Il Piccolo, 23 settembre 2009 
 
APRE IL CANTIERE CHE PORTERÀ ALLA RETTIFICAZIONE DELL’ACCESSO A VIA GRADO  
La rotatoria si mangia 21 alberi e un pezzo di parco  
Via domani all’abbattimento di 12 platani e 9 cipressi. Wwf: «Piante secolari, potevano essere salvate» 
Tonzar (Legambiente): «Sacrificio doloroso per avere più sicurezza»
 
 
di LAURA BLASICH

Il cantiere per il potenziamento della viabilità verso Grado e la zona industriale dello Schiavetti-Brancolo si sposta nell’area del parco della Rimembranza e a farne le spese saranno 21 degli alberi secolari che sorgono nel giardino e nell’adiacente parcheggio, accessibile da via Cosulich. Una perdita, legata alla realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Callisto Cosulich e viale Oscar Cosulich, che è stata ridotta con la variante apportata due anni fa al progetto originario, che prevedeva il taglio di tutti i 14 platani dell’area di sosta e di ben 24 cipressi la cui presenza di fatto conserva la memoria del cimitero esistente fino a vent’anni fa. È quanto ricorda l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno, annunciando l’avvio delle operazioni di taglio, in programma domani. «In base alla variante apportata e su indicazione della Soprintendenza ai beni architettonici – spiega l’assessore – saranno tagliati 12 dei 14 platani e un totale di 9 cipressi, di cui uno malato e che andava quindi in ogni caso abbattutto. Degli altri 8 cipressi, sei si trovano nel filare più esterno affacciato su via dei Cipressi, dove sono gli altri due alberi che dovranno pure essere abbattuti per consentire la creazione della nuova rotatoria.
In base al progetto rivisto nel 2007, la rotatoria ”si mangerà” 750 metri quadri di parco e 340 metri del parcheggio a spese, però, di un angolo del giardino della media Giacich (una settantina di metri quadrati). Il saldo quanto a verde nell’area, sottolinea Trivigno, sarà comunque positivo a conclusione dei lavori. A fronte dei tagli saranno messi a dimora 24 tigli e 16 nuovi cipressi nelle sedi più adeguate. Il progetto di riorganizzazione della viabilità verso Grado comprende la creazione di un’area verde cuscinetto tra la scuola Sauro e via dei Cipressi, ma non il parcheggio inizialmente previsto e poi eliminato per danneggiare il meno possibile l’area dell’ex cimitero. Risultato raggiunto dopo la battaglia ingaggiata dal Wwf contro l’abbattimento dei cipressi e dei platani e la forte opposizione della Margherita, che pure non voleva fosse del tutto toccato il sedime dell’ex cimitero. L’amministrazione ha dovuto fare i conti non solo con la contrarietà della sua stessa maggioranza e degli ambientalisti, ma anche con la Soprintendenza, che ha ritenuto opportuno mantenerne intatto il sedime per conservare la traccia dello sviluppo urbano della città. «Noi continuiamo a credere che tutti gli alberi avrebbero potuto essere salvati – afferma Paola Barban del Wwf -, come un nostro progetto alternativo dimostrava. In ogni caso la nostra azione è riuscita a portare a casa un risultato migliorativo». Il Wwf ricorda di aver proposto al sindaco Pizzolitto un regolamento per la gestione del verde sullo spunto di quello di Trieste e di altri Comuni per salvaguardare il verde storico ed evitare situazioni come quella del parco, ma anche di via Rossetti a Panzano. «È doloroso vedere abbattuti questi alberi che hanno tanti anni di vita e rappresentano la storia di Monfalcone – afferma il responsabile di Legambiente Michele Tonzar -, ma quell’area aveva e ha la necessità di un diverso assetto. Va quindi tenuto conto del rapporto costi-benefici di un’opera che metterà in sicurezza la mobilità per pedoni e ciclisti».

