Il Piccolo, 19 settembre 2009
 
CLIMA DI TENSIONE PER LA GESTIONE DELLE MEDIE DA PARTE DI ANNA RUSSO 
Genitori e docenti contro la preside Arriva un commissario alla ”Giacich”

di FABIO MALACREA

È sotto il tiro dei genitori e di parte del corpo insegnante la preside della scuola media Giacich di viale Oscar Cosulich, Anna Russo, la cinquantenne docente campana insediatasi un anno fa alla guida dell’importante Istituto comprensivo cittadino.
Alla dirigente sono contestate carenze organizzative e difetti di comunicazione. Al punto che il Collegio dei genitori si è dimesso e la scuola, per la parte gestionale e amministrativa, è stata ora affidata a un commissario straordinario, Flaviana Zanolla, dirigente dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri di Staranzano. Una situazione definita «estremamente delicata» negli ambienti scolastici e tutt’ora in via di definizione. In questi giorni sono previsti incontri tra le famiglie dei ragazzi che frequentano l’istituto di viale Cosulich e il Direttore scolastico provinciale Pietro Biasiol per accertare la consistenza delle osservazioni che hanno portato alle dimissioni della componente dei genitori.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso avrebbe riguardato l’orario adottato all’inizio dell’anno scolastico alle medie della ”Giacich”: dalle 7.45 alle 14. Un orario inconsueto, contestato da molti ma soprattutto che non sarebbe stato per nulla concordato, secondo quanto affermano i genitori, con le famiglie. Ma c’è dell’altro. Si parla di gestione amministrativa discutibile, si mette in discussione la capacità della dirigente di rapportarsi con le famiglie. Sostanzialmente si ritiene che la preside sia stata inviata a Monfalcone, al vertice della scuola forse più ”difficile”, senza una sufficiente esperienza a livello dirigenziale. La contestazione sta coinvolgendo anche il corpo docente, spaccandolo in due ”partiti”: quello che vorrebbe chiudere la questione senza ”spargimenti di sangue” e quello che invece è più propenso a far scoppiare il bubbone con tutte le conseguenze del caso. Anche con le dimissioni dello stesso Collegio. La direzione scolastica provinciale, al momento, si astiene da commenti, in attesa di ottenere i chiarimenti dai colloqui in corso.
La questione preoccupa, comunque, molto gli organismi scolastici. Proprio alla scuola media Giacich si concentra la maggior parte dei ragazzi di famiglie straniere – molti del Bangladesh, molti slavi – con tutti i problemi di inserimento che questa presenza, pari a oltre il 20% del totale, comporta. Molti anche i bambini di famiglie di trasfertisti immigrate dal Sud. La scuola non è stata immune, in passato, di episodi di bullismo e di situazioni legate proprio alla convivenza non sempre facile tra ragazzi di culture e abitudini diverse.
La preside Anna Russo, che al momento resta al suo posto e continua a occuparsi della branca didattica, era giunta alla guida del Comprensivo Giacich l’anno scorso, accolta con soddisfazione, visto che il suo arrivo interrompeva una precedente gestione part-time dell’istituto.

I PROBLEMI DELLA SCUOLA DI VIALE COSULICH 
È STRANIERO UN NUOVO ISCRITTO SU QUATTRO

È da anni ritenuto il Comprensivo ”sperimentale” della città in fatto di integrazione. Con un numero di iscritti che supera le 800 unità, divisi tra 265 alle materne, 296 alle elementari e 257 alle medie. Ma il fenomeno più eclatante alle Medie è costituito dalla presenza di stranieri: quest’anno i nuovi iscritti alla scuola media sono stati 83, in crescita rispetto allo scorso anno, e di questi gli stranieri sono 21, uno su quattro. Una percentuale superiore a quella già alta rispetto agli scorsi anni, quando si viaggiava tra il 13 e il 20%, cui si aggiunge un 10-15% di studenti provenienti dal Sud Italia. Questo ha portato la scuola a specializzarsi proprio in direzione delle politiche di integrazione: ha attivato, da anni, un percorso di integrazione molto forte, che prevede corsi di pronto intervento linguistico, di alfabetizzazione elementare e intermedia, e di corsi che consentono l’insegnamento delle basi della lingua italiana fino alla maggiore specializzazione. Una strada seguita da Anna Russo, 50 anni, che nel 2008 ha preso il posto del precedente dirigente, Bruno Lasca, preside part-time per un anno. Anna Russo è diventata insegnante nell’83 al primo Circolo didattico della scuola di Santa Maria Capua Vetere, ”Principe di Piemonte”. Ha alle spalle 25 anni di insegnamento alla scuola dell’infanzia. A Monfalcone è arrivata con il suo primo incarico di dirigente. (e.o.)

