Il Piccolo, 15 novembre 2009 
 
Processo breve, allarme per i casi-amianto  
Il presidente degli avvocati Cattarini: «I procedimenti in corso non entrerebbero nel disegno di legge»
  
 
La riduzione a 6 anni per la durata massima di un processo, scandita in due anni per ciascun grado di giudizio a decorrere dalla richiesta di rinvio da parte del Pubblico ministero al Gip, in sede di primo grado, prospettata dal disegno di legge del Governo depositato al Senato, in ordine al cosiddetto ”Processo breve”, incombe anche sull’attività del Tribunale di Gorizia con tutto il suo bagaglio di incognite e preoccupazioni.
La proposta, qualora venisse approvata e applicata in termini retroattivi anche ai processi in corso, potrebbe ”azzerare” di fatto innumerevoli procedimenti per intervento dell’estinzione. Un problema che si pone in particolare in sede di primo grado, oltre al rischio di improcedibilità per ulteriori, futuri processi di ampia portata sotto il profilo della gravità dei reati contestati. Si affaccia anche l’interrogativo attorno al destino dei processi per amianto. Per il quale le prime interpretazioni sembrano divergere: se c’è chi sostiene che, teoricamente, questi procedimenti dovrebbero venir esclusi dal processo breve, trattandosi di materia legata al lavoro, altri legali, invece, mantengono i dubbi riservandosi approfondimenti. Una situazione, insomma, ancora aperta. Il presidente della Camera penale di Gorizia, l’avvocato Riccardo Cattarini, osserva: «Il termine dei 6 anni per la durata massima dei processi nei tre gradi di giudizio è ragionevole, non a caso è quello indicato dall’Unione europea. Tutto bene? Per nulla. Non si accelerano i processi solo mettendo dei limiti massimi alla loro durata. È come voler far andare più veloci i treni solo cambiando l’orario. È un problema, innanzitutto, di strutture: il nostro sistema giudiziario, soprattutto penale, è fatiscente e sconta difetti storici che nessuno ha mai pensato di eliminare». Cattarini passa in rassegna i punti principali, citando la questione legata alla mancata depenalizzazione, alla mancata revisione delle norme su contumacia e irreperibilità, alla mancata revisione dell’organizzazione degli Uffici giudiziari. «Il Governo – aggiunge – ha scelto la strada, dirompente, di un intervento ”secco” sulla durata del processo, senza intervenire su tutto il resto. Lo fa affrettatamente, minando, forse definitivamente, la credibilità della Giustizia nei cittadini».
Il legale ritiene altresì che i procedimenti in ordine all’amianto sarebbero da escludere nell’ambito del processo breve, trattandosi di materia legata al tema del lavoro. Quindi mette in evidenza un’ulteriore incongruenza: «Le nuove norme escludono dalla durata massima alcuni reati e non c’è un minimo di ragionevolezza: un processo contro un accusato di violenza sessuale, di una grossa truffa, di fatti di bancarotta, di corruzione di un pubblico funzionario (di un testimone?) dovrà necessariamente concludersi entro sei anni. Potranno invece durare all’infinito quelli per un piccolissimo incidente stradale, per un furto di qualcosa da mangiare in un supermercato, o quello contro quel cittadino che, magari 20 anni prima, ha avuto anche una lievissima condanna». Il presidente della Camera penale di Gorizia considera un altro aspetto: «Le nuove norme si applicheranno anche ai processi in corso: cosa racconteremo alla vittima di un delitto che per anni ha cercato di far condannare, anche con spese talvolta ingenti, e non solo per la difesa, chi ha commesso il reato? Cosa penseranno i cittadini quando il processo contro chi li ha truffati, contro il medico accusato di aver cagionato la morte di un persona cara, o contro un violentatore, finiranno con un provvedimento che dirà solo: ”processo estinto ai sensi si legge?”. Speriamo che il Parlamento ci pensi, una legge così non è un passo nella direzione della civiltà giuridica».