Messaggero Veneto, 24 settembre 2009 
  
Monfalcone. L’operazione migliorerà la viabilità nella zona della Marcelliana e in via dei Cipressi  
Via al taglio platani nell’area del parco
 
 
MONFALCONE. Comincerà oggi il taglio degli alberi dell’area del parco della Rimembranza, taglio necessario per procedere alla sistemazione della viabilità della zona della Marcelliana e via dei Cipressi e alla rettifica di via Cosulich. Saranno tagliati 12 dei 14 platani presenti nel posteggio compreso tra via Cosulich e via Cipressi, di un cipresso argentato (che è ammalato) e di otto cipressi (sei su via dei Cipressi e due sul lato del posteggio).
L’assessore ai lavori pubblici, Gianluca Trivigno ha annunciato l’inizio dei lavori, ricordando che il progetto originale di sistemazione della viabilità prevedeva il taglio di tutti i 14 platani e di 24 cipressi. «Il numero è stato ridotto dopo un’attenta riflessione in consiglio comunale, tenendo conto delle opposizioni emerse e dopo l’intervento della Sopraintendenza che aveva chiesto di rivedere il progetto. Ciò – ricorda – a spese dell’area verde e di “respiro” che si intendeva creare davanti alla scuola elementare Nazario Sauro. Verranno comunque messi a dimora 24 nuovi tigli e 16 nuovi cipressi nelle sede che si riterranno adeguate».
Il taglio sarà realizzato nel corso di una decina di giorni, organizzato in modo da creare il minor disagio possibile al traffico. Procedono intanto regolarmente i lavori di via Grado, anche se occorre ricordare «che a fronte del cronoprogramma fissato, vista la necessità di sostenere le attività commerciali di via Grado i tempi sono slittati e ci sono state maggiori spese (la creazione del doppio senso ha portato a una spesa maggiore di 400 mila euro, ndr)». I lavori procedono anche sull’area della Marcelliana e dopo il taglio degli alberi inizieranno anche in via dei Cipressi, senza creare grosse difficoltà al traffico.
Non l’hanno presa bene, com’è ovvio, gli ambientalisti di Wwf e Legambiente, nonostante il progetto attuale sia migliorativo di quello originario.
Per Legambiente, razionalmente, nonostante sia triste pensare all’eliminazione di alberi che rappresentano la storia della città, occorre riconoscere la necessità di intervento nella zona e di una maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti, mentre il Wwf, ribadendo come tutti gli alberi avrebbero potuto essere salvati, ricorda che aver presentato al Comune un regolamento per la gestione del verde per salvaguardare il verde storico ed evitare situazioni come questa. (c.v.)

Il Piccolo, 26 settembre 2009 
 
Slitta a martedì il taglio dei 21 alberi  
Saranno necessari tre giorni di lavoro per tutta l’operazione
 
 
Prenderà il via martedì alle 8 del mattino l’abbattimento del primo dei 21 alberi secolari che sorgono nel giardino e nell’adiacente parcheggio, accessibile da via Callisto Cosulich, nell’ambito del potenziamento della viabilità verso Grado e la zona industriale dello Schiavetti-Brancolo. L’intervento avrebbe dovuto iniziare giovedì scorso. Il guasto a un macchinario indispensabile per le operazioni – una piattaforma sollevabile – ha però costretto la ditta a rinviare tutto alla prossima settimana. L’abbattimento del primo albero avrà luogo alle 8, gli altri seguiranno in successione. Tre giorni dopo, venerdì dunque, tutta la zona sarà sgombera e pronta a ospitare l’allargamento della strada e la realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Callisto Cosulich e viale Oscar Cosulich.
Al ”sacrificio” di 21 piante di alto fusto – dodici platani e nove cipressi – il Comune di Monfalcone è arrivato dopo un animato dibattito, due anni fa, sulla prospettiva addirittura di togliere di mezzo 38 piante, tutti i 14 platani dell’area di sosta e ben 24 cipressi. L’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno ha comunque ricordato che, a fronte dei tagli, saranno messi a dimora 24 tigli e 16 nuovi cipressi in luoghi più adeguati e nei quali, inoltre, non correranno altri rischi.
In base al progetto relativo alla nuova viabilità di Panzano e per Grado, rivisto nel 2007, alla nuova rotatoria tra via Callisto Cosulich e viale Oscar Cosulich dovranno anche essere sacrificati 750 metri quadrati di parco e 340 metri quadrati del parcheggio. Oltre a un angolo del giardino della scuola media Giacich (una settantina di metri quadrati). Il saldo quanto a verde nell’area, sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno, sarà comunque positivo a conclusione dei lavori.