Il Piccolo, 20 settembre 2009 
 
LA MEDIA COMMISSARIATA  
La preside della Giacich: ho ereditato una scuola difficile, faccio il possibile  
Straniero un alunno su quattro e in passato nell’istituto si sono verificati anche alcuni episodi di bullismo
 
 
di ELISA COLONI

«Gli studenti per me sono come figli. Il loro benessere psicologico viene prima di tutto. Sono commossa e felice che molti dei miei alunni e dei loro genitori abbiano già preso le mie difese, sostenendo il lavoro che sto svolgendo alla Giacich. E comunque, sull’intera vicenda mi esprimerò solo quando avrò tutti gli elementi necessari. Per il momento preferisco tacere».
Difende così il proprio ruolo e il proprio operato Anna Russo, preside della media Giacich, da ieri nell’occhio del ciclione per le accuse lanciate da un gruppo di genitori e da una parte del corpo docenti. Questi ultimi hanno infatti sollevato una miriade di ciritche sull’operato della dirigente scolastica, contestandole carenze organizzative e difetti di comunicazione. Una bufera che ha fatto dimettere il Collegio dei genitori e che ha portato al commissariamento della Giacich che, per la parte gestionale e amministrativa, è stata affidata a un commissario straordinario, Flaviana Zanolla, dirigente della Dante Alighieri di Staranzano. Nei prossimi giorni si terranno degli incontri tra genitori, docenti e Ufficio scolastico provinciale, per mettere nero su bianco tutti i problemi. Nel frattempo Anna Russo resta in attesa. Però, con poche precise frasi, difende il suo operato, facendo capire che sedersi in presidenza, in un istituto come quello di viale Cosulich, non è cosa semplice. «Quando sono arrivata, un anno fa, la Giacich non aveva una bella fama. Io mi sono impegnata e ho fatto molto, lavorando al meglio. Ringrazio di cuore gli studenti e i genitori che, in queste ore, stanno mostrano la loro solidarietà nei miei confronti. Per il momento la cosa migliore è lasciar parlare loro».
La situazione della Giacich è, effettivamente, una delle più complesse in città. Negli ultimi anni non sono infatti mancati numerosi episodi di bullismo e ci si è dovuti scervellare per individuare strumenti giusti per l’inserimento dei tantissimi studenti stranieri, soprattutto bengalesi e slavi. Ragazzi che rappresentano una fetta abbondante dei 257 iscritti alla media. Solo quest’anno i nuovi iscritti stranieri sono stati 21 su 83: praticamente uno su quattro. Questi numeri, però, non riguardano solo la media Giacich. Quello dell’integrazione, spesso non facile, tra ragazzi italiani e stranieri, è infatti un nodo che tanti dirigenti scolastici monfalconesi devono sciogliere. Un esempio viene dall’elementare Duca d’Aosta, dove di recente la preside aveva laciato un appello, dichiarando che l’istituto da lei diretto non sarebbe riuscito a sostenere una massiccia presenza di alunni stranieri, in costante aumento. Il problema dell’integrazione a scuola, comunque, riguarda ormai un po’ tutti gli istituti monfalconesi. Bastano alcuni dati: dall’anno scolastico 2003/2004 a oggi il numero degli stranieri nelle scuole isontine è più che raddoppiato. Allora, tra scuole dell’infanzia, primarie, medie e superiori, gli iscritti non italiani erano 712, mentre oggi il numero è salito vertiginosamente, toccando quota 1.498, ovvero l’8% del totale della popolazione scolastica isontina. 
 

