Il Piccolo, 01 dicembre 2009
 
DUEMILA FANS HANNO ADERITO ALLE DUE PAGINE: UNA CONTRO E L’ALTRA A DIFESA DELLA COMUNITÀ ASIATICA  
Il caso-bengalesi divide la città su Facebook  
Accuse reciproche di razzismo ed eccessivo lassismo. Le dimissioni di Luise tengono banco nel dibattito
 
 
di FABIO MALACREA

La ”piazza dei bangla” divide Monfalcone su Facebook. A colpi di accuse di razzismo e controaccuse di eccessivo lassismo. Un dibattito che coinvolge ormai quasi duemila persone: 1030 i fan messi assieme da ”Monfalcone pulita, piazza vecchia e senza bangla”, la pagina polemica che ha aperto il dibattito sul web, alla quale è stata subito appiccicata l’etichetta di razzista soprattutto per i toni di alcuni interventi. E 818 i membri della pagina antagonista, ”Monfalcone pulita nei cervelli”, che si definisce ”gruppo di resistenza civile per chi vuole pensare alla Monfalcone di domani e non a quella di ieri”, messo in piedi da Arturo Bertoli, ex consigliere dei verdi e dei Cittadini di Monfalcone, ormai lontano dalla politica attiva. E proprio oggi, al Centro giovani, Bertoli e amici si incontreranno nella prima convention per conoscersi e dibattere il tema della ”deriva razzista” contro una comunità pacifica e lavoratrice in cui la città rischia di precipitare.
Al centro della polemica a distanza c’è piazza della Repubblica – quella rinnovata tre anni fa – che è diventata il centro di ritrovo della comunità bengalese cittadina. Secondo il fondatore di ”Monfalcone pulita, piazza vecchia e senza bangla”, l’obiettivo iniziale era una critica alla nuova piazza: sporca e disordinata, diventata il punto di ritrovo di tanti stranieri. Al via del dibattito però i toni razzisti non si sono fatti attendere. Gli ultimi di questi giorni. Livio: «Ciò che sta avvenendo si commenta da solo. Vedrete in futuro le conseguenze di tanta tolleranza, sulla vostra pelle non sulle vostre parole. Grazie politici monfalconesi». Gigi: «Ma perchè una buona volta non andiamo a dirglielo ai nostri politici e agli imprenditori». Molto attivi soprattutto gli studenti, i liceali, ma anche chi è critico verso le posizioni più estreme.
Proprio i liceali, gli altri, sono diventati lo zoccolo duro del gruppo antagonista ”Monfalcone pulita nei cervelli”. Che in poche settimane è riuscito a raccogliere un bottino di fans quasi pari a quello avversario. Molto più ”alto” il tono del dibattito. Che non manca di trattare il caso Luise, l’assessore alla Sicurezza dimissionario. Scrive Bertoli: «L’assessore Luise se ne va. Non è riuscito a garantire la sicurezza a Monfalcone che voleva ottenere con le sue ordinanze su bici, sputi e accattoni. La notizia è fresca e io mi sento più insicuro: cosa faccio adesso se vedo una bici appoggiata al muro, se incontro un francese (sputacchiano mentre parlano…) o se qualcuno allunga una mano e mi chiede un euro?». Replica Fabio: «Penso che non sia stato il senso del dovere a muovere Luise. Immagino una sua nuova collocazione che gli offre il massimo dei ruoli ricopribili a Monfalcone».
Ma spazio viene dato anche alla questione moschea e alla raccolta di firme promossa dalla Lega. C’è chi propone una contromanifestazione, che non c’è stata, altri che si appellano alla tolleranza. Silvia: «Sono convinta che la tolleranza sia uno degli ingredienti della nostra libertà e che il pensiero leghista sia quanto di più ottuso. Questi banchetti nascono con intenzione primaria di creare tensione e discordia».
Ma è sulla difesa diretta dei diritti degli immigrati del Bangladesh che il dibattito si accende. Un’altra Silvia: «I bengalesi sono persone di un’altra etnia che cercano di rifarsi una vita. Probabilmente qualcuno non sa che cinquant’anni fa eravamo noi italiani a fare gli immigrati fino alle coste dell’Australia. Ci chiamavano sporchi italiani e le condizioni di vita erano indecenti. Ma non abbiamo ancora capito niente?».
Insomma, dibattito aperto e contrapposizione sempre più netta. E il caso – quello della ”piazza dei bangla” – intanto è finito sulla stampa nazionale e sulla Rai.
 
Il Piccolo, 01 dicembre 2009
 
CONVENTION DI ”MONFALCONE PULITA NEI CERVELLI”  
Il dibattito oggi esce dal web
 
 
Dopo aver raccolto oltre 800 iscritti in pochi giorni, in risposta al gruppo ”Monfalcone pulita, piazza vecchia e…. senza bangla”, il gruppo ”Monfalcone pulita nei cervelli” esce da Facebook ed entra nella città reale. Lo fa dando un appuntamento a tutti i suoi iscritti per oggi, dalle 17.45 alle 20, al Centro giovani di viale San Marco. Un luogo non casuale: il sito Facebook di risposta a quello anti-bengalesi è nato anche dalla constatazione che molti studenti, soprattutto liceali, avevano dato voce al gruppo ”contestatore”. Ecco perchè quelli di ”Monfalcone pulita nei cervelli” hanno inteso dare un segno chiaro e indire la sua prima uscita pubblica in un luogo che tradizionalmente è dedicato ai giovani della città. La motivazione della riunione è chiara: «Incominciare a pensare alla Monfalcone di domani che non può essere quella che vorrebbe la Lega. Cosa fare per iniziare a ragionare e a metterci del nostro? Primo incontro della Monfalcone positiva».
Già confermata la partecipazione di molti rappresentanti politici locali: l’assessore ai Lavori Pubblici di Staranzano Michele Rossi e quello all’Urbanistica Maurizio Negrari, il consigliere comunale Emiliano Zotti, il vicesindaco di Monfalcone Silvia Altran, il consigliere comunale di Staranzano Flavio Pizzolato, Vincenzo Incarnato, solo per citarne alcuni. Ciò che però salta all’occhio è l’adesione di molti ragazzi delle scuole cittadine, specie del Liceo, che evidentemente si sono sentiti tirati in ballo e non ci stavano a essere bollati come razzisti. Molti hanno anche partecipato alle discussioni che in queste settimane, dopo la nascita del gruppo, sono sorte sulla pagina web. Una risposta, quella del gruppo ”Monfalcone pulita”, anche all’iniziativa della Lega Nord che aveva installato un gazebo in piazza per raccogliere firme contro la moschea. (e.o.)

Il Piccolo, 02 dicembre 2009
 
INCONTRO DEI SOSTENITORI DEL GRUPPO ”MONFALCONE PULITA… NEI CERVELLI”  
«Vogliamo una città che dialoga e costruisce»  
La piazza «si riempie con le iniziative». Sui bengalesi: «Sono qui per lavorare»
 