Il Piccolo, 29 settembre 2009 
 
NELLA ZONA DELLA MARCELLIANA  
Ore 8, inizia l’abbattimento dei 21 alberi nel Parco delle Rimembranze di Panzano
 
 
Un pezzo del parco della Rimembranza inizia a scomparire oggi. Il taglio di 8 cipressi, più quello argentato collocato nel parcheggio ai piedi dell’ex cimitero, e di 12 platani che si trovano nell’area di sosta è previsto per questa mattina. L’operazione, necessaria per consentire la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via Callisto Cosulich e viale Oscar Cosulich, non dovrebbe durare più di tre giorni. L’intervento di abbattimento degli alberi, ormai pressochè secolari, visto che il cimitero fu creato nell’area attorno al 1910, non provocherà disagi al traffico veicolare. È stato invece chiuso il tratto di pista ciclabile che attraversa il parco della Rimembranza e che si trova nell’area di cantiere. Alla nuova opera, ricompresa nel potenziamento dell’asse di via Grado-via dei Cipressi, saranno sacrificati quasi tutti i platani esistenti, 12 su 14, e appunto 8 dei cipressi che ricordano la presenza dell’ex cimitero. Il progetto originario prevedeva l’abbattimento di tutti i platani e di ben 24 cipressi. In base al progetto rivisto nel 2007, la rotatoria si mangerà 750 metri quadri in meno di parco e 340 metri del parcheggio a spese di un angolo del giardino della scuola media Giacich (una settantina di metri quadri in tutto). A fronte dei tagli saranno messi a dimora 24 tigli e 16 nuovi cipressi nelle sedi più adeguate. «La perdita di alberi quasi secolari è dolorosa, soprattutto se rischia di essere quasi inutile – afferma il consigliere del Pdl monfalconese Giuseppe Nicoli -. La nuova rotatoria rischia di essere quasi inefficace se in tempi relativamente brevi non si semplificherà, tramite un’altra rotatoria, anche l’incrocio tra viale Cosulich e via Boito». Per l’area dell’ex cimitero non sembrano intanto esserci all’orizzonte dei progetti di valorizzazione: secondo il Comune, l’area è ancora troppo identificata con il ruolo svolto per decenni per non far sì che qualsiasi riconversione sia letta come irrispettosa. (la.bl.)

Il Piccolo, 30 settembre 2009 
 
Giù i primi platani, oggi tocca ai cipressi  
Curiosità ed emozione al via degli abbattimenti nel Parco della Rimembranza
 