«SEMPRE ATTENTA ALLE ESIGENZE DEI RAGAZZI»  
La solidarietà di un gruppo di mamme: contro la dirigente solo cattiverie e falsità
 
 
«Anna Russo poco disponibile e incapace di rapportarsi con noi genitori? Macché, non diciamo stupidaggini. Quelle uscite in questi giorni sono solo assurde cattiverie e falsità. La preside della Giacich è un’ottima persona, sempre molto vicina ai ragazzi e alle famiglie». Molti genitori non ci stanno. Dopo la montagna di polemiche crollata addosso ad Anna Russo, uniscono le forze e difendono a spada tratta l’operato della dirigente scolastica. «Siamo almeno una trentina di persone – spiega ad esempio Manuela Gasparin -. Ciò che è stato detto sulla professoressa Russo è assurdo: non lo capiamo e ci sorprende. Certo, noi genitori non possiamo mettere bocca sulle capacità gestionali della preside e sulle questioni amministrative interne all’istituto. Ma possiamo di certo esprimerci su ciò che viviamo e vediamo. Anna Russo è sempre estremamente disponibile e presente, attenta alle esigenze dei ragazzi e delle famiglie. Anche sulla questione degli stranieri mi sembra che siano state dette molte falsità: non credo si possano imputare tutti i problemi della Giacich ai bengalesi piuttosto che ai napoletani. I ragazzi sono tutti uguali: ci sono gli educati e i maleducati, senza distinzioni di nazionalità». La mamma di un’allieva del primo anno afferma: «La preside Russo è sempre stata molto aperta e disponibile, e fa quello che può per gestire la nostra scuola al meglio. Io sono bisiaca e ho sposato un napoletano; non mi sembra giusto prendersela con i ragazzi stranieri. Se i genitori monfalconesi hanno dei problemi, che iscrivano i figli nelle scuole slovene di Duino Aurisina…». (el. col.)

Il Piccolo, 27 settembre 2009 
 
IL CASO. LA SCUOLA MEDIA GIACICH ANCORA AL CENTRO DELLA POLEMICA  
I docenti: «Gravi carenze della preside»  
Un gruppo di insegnanti accusa: «Orari non concordati e disorganizzazione»
  
 
Orari non concordati, ritardi nell’adottare contromisure a fronte dei tagli di insegnanti operati dal governo, carenze organizzative. Secondo un gruppo di insegnanti (Lorenzo Ceriani, Valentina Diminich, Fabio Fumis, Renata Guicciardi, Ingrid Stifanich, Paolo Tagliolato), il ”commissariamento” della scuola media Giacich è la logica conseguenza di una cattiva gestione della scuola da parte della dirigente Anna Russo. I docenti contestano inoltre le affermazioni della stessa preside e di alcuni colleghi per cui la scuola cittadina sarebbe da ritenersi ”difficile” e ”da riorganizzare”. «Possiamo garantire – spiegano gli insegnanti – che gli alunni stranieri non sono mai stati un problema, anzi la loro presenza ha rappresentato una ricchezza in più per i loro compagni e una sfida affascinante per noi insegnanti. Tanti ragazzi difficili sono passati per le nostre aule, ma grazie a una gestione corretta delle regole non si sono mai verificati negli anni passati episodi di bullismo degni di nota. All’avvio di quest’anno scolastico la dirigente si è assunta la responsabilità di adottare un orario oneroso (7.45–14) non approvato dai docenti e contestato dai genitori, mettendo in forse lo svolgimento delle attività pomeridiane che hanno sempre caratterizzato l’offerta formativa della scuola».
Le conseguenze dei tagli di organico operati dalla legge Gelmini, affermano ancora gli insegnanti, non sono state affrontate con il necessario anticipo tanto che la sostituzione del personale assente e la sorveglianza degli alunni durante la ricreazione sono «lasciate alla buona volontà dei docenti». Non si sa ancora, continuano, come potrà essere garantita agli alunni che non frequentano l’ora di religione un’attività alternativa o occasioni di recupero agli alunni in difficoltà. «Molte delle carenze organizzative e di comunicazione contestate dai genitori si sarebbero potute evitare se affrontate per tempo». Le dimissioni del Consiglio d’istituto, secondo i docenti, non sono state un caso isolato: «Prima e dopo, altre persone hanno rinunciato ai propri incarichi e si sono allontanate dalla dirigente. Possiamo capire che alcuni insegnanti e genitori abbiano ottenuto l’appoggio e la collaborazione della dirigente su questioni specifiche, e si dicano soddisfatti. Tuttavia crediamo che sia necessaria una prospettiva più ampia, considerando fatti che sono sotto gli occhi di tutti – personale della scuola, alunni e famiglie. Siamo convinti – concludono gli insegnanti – che se molte famiglie continuano a iscrivere i propri figli alla “Giacich”, ciò sia dovuto in gran parte alla fiducia che il corpo docente ha saputo conquistare in questi anni. Pertanto sentiamo il bisogno di esternare anche la nostra posizione, seppure “scomoda”, perchè riteniamo che nascondere la reale situazione significhi oggi nuocere alla scuola e domani, conseguentemente, alla città».

Il Piccolo, 28 settembre 2009 
 
DICIASSETTE INSEGNANTI DENUNCIANO I DISAGI E CHIEDONO UN INCONTRO CHIARIFICATORE  
Giacich, i docenti fanno muro contro la preside  
Sul tappeto l’orario delle lezioni, le assegnazioni delle classi e l’organizzazione delle attività
 
 
L’orario delle lezioni, le modifiche nell’assegnazione dei docenti alle classi. Ma anche la composizione delle classi e l’organizzazione in fatto di sostituzioni di personale, sorveglianza degli alunni, attività alternativa alla religione cattolica. Ce n’è abbastanza, insomma, da aver indotto oltre la metà dei componenti del Collegio docenti della media ”Giacich” a prendere una dura posizione nei confronti della dirigente scolastica Anna Russo. Diciassette insegnanti in servizio alla scuola hanno così preso carta e penna inviando una lettera alla stessa dirigente e al commissario d’Istituto, Flaviana Zanolla. Toni composti, ma pesanti. E determinati nel richiedere un incontro chiarificatore con la dirigente scolastica «a difesa della propria professionalità». I docenti si dicono «certi del fatto che molte delle difficoltà in cui attualmente versa la scuola secondaria ”Giacich” si sarebbero potute prevedere e affrontare da tempo».
In rassegna, dunque, c’è l’orario di funzionamento della scuola (7.45-14, da lunedì a venerdì, per un totale di 31 ore e 15 minuti settimanali) che «non è stato in alcun modo voluto dai docenti, ma è stato presentato dalla dirigente come l’unico che il commissario d’Istituto intendeva approvare ritenendolo a norma di legge. Nessuna votazione, nè del Collegio dei docenti, nè di una sua parte, ha mai formalizzato la proposta». E ancora, «le ripetute modifiche dell’assegnazione dei docenti alle classi, conclusesi, si spera, il 22 settembre, non sono state determinate da alcuna specifica richiesta dei docenti, decise solo dalla dirigente». Si fa altresì riferimento alle composizioni delle classi prime e terze, «frutto di consistenti rimaneggiamenti operati dalla dirigente scolastica in seguito alle richieste ricevute da genitori e alunni».
Sia la Commissione formazioni classi, sia altri insegnanti, continuano i docenti, hanno più volte espresso contrarietà alla dirigente «ritenendo discriminati alcuni alunni e violati il Regolamento di istituto e la normativa. Spostamenti da una classe all’altra, peraltro, sono ancora in corso, tanto che gli insegnanti sono stati informalmente invitati a non trascrivere gli elenchi sui registri». Si chiedono altresì chiarimenti sull’organizzazione in ordine alla sostituzione del personale assente per malattia, alla sorveglianza durante la ricreazione degli alunni, all’attività alternativa alla religione cattolica e alle attività di recupero e approfondimento previste dal Piano dell’offerta formativa ed eventuali attività integrative. Gli insegnanti concludono: «Disagi e disorganizzazione si sarebbero potuti evitare se la dirigente non avesse più volte agito contro il parere dei docenti, avocando a sè compiti assegnati in precedenza a singoli o a gruppi di lavoro e demotivando molti docenti a collaborare oltre i propri obblighi contrattuali».

Il Piccolo, 30 settembre 2009 
 
SITUAZIONE ECONOMICA PRECARIA AL VIA DELL’ANNO SCOLASTICO  
Scuole al verde, 600mila euro di crediti dallo Stato  
Alla Giacich la condizione più pesante: i bidelli portano da casa il sapone per lavarsi le mani
 
