Il Piccolo, 16 gennaio 2010
 
FORTE DEI NUMERI, IL PRIMO CITTADINO DIFENDE A SPADA TRATTA IL SERVIZIO DEL SAN POLO: 600 NASCITE ALL’ANNO 
Pizzolitto: «Giù le mani dal Punto Nascita» 
Il sindaco teme che le prese di posizione a favore di Gorizia nascondano un ”mandante politico”

di LAURA BORSANI

«Il Punto Nascita di Monfalcone non si tocca. Sono deciso ad andare fino in fondo. Perfino a fare lo sciopero della fame». Scende in campo il sindaco Gianfranco Pizzolitto, difendendo a spada tratta il servizio dell’ospedale di Monfalcone, che quest’anno ha registrato 600 nascite (597 e tre nati da parto gemellare) contro le circa 400 dell’analogo Servizio di Gorizia. Pizzolitto, forte dei numeri vantati dal San Polo (la soglia limite prevista dalla bozza del piano sanitario è di 500 parti), alza la guardia. Una forte determinazione, tanto da arrivare a prospettare, con evidente provocazione, lo sciopero della fame. Un forte appello, dunque, levatosi dalla città di fronte all’incertezza sul destino del Punto Nascita monfalconese che dovrà misurarsi con quello di Gorizia, nel solco degli indirizzi indicati dal futuro piano sanitario e socio-sanitario regionale, attualmente in itinere. Pizzolitto comunque lo evidenzia: «La mia presa di posizione – dice – non è contro Gorizia, non voglio alzare le barricate. La mia è invece la difesa di quanto ci siamo conquistati sul campo, con tanto di dati di fatto. Ritengo, inoltre, impensabile che Monfalcone, già oberata da forti impatti sociali e ambientali, possa cedere anche i servizi che si è duramente guadagnata. Significherebbe rompere l’equilibrio del territorio».
Una situazione tutta aperta, come ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic: «Abbiamo sempre indicato riferimenti precisi. È necessario stabilire specifiche regole, riconducibili al rispetto del pareggio di bilancio e ai criteri di accreditamento. Obiettivi raggiungibili attraverso sostanzialmente tre parametri: il bacino d’utenza che garantisce sicurezza e qualità di un servizio, la casistica, nonché l’attuazione dei programmi non ancora realizzati. Nel caso specifico dell’Azienda sanitaria Isontina, ci sono disequità da superare». Fatta questa premessa, l’assessore Kosic ha quindi osservato: «Saranno le rispettive direzioni sanitarie aziendali, assieme alle Conferenze dei sindaci, a formulare le loro proposte. Abbiamo infatti demandato alle istituzioni territoriali l’elaborazione di un Piano attuativo locale, da presentare dopo l’approvazione definitiva del piano sanitario e socio-sanitario regionale che spero possa venire licenziato dalla giunta regionale entro febbraio».
Si ragiona, dunque, con dati e parametri alla mano. Quanto del resto auspicato dal sindaco Pizzolitto. Che ora non nasconde la sua forte preoccupazione, alla luce di decise prese di posizione a favore del Servizio goriziano. Come quella dell’ex assessore regionale alla Sanità, Mario Brancati, che ha dichiarato: «Il Punto Nascita va collocato a Gorizia, se non altro per riequilibrare le scelte fatte da Fasola nel 1994 ai danni di Gorizia». La stessa priorità, il capoluogo isontino, sostenuta anche dal consigliere comunale e provinciale dell’Udc, Giorgio Pacor, attraverso un ordine del giorno proposto in Consiglio provinciale. Pizzolitto non demorde. Teme che il confronto, anziché su dati oggettivi, possa scivolare sul terreno dei rapporti di forza politici, trascurando invece gli elementi oggettivi: «Il Punto Nascita di Monfalcone – aggiunge – non è mai stato messo in discussione, poiché ha i numeri per poter continuare a vivere. Piuttosto l’incertezza ha sempre riguardato il Servizio goriziano, verso il quale peraltro non abbiamo mai avanzato obiezioni di sorta». Quindi osserva: «Mi chiedevo come mai un consigliere comunale monfalconese come Pacor, nell’ambito della Conferenza sanitaria promossa a Gradisca dall’Udc, avesse svenduto la sanità monfalconese. Ora credo che, a questo punto, ci sia un ”mandante”. Le dichiarazioni espresse da Brancati sono pesanti. C’è da pensare che non si sia trattato dell’uscita di un politico che si atteggia in modo curioso, ma della presenza di un sottotraccia. Mi chiedo pertanto che senso ha fare un tavolo comune di lavoro con Gorizia, partendo da dati di fatto, mentre, dall’altra si vogliono far valere posizioni di forza. Il mio resta l’appello alla ragionevolezza e al buonsenso». Pizzolitto quindi si attende chiarimenti dal sindaco Romoli: «Restiamo aperti al confronto con Gorizia, ma non abbiamo certo la vocazione al suicidio. Mi aspetto una precisa posizione dal primo cittadino. Sono disponibile al ragionamento, ma non posso accettare posizioni contraddittorie. Non si deve confondere la mia collaborazione con la mancanza di determinazione».
Chiarezza attesa anche dall’Udc di Monfalcone, in virtù dell’ordine del giorno presentato da Giorgio Pacor: «L’atteggiamento del consigliere è di assoluta obsolescenza politica – commenta il sindaco -: non ho mai visto un politico monfalconese cedere a titolo gratuito e in modo sconsiderato pezzi di servizi cittadini, per giunta guadagnati sul campo. Chiedo, inoltre, se si tratti di un ragionamento a titolo personale o sia espressione dell’Udc. Il partito deve spiegarlo. Non vorrei che si voglia far passare il ”cavallo di Troia” in città. Una cosa è certa: Monfalcone resta compatta sulla sanità».

