Il Piccolo, 08 gennaio 2010 
 
IL CASO. UNA VENTINA DI PERSONE NON SARANNO PIÙ DISCRIMINATE  
Il Comune dà una casa ai senzatetto, ma è virtuale  
Sui documenti i cittadini senza fissa dimora risulteranno residenti in una via inesistente, intitolata a Natale Morea
 
 
Monfalcone cancella i senzatetto. Almeno sulla carta. Dai documenti di identità, infatti, scomparirà la dizione ”senza fissa dimora” che sarà sostituita da via Natale Morea, un barbone romano che nel 2003 non esitò a mettere repentaglio la propria vita, rimanendo ferito, per sottrarre due ragazze a un’aggressione. L’uomo ricevette dall’allora presidente Ciampi la medaglia d’oro al valor civile. È a lui che oggi il Comune intende intitolare una strada. Una strada, però, inesistente, che sarebbe vano cercare in città. La strada in cui ”abitano” i senza fissa dimora c’è solo sulla carta, anche se è indispensabile per consentire l’iscrizione all’anagrafe di chi occupa temporaneamente pensioni, roulotte o rifugi provvisori. Una situazione che a Monfalcone interessa una ventina di persone, che un alloggio stabile al momento non ce l’hanno perché la famiglia d’origine si è disgregata e hanno perso il lavoro. Presentare una carta d’identità su cui però come recapito c’è scritto “Via dei Senza fissa dimora” non è certo un biglietto da visita ottimale. Come l’amministrazione comunale ha convenuto, decidendo quindi di intitolare la via che non esiste a Morea, morto nel 2006 a Massafra. Il periodo di 10 anni dalla scomparsa richiesto per procedere all’intitolazione di una via a una persona questa volta non ha però rappresentato un ostacolo: la via non esiste, non ha numeri civici, e quindi la prefettura ha fornito in tempi molto rapidi il proprio parere favorevole. «Abbiamo accolto molto volentieri la proposta di andare a questa intitolazione che è stata avanzata dalla responsabile del servizio anagrafe – spiega l’assessore alle Politiche sociali e servizi demografici Cristiana Morsolin -. Il nome di via dei Senza fissa dimora poteva andare bene fino a qualche anno fa, quando chi si trovava in questa condizione erano di fatto solo i nomadi, che non avevano interesse a radicarsi sul territorio». La situazione è cambiata in questi ultimi anni, quando a trovarsi senza casa sono state e sono persone che già risiedevano a Monfalcone e si sono trovate, per vari motivi, senza più un’abitazione stabile. «Poteva quindi essere lesivo per la loro dignità e discriminatorio trovarsi con quell’indirizzo, perché sarebbero stati subito etichettati», sottolinea l’assessore. Tra l’altro, nella nuova via, ancorchè virtuale, non ”abita” chi ha occupato abusivamente un alloggio. «In quel caso, in base alla normativa, la polizia municipale accerta che la persona sta nel luogo indicato nella richiesta di iscrizione all’anagrafe – spiega l’assessore Morsolin -. E’ quanto è accaduto anche con gli occupanti di casa Mazzoli in via Don Bosco. Che poi l’occupazione sia illegale e faccia scattare provvedimenti di sgombero ed eventuali denuncie è un’altra questione». La decisione di eliminare dalla carta d’identità la dicitura ”senza fissa dimora” è un’iniziativa che anche altre città hanno preso, ricorda il dirigente della mobile della questura di Gorizia, Massimiliano Ortolan. Nel caso il senzatetto dovesse commettere una contravvenzione, la comunciazione della sanzione verrà recapitata nel suo luogo di residenza, e siccome, essendo fissa dimora, la missiva sarà esposta all’albo comunale. Sia che sulla carta d’identità appaia la scritta ”senza fissa dimora” o il nome della via fittizia. In caso di comuncazioni giudiziarie, ricorda ancora Ortolan, queste saranno indirizzate all’avvocato presso è stato eletto domiclio.
Laura Blasich 
 
Messaggero Veneto, 08 gennaio 2010 
 
L’amministrazione comunale, dopo il via libera della Prefettura, ha deciso di intitolarla a Natale Morea, il senzatetto morto nel 2006  
Avrà un nome la via “Dei senza fissa dimora”
 