Il Piccolo, 16 novembre 2009 
 
RASSICURAZIONI DEGLI AVVOCATI SUL NUOVO DISEGNO DI LEGGE  
Il processo breve non bloccherà le cause-amianto  
Donolato: «Sarà comunque più difficile punire la condotta che ha causato il disastro»
 
 
di LAURA BORSANI

Dai legali arrivano le conferme: i processi per amianto in carico al Tribunale di Gorizia verrebbero esclusi dal disegno di legge sul ”Processo breve” in fieri al Parlamento. Fatte salve ulteriori modifiche, i procedimenti legati all’amianto, dunque, come già osservato dal presidente della Camera penale di Gorizia, l’avvocato Riccardo Cattarini, non rientrerebbero nel dispositivo che prevede la riduzione a 6 anni per la durata massima di un processo, stabiliti in due anni per ogni grado di giudizio, a decorrere dalla richiesta di rinvio da parte del Pubblico ministero al Gip. Una proposta, tuttavia, che fa discutere e mantiene alto il dibattito critico tra i legali per l’intero disegno di legge.
Così commenta l’avvocato Francesco Donolato: «I processi relativi all’esposizione amianto sono esclusi dal campo di applicazione del disegno di legge. Ma ciò che viene in discussione è l’intero sistema sanzionatorio del decreto legislativo 81 in materia di sicurezza dell’ambiente di lavoro. In sostanza, la prescrizione viene ridotta per tutti i reati ivi previsti a due anni dal momento dell’esercizio dell’azione penale, per il primo grado di giudizio – con ovvie ripercussioni in tutte le situazioni in cui gli uffici operano con difficoltà. Il decorso del termine inizia con la richiesta di rinvio a giudizio e rende estremamente difficile definire processi di rilevante importanza per i cittadini singolarmente (i fatti connessi a responsabilità medica, intercettazioni illecite o violenza privata) o come collettività (falso in bilancio, reati contro la pubblica amministrazione, reati ambientali, omessa bonifica, realizzazione di discariche abusive). Peculato, malversazione in danno di privati, corruzione compresa quella in atti giudiziari semplice, sono solo un esempio dei comportamenti che rischiano di beneficiare della ”grazia” governativa, tenuto conto che le norme di applicano anche ai processi in corso tranne quelli già avanti alle Corti d’Appello e di Cassazione». Donolato quindi sottolinea: «Se vogliamo parlare di amianto, oggi i processi si faranno, ma sempre da oggi, se passa la legge nel testo noto, sarà più difficile reprimere le condotte che hanno causato il disastro che è sotto i nostri occhi».
Anche l’avvocato Luigi Genovese è molto critico: «È una bozza, bisognerà attendere gli sviluppi e le eventuali modifiche – premette -. Per quanto è dato sapere al momento, sembrano esclusi i procedimenti per l’amianto, trattandosi di reati commessi in violazione delle norme sul lavoro. I processi in corso a Gorizia, pertanto, dovrebbero proseguire».
Ma è il giudizio generale che il legale evidenzia: «A mio avviso è un giudizio estremamente negativo: questo disegno di legge non va a favore della giustizia, determinerà notevoli complicazioni, anche sotto il profilo procedurale. Ci troveremo di fronte alla paralisi di molti processi, ma anche delle stesse prassi giudiziarie. Il sistema – conclude – va riformato, ma non in questo modo. Non c’è nulla da salvare in questo provvedimento legislativo».

Messaggero Veneto, 16 novembre 2009 
 
DUBBI E SCETTICISMO  
Bevilacqua: «Paradossi e tante incongruenze»
  
 
Ad associarsi alle preoccupazioni attorno al ”Processo breve” è anche l’avvocato Paolo Bevilacqua, del Foro di Gorizia: «La prescrizione calendata a due anni per ogni grado di giudizio – osserva il legale – è già di per sè una incongruenza. Semmai sarebbe opportuno allungare i termini in sede di primo grado, il livello più complesso e corposo deputato alla raccolta delle prove e alla fase dibattimentale, fissandoli a tre anni, riducendo invece a un anno e mezzo ciascuno gli altri due gradi di giudizio successivi, dove intervengono i giudici della legittimità. Sarebbero altresì necessarie regole più rigorose per le impugnazioni».
C’è quindi la questione legata ai procedimenti in corso: «Un’inclusione nel disegno di legge, nell’ambito del processo breve – sostiene ancora l’avvocato Bevilacqua -, rappresenterebbe un paradosso, determinando la sparizione di molti procedimenti per estinzione. Non posso che essere molto scettico e dubbioso su questo disegno di legge per quanto almeno si può conoscere allo stato attuale».