Messaggero Veneto, 27 ottobre 2009

«Amianto su sommergibili fatti a Panzano»

MONFALCONE. Sui sommergibili Longobardo e Gazzana Priaroggia, realizzati nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone rispettivamente nel 1991 (varato nel giugno 1992) e nel 1992 (varato nel giugno 1993) c’era presenza di amianto.
Tanto che la Marina Militare, dopo uno specifico esame chimico eseguito dal laboratorio del servizio controllo e collaudi dell’Arsenale di La Spezia e che aveva attestato la presenza di amianto, con un documento datato 1994 aveva imposto a Fincantieri di programmare la sostituzione del materiale termoisolante della piastra elettrica installata sul Longobardo entro il turno di fine garanzia e di procedere alla sostituzione dell’analogo materiale installato sul Priaroggia prima della consegna.
Al di là della richiesta della Marina Militare, resta il fatto che gli operai che hanno lavorato sui due sommergibili sono stati esposti agli effetti della terribile fibra, che tanti morti ha già provocato e sta provocando a Monfalcone e nel monfalconese.
Fatto che viene denunciato dal coordinatore regionale della Fismic, sindacato autonomo dei metalmeccanici, Michele Latino, che a nome dell’organizzazione sindacale che rappresenta chiede alle istituzioni competenti «che sia valutata l’opportunità di riconoscere ai colleghi che hanno lavorato alla costruzione i benefici previdenziali previsti dalle normativa sull’amianto per gli anni in cui si è effettuata la costruzione, oltre a indagare per sapere chi ha autorizzato l’uso di amianto».
Latino ricorda infatti che al momento della realizzazione dei due sommergibili vigeva il decreto di Navalcostarmi che dal 1989 vietava l’approvvigionamento e l’uso di amianto o prodotti contenenti amianto, divieto ribadito poi a livello nazionale dalla legge 257 del 1992.
«Eppure Fincantieri – dice il rappresentante della Fismic – ha usato materiali isolanti in amianto nel Longobardo e nel Gazzana Priaroggia. Non solo, perché nello schema dell’impianto di estinzione incendio ad anidride carbonica, redatto dalla Wormald Italiana Spa, viene descritto l’utilizzo di guarnizioni in amianto nella costruzione 5965 realizzata a Panzano nel 1998, ovvero sulla nave da crociera Princess Cruises “Grand Princess”. Ci chiediamo – prosegue – se l’uso dei giunti in amianto sia stata autorizzata un deroga alla legge 257 e se anche ciò fosse, quali misure di sicurezza abbia adottato l’azienda nei confronti dei lavoratori interessati al montaggio dei giunti, se sia stata messa in sicurezza l’area interessata durante i lavori e se avesse predisposto un piano di sicurezza in caso di necessità di manutenzione degli impianti. Comunque siamo sorpresi e amareggiati che nel 1998, quando tutti pensavano che l’amianto fosse ormai un ricordo, la fibra killer continuasse a essere usata».
La preoccupazione ora è che l’amianto sia stato usato anche nell’assemblaggio di altre navi, «tutto ciò ci spinge a indagare per far emergere altri casi. Facciamo appello – conclude – affinchè gli operai che hanno lavorato nei sommergibili o i familiari dei dipendenti ormai deceduti si mettano in contatto con noi (fismicfvg@fismic.it)».
Va comunque ricordato che già nel marzo 2003 l’Inail regionale, interessata alla stessa vicenda dalle Rsu dello stabilimento Fincantieri, aveva affermato che l’amianto sul sommergibile Longobardo c’era, ma non faceva male.
Stando alla documentazione fornita dalla Rsu, che aveva chiesto di allungare la data di riconoscimento dell’esposizione all’amianto dei dipendenti del cantiere, l’Inail regionale, pur riconoscendo come fatto rilevante la presenza di amianto nel materiale termoisolante della piastra elettrica della cucina, aveva anche precisato che non ci sarebbe stato rischio amianto per i lavoratori del cantiere di Monfalcone, perché parte degli impianti e dei componenti venivano acquistati all’esterno e collocati a bordo senza bisogno di alcun intervento di smontaggio e rimontaggio. (c.v.)

Messaggero Veneto, 05 novembre 2009 
 
Monfalcone. L’incontro nella città che sta ancora pagando un tragico prezzo per le morti da esposizione alla fibra killer  
Amianto, una battaglia che continua  
Sabato all’Europalace un seminario sul diritto alla tutela organizzato dalla Cgil
 
 
MONFALCONE. Organizzato dalla Cgil – patronato Inca –, si svolgerà sabato a partite dalle 9, all’Europalace Hotel di via Cosulich, a Monfalcone, il seminario dal titolo “Amianto, diritto alla tutela”, un momento di incontro dedicato agli esposti all’amianto e ai loro familiari, per ribadire il loro diritto di avere finalmente giustizia.
«Ai lavoratori e ai cittadini di questo territorio – spiegano gli organizzatori – dobbiamo essere in grado di prospettare la tutela individuale del danno differenziale, ovvero della quota di danno non indennizzato dall’Inail, che ha lo scopo di agevolare tutti i lavoratori danneggiati o le famiglie dei lavoratori deceduti e di favorire la tematica della diagnosi precoce delle malattie». Un incontro proposto a Monfalcone proprio per il tragico prezzo in termini di vite umane pagate dal territorio dove l’esposizione all’amianto è stata una delle piaghe del passato e che giunge a pochi giorni di distanza dall’assoluzione delll’ex direttore del cantiere navale, Manlio Lippi, sentenza emessa dalla Corte d’appello di Trieste al termine dell’udienza del processo d’appello per la morte di Annamaria Greco, la dipendente della Sprea, ditta cui erano affidati i lavori di pulizia all’interno del cantiere navale di Panzano, morta nel 1998 a 52 anni per un mesotelioma pleurico. Per la morte di Annamaria Greco, decesso provocato dall’esposizione all’amianto, nell’aprile 2008 era stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo con sentenza di primo grado l’allora direttore dello stabilimento di Panzano, Manlio Lippi, che fu condannato a un anno di reclusione con la condizionale oltre al pagamento di 100 mila euro quale provvisionale subito esecutiva a titolo di risarcimento nei confronti dei familiari della vittima nonché al pagamento delle spese processuali e quella di costituzione di parte civile.
I lavori del seminario saranno introdotti dal segretario generale della Cgil di Gorizia, Paolo Liva, e conclusi dal presidente dell’Inca nazionale, Franca Gasparri.
Cristina Visintini

Messaggero Veneto, 06 novembre 2009 
 
Lunedì all’Europalace di via Cosulich seminario Amianto, diritto alla tutela 
 
MONFALCONE. Si svolgerà lunedì 9, alle 9 – e non domani, come erroneamente riportato nei giorni scorsi –, il seminario “Amianto, diritto alla tutela”, incontro dedicato agli esposti all’amianto e ai loro familiari, per ribadire il loro diritto di avere giustizia.
L’incontro si svolgerà all’Europalace hotel di via Cosulich, a Monfalcone, con inizio alle 9. I lavori del seminario saranno introdotti dal segretario generale della Cgil di Gorizia, Paolo Liva, e vedrà la partecipazione del sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, dell’assessore provinciale alle politiche sociali, Licia Morsolin, del legale della Cgil, avvocato Luigi Genenvose, del legale Inca, avvocato Giancarlo Moro, e del parlamentare del Pd Alessandro Maran. Gli interventi saranno conclusi dal presidente Inca nazionale, Franca Gasparri.
«Ai lavoratori e ai cittadini di questo territorio – spiegano gli organizzatori – dobbiamo essere in grado di prospettare la tutela individuale del danno differenziale, ovvero della quota di danno non indennizzato dall’Inail, che ha lo scopo di agevolare tutti i lavoratori danneggiati o le famiglie dei lavoratori deceduti e di favorire la tematica della diagnosi precoce delle malattie».