Il Piccolo, 28 agosto 2009 
 
Alloggi Ater gratis ai poveri e un aiuto a trovare lavoro  
Convenzione sperimentale tra Comune e una onlus di Gorizia
 
 
di LAURA BORSANI

Alloggi popolari a rotazione, fino a un massimo di un anno, a disposizione gratuitamente a favore dei monfalconesi in grave disagio economico. Ridotti ai margini della società, tanto da non poter essere in grado di sostenere un affitto. Con ciò aiutandoli a trovare lavoro. È il progetto sperimentale, che partirà il primo settembre, messo in campo dall’amministrazione comunale, attraverso una specifica convenzione stipulata con il ”Centro di sostegno alla persona”, onlus di Gorizia. Il progetto ha una duplice valenza, di grande portata ai fini del recupero delle fasce più deboli, avvalendosi di un percorso di ”riscatto sociale”, volto a promuovere l’autonomia e l’integrazione possibile dei cittadini in stato di bisogno.
Il fenomeno dell’emarginazione registra un aumento consistente, a fronte di una ventina di casi seguiti dai Servizi sociali, ai quali il Comune ha messo a disposizione delle camere in pensioni o alberghi. Si tratta di soggetti senza fissa dimora, pensionati, persone da tempo sganciate dal mondo lavorativo, che la fragilità ”strutturale”, legata anche all’età o al difficile vissuto, ha spinto fino ai gradini più bassi del vivere dignitosamente. Ad oggi il Comune sostiene, attraverso il sistema dell’affittacamere, 18 utenti, con una spesa di 77mila euro. Nel 2008 i casi erano 20, per circa 100mila euro in carico all’ente locale. Rispetto al 2007, gli utenti sono pressochè raddoppiati, segno dell’evidente recrudescenza del disagio, espresso anche attraverso l’avanzare delle nuove povertà. Una ”spirale” sulla quale pertanto l’amministrazione ha deciso di investire intervenendo non solo economicamente, ma anche puntando sul recupero e il reinserimento lavorativo delle persone in stato di povertà. Il tutto attraverso un processo di promozione dell’autonomia, affidato ad operatori esperti. Il progetto è frutto di una convenzione che il Comune ha stipulato con il ”Centro di sostegno alla persona”, associazione onlus goriziana di promozione sociale che si propone ora anche sul territorio del Monfalconese. La convenzione, approvata lunedì con una delibera di giunta, prevede dunque la disponibilità gratuita di due alloggi popolari che l’Ater ha messo a disposizione del sodalizio goriziano per scopi sociali, a fronte di un preciso progetto di sostegno. Si tratta di due appartamenti individuati nel mandamento, per dare ospitalità a quattro persone in difficoltà. L’utilizzo dell’alloggio è stabilito fino a un massimo di un anno, presupponendo pertanto, con il rinnovo della convenzione, una continuità e la rotazione degli inquilini beneficiari, proprio per venire incontro a più soggetti. Lo scopo prioritario è infatti quello di aiutare contestualmente gli utenti a recuperare l’autonomia. In base alla convenzione, il Comune mette a disposizione un contributo di 2mila euro al mese, ai fini del sostegno dei 4 beneficiari degli alloggi, indicati dai Servizi sociali tra i propri assistiti. Da parte sua, l’associazione provvederà a garantire appartamenti funzionali e arredati, coprendo l’affitto e le ulteriori spese. La onlus, attraverso operatori specializzati seguirà il cammino di promozione verso l’autonomia delle persone prese in carico dal Comune, aiutandole anche a trovare un lavoro, fino a sistemazioni alloggiative stabili e sostenibili. I Servizi sociali, che hanno già individuato i primi 4 utenti degli alloggi, elaboreranno un progetto individualizzato monitorandone periodicamente i risultati, in collaborazione con la Onlus. «È un progetto sperimentale – ha osservato l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin – che intendiamo mantenere nel tempo, poichè non si tratta di un sostegno economico fine a se stesso, ma di un vero e proprio processo di reintegrazione sociale. Per l’ente locale, inoltre, rappresenta un notevole risparmio rispetto ai costi sostenuti con il sistema dell’affittacamere».

Messaggero Veneto, 01 settembre 2009 
 
Monfalcone, alloggi popolari a rotazione per i nuclei familiari in difficoltà economiche 
 
MONFALCONE. Partirà oggi il progetto sperimentale, attuato dall’amministrazione comunale di Monfalcone, attraverso uno specifica convenzione stipulata con il “Centro di sostegno alla persona”, associazione onlus di promozione sociale di Gorizia, che prevede di poter assegnare gratuitamente alloggi popolari a rotazione, fino a un massimo di un anno, a favore dei monfalconesi in grave disagio economico.
Il progetto intende avviare una sorta di riscatto sociale delle fasce più deboli della popolazione, volto a promuovere l’autonomia e l’integrazione possibile dei cittadini in stato di bisogno. La convenzione, approvata la scorsa settimana con una delibera di giunta, prevede la disponibilità gratuita di due alloggi popolari che l’Ater ha messo a disposizione del sodalizio goriziano per scopi sociali e che si trovano nel mandamento, utili per dare ospitalità a quattro persone in difficoltà. L’utilizzo dell’alloggio è stabilito fino a un massimo di un anno, presupponendo una continuità di progetto e la rotazione degli inquilini beneficiari, proprio per venire incontro a più soggetti in difficoltà. In base alla convenzione, il Comune mette a disposizione un contributo di 2 mila euro al mese, ai fini del sostegno dei 4 beneficiari degli alloggi, indicati dai Servizi sociali tra i propri assistiti. Da parte sua, l’associazione provvederà a garantire appartamenti funzionali e arredati, coprendo l’affitto e le ulteriori spese.
La onlus, attraverso operatori specializzati seguirà il cammino di promozione verso l’autonomia delle persone prese in carico dal Comune, aiutandole anche a trovare un lavoro, una casa e quindi a raggiungere una condizione stabile e sostenibile. I Servizi sociali, che hanno già individuato i primi 4 utenti degli alloggi, elaboreranno un progetto individualizzato monitorandone periodicamente i risultati, in collaborazione con la Onlus. «È un progetto sperimentale – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin – che intendiamo mantenere nel tempo, poiché non si tratta di un sostegno economico fine a se stesso, ma di un vero e proprio processo di reintegrazione sociale.
Per l’ente locale, inoltre, rappresenta un notevole risparmio rispetto ai costi sostenuti con il sistema dell’affittacamere». Sono 18 i casi seguiti dai servizi sociali del comune, che mette a disposizione camere in pensioni o alberghi cittadini per una spesa di 77 mila euro. Si tratta di soggetti senza fissa dimora, da tempo uscite dal circuito lavorativo, con un vissuto difficoltoso, complesso, che si sono trovate a vivere ai limiti del possibile. Nel 2008 i casi erano 20, per circa 100 mila euro in carico all’ente locale. Rispetto al 2007, però, gli utenti sono praticamente raddoppiati, segno dell’evidente recrudescenza del disagio, espresso anche attraverso l’avanzare delle nuove povertà. (cr.vi.)