Il Piccolo, 28 novembre 2009 
 
Disoccupazione, cresce il timore micro-criminalità  
L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri impone una riflessione sulla tenuta sociale della città
 
 
di LAURA BORSANI

La crisi economica, con la perdita di centinaia di posti di lavoro, rischia di rendere esplosiva una situazione che già fin d’ora si presenta difficile sotto il profilo sociale. L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri fa infatti scattare il timore-microcriminalità a Monfalcone. La rapina dell’altro giorno alla Unicredit di Ronchi è stata letta da più parti come un ”anticipo” di quanto potrebbe succedere se la città e il mandamento dovessero fare i conti, da soli, con un improvviso aumento della disoccupazione. Nessun allarme concreto, per ora, ma le istituzioni sono chiamate a muoversi per tempo. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto pone precisi distinguo, chiamando in causa anche il patto di legalità sul quale chiede di fare il punto in un icontro con il prefetto: «La situazione è delicata. La sicurezza strutturale è legata al livello dello stato sociale. E la crisi non può che ripercuotersi sul disagio delle famiglie». Pizzolitto propone l’immagine di un grande ingorgo dove se le prime auto iniziano a muoversi, le ultime restano bloccate: «Il nostro territorio sta vivendo un periodo ulteriormente ansiogeno, in relazione all’incerta situazione di Fincantieri. A ciò si aggiungono i tagli ai traferimenti della Regione ai Comuni che, solo grazie a trattative, sono scesi dal 19,30% al 13%. Sono tagli rilevanti, che fanno seriamente temere nella tenuta del sistema degli enti locali, anche perchè si tratta di riduzioni strutturali proposte come emergenze contingenti ma senza che sia chiaro il ruolo dei Comuni». Tenuta economica, degli enti locali, occupazionale e sociale. «La preoccupazione è generale. Ma va sgomberato il campo dalle emozioni». Pizzolitto parla di ordine pubblico convenendo sul fatto che venga alzato il livello di attenzione. Di una riflessione sul patto di legalità, pur se «al momento, mi risulta che la situazione sia comunque sotto controllo». E sottolinea: «Il mio ruolo istituzionale non viene meno. Resto pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti utili e necessari. Rispetto le normative, compreso l’utilizzo delle telecamere». Preoccupazione esprime il consigliere dell’Udc, Giorgio Pacor: «La situazione di Fincantieri è aperta, specie in relazione ai dipendenti interni. Se ci si augura che gli scarichi di lavoro siano lenti, non si evidenziano, al momento, chiare prospettive alternative al blocco delle commesse. In questo ragionamento pongo anche la questione sicurezza, distinguendo tra gli aspetti legati al vivere civile, che attengono alla regolamentazione comunale, in capo al sindaco, richiedendo una riorganizzazione dei controlli territoriali da parte dei vigili urbani, e la sicurezza legata al patto di legalità. Mi chiedo, e ho chiesto al sindaco, a che punto sono i previsti monitoraggi semestrali e se il protocollo venga attuato. C’è inoltre la necessità di verificare se le politiche di diversificazione industriale funzionano, come il rilancio del Porto e la valorizzazione della nautica e del turismo». Il consigliere del Pdl, Giuseppe Nicoli, spiega: «Ci preoccupa fortemente l’atteggiamento quasi disinteressato del sindaco. Il Pdl, in modo responsabile, vuole aggredire il problema in modo prioritario, adottanto le contromisure per evitare nuove tensioni sociali e rischi. Il sistema è concatenato: la situazione economica condiziona quella sociale, che condiziona la sicurezza e, a sua volta, la prospettiva futura, la quale, e qui il cerchio si chiude, condiziona l’economia. Servono provvedimenti urgenti per tutti questi ambiti». Interviene anche il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, dopo che, peraltro, l’altra sera in Consiglio, il capogruppo Sergio Pacor ha denunciato una serie di danneggiamenti alle auto in centro, questo mese, e atti vandalici ripetuti. «Anche grazie alle misure del Governo – dice Razzini – in Italia la crisi è meno pesante. È tuttavia evidente che Monfalcone non sia esente da contraccolpi. Vogliamo che vengano in primis salvaguardati i dipendenti nostrani. L’immigrazione di massa che ha conosciuto la città senza porre un’adeguata politica di accoglienza rischia di scaricare e aumentare i problemi sociali. È molto preoccupante». Razzini parla di un «salto di qualità anche per Fincantieri attraverso nuove vocazioni produttive compatibili assieme allo sviluppo del Porto e della nautica». Il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, osserva: «La crisi economica che manda a casa la gente produce disagio per le famiglie. Subiremo più infrazioni alle leggi e meno tranquillità sociale. Molti commercianti hanno fatto ricorso ai sistemi di allarme collegati alle forze dell’ordine. L’Ascom ha inoltre stabilito un contratto con un istituto di vigilanza al quale hanno aderito diversi soci».
 
