Il Piccolo, 11 novembre 2009 
 
I BENGALESI ”UFFICIALI” SONO 1420  
Oltre quattromila stranieri in città Sono il 14,5% dell’intera popolazione
 
 
Al 31 ottobre gli stranieri comunitari ed extracomunitari hanno superato la soglia delle 4mila unità a Monfalcone. Su un totale di 28.027 residenti gli immigrati alla fine dello scorso mese erano 4.058, cioè il 14,48% della popolazione. Gli arrivi continuano inoltre, anche se forse con minore intensità rispetto al biennio 2007-2008, perchè gli stranieri residenti a fine ottobre sono 55 in più rispetto al 16 settembre. Sul piano dei contributi per affitti, maternità e aiuti a indigenti, agli extracomunitari sono andati circa 340mila euro, il 30% circa del dato complessivo.
La comunità più numerosa rimane quella del Bangladesh con 1.420 persone (914 maschi e 506 femmine) seguita da quella croata (406), macedone (373), rumena (368), bosniaca (327), serba (177) e albanese (140). Alla scorsa settimana, in base i dati forniti dall’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, i beneficiari dei contributi taglia-affitti erogati dal Comune in base ai trasferimenti regionali sono stati per un 30% agli extracomunitari e per il restante 70% a italiani e stranieri comunitari. Si tratta di 141 cittadini per un totale di 248.804 euro e di 329 cittadini per un totale di 573.731 euro. Per quel che riguarda gli assegni di maternità i beneficiari extracomunitari sono stati 48 per un’assegnazione complessiva di fondi di 74.186 euro e 28 gli italiani e stranieri comunitari per uno stanziamento di 43.275 euro. Infine sul fronte dei contributi economici agli indigenti i beneficari extracomunitari sono stati 32 per una spesa complessiva di 17.627 euro e gli italiani e comunitari 127 per un esborso di 83.122 euro. «I dati dimostrano che sappiamo esattamente quanti stranieri ci sono in città e come vengono ripartiti i fondi del settore sociale – osserva l’assessore alle Politiche sociali -. Il criterio di valutazione è ora l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. I servizi sociali stanno inoltre effettuando un lavoro di controllo imponente e che ha portato al rientro di contributi assegnati nel caso in cui i beneficiari non abbiano rispettato le regole. Viviamo in un momento di crisi economica molto forte e questo credo sia il problema principale per Monfalcone, tutta, senza distinzioni».
Anche il sindaco Gianfranco Pizzolitto sottolinea di ritenere che il problema principale al momento sia quello del lavoro. «Rispetto agli immigrati – ha aggiunto il primo cittadino – la loro presenza a Monfalcone è determinata dall’offerta di lavoro nel territorio legata principalmente alle modalità produttive adottate da Fincantieri». (la.bl.)
 
Messaggero Veneto, 11 novembre 2009
 
Monfalcone. L’assessore Morsolin ha snocciolato i dati ufficiali assicurando che la moschea non ci sarà 
«Regolari i contributi agli immigrati»

 
MONFALCONE. La giunta di Monfalcone esprime forte preoccupazione per il clima creatosi in città anche in seguito alla raccolta firme, avviata dalla Lega Nord, a sostegno della petizione locale contro la moschea e della petizione nazionale per il mantenimento del crocefisso nella scuole. «Due temi che devono essere scissi, perché mettendoli insieme, si corre il rischio di diventare xenofobi e razzisti» dice il sindaco Gianfranco Pizzolitto, che assieme all’assessore ai servizi sociali, Cristiana Morsolin, vuole fare chiarezza in merito alla situazione cittadina, sia rispetto alla moschea «che non esiste e non ci sarà» e sia rispetto ai contribuiti «distribuiti non agli immigrati, senza distinzione, ma seguendo le regole e le norme, in modo trasparente».
Senza entrare nel merito della sentenza sul crocefisso, «di cui sottolineiamo il valore identitario e sulla cui presenza nei luoghi pubblici non eccepiamo, ma che non è il problema più rilevante», il sindaco chiarisce con fermezza che «gli extracomunitari presenti in città non sono certo venuti per fare la moschea, ma per lavorare. Il loro problema, soprattutto per i bengalesi, è legato al posto di lavoro, visto anche il periodo non brillante che vive Fincantieri. Non ci risulta che si facciano pressioni particolari sul sociale e su tutte le etnie che potevamo incontrare quella del Bangladesh è sicuramente la meno aggressiva. Una popolazione sradicata dalla sua terra è logico che voglia mantenere il collegamento con il luogo di origine e con la propria religione: non possiamo negare questo conforto, né negare il diritto di professore la propria fede».
Secondo Pizzolitto la raccolta di firme della Lega non ha senso, visto che la moschea non c’è e «non c’è possibilità che ci sia visto che l’ente pubblico non la fa e che la comunità musulmana non ha le risorse e che gli edifici indicati come possibili moschee non hanno una destinazione d’uso religioso. C’è però il diritto di ognuno di professare la propria religione e quindi le firme sono state raccolte contro tale principio».
Oltre tutto è stato ricordato come già in consiglio comunale siano state date risposte formali sul fatto che una moschea non è programma. «Si dicono cose senza senso anche in merito alla realtà della comunità straniera. Si dice che non esiste un censimento, ma non è vero e gli extracomunitari sono anche più controllati degli immigrati italiano o comunitari» aggiunge Cristiana Morsolin, indicando che in città risiedono 4.058 stranieri su 28.027 abitanti, pari al 14,48%. Di questi la comunità più numerosa è quella del Bangladesh con 1.420 persone (506 donne, 914 maschi), seguiti dai croati 406 (99 donne, 307 uomini), macedoni 373 (134, 239) romeni 368 (177, 191), bosniaci 327 (105, 222), serbi 177 (76, 101). «Occorre fare un discorso di responsabilità collettiva. Viviamo un momento di crisi economica e la rabbia e l’insofferenza vengono incanalate verso i più deboli. Ma la crisi è finanziaria e i poteri che la determinano stanno da altri parti. La gente deve capire – dice l’assessore – che l’unione delle forze deve andare contro un’ulteriore recessione economica, verso la tutela del lavoro e la sicurezza del lavoro. Questo è un problema di Monfalcone. I contributi non sono assegnati in modo indiscriminato, ma esistono regole che valgono per tutti. Ci si basa sui redditi e oltretutto gli uffici fanno un lavoro imponente di controllo, tanto che si riscontrano situazioni non chiare i soldi devono essere restituiti. Oppure se ci sono famiglie insolventi di alcuni servizi, i contribuiti sono usati direttamente dal comune per pagare quanto dovuto. Smettiamola quindi – conclude – di dire cose che non esistono. Le sedute dei consigli e i bilanci sono pubblici e trasparenti: si vengano a vedere».
Ecco i dati snocciolati dalla Morsolin. Su un totale di 822 mila 536 euro assegnanti dal fondo per il sostegno delle abitazioni in affitto, 248 mila 804 sono andati a extracomunitari (141 beneficiari), 573 mila 731 a italiani e comunitari (470 beneficiari).
Per l’assegno di maternità, 43 mila 257 euro su un totale di 117 mila 461 sono stati per extracomunitari (48 beneficiari) e 74 mila 186 per italiani e comunitari (48) e in merito ai contributi per indigenti gli extracomunitari hanno avuto 17.627 euro (32), gli italiani e comunitari 83.122 euro (127), per un totale di 100 mila 175 euro. (cri.vis.)

Annunci