 
MONFALCONE. In una canzone di Sergio Endrigo si parlava di una casa senza soffitto e senza cantina, in via dei Matti numero zero. Anche a Monfalcone una via-non via esiste: è quella in cui abitano i senza fissa dimora. Ovvero una via che non esiste, se non sulla carta, ma che è indispensabile per consentire l’iscrizione all’anagrafe di chi non ha una casa stabile, ma abita temporaneamente in pensioni, roulotte o rifugi provvisori.
Sembra una situazione paradossale, ma è invece una realtà che interessa una ventina di persone, che non hanno una casa stabile, magari perché la famiglia di origine si è disgregata, o hanno perso il lavoro, o magari hanno dovuto fare delle scelte difficili.
Magari queste persone stanno tentando di ricostruire la loro vita, di trovare un lavoro e devono necessariamente presentare dei documenti con un domicilio. Ma presentare una carta d’identità in cui al recapito compare la dicitura “via dei Senza fissa dimora” non è certo ottimale per fare una buona impressione. Tanto che l’amministrazione comunale di Monfalcone, cercando una soluzione dignitosa e nella norma, ha deciso di intitolare la via che non esiste a Natale Morea, il senzatetto che nel 2003 a Roma fu gravemente ferito da due uomini per aver difeso alcune ragazze che erano state aggredite. Per il suo gesto Morea ricevette la medaglia d’oro al valor civile dall’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Natale Morea è poi morto nel 2006 a Massafra. Dalla sua morte sono passati dunque solo quattro anni e quindi a rigor di legge non si potrebbe intitolare una via a una persona che non sia deceduta da almeno dieci anni, ma in questo caso non ci sono stati problemi: la via infatti non esiste, non ha numeri civici, e quindi la Prefettura ha fornito in tempi molto rapidi il proprio parere favorevole. «Abbiamo accolto molto volentieri la proposta di andare a questa intitolazione che è stata avanzata dalla responsabile del servizio anagrafe – spiega l’assessore alle Politiche sociali e ai servizi demografici Cristiana Morsolin –. Il nome di via dei Senza fissa dimora poteva andare bene fino a qualche anno fa, quando chi si trovava in questa condizione erano di fatto solo i nomadi, che non avevano interesse a radicarsi sul territorio».
La situazione, però, è cambiata in questi ultimi anni, quando a trovarsi senza casa sono state e sono persone che già risiedevano a Monfalcone e si sono trovate, per vari motivi, senza più un’abitazione stabile. «Poteva quindi essere lesivo per la loro dignità e discriminatorio trovarsi con quell’indirizzo, perché sarebbero stati subito etichettati», sottolinea l’assessore alle Politiche sociali.
Nella via però non abita chi occupa abusivamente un alloggio. In quel caso, in base alla normativa, la polizia municipale accerta che la persona stia nel luogo indicato nella richiesta di iscrizione all’anagrafe, ma poi, visto che l’occupazione è illegale, scattano il provvedimento di sgombero ed eventuali denunce. Solo gli stranieri, comunitari ed extracomunitari, come ricorda l’assessore, sono inoltre tenuti a dimostrare di poter contare su un reddito minimo e un’abitazione per poter ottenere l’iscrizione all’anagrafe.

Il Piccolo, 09 gennaio 2010
 
LA SCELTA DI INTITOLARE AL BARBONE-EROE LA RESIDENZA VIRTUALE DEI SENZATETTO  
Via Natale Morea, Monfalcone fa da apripista  
L’iniziativa del Comune rilanciata da Internet e dalle agenzie di stampa nazionali
 
 
Un giornalista di 27 anni, Gabriele del Grande, ha raccolto in un libro cosa significa essere ”senza fissa dimora”, dopo che per venti giorni ha vissuto a Roma come un barbone, ricorrendo all’elemosina e avvicinando chi abita in strada. Mentre il Comune di Monfalcone, per rispetto nei confronti di questa categoria sociale debole e per questo più esposta, ha eliminato dalle carte d’identità la dicitura ”senza fissa dimora” per dedicare ai senzatetto una ”via virtuale”, nel nome e a ricordo di Natale Morea, il vagabondo che nel 2003 a Roma difese due ragazze da un’aggressione rimanendo ferito. Un gesto che gli valse la medaglia d’oro al valore civile insignitagli dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, mentre Walter Veltroni gli trovò un’abitazione e un sostegno. Morea morì tre anni dopo, nel maggio del 2006 a Massafra.
La scelta assunta dal Comune di Monfalcone ha colto nel segno per la sensibilità ma soprattutto per la scelta di Natale Morea. L’eliminazione della dicitura ”Senza fissa dimora” dalle carte d’identità è stata infatti presa anche da altre città, una prassi prevista dalla legge. Per Monfalcone si tratta di un atto simbolico di valore aver battezzato virtualmente la ”via Morea”, rimbalzato sulle maggiori agenzie stampa nazionali, citato anche su Internet. L’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, ha spiegato questa scelta: «Abbiamo accolto molto volentieri la proposta di questa intitolazione avanzata dalla responsabile del servizio anagrafe. La situazione è cambiata, se qualche anno fa infatti i senzatetto erano sostanzialmente nomadi, che quindi non avevano interesse a radicarsi nel territorio, oggi sono residenti di Monfalcone che, per motivi diversi, si sono trovati senza abitazione. Poteva quindi essere lesivo per la loro dignità e discriminatorio l’indirizzo ”Senza fissa dimora”, poichè sarebbero stati subito etichettabili».
In occasione dei suoi funerali, il presidente onorario Arcigay, Franco Grillini, aveva osservato: «Nonostante la sua condizione non fortunata, Morea seppe ribellarsi eroicamente alla violenza del maschilismo che aveva provato sulla propria pelle, nell’immagine di quel pregiudizio che lo aveva dileggiato e tormentato per tutta la vita. Ci inchiniamo grati a Morea, fragile eroe moderno della libertà».

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