 
Puntare a una Monfalcone diversa da quella «pensata da Razzini», creando un’idea diversa da «io per il mio e il meno fortunato crepi». Questo l’obiettivo della prima riunione ”non virtuale” del gruppo ”Monfalcone pulita… nei cervelli”, che da Facebook è sbarcata nella realtà. E già alla sua prima uscita i bersagli non sono mancati. C’è chi ha parlato di «campagna di stampa contro gli stranieri». C’è chi ha dato addosso all’amministrazione comunale, che pensando alla piazza come il ”salotto buono”, di fatto lo pensa come intoccabile per tutti i cittadini. Non c’erano tutte le 120 persone che hanno aderito su Facebook all’iniziativa, ma almeno la metà sì, ieri, alla sala dell’Istituto Vivaldi, dove gli organizzatori del gruppo, Arturo Bertoli e Tiziano Pizzamiglio, hanno rivelato la loro idea di partire con una serie di appuntamenti fissi per «evitare una deriva oscurantista come quella che si sta verificando in questi mesi».
Una situazione per la quale Dario Antonaz ha chiamato in causa le responsabilità dell’amministrazione comunale ma anche dei media. «L’amministrazione comunale – ha aggiunto – dovrebbe parlare di problemi veri, non inseguire la Lega Nord in campagne in cui è irraggiungibile». Chiaro riferimento alle ordinanze sulla sicurezza, che hanno «sanzionato comportamenti chiaramente identificati come quelli degli stranieri».
Per quanto riguarda la piazza, una risposta è stata data dall’ex sindaco Adriano Persi. «La piazza non è mai stata usata, è sempre stata più un simbolo: se si vuole cambiare, allora la si deve riempire di iniziative». Per quanto riguarda i bengalesi, invece, «si deve considerare che sono comunque persone venute qui per lavorare, questo la gente lo deve capire. Perchè molti di quelli che hanno firmato contro la moschea non sanno neppure perchè lo hanno fatto: spesso, per puro istinto di sopravvivenza». Punto sottolineato da più interventi è stato poi la presenza di molti giovani nel gruppo avverso (”Monfalcone pulita, piazza vecchia e…. senza bangla”), specie delle scuole locali.
«Dobbiamo invitarli a partecipare a questi incontri, per capire cosa stanno facendo. Dov’è il cristianesimo in questi frangenti? Dov’è il buon Gesù del ”bussate e vi sarà aperto?”». Come ha spiegato l’insegnante goriziano Paolo Mileta, «quello che più mi colpisce è che molti di questi sono miei ex alunni che provengono da famiglie di trasfertisti o bosniaci, insomma persone che, loro stesse, hanno vissuto un’emigrazione». Come mai? «Perchè c’è paura, il malessere viene dalla pancia delle persone e non dal cervello delle persone. Sulle radici di queste paure si deve ragionare», ha detto Bettina Binsau, tedesca residente a Monfalcone da vent’anni. Quello a cui si deve puntare, quindi, è creare uno spirito costruttivo, discutendo dei problemi veri della città e del modo in cui risolverli. E su tutto questo, un appello: che non sia dia per scontato che ormai si stia consegnando Monfalcone alla destra. (e.o.)

Il Piccolo, 18 gennaio 2010
 
SPORTELLO DEI MEDIATORI LINGUISTICI 
In servizio interprete bengalese 
Lavorerà in casa-albergo a supporto dell’ufficio del servizio sociale

Da venerdì gli uffici comunali possono contare su un aiuto per comunicare al meglio con gli stranieri residenti a Monfalcone. La prima dei due mediatori linguistici di cui l’amministrazione Pizzolitto ha deciso di avvalersi ha iniziato la propria attività, supportando l’ufficio del servizio sociale nella casa albergo di via Crociera, dove si stanno raccogliendo le domande per la Carta famiglia. È una donna originaria del Bangladesh, da cui proviene la comunità straniera più consistente di Monfalcone con i suoi 1420 appartenenti (dato del 31 ottobre 2009). L’altro mediatore, che entrerà in servizio da oggi, è invece di madrelingua serbo-croata, secondo quanto richiesto dall’amministrazione all’associazione Mediatori di comunità di Udine che si è aggiudicata l’incarico, dopo un paio di tentativi di gara andati deserti. Le persone provenienti dai Paesi dell’ex Jugoslavia e abitanti a Monfalcone sono in tutto quasi 1300 e rappresentano di fatto la seconda comunità straniera in città (a fine ottobre i croati erano 406, i macedoni 373, i bosniaci 327, i serbi 177). L’attivazione del servizio è un obiettivo perseguito con impegno e caparbietà dall’amministrazione e dall’assessorato alle Politiche sociali, convinti dell’utilità di uno strumento in grado di agevolare la comunicazione e togliere spazio ai malintesi e alle incomprensioni. Il mediatore linguistico ha il compito di supportare gli uffici comunali nel rapporto con i cittadini, stranieri e italiani, anche individuando nuove figure di mediazione linguistica tra i cittadini della comunità. Il servizio deve anche facilitare e rafforzare relazioni efficaci tra l’utenza immigrata e i servizi comunali, e non solo, presenti nel territorio, oltre a delineare percorsi in grado di diffondere nelle comunità straniere la conoscenza della lingua e delle consuetudini locali. L’obiettivo è pure quello di promuovere un più esteso e razionale utilizzo dei servizi pubblici da parte dei cittadini stranieri, individuando anche percorsi di prevenzione e mediazione sociale dei conflitti tra le diverse comunità e di contrasto alle discriminazioni. In generale, il servizio punta a promuovere la crescita di relazioni positive tra cittadini e rafforzare le competenze dei migranti in termini di diritti-doveri. (la. bl.)