Pizzolitto: poche risorse questo il vero problema  
«Inadeguati i fondi per far fronte alla perdita del posto»
 
 
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto lo sottolinea: «I fomentatori del livello emotivo sulle questioni sono gli stessi che oggi hanno in mano tutte le leve per gestire e tenere sotto controllo la situazione. Il sindaco mette a disposizione tutte gli strumenti che è in grado di garantire. Perchè bisogna uscire dall’equivoco. I problemi veri sono sotto gli occhi di tutti: sono il lavoro, la questione sociale, i tagli ai trasferimenti regionali, quindi le risorse inadeguate per fronteggiare le emergenze di carattere occupazionale e sociale. L’ospedale che rischia di venire declassato a struttura di serie B».
Il primo cittadino lo vuole ribadire: «Il mio è l’atteggiamento istituzionale di un sindaco che applica e applicherà gli strumenti messi a disposizione dalla normativa. Il patto di legalità mette in moto un progetto interistituzionale che fa capo al prefetto. Che venga dunque eseguita la verifica, che vengano illustrati i dati. Anche se mi risulta che la situazione sia al momento sotto controllo». Pizzolitto, tuttavia, aggiunge: «Credo che dobbiamo evitare di profetizzare solo scenari bui, ritengo invece sia giusto affidarsi anche all’ottimismo della ragione. Se infatti non si nega che vi siano problemi reali e concreti, c’è anche da tener in considerazione le molte risorse e le responsabilità positive espresse dal territorio. Non mancano infatti gli strumenti e le potenzialità utili per affrontare la situazione, a cui dobbiamo attenerci. Il mio auspicio – ha concluso il sindaco – è che ci si muova seriamente verso una reale integrazione sociale, non suscitando emozioni e ponendo questioni che parlano solo alla ”pancia” dei cittadini, infondendo timori e paure».
 
Una conferenza economica per uscire dalla crisi
 
Il Monfalconese e il resto della provincia si ritroveranno per decidere come uscire dalla crisi economica a inizio anno. L’ex albergo impiegati sarà  la sede il 16 gennaio della Conferenza economica territoriale, sollecitata poco meno di un anno fa ormai dai consiglieri dell’Unione di centro Giuliano Antonaci e Antonello Murgia a fronte del rapidissimo gonfiarsi delle difficoltà delle industrie e dell’economia locale sull’onda della recessione mondiale.
A dare l’annuncio dell’appuntamento è stato il sindaco Gianfranco Pizzolitto sollecitato nella riunione di giovedì sera del Consiglio comunale proprio da Antonaci a spiegare perché la Conferenza economica non si fosse ancora tenuta.
«Subito dopo l’approvazione dell’ordine del giorno “anti-crisi” da parte del Consiglio comunale all’inizio di quest’anno – ha spiegato il sindaco -, mi sono subito mosso nei confronti della Provincia e dei sindacati. Vista la portata della crisi, è parso corretto estendere l’analisi a un territorio più vasto di quello monfalconese e anche andare oltre a una fotografia dell’esistente».
Secondo il sindaco, si trattava e si tratta di mettere in campo delle soluzioni. «Il ritardo deriva da questo secondo compito che mi sono dato», ha sottolineato Pizzolitto, auspicando che la Conferenza economica il 16 gennaio consenta di fornire delle prime risposte per rilanciare l’economia isontina.
«Nel frattempo non siamo rimasti fermi – ha aggiunto – e abbiamo cercato, anche su sollecitazione dei lavoratori di alcune fabbriche, di alleggerire la situazione di chi si trova in cassa integrazione o mobilita».
In aula giovedì sera è approdato anche il ritrovamento di sepolture e resti umani nell’area dell’ex cimitero di via dei Cipressi a causa dei lavori in corso per potenziare la viabilità dell’area.
Il consigliere del Pdl Giuseppe Nicoli ha chiesto all’amministrazione comunale se non si sarebbero potuti bloccare i lavori almeno per qualche giorno per consentire di gestire la vicenda con maggiore sensibilità.
L’assessore ai Servizi cimiteriali Giordano Magrin e l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno hanno risposto che tutte le procedure previste in una situazione del genere sono state rispettate, i resti sono stati immediatamente prelevati e trasferiti nell’ossario del cimitero comunale e che l’ente locale sta effettuando ricerche di archivio per tentare di dare un nome ai resti. (la.bl.)
 