 
di ELENA ORSI

Sfiorano i 600mila euro i crediti delle scuole cittadine nei confronti dello Stato. Il Liceo scientifico attende 130mila euro, l’Iti-Itc Einaudi Marconi 100mila. Altrettanti il Polo professionale di via Boito. All’istituto comprensivo Randaccio la situazione più rosea, si viaggia sui 40mila euro. Al comprensivo Giacich, a sentire le testimonianze dei sindacati della scuola, si è agli sgoccioli: con un credito pregresso verso lo Stato di 200mila euro, soldi che la scuola ha già speso per supplenze e altre voci. Proprio al comprensivo Giacich, al centro di un braccio di ferro tra insegnanti e preside, la situazione sarebbe estremamente precaria. «Siamo in condizioni tali che i bidelli si devono portare da casa il materiale per la pulizia e i singoli insegnanti devono provvedere autonomamente per il materiale didattico – spiega Dario Cauzer della Csil scuola – perchè a scuola non c’è più niente».
La situazione rasenta l’assurdo in queste settimane in cui, nelle varie direzioni scolastiche, stanno pervenendo disposizioni sulla necessità, per i ragazzi, di prestare la massima attenzione alla prevenzione dell’influenza N1H1. «Tra le prescrizioni – spiega ancora il sindacalista della Cisl scuola – c’è quella di lavarsi spesso le mani. Facile, nel caso in cui ci fosse il sapone: il problema è che spesso il sapone non c’è». Sono i bidelli e gli insegnanti che devono portarsi il sapone e i detersivi da casa. E spesso il quantitativo che arriva non è sufficiente. Ma sono anche i genitori a doverso tassare per pagare il materiale didattico, come fogli, carta e matite. «Sempre più scuole ormai fanno affidamento più che mai al contributo richiesto ai genitori come fonte di reddito per l’attività – spiega ancora il sindacalista – che viene ormai usato non solo come ”riserva”, ma anche per acquistare le cose più essenziali».
Se la ”Giacich” piange, le altre scuole non ridono certo. Il problema del materiale scolastico, e non solo, che deve essere acquistato di tasca propria è comune anche in altri istituti. Come il Liceo scientifico. All’Istituto comprensivo Randaccio rischiava addirittura di saltare il bus per gli studenti gemellati di Neumarkt in visita in città e in regione. Per fortuna ci ha pensato il Comune.
Ma i genitori erano già pronti a sobbarcarsi l’onere. Al polo professionale invece è stato congelato il progetto di sms e badge elettronico anti-assenze, che avrebbe dovuto partire entro l’anno: niente fondi, tutto rinviato al prossimo anno. Insomma, il quadro economico delle singole scuole monfalconesi è a dir poco disastroso. Già all’inizio dell’anno scolastico le scuole hanno dovuto fare i conti con la mancanza di fondi legata ai crediti che le singole scuole vantano nei confronti dello Stato. A denunciare per primi il problema sono stati i sindacati. Tutto nasce dall’anno scolastico 2005-2006, cioè quando il ministero ha iniziato a tagliare i fondi per supplenti e commissari d’esame e le scuole, per garantire i pagamenti, si sono trovate costrette a impiegare i fondi propri in attesa di un rimborso. Conseguenza: prosciugati i fondi per le spese correnti.
Ma c’è di peggio: con un credito così alto, non tutti gli istituti riescono più a garantire il pagamento dei supplenti. E devono arrabattarsi alla meglio: facendo fronte con personale interno, costituendo super-classi contestatissime dai genitori, costringendo alunni a cambiare scuola.

Il Piccolo, 03 novembre 2009 
 
Genitori e docenti, elezioni alla Giacich  
Dopo le dimissioni in segno di protesta contro la preside Russo
  
 
La crisi di rappresentanza della scuola media Giacich, al centro di una contrapposizione molto forte tra la componente dei genitori e quella dei docenti da una parte, e la dirogente scolastica Anna Russo dall’altra, troverà una soluzione domenica e lunedì prossimi con le elezioni suppletive per la nomina dei rappresentanti dei genitori e del personale docente e non docente del Consiglio d’Istituto. La polemica, sfociata nelle dimissioni delle componenti, riguardava i metodi di gestione della dirigente scolastica. La scuola media di viale Cosulich è stata peraltro al centro anche di recente di una forte polemica, sfociata in un’interrogazione al presidente della giunta regionale, da parte del consigliere leghista Federico Razzini, in cui si accusava proprio la dirigenza di una scarsa incisività nell’affrontare presunti episodi di bullismo e maleducazione all’interno dell’istituto.
La scuola Giacich è la media monfalconese con il maggior numero di immigrati, sia dal Sud che dall’estero, assieme alla scuola elementare Duca d’Aosta. «Tanto da attuare – afferma l’insegnante e consigliere comunale e provinciale del Pd, Fabio Del Bello, un progetto educativo generale per favorire l’integrazione socioculturale e il successo formativo e scolastico prevenendo la dispersione scolastica e affrontando le problematiche preadolescenziali acuite dal fenomeno migratorio in atto. In queste ultime settimane – continua Del Bello – in seno all’istituto ci sono state delle tensioni che comunque dovrebbero essere in fase di superamento anche a seguito della ricostituzione dell’organismo rappresentativo».