati…. E si potrebbe continuare a lungo.
Invece no. I veri problemi argutamente individuati sono coloro che sputano a terra (e si va a colpire la categoria stranieri), coloro a cui piace la musica e l’arte di strada (e si va a colpire la categoria “giovani” con tanto di divieto di assembramento), coloro che sono costretti ai margini della società (e si va a colpire la categoria “poveri”).
In un delirio senza fine che trasformerà la città in un carcere a cielo aperto.
Ora è la volta di chi utilizza la bicicletta come ecologico e salutare mezzo di trasporto personale ed è puntualmente in preparazione un’ordinanza tutta tesa a disincentivarne l’uso.
Multe e perdita di punti sulla patente, tolta la possibilità di legare la bici ai pali o agli alberi, di appoggiarle al muro, sequestro per chi lascia la lascia ferma più di dieci giorni anche nelle poche rastrelliere in città.
Sarà necessario entrare nell’ottica di usare la macchina anche per andare a prendere il caffè sotto casa.
Non sarebbe il caso che l’amministrazione comunale prenda ad esempio le grandi e civili città del nord Europa – e anche alcune illuminanti realtà in Italia – dove le bici sono dappertutto sia in movimento che posteggiate?
Ma evidentemente, più che per una necessità reale, si vuole promuovere un modello sociale dove si lavora (male), ci si sposta solo in macchina per recarsi ai centri commerciali, si torna a casa a consumare e guai a fermarsi a chiacchierare con più di un amico, men che meno in piazza della Repubblica.
Si percepisce un odioso atteggiamento nelle parole dell’assessore Massimo Schiavo quando afferma sui quotidiani “indietro non si torna” e se è allo scontro tra visioni di vita differenti che si vuole arrivare i ciclisti non si tirano certo indietro. Dovrà prevalere l’intelligenza e la lungimiranza.

Sabato 29 agosto sarà Critical Mass, biciclettata di protesta contro l’emanazione di questa ordinanza prevista per settembre.

L’appuntamento è dalle ore 17 davanti al comune in piazza della Repubblica muniti di bicicletta e trombette per farsi sentire. Partenza del giro per le vie della città alle 18, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.