RONCHI. LA CRISI E I REDDITI 
Cresce la povertà, attivate oltre 500 ”carte famiglia”

 
RONCHI Numeri che mettono sotto pressione l’Ufficio assistenza del Comune di Ronchi dei Legionari. E che sono emblematici del fatto che l’emergenza economica e occupazione non è ancora un ricordo del passato. Sono 506 le carte famiglia attualmente attive in città, mentre 74 sono scadute e devono essere rinnovate con l’applicazione dell’Isee aggiornato.
Su una popolazione di oltre 12mila abitanti e di quasi 5.500 famiglie significa che non sono pochi coloro i quali hanno un basso reddito. Ma non finisce qui, visto che 397 titolari della carta hanno anche beneficiato del contributo sull’energia elettrica, liquidato direttamente dall’Amministrazione regionale.
La Carta famiglia prevede la suddivisione degli aventi diritto in tre fasce, a seconda della composizione del nucleo familiare, dei figli a carico e degli indici dell’Isee. Ed a Ronchi dei Legionari, attualmente, la maggior parte delle famiglie, 180, sono a bassa intensità. Ancora una volta l’attenzione nei confronti delle famiglie e della popolazione a rischio è altissima. Nell’ultimo Consiglio comunale, va ricordato, sono stati aggiunti ulteriori 30mila euro ai 110mila già stanziati per interventi a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economiche. Nel 2009, poi, la municipalità ronchese spenderà oltre 2 milioni e 792mila euro, il 32% del bilancio, nel settore sociale e che comprende la gestione dei servizi dedicati agli anziani, gli aiuti economici alle persone in difficoltà ed alle famiglie, ma anche gli interventi nei confronti dell’infanzia e dei disabili. Rispetto al 2008 un aumento del 9,8%, con un maggior impiego di 249.234 euro. Qualcosa come 200mila euro, ancora, sono state destinati per il pagamento delle rette di ricovero dei cittadini in strutture per anziani od in strutture psichiatriche, mentre 7mila euro sono quelli che saranno impiegati per il contributo annuale nella spesa sanitaria agli indigenti. Saranno abbattute tariffe per i rifiuti pari a 12mila euro e ciò nel rispetto del protocollo firmato con le organizzazioni sindacali dei pensionati. (lu.pe.)

Il Piccolo, 06 dicembre 2009
 
RONCHI. LA CIFRA COMPLESSIVA STANZIATA PER TUTTA L’ASSISTENZA SUPERA I 3 MILIONI DI EURO  
Spesa sociale, 8% in più a causa della crisi  
Nel 2009 è aumentata la richiesta di aiuto al Comune da parte delle famiglie in difficoltà
 
 
RONCHI Una cifra che supera i 3 milioni di euro. E che rappresenta l’oltre 30% del bilancio. L’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari “investe” ancora sul settore sociale e sta per chiudere l’anno con un impegno che, rispetto alla previsione di marzo, “sfiora” di oltre 220mila euro. Perché le necessità sono molte, le emergenze sempre in numero maggiore e nonostante la coperta sia più corta ci sono settori, come la gestione delle strutture per anziani, l’asilo nido e gli interventi a favore dei cittadini in condizioni economiche precarie, ai quali non si può rinunciare. Così, nel dettaglio, 1 milione e 513mila euro saranno spesi per le strutture residenziali e di ricovero per gli anziani, contro 1 milione e 331mila euro del 2008 e la cifra di 1 milione e 78mila euro del 2007.
Quest’anno, poi, verranno impiegati 795mila euro per l’assistenza diretta alle famiglie e ai cittadini in difficoltà, contro i 697mila euro del 2008 ed i 598mila euro del 2007. E ciò la dice lunga sul fatto che la crisi sia ancora di grande attualità e come la municipalità ronchese si trovi di fronte all’esigenza di dare risposte precise in merito al cosiddetto “taglia affitti”, ma anche ai contributi erogati per il pagamento delle bollette o per l’acquisto dei medicinali.
«La spesa nel settore sociale è cresciuta gradualmente nell’ultimo triennio di oltre il 30% – sono le parole dell’assessore alle Finanze, Savio Cumin – e in particolare nell’ultimo anno abbiamo dovuto aumentare il capitolo di oltre l’8% con una spesa che supera i 200mila euro. Nel corso di questi dodici mesi l’impegno di natura strettamente assistenziale è cresciuto di 180mila euro e ciò proprio a causa del persistere della crisi economica ed occupazionale. Sono in numero sempre maggiore le famiglie che si rivolgono a noi per chiedere una mano». Guardando ancora ai dati del 2009 il bilancio in questo settore si completa con i 563mila euro per il nido, i servizi per l’infanzia e i minori, contro una spesa di 540mila euro del 2008 e di 499mila euro del 2007.
Luca Perrino

Messaggero Veneto, 03 gennaio 2010
 
Conferenza sulla crisi e come superarla 
 
MONFALCONE. È stata fissata per i prossimi 15 e 16 gennaio, all’Europalace-ex albergo Impiegati, la conferenza economica territoriale, incontro che riunirà i rappresentanti economici, politici, sindacali del Monfalconese e della provincia, per analizzare la situazione e decidere come uscire dalla crisi economica. L’incontro vuole essere una sorta di laboratorio a più voci per disegnare un nuovo modello di sviluppo alla luce degli ultimi difficili mesi, ma anche delle notizia positive, come quella delle nuova commessa ottenuta da Fincantieri.
Sollecitata già alla fine del 2008 dai consiglieri dell’Unione di centro, Giuliano Antonaci e Antonello Murgia, a fronte del rapidissimo gonfiarsi delle difficoltà delle industrie e dell’economia locale sull’onda della recessione mondiale, ora a distanza di oltre un anno la Conferenza economica verrà realizzata all’insegna del tema “Per ritornare a crescere”.
Come spiegato dal sindaco, Gianfranco Pizzolitto, vista la portata della crisi, è parso corretto estendere l’analisi a un territorio più vasto di quello monfalconese, analizzando la situazione, ma cercando anche delle soluzioni. L’auspicio è che la conferenza economica consenta di fornire delle prime risposte per rilanciare l’economia isontina. Saranno presenti i sindaci di Monfalcone e Gorizia, Gianfranco Pizzolitto e Ettore Romoli, il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, mentre promotori dell’evento sono i soggetti del Patto per lo sviluppo (Provincia, Comuni di Monfalcone e Gorizia, Camera di Commercio, Unione industriali, Ass isontina, Cgil, Cisl e Uil). Sono previsti gli interventi dell’assessore provinciale al lavoro, Alfredo Pascolin, dei segretari provinciali delle sigle sindacali, mentre gli approfondimenti saranno a cura di don Paolo Zuttion della Caritas diocesana, Paolo Mezzorana della 2ª Commissione consiliare, Francesco Marangon per Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Kemecka Zveva, Silvana Olivotto sindaco di Grado e, per Fincantieri, Livio Marchesini.
Non mancheranno, in diversi momenti, dibattiti sull’energia a basso costo e la “green economy” e sullo sviluppo sostenibile. Moderati dall’assessore provinciale Mara Cernic, interverranno rappresentanti del mondo politico ed economico: Gianfranco Di Bert, Marco Ghinelli, Giuseppe Nicoli, Giorgio Pacor, Alessandro Perrone, Alessandro Vescovini. Sul porto e logistica sono previsti interventi di Francesco Giacobone, Franco Malaroda, Pierluigi Maneschi, Gino Maniacco, Renzo Redivo, Emilio Sgarlata.
Non mancherà una discussione-confronto sul turismo, con una tavola rotonda, guidata dal vicesindaco Silvia Altran e a cui parteciperanno Marino De Grassi, Roberta Demartin, Fabio Del Bello, Paolo Bianchi. È previsto infine un confronto cui parteciperanno Giorgio Brandolin, Franco Brussa, Roberto Marin, Federico Razzini, Gaetano Valenti.