 
I primi ad andare giù sono stati i platani all’interno del parcheggio ai piedi dell’ex cimitero di Monfalcone e poi il cipresso argentato collocato nella stessa area. Il taglio degli alberi nella zona dove sarà creata la rotatoria che soppianterà, semplificandolo, l’incrocio tra via e viale Cosulich era compreso da sempre nel progetto di riorganizzazione dell’asse di via Grado-via dei Cipressi.
E benchè sia stato ridotto rispetto la versione iniziale, vederlo trasportato dalla carta alla realtà ha lasciato il segno. Più di qualche residente della zona si è fermato ieri a guardare l’avvio delle operazioni di abbattimento che in tutto dureranno tre giorni e quindi dovrebbero concludersi già domani. Qualcuno ha scattato pure qualche foto. Le proteste, però, ormai sembrano appartenere al passato, quando il progetto dell’opera aveva fatto la sua comparsa e associazioni ambientaliste e alcuni partiti si erano messi di traverso, chiedendo la salvaguardia delle alberature dell’ex cimitero. Un’indicazione in questo senso era arrivata del resto anche dalla Sopritendenza ai beni architettonici, secondo la quale i filari di cipressi di fatto rappresentano una memoria storica e urbanistica degna di essere conservata. Con la revisione del progetto, il Comune è andato quindi a ridurre l’impatto dell’opera sul Parco della Rimembranza. Quasi tutti i platani, 12 su 14, scompariranno nel breve arco di questi giorni, affiancati da 8 dei cipressi dell’ex cimitero, oltre al cipresso argentato già abbattuto. Nota da tempo e annunciata in questi giorni dall’amministrazione comunale, l’operazione ieri non è apparsa indolore per chi si è trovato a transitare dall’incrocio tra viale Oscar Cosulich e via Callisto Cosulich e ha visto segare i tronchi di alberi che hanno ormai cent’anni di vita alle spalle, hanno visto la città espandersi a Panzano e assistito ai veloci cambiamenti del tessuto urbano circostante. Dell’abbattimento di buona parte dei cipressi si parlava già vent’anni fa, quanto l’amministrazione cittadina riteneva che, bonificato l’ex cimitero, l’area fosse meglio utilizzabile per collegare in modo più diretto e adeguato viale Cosulich a via Grado.
Allora vinse la protesta dei verdi alleati con il Pci e forse la mancanza di risorse finanziarie, che ora invece ci sono, perché la Regione ha finanziato il potenziamento di via Grado-via dei Cipressi con 5 milioni di euro. Il progetto comprende in ogni caso anche la sistemazione del verde, che avrà un saldo positivo: a fronte dei tagli saranno messi a dimora 24 tigli e 16 nuovi cipressi nelle sedi più adeguate. (la.bl.)

Il Piccolo, 03 ottobre 2009

SACRIFICATA ANCHE UNA PORZIONE DEL GIARDINO DELLA MEDIA GIACICH 
Rotatoria di viale Cosulich, giù altri alberi 
Proseguono i lavori per l’ampliamento della rotonda in viale Cosulich

Il taglio degli alberi attorno allo snodo tra via e viale Cosulich, necessario per sostituire l’incrocio con una rotatoria, È proseguito ieri con l’obiettivo di arrivare all’ultimazione con l’abbattimento di otto cipressi del parco della Rimembranza. Dopo che si è intervenuti sui platani del parcheggio ai piedi dell’ex cimitero di Monfalcone, l’impresa incaricata dell’operazione ha effettuato già  nella giornata di giovedì il taglio di quelli ricompresi nella porzione di giardino della scuola media Giacich che sarà pure utilizzata per riorganizzare la viabilità. «Se tutto andrà come da programma – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Gianluca Trivigno -, la ditta lunedì potrà procedere alla rimozione dei fusti già segati e alla pulizia dell’area, che così sarà pronta all’avvio dei lavori di adeguamento dello snodo». L’opera è ricompresa nel potenziamento dell’asse di via Grado-via dei Cipressi, finanziato dalla Regione con 5 milioni di euro. L’intervento al momento vede quindi una squadra dell’impresa esecutrice, l’Ici Coop di Ronchi dei Legionari, impegnata in via Grado per la realizzazione del collettore fognario tra l’incrocio con via Bagni nuova e il Kinemak. Un’altra squadra sta invece operando all’altezza di largo della Marcelliana per creare la corsia di svolta a destra da via Grado in direzione di via Bagni e Panzano. «La squadra dovrà realizzare un allacciamento alla rete fognaria in quella zona – prosegue l’assessore ai Lavori pubblici – e poi potrà spostarsi nell’area del parcheggio ai piedi dell’ex cimitero per effettuare gli interventi preliminari alla creazione della rotatoria». Il cantiere quindi si allarga, ma senza andare a incidere sul traffico. Da gennaio alle due squadre già attive se ne aggiungerà una terza che sarà impegnata in via Grado per realizzare la pista ciclabile, marciapiedi e procedere alla sistemazione della carreggiata.
«Nello stesso tempo si interverrà sullo snodo di viale e via Cosulich», afferma Trivigno. La nuova rotatoria sorgerà  in via definitiva, senza che ci siano prima, com’è avvenuto per largo Anconetta e sta avvenendo tra via Terza Armata e via Timavo, delle sperimentazioni effettuate con l’uso dei “new jersey». (la. bl.)