Messaggero Veneto, 17 gennaio 2010
 
Monfalcone: Pizzolitto è pronto a fare lo sciopero della fame se il Punto nascite sarà soppresso 
 
MONFALCONE. È deciso a fare lo sciopero della fame, il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto se il Punto nascite di Monfalcone fosse soppresso. Assolutamente impensabile, quindi, che il servizio per mamme e bambini resti unico, in provincia, nell’ospedale di Gorizia, così come proposto in un ordine del giorno dal consigliere provinciale, il monfalconese Giorgio Pacor.
La presa di posizione di Pizzolitto non è contro Gorizia, ma vuole essere una difesa di quanto è stato conquistato negli anni e di un servizio che ottiene ottimi risultati.
Basti verificare i dati: a Monfalcone quest’anno sono nati 600 bambini (di cui tre con parto gemellare) contro i circa 400 di Gorizia. Il piano sanitario regionale parla di una soglia limite di 500 nascite e quindi Monfalcone ci starebbe in pieno, anche se in realtà sulla permanenza dei punti nascita vige ancora l’incertezza, tanto che si sta profilando un certa tensione tra Monfalcone e Gorizia.
«Ritengo impensabile che Monfalcone, già oberata da forti impatti sociali e ambientali – dice il sindaco – possa cedere anche i servizi che si è duramente guadagnata. Significherebbe rompere l’equilibrio del territorio».
Se le scelte saranno fatte valutando dati e parametri, Monfalcone non dovrebbe temere la cancellazione del Punto nascite, ma il timore di Pizzolitto è che il confronto possa scivolare su rapporti politici. «Il servizio di Monfalcone non è mai stato messo in discussione visto i numeri su cui può contare. L’incertezza ha riguardato invece il punto goriziano, verso cui non abbiamo mai avanzato obiezioni di sorta» dice avanzando l’ipotesi che alle spalle della proposta di Giorgio Pacor, «ci sia un mandante» e attende che l’Udc di cui ora Pacor fa parte, dopo aver lasciato Forza Italia e non essere entrato nel Pdl, faccia chiarezza.
«Chiedo – dice ancora Pizzolitto – se l’odg di Pacor sia frutto di un ragionamento personale o sia espressione del partito. Non ho mai visto un politico monfalconese cedere a titolo gratuito e in modo sconsiderato pezzi di servizi cittadini. Comunque la città sulla sanità resta compatta».

Il Piccolo, 18 gennaio 2010
 
ALESSANDRO SAULLO (PRC) 
«Il Punto nascita del San Polo è un riferimento per le straniere»
 

Il Punto nascita dell’ospedale di Monfalcone va difeso a tutti i costi, perchè ha i numeri per esistere e perchè risponde alle specificità del territorio in cui è inserito. Il segretario provinciale di Rifondazione comunista Alessandro Saullo, non ha dubbi e replica quindi agli attacchi portati in questi giorni all’esistenza del reparto materno-infantile del San Polo a fronte della riforma sanitaria avviata dalla Regione. «Si dive difendere assolutamente il Punto nascita di Monfalcone perchè ci sono i numeri per farlo, quasi 700 parti all’anno contro i 500 richiesti – afferma Saullo -, e perchè il servizio è rilevante per le specificità che ci sono a Monfalcone. Mi riferisco alla forte presenza di persone immigrate che hanno in molti casi anche oggettive difficoltà di spostamento. Il rischio è quindi quello che chiudendo il Punto nascita le donne straniere, ma non solo, non si sottopongano a tutti i controlli previsti. È questo quello che vogliamo?».
A fronte delle polemiche degli ultimi giorni Saullo si chiede anche a cosa servano le commissioni tecnico-politiche attivate in modo bipartisan in provincia per formulare una controposta sull’assetto della sanità isontina da presentare all’assessore regionale alla Salute Kosic.

Il Piccolo, 20 gennaio 2010
 
LA QUESTIONE SANITÀ ANCORA AL CENTRO DEL DIBATTITO 
Punto nascita, Pizzolitto non si fida di Romoli 
Il sindaco si sente tagliato fuori dalle decisioni. «Non è il momento di abbassare la guardia»

di FABIO MALACREA

Se la provincia isontina ha uno scarso peso politico, Monfalcone in questo momento ne ha ancora di meno. Ecco perchè il sindaco Gianfranco Pizzolitto prende atto delle rassicurazioni del suo collega Ettore Romoli («Dobbiamo salvare entrambi i Punti nascita. Ogni fuga in avanti di una o dell’altra città non farebbe che indebolire la provincia», ha detto il primo cittadino goriziano), