Il Piccolo, 01 settembre 2009 
 
IN VIGORE LE ORDINANZE SULLA VIVIBILITÀ 
Da oggi stop a bivacchi, sputi e graffiti  
Multe da 30 a 600 euro. Luise: «Vogliamo ridare decoro alla nostra città» 
 
ANTI-SPUTO
È vietato sputare sulle aree pubbliche e dai balconi o in luoghi privati dove l’effetto ricade sull’area pubblica.
Non è più tollerato l’uso improprio delle panchine, sedendosi e appoggiando i piedi o sedendosi sullo schienale.
È vietata la lordatura degli edifici e delle vie mediante residui fisiologici.
CONDOMINI
È vietato creare disturbo anche all’interno dei condomini. Vengono perseguiti i comportamenti eccessivi, come gli schiamazzi, i rumori violenti, l’abuso della musica arrecando turbamento alla tranquillità o senso di scadimento della qualità urbana.
Non si possono diffondere volantini nelle aree pubbliche nè sulle auto in sosta.
GRAFFITI
È vietato imbrattare con scritte e disegni, oltre alle affissioni abusive, gli edifici pubblici, privati e i beni. Compresa l’attività dei graffittari dove non è espressamente autorizzata.
Ai trasgressori individuati verrà intimato di provvedere alla cancellatura delle scritte ripristinando lo stato originale del manufatto imbrattato.
di LAURA BORSANI

Basta con le scene che disturbano o deturpano il decoro della convivenza in città. Stop ai comportamenti irriverenti e pesanti. Altolà ai graffiti che deturpano muri e manufatti. Disco rosso anche per chi non rispetta il senso dell’equilibrio e dell’igiene pubblica, lasciandosi andare a sputi o a toelettature. Ma è anche vietato usare le panchine come fossero divani a cielo aperto, offrendo alla vista l’appoggio indebito di piedi o l’utilizzo improprio di quanti si siedono sullo schienale.
Banditi gli atteggiamenti che suscitano raccapriccio, come quello di lordare edifici e strade mediante residui fisiologici. E basta con gli assembramenti rumorosi e molesti. Ragazzi che, a gruppi numerosi, specie durante le sere d’estate, si attardano sui gradini della salita Granatieri, o sotto la loggia del municipio, bivaccando e schiamazzando. Il centro non può diventare neanche un campo di calcio: basta quindi con le sfide sul sagrato del Duomo fino a notte fonda, o gli slalom in bicicletta in piazza della Repubblica.
L’ORDINANZA. Entra in vigore oggi la nuova ordinanza sulla vivibilità urbana. Con tanto di specifiche sanzioni nei confronti degli inadempienti. Il provvedimento diventa operativo, affidato alle verifiche e agli interventi della Polizia municipale. Interventi, comunque, congrui e flessibili, chiarisce l’assessore alla Sicurezza, Michele Luise. «Il vigile urbano – spiega – va visto come un amico, non come dispensatore di multe. È importante comprendere l’aspetto educativo di queste ordinanze, che perseguono i veri eccessi. Si parte dal decoro urbano, per una città che tutti vogliamo pulita e ordinata».
L’ordinanza segue l’entrata in vigore del provvedimento contro l’accattonaggio molesto, scattato il 19 agosto scorso. Si fanno largo ora le regole dedicate alla vivibilità cittadina, a tutela della qualità e del decoro urbano. Siamo quindi al ”secondo atto”, in attesa altresì dell’avvio della terza ordinanza, relativa alle biciclette, che diventerà operativa martedì 22 settembre. Lo slittamento del provvedimento è legato alla necessaria installazione di ulteriori rastrelliere. Si tratta di una cinquantina di manufatti che saranno collocati nei punti strategici della città.
LE REGOLE. Il pacchetto è piuttosto articolato. Si va dal divieto di imbrattamento con scritte e disegni, alle affissioni abusive su edifici e sulle strade. Tolleranza zero contro ogni forma di danneggiamento, compresa l’attività dei ”graffitari” non autorizzati. Il divieto comprende i beni mobili e immobili, edifici pubblici e privati. Sotto tutela i monumenti, ma anche muri, panchine, carreggiate, marciapiedi, fino agli alberi. Ai trasgressori verrà intimato il ripristino, a proprie spese, dello stato originale del manufatto imbrattato. Diversamente, è prevista la denuncia. Vietata altresì la brutta abitudine dello sputo sulla strada ma anche dai balconi (succede anche questo) interessando le aree pubbliche. La sorveglianza si estende pure alla convivenza condominiale: non sono più tollerati schiamazzi, rumori o decibel di troppo che invadono la quiete pubblica e la tranquillità dei cittadini. Il divieto riguarderà anche la diffusione di volantini nelle aree pubbliche, compresa la collocazione sui veicoli in sosta. L’ordinanza ha assorbito le regole relative ai rifiuti. Viene pertanto ribadito il divieto di abbandonare, scaricare o depositare materiali in modo incontrollato, soprattutto gli ingombranti.
LE MULTE. Le sanzioni prevedono una forbice che va da 30 fino a 600 euro. In particolare, chi manifesta comportamenti indecorosi rischia una multa da 30 fino a 300 euro. Sono invece 60 euro per chi sputa. Le sanzioni salgono fino a 200 euro per quanti lanciano o distribuiscono i volantini pubblicitari, comprendendo anche la sanzione per il committente del messaggio pubblicizzato, prevista da 100 fino a 600 euro.
LA FILOSOFIA. L’ordinanza mantiene il principio di fondo che l’ha ispirata, assieme all’intero pacchetto, frutto di una lunga e attenta gestazione. Lo sottolinea l’assessore Luise, che prende le distanze da interpretazioni estreme e da inutili quanto improduttivi allarmismi. «Le ordinanze rappresentano la rielaborazione di un quadro completo, intergrato anche con quanto era già previsto dal Regolamento di Polizia urbana. L’approccio – precisa – è quello educativo perseguendo le effettive circostanze di maleducazione e i comportamenti che arrecano evidente danno e scompensi ai cittadini o ai beni. Non si tratta pertanto di ordinanze punitive nel termine inteso come fine a se stesso, poichè presuppongono invece la collaborazione e la promozione del vivere civile. Il concetto di base è dunque quello di sostenere la crescita culturale e di integrazione della città».
Determinazione e rigore, tuttavia, non mancheranno di fronte a situazioni oggettivamente invadenti e lesive della tranquillità sociale. L’assessore ricorda che il tempo è stato sufficiente per preparare i monfalconesi. Tanto che annota già dei segnali concreti di miglioramento. «L’affidamento della delega alla Sicurezza – osserva – è nato per conseguire un obiettivo preciso. Le ordinanze sono il risultato di un percorso condiviso dalla composita maggioranza, che ha espresso sensibilità diverse. Sono quindi una sintesi che ha tenuto conto di più punti di vista. Non faremo marcia indietro, la strada è segnata». Luise ribadisce altresì il carattere pedagogico dei provvedimenti. «Lo dimostra – ricorda – l’opera di penetrazione e di sensibilizzazione che abbiamo effettuato nelle scuole, e che continuerà, proprio per far maturare nelle giovani generazioni la coscienza civica. Nè è mancata – aggiunge – l’azione di confronto e di comunicazione con le comunità degli immigrati, tenendo conto anche degli aspetti legati alla difficoltà con la lingua italiana». Il cammino ora è affidato alla quotidianità.
«Seguiamo un metodo di lavoro, per questo ci saranno periodici momenti di verifica sui risultati che scaturiranno. Il primo report è previsto per fine anno. Se si renderanno necessarie correzioni, interverremo con le opportune modifiche». L’assessore così conclude: «Non vogliamo la cultura del diktat, ma quella della costruzione di una coscienza civile collettiva e responsabile. La sfida sta proprio nella capacità di condividere le regole del vivere civile. E ciascuno deve fare la propria parte».

Il Piccolo, 02 settembre 2009 
 
Bivacchi, graffiti e sputi? Solo fantasie dei monfalconesi  
Zero multe dei vigili urbani nel primo giorno dell’ordinanza. Eppure basta osservare bene…
 
 
di LAURA BORSANI

Primo giorno per l’ordinanza sulla vivibilità urbana. Ma la città non viene ”colta in fallo”. Niente multe all’esordio della battaglia contro i maleducati. A Monfalcone, quattro ore di controlli, concentratisi tra le 14 e le 18 nel centro cittadino, fino alla zona della stazione, consegnano il bilancio di una città educata. Sarà che l’avvio ha voluto tener conto della gradualità e della presa delle misure ”sul campo”. Sarà che i cittadini sono stati informati. Ma di assembramenti, sputi o slalom di bici nelle aree pedonali non s’è n’è visti. Eppure, i casi non sono mancati in città. Che sia tutta fantasia dei monfalconesi quella di una città in preda ai maleducati? Oppure il Comune, ancora una volta, ha scelto la linea soft?
L’assessore alla Sicurezza, Michele Luise, ieri ha inaugurato il servizio di controllo, accompagnando una vigilessa in borghese. Monitoraggio dedicato soprattutto ai rottami di biciclette abbandonate tra pali e rastrelliere. Ma le spiacevoli sorprese non sono mancate.
«Recentemente una ragazzina, in pieno giorno, s’è cimentata a ”disegnare” sul muro di un edificio», ha ammesso Luise. E ancora: «In via Parini, due letti sono rimasti accatastati sulla via per almeno due settimane. Queste cose non devono più accadere».
E intanto in via 25 Aprile, ecco spuntare un po’ di tutto: un televisore addossato ai cassonetti per la differenziata. Qua e là sacchi dell’immondizia esposti in pieno giorno. E ragazzini in bicicletta che affrontano con nonchalances i marciapiedi di via Duca d’Aosta. «Sono situazioni che non devono accadere – ammette Luise -. Significa che c’è qualcosa che non funziona. Per questo vogliamo insistere con la sensibilizzazione nelle scuole. Se abbiamo fatto ricorso alle ordinanze, significa che, è un dato oggettivo, ce n’è bisogno».
Nel giro di ispezione, la vigilessa in tenuta borghese, guarda, controlla, annota e fotografa le situazioni di degrado evidente. Il centro ”osservato speciale”, dove le situazioni d’intralcio diventano più critiche. In viale San Marco, ma anche in via Duca d’Aosta, le due ruote da rottamare sono come funghi. Alcune legate a grappolo attorno ai pali. O lasciate nelle rastrelliere, ad occupare posto. E, poi, ecco il controsenso: bici addossate a muri o cancelli, mentre, due metri più in là, la rastrelliera è deserta. Il sopralluogo approda anche nell’area della stazione. È una sorta di mappa della rottamazione. Tra dieci giorni, partiranno i prelievi forzosi.
C’è un aspetto che viene considerato: per poter far rispettare l’ordinanza, togliendo ogni motivo di giustificazione, va garantito il servizio adeguato. Da qui il pontenziamento del numero di rastrelliere. Una cinquantina, che saranno collocate nei punti strategici. Intanto ieri le esigenze si rendevano evidenti. In viale San Marco, specie a ridosso del Centro giovani, ma anche al parco giochi situato in fondo a via Fermi. Servono rastrelliere anche nei tratti finali, verso l’Anconetta, delle vie Garibaldi, Bixio e Duca d’Aosta, dove si concentrano le attività commerciali. In tanti, in città, hanno chiesto lumi, viene spiegato. Molte anziane preoccupate: ”Che ne sarà della mia bicicletta, se la appoggio un attimo sul muro per andare a prendere il pane?”. Le multe, precisa la vigilessa, intervengono quando la sosta, oltre a creare evidente intralcio lungo un passaggio frequentato da pedoni e carrozzine, permane a lungo. L’assessore ribadisce comunque il concetto: «Non siamo qui col ”macete” delle sanzioni. Ci vuole gradualità nel percorso, preferiamo prima insistere a spiegare come ci si deve comportare. Teniamo conto che la città è complessa e che la cultura del vivere civile ha comunque bisogno di tempo».
La linea tracciata è una linea soft che, tuttavia, chiarisce Luise, chiama in causa la responsabilizzazione dei cittadini. Se multe saranno necessarie, si daranno. «Anche la sanzione costituisce un insegnamento – osserva Luise -. Anche l’obbligo di ripulire il monumento imbrattato è educativo nei confronti di chi non dimostra di saper condividere le regole della civile convivenza. Ma resta importante l’aspetto preventivo. E soprattutto la collaborazione attiva del cittadino. Se la città, messa alla prova, risponde – aggiunge -, vorrà dire che si valuteranno conseguenze ed eventuali correttivi. I report trimestrali serviranno proprio per questo, per tarare la prevenzione ma anche la repressione sulle effettive risposte dei cittadini». Linea morbida per un esordio interlocutorio. Concentrato sul decoro cittadino. Che ieri ha comunque messo in fila scene di degrado. «Questo primo giro di verifica – ha spiegato l’assessore – serve in particolare a monitorare la situazione in vista della prossima entrata in vigore dell’ordinanza relativa all’abbandono delle biciclette e alla sosta irregolare. Vengono pertanto individuati i mezzi in evidente stato di degrato che, tra dieci giorni, quando diventerà operativo il provvedimento, se ancora presenti nello stesso posto, occupando magari le rastrelliere, verranno prelevati». Sotto osservazione la «città dei rottami». Bici senza fanalini, con le gomme a terra, senza sellini e parafanghi. Addirittura copertoni legati con catene a rastrelliere e pali. Il campionario è variegato

Schiamazzi e ”cattivi costumi” già al bando in città. Negli anni Venti 
 
Divieto di sputare ma anche di sparare castagnole e petardi, nonché ”schizzetti con liquidi fastidiosi” a Carnevale. Disposizioni affinché ”nelle sale ove si balla non dovrà essere permessa la vendita, né il consumo di alcolici”. Ordinanze affinché durante le feste ”l’orario di inizio avvenga non prima delle ore 9 e non dopo l’una”. Non ha scoperto nulla l’amministrazione Pizzolitto, visto che tra gli anni ’20 e ’30, il Comune di Monfalcone ci aveva già pensato. Lo rivela l’Archivio dove esiste una raccolta documentale che copre un periodo di 500 anni, dalla metà del XV secolo ai giorni nostri. I divieti di sputo, a esempio: i cartelli campeggiavano in passato in tutti i locali pubblici. Forse non tutti sanno, poi, che negli anni ’20, in cui le lettere ufficiali si chiudevano con i ”Saluti Fascisti”, venne emanata, per Carnevale, un’ordinanza che vietava perfino di andare in maschera. Solo ”in via eccezionale e su richiesta” era possibile presentarsi mascherati nei veglioni o teatri. Vietate soprattutto le maschere ”di corpi armati, istituzioni e religione”. E vietati erano i botti. Le feste di allora erano fatte in grande. Come quella di Sant’Antonio, che in giugno offriva la tombola in piazza, la mostra del vino e del pesce. Ma si imponeva anche l’educazione: un protocollo della Questura di Trieste, datato 1927, disponeva che ”nelle sale da ballo non dovranno intervenire donne minorenni”, mentre il ballo doveva mantenersi ”nei limiti della più stretta convenienza, senza ledere, con parole, motti o vestiti sconvenienti” la morale e il buoncostume. Tanto è vero che a vigilare sul tutto si disponeva anche la presenza di due agenti della forza pubblica. (e.o.)

Messaggero Veneto, 08 settembre 2009 
 
Monfalcone. È in arrivo un finanziamento dalla Regione destinato a un’iniziativa che coinvolgerà circa 120 ragazzi in alcuni lavori di arredo urbano e giardinaggio  
Progetto sicurezza, nuove idee per sensibilizzare i giovani
 
 
MONFALCONE. Il Comune di Monfalcone continua a prestare attenzione alla tematica della sicurezza, soprattutto legata al discorso della prevenzione e dell’attenzione ai giovani. Grazie agli interventi per la sicurezza, per cui la Regione ha previsto finanziamenti, l’amministrazione ha richiesto appositi fondi per un progetto “Azione F” di prevenzione del bullismo nelle scuole, intitolato “Co-operare”, che ha l’obiettivo d’indirizzare i ragazzi a una visione diversa della città, dei suoi arredi e delle sue strutture, rispetto a quanto si esplica con gli atti di bullismo e vandalismo.
«In base a esperienze condotte in altre città si è capito che, se si coinvolgono i ragazzi in attività per la città e in città, quali lavori di gruppo, interventi di giardinaggio e su elementi di arredo urbano – spiega il vicesindaco e assessore all’Istruzione Silvia Altran –, si ottengono ottimi risultati in termini di rispetto della città e di riduzione degli atti di vandalismo. Occorre dare valore ai talenti e alle competenze. Attendiamo il finanziamento dalla Regione e poi partiremo, probabilmente entro febbraio».
Il progetto, per cui è stato chiesto un finanziamento di 8 mila euro, coinvolgerà circa 120 ragazzi delle scuole medie cittadine, divisi per classi. In ogni scuola verranno proposte attività di gruppo e ci sarà un lavoro parallelo tra insegnanti e studenti. L’attività sarà svolta assieme a esperte d’arte che proporranno un modo diverso di vivere e conoscere la città e trasformare anche degli aspetti negativi in elementi di arredo.
Il progetto F rientra a sua volta in un altro progetto, “Azione E”, per cui sono stati richiesti altri 10 mila euro di finanziamento e rivolto alle fasce deboli della popolazione a rischio di essere esposte a episodi di criminalità. «L’obiettivo, in questo caso – precisa Altran –, è far acquisire maggior consapevolezza e vivere meglio la città. È prevista anche la collaborazione con associazioni locali».
Per la tutela dei bambini saranno date ai genitori indicazioni e formazione rispetto all’uso di Internet, mentre per i giovani e gli adolescenti sarà sviluppato il progetto “Co-operare”. Per le donne saranno attivati corsi di apprendimento delle tecniche di autodifesa e di aumento del livello percettivo delle situazioni di pericolo, mentre per gli anziani saranno proposte azioni d’informazione atte a prevenire il fenomeno delle truffe, che spesso vedono quali vittime proprio loro.
Cristina Visintini