Messaggero Veneto, 07 ottobre 2009   
 
Altri alberi tagliati nel parco 
 
MONFALCONE. Prosegue il taglio degli alberi dell’area del parco della Rimembranza, taglio necessario per procedere alla sistemazione della viabilità della zona della Marcelliana e via dei Cipressi e alla rettifica di via Cosulich. In questi giorni sono stati 12 dei 14 platani presenti nel posteggio compreso tra via Cosulich e via Cipressi, i due rimanenti resteranno al centro della rotonda che verrà realizzata dopo aver rettificato via dei Cipressi. Deve essere tagliato anche un cipresso argentato (che è ammalato) e otto cipressi (sei su via dei Cipressi e due sul lato del posteggio). È stata inoltre compresa nell’area di lavoro una fetta del giardino antistante la scuola media Giacich, necessaria al progetto per poter realizzare la rotatoria. Una soluzione che certo riduce gli spazi dei ragazzi che frequentano la scuola media e che ha spinto il consigliere comunale Fabio Del Bello a proporre al comune, tramite un’interrogazione, di poter concedere in uso all’istituto le strutture sportive del vicino Campo di via Cosulich.
Del Bello evidenzia che la realizzazione della rotatoria in viale Cosulich comporta la sottrazione di una cospicua quota del giardino antistante la Scuola stessa (nonché l’abbattimento di alcuni alberi) e che conseguentemente gli spazi esterni per i momenti di ricreazione dei ragazzi si sono ridotti notevolmente.

Il Piccolo, 09 ottobre 2009 
 
SPARITA PARTE DEL CORTILE, PROPOSTO L’UTILIZZO DELLO STADIO COSULICH  
La rotatoria si mangia un pezzo della Giacich
 
 
Il taglio di cipressi e platani nel parco della Rimembranza e nel giardino della scuola media Giacich è stato completato. Dai prossimi giorni potranno quindi prendere il via sia la creazione della rotatoria all’incrocio tra via e viale Cosulich sia la leggera modifica del tracciato di via dei Cipressi, studiata da un lato per creare una zona di verde cuscinetto davanti alla scuola primaria Sauro dall’altro per far sì che la strada si innesti in modo corretto nella rotonda. Le opere ricomprese nel progetto di potenziamento dell’asse di via Grado non hanno comportato comunque una perdita solo a livello di verde, ormai centenario, presente nell’ex cimitero di Monfalcone. La realizzazione della nuova rotatoria ha richiesto infatti il sacrificio di una porzione poi così non trascurabile del giardino della scuola media Giacich, già di per sè non enorme. Gli spazi esterni per i ragazzi che frequentano l’istituto si sono ridotti in modo notevole, secondo il consigliere comunale del Pd Fabio Del Bello, che nella scuola pure insegna. Del Bello propone quindi al sindaco Gianfranco Pizzolitto e all’amministrazione locale di valutare la possibilità di attuare «un ulteriore e più funzionale, proficuo e continuativo utilizzo da parte dell’Istituto Giacich delle strutture del campo sportivo Cosulich anche tramite un accordo tra il Comune stesso, il gestore dell’impianto, cioè l’Ar Fincantieri, e la stessa scuola così da assicurarle la miglior fruizione di un’area di verde attrezzato». Il consigliere comunale propone in sostanza l’apertura di un varco tra la scuola e il campo sportivo, anche approfittando dei lavori in corso per la costruzione del nuovo pattinodromo nell’area dell’impianto sportivo. “Al momento i ragazzi per raggiungere il Cosulich devono uscire dall’edificio della scuola – spiega Del Bello – e arrivare all’ingresso principale della struttura sportiva lungo via Bonavia».

Il Piccolo, 21 novembre 2009 
 
L’INTERVENTO-CHOC DI BONIFICA DELL’EX CIMITERO 
Di partigiani fucilati i resti rivoltati dalle ruspe  
Protesta di Paolo Sluga della Deputazione di Storia Patria: «Metodo di intervento indegno»
 
 
PRIMI RITROVAMENTI
Il 26 ottobre, durante lo sbancamento di via Aulo Manlio, ci sono stati i primi rinvenimenti di resti umani.
Dai rilievi effettuati è emerso che si trattava di due tombe esterne al recinto con all’interno ossa umane.
Il ritrovamento dei primi resti è avvenuto per caso: quel tratto del marciapiede di via Aulo Manlio, infatti, non doveva essere interessato dai lavori di sbancamento.
IL VECCHIO CIMITERO
Il Parco della Rimembranza di Panzano è ciò che resta del vecchio cimitero creato a inizio ’900 dal Comune.
La bonifica fu realizzata tra l’83 e l’85 solo nella parte interna al muro di cinta. Le salme furono poi trasferite nel nuovo cimitero comunale che fu creato in via 24 Maggio.
L’operazione fu costellata di polemiche sulla tutela dei cipressi e i metodi usati nella bonifica del terreno.
L’ULTIMO ATTO
A creare il ”caso” è stato lo sbancamento della zona lungo via dei Cipressi necessaria per l’ampliamento e la rettificazione della strada.
Rinvenute otto tombe e quattro salme, oltre a resti umani sparsi e a frammenti di lapidi e simboli religiosi.
Secondo i tecnici, i resti sono emersi al di fuori della cinta originaria del camposanto. Le ossa rinvenute risalirebbero al periodo tra le due guerre mondiali.

di LAURA BORSANI

Il rinvenimento delle ossa nell’area del cantiere per l’ampliamento di via dei Cipressi, a cura della ditta Ici di Ronchi dei Legionari, legato alla nuova rotatoria della Marcelliana, ha scosso la sensibilità di molti monfalconesi, soprattutto di chi si è trovato per caso a passare, l’altra mattina, davanti al cantiere di via dei Cipressi. A colpire il senso di rispetto per i defunti e per il luogo, memoria storica della città, sottoposto a bonifica negli anni ’83-’85, ai tempi della trasformazione in Parco delle Rimembranze, è stata la modalità dell’intervento, pur avvenuto secondo le procedure, con l’autorizzazione alla rimozione delle salme da parte del medico legale. Una sorta di mortificazione collettiva, di fronte alle tombe strappate alla terra, per ripulire la zona e poter procedere con i lavori. Le opere nell’area a ridosso del vecchio cimitero, come è stato spiegato, si sono concluse.
Resta l’amarezza e la curiosità tra i monfalconesi. Ieri, infatti, gli interrogativi non sono mancati per capire come mai fossero stati rinvenuti resti umani in quel sito, al di fuori della cinta originaria del cimitero, nonchè di quali salme si possa trattare e a quale periodo risalgano.
E c’è anche chi, come Eraldo Godeas, di Medea, nato a Cormons, ha voluto chiedere notizie. Suo zio, perseguitato politico, è morto a 25 anni a causa delle botte inflittegli dalla polizia: «È morto il 26 maggio del 1933 – ha spiegato il signor Eraldo -. Sappiamo solo che è stato sepolto a Monfalcone. Magari si trova proprio lì».
L’attenzione ha fatto quadrato attorno alla vicenda opponendo il senso di pietas ferito da quei colpi di benna caduti sulle tombe. Lo si è notato anche l’altro ieri mattina, quando le ruspe procedevano alla demolizione delle otto tombe messe a nudo, con il rinvenimento di almeno quattro salme e altri resti umani, recuperati e custoditi in appositi contenitori.
I resti umani, è stato spiegato dall’amministrazione, saranno destinati all’ossario comunale. La procedura, ha osservato l’assessore ai Servizi cimiteriali, Giordano Magrin, rientra nelle fasi legate alle esumazioni. «È la prassi. Di fronte al mancato rinnovo della concessione, prevede la destinazione delle salme all’ossario comunale. Si tratta di un procedimento regolare, per il quale posso anche capire il disagio e la mortificazione dei cittadini». L’assessore ha precisato che proprio alcuni giorni fa, al cimitero di via 24 Maggio, è stata eretta una piccola stele che segnala la presenza dell’ossario comunale, alla memoria dei resti frutto delle esumazioni. La dedica recita: «Poichè nessuno è veramente morto finchè qualcuno lo ricorda».
Intanto le reazioni non sono mancate. Paolo Sluga, appartenente al Comitato del quartiere Centro, nonchè della Deputazione di Storia Patria, ha obiettato: «È stato un intervento dirompente, con quelle ruspe. Indegno. Mercoledì mattina, quando sono passato davanti all’area, ho visto le celle murarie intere e ben visibili. Il giorno dopo, tutto demolito. È un’operazione che andava fatta con le dovute maniere». Sluga pone un’altra questione: «Nella zona sono stati seppelliti almeno una trentina di partigiani, che arrivavano nei carri dopo la fucilazione eseguita a Lubjana». Sluga quindi osserva: «Il filare esterno dei cipressi, piantati nel 1903, fa presupporre che non coincida con il recinto originario del camposanto, piuttosto invece con la delimitazione di un vialetto, facendo pensare ad un’area cimiteriale più ampia».
Interrogativi anche attorno alla bonifica del vecchio camposanto. I frati della Marcelliana hanno osservato: «Non abbiamo a disposizione la documentazione storica del cimitero, custodita nella Diocesi di Gorizia. Si sapeva che la bonifica non era completa, ed il rinvenimento delle salme non ci ha sorpresi». Ma non c’è da scandalizzarsi: «È un evento naturale, la morte. Tutti diventeremo polvere».

Il Piccolo, 22 novembre 2009 
 
VICENDA DAI CONTORNI MISTERIOSI DOPO LA SCOPERTA DI RESTI UMANI IN VIA DEI CIPRESSI  
Partigiani sepolti di nascosto nell’ex cimitero  
L’Anpi rievoca la storia dei patrioti fucilati a Lubiana tra il ’41 e il ’42 e fatti sparire a Panzano
 
 
di LAURA BORSANI

Sono stati sepolti di nascosto. Almeno nove partigiani, fucilati a Lubiana tra il 1941 e il 1942, sepolti frettolosamente e in modo non regolare nell’area del vecchio cimitero della Marcelliana. Corpi mai ritrovati, nonostante la ricerca eseguita dal Comune, negli anni ’70, durante la giunta-Versace, su sollecitazione dell’Anpi. L’allora assessore ai Servizi cimiteriali e ai Lavori pubblici, Marchesan, si era attivato e, pur documentando la presenza di quelle salme, non riuscì a rintracciarle.
PARTIGIANI SEPOLTI. I corpi sono stati identificati, tanto che il monumento posto all’ingresso del cimitero comunale di via 24 Maggio, li elenca tutti, alla loro memoria: si tratta di Valentin Kariž, Rado Kogoi, Karel Kraniec, Jože Mihelcvicv, Feliks Pecacvar, Ljubomir Šercr, Milan Šusteršicv, Jvan Verbicv e Ignaz Žagar. Nati tra il 1910 e il 1922. Uno fucilato il 9 dicembre 1941, sei il 22 dicembre 1941, e due il 7 febbraio 1942. Salme che ora potrebbero venire ricondotte ai resti umani esumati durante i lavori di ampliamento di via dei Cipressi.
Non si esaurisce l’attenzione e il dibattitto attorno al rinvenimento delle ossa nel cantiere della Ici Coop di Ronchi, che giovedì mattina ha visto ”ripulire” il lato di via dei Cipressi a ridosso del vecchio camposanto, bonificato negli anni Ottanta per trasformarlo in Parco della Rimembranza. Le ruspe hanno esumato le quattro salme rinvenute, assieme ad altri resti umani, dopo aver demolito le 8 tombe messe a nudo durante le operazioni di sbancamento, ai fini dell’ampliamento della strada, legato alla nuova rotatoria della Marcelliana.
L’ANPI. A prendere posizione è l’Anpi, con il presidente onorario provinciale e componente della presidenza nazionale, il senatore Silvano Bacicchi. Sulla vicenda ha molto da raccontare. «Se un appunto va fatto, è la bonifica incompleta eseguita, nonostante le assicurazioni allora fornite. Evidentemente, così non era stato – ha spiegato Bacicchi -. Credo peraltro che gli scavi eseguiti in questi giorni abbiano, in realtà, ”sfondato” il perimetro cimiteriale». L’ex senatore lo garantisce, documentazione alla mano: nell’area del vecchio cimitero sono sicuramente stati sepolti partigiani fucilati a Lubjana. Arrivati in città in tre fasi. Davanti agli occhi dei cantierini.
PARLA BACICCHI. «È una certezza – racconta Bacicchi -. Almeno nove partigiani fucilati a Lubjana tra il ’41 e il ’42 sono stati sepolti nel vecchio cimitero della Marcelliana. Una sepoltura anomala, fatta non in modo regolare. Quei morti, infatti, non risultano nei registri. Potevano essere stati pertanto seppelliti sopra o sotto le tombe dei defunti monfalconesi, o, ancora, proprio a ridosso del muro di cinta». Motivo in più, dunque, per presumere che tra le salme rinvenute in questi giorni nel cantiere di lavoro ci possano essere quei partigiani. L’ex senatore Bacicchi fornisce anche la documentazione: in particolare, ricorda una lettera-promemoria riservatissima, datata 9 febbraio 1942, che il Commissario di pubblica sicurezza di Monfalcone, Tricarico, aveva inviato alla regia Questura di Trieste. Nella missiva si fa riferimento esplicito alle salme che, scortate da militari armati, raggiungevano il vecchio camposanto dalle 12 alle 13. Siccome il locale cimitero, continua la lettera, si trovava poco a ridosso del cantiere navale, l’arrivo delle salme si verificava quando la strada era animata da operai e impiegati, durante l’ora di pausa. Da qui la richiesta di spostare l’orario per eventuali altri trasferimenti, oltre alla raccomandazione di verificare che non vi fossero spandimenti di sangue dall’autocarro che trasportava i morti, com’era già avvenuto. La lettera-testimonianza è stata recuperata, assieme ad altri preziosi carteggi, da una ricercatrice slovena residente a Monfalcone, Mira Riavez.
RICERCHE A VUOTO. Bacicchi aggiunge: «Come Anpi, ci eravamo attivati, negli anni ’70, con l’allora assessore Marchesan, per rintracciare le salme. L’assessore si diede molto da fare. Eravano presenti, in delegazione, mentre si effettuarono gli scavi. Tuttavia, quelle salme non sono state trovate. Solo il necroforo conosceva i siti specifici, ma nel frattempo è defunto. Da allora – conclude l’ex senatore – non avevamo più notizie».

Il Piccolo, 24 novembre 2009 
 
MAGRIN: IMPEGNO SULL’IDENTIFICAZIONE  
Nel cimitero comunale le salme dei partigiani sepolti alla Marcelliana
 
 
«L’amministrazione comunale pone grande attenzione alla commemorazione dei partigiani, che hanno sacrificato la loro vita per i valori come la libertà, la giustizia e la solidarietà, contro le dittature di ogni tipo. Resta pertanto alta anche l’attenzione per le salme rinvenute nell’area della Marcelliana, a ridosso del vecchio cimitero, durante i lavori di sbancamento». L’assessore Giordano Magrin risponde in termini propositivi, dopo che dall’Anpi, con l’ex senatore Silvano Bacicchi, è intervenuta prospettando la possibilità che tra i resti umani rinvenuti nei giorni scorsi sul lato lungo via dei Cipressi, ci possano essere le salme dei partigiani fucilati a Lubiana e seppelliti frettolosamente e in modo non regolare nell’area del vecchio cimitero.
Magrin aggiunge: «Siamo in contratto con l’Anpi provinciale al fine di poter ricostruire, per quanto possibile, il destino delle salme dei partigiani sepolti clandestinamente. L’amministrazione pertanto è attenta a questa problematica. Se tracce o elementi ci potranno portare all’individuazione effettiva dei partigiani defunti, intendiamo comunque dar loro degna sepoltura, proprio nel monumento situato nel cimitero di via 24 Maggio. Voglio altresì ricordare che ogni anno, il 25 aprile, in cimitero, ricordiamo tutti i partigiani caduti, volendo invitare peraltro ad una maggiore partecipazione, che, purtroppo, in questi ultimi anni, sembra diminuita».