Il Piccolo, 28 ottobre 2009 
 
DOPO TRE ANNI DI UDIENZE CONCLUSO IL PROCESSO PER FATTI ACCADUTI NEL 2006  
Assalto alla Massarelli, cinque condanne  
La pena più alta di 9 mesi inflitta al no global Olivieri. Sei le assoluzioni decise dal giudice
 
 
di FRANCO FEMIA

Cinque condanne per complessivi due anni e mezzo di reclusione e sei assoluzioni per l’assalto alla caserma ”Massarelli” da parte dei no global : è questa la sentenza emessa dal giudice monocratico Emanuela Bigattin al termine di due ore di camera di consiglio.
La pena più alta è stata inflitta al no global triestino Andrea Olivieri, che si è visto comminare 9 mesi di reclusione con i benefici, una multa oltre al risarcimento di 900 euro alle parti civili rappresentate dai 5 agenti di polizia feriti negli scontri. Dovrà anche pagare le spese di costituzione di parte civile quantificate dal giudice in 2 mila euro.
Il ronchese Stefano Micheluz è stato condannato a 8 mesi, Massimo Cristian di Fiumicello a 5 mesi e al risarcimento di 300 euro alla parte civile, la goriziana Ambra Bobiz a 4 mesi e mezzo e Carlo Visintin a 3 mesi. Tutti hanno potuto beneficiare dei benifici, mentre a Visintin il giudice ha dichiarato la pena estinta per indulto.
Sono stati assolti con varie formule l’ex consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, il triestino Marco Zorzenon, il leader della comunità bengalese di Monfalcone Hoassin Mukter. Francesco Foschian, Francesco Francioso e Mauro Bussai.
Il giudice ha accolto sostanzialmente le richieste della pubblico ministero Mary Mete, sebbene quest’ultima avesse chiesto la condanna anche di Zorzenon, che invece è stato assolto. I difensori degli 11 imputati avevano tutti chiesto l’assoluzione e solo, in subordine, il minino della pena.
Finisce così, dopo una serie di rinvii e di udienze un processo iniziato tre anni. I fatti, rievocati in tribunale, risalgono all’11 agosto di sei anni fa. In seguito all’espulsione, decretata dal questore, di due giovani bengalesi da tempo residenti a Monfalcone dove lavoravano alla Fincantieri, una quarantina di loro connazionali, provenienti da tutta la provincia e guidati da Hossain Mukter, leader della comunità bengalese. diede vita a una manifestazione davanti alla caserma ”Massarelli”, sede anche degli uffici amministrativi e della Squadra volante della polizia.
La manifestazione degenerò con l’arrivo dei giovani esponenti dello Sportello degli invisibili che giunsero dinanzi alla Massarelli proveniendo da Trieste, Monfalcone e da altri centri dell’Isontino e della Bassa friulana. L’assedio durò diverse ore. Ci fu una sassaiola, i vetri di tre finestre andarono in frantumi e ci fu anche un lancio di uova. Vennero tra l’altro danneggiati il portone della caserma e tre giovani si distesero a terra nel tentativo di impedire a una Volante di uscire.
Si arrivò addirittura allo scontro fisico con i poliziotti. Cinque di essi rimasero contusi e, dopo essersi fatti medicare all’ospedale, si costituirono in giudizio.

Messaggero Veneto, 28 ottobre 2009 
 
Assalto alla caserma, 5 condanne  
Pene varianti dai 3 ai 9 mesi per l’assalto alla “Massarelli” del 2003 
IL PROCESSO 
Degli undici imputati accusati di lesioni, minacce, resistenza e danneggiamento, sei sono stati assolti dal giudice monocratico
 
 
Cinque condanne a pene varianti dai 9 ai 3 mesi di reclusione e 6 assoluzioni: questa la sentenza (cinque pagine di dispositivo) con cui, ieri, il giudice monocratico Emanuela Bigattin ha posto fine al processo per l’“assalto” alla Caserma Massarelli dell’11 agosto 2003. Degli undici imputati accusati, a vario titolo, di lesioni, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e manifestazione non autorizzata, cinque, dunque, quelli ritenuti responsabili degli incidenti accaduti sei anni fa alla Casa rossa.
Si tratta di Andrea Olivieri, esponente del Movimento no-global triestino cui il giudice ha inflitto 9 mesi di reclusione, Stefano Micheluz di Ronchi dei Legionari 8 mesi, Cristian Massimo di Fiumicello 5 mesi e 65 euro di ammenda, Ambra Bobiz, goriziana, 4 mesi e mezzo e Carlo Visintin 3 mesi, pena condonata, mentre per tutti gli altri sospensione condizionale e non menzione. Cristian Massimo e Andrea Olivieri sono stati, altresì, condannati a risarcire i danni ad alcuni poliziotti rimasti feriti nei tafferugli e costituitisi parte civile con l’avvocato Daniele Compagnone. Il primo dovrà pagare in tutto, tra risarcimento e spese, 2900 euro; l’altro 2.300 euro.
Sono stati, invece, assolti con formule varie, l’ex consigliere regionale Verde Alessandro Metz, il leader della Comunità bengalese in Italia Mohammad Hossain Mukter, Marco Zorzenon, Francesco Francioso, Francesco Foschian e Mauro Bussai.
Il pubblico ministero, Mery Mete, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto sei condanne e cinque assoluzioni. Per il proscioglimento si erano battuti i difensori, avvocati Calligaris, Alborghetti, Iacono e Ferrucci.
I fatti risalgono, come si è detto, all’11 agosto di sei anni fa. In seguito all’espulsione, decretata dalla Questura di Gorizia, di due giovani bengalesi, da tempo residenti a Monfalcone dove lavoravano alle dipendenze di una ditta che operava alla Fincantieri, una quarantina di loro connazionali, provenienti da tutta la provincia e guidati da Hossain Mukter, diede vita a una manifestazione davanti alla caserma Massarelli.
Manifestazione che degenerò con l’arrivo dei giovani esponenti dello Sportello degli invisibili in trasferta dall’Isontino e da Trieste. E si giunse, addirittura, allo scontro fisico con i poliziotti, cinque dei quali rimasero contusi tanto che dovettero ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso.
Nel corso degli scontri con la Polizia, andarono in frantumi tre finestre mentre alcuni giovani si sdraiarono a terra per impedire alle Volanti di uscire dalla caserma. Al massimo della tensione, contro la Massarelli volarono non solo slogan ma anche pomodori, lattine di birra, uova e alcuni sassi. Alla fine, come accennato più sopra, si arrivò a un vero e proprio scontro fisico con spintoni contro gli agenti.
Il processo si è iniziato nel gennaio 2006 e si è protratto per oltre tre anni con una serie di udienze dedicate all’esame e controesame di una lunga lista di testi, per lo più appartenenti alle forze dell’ordine.
Nino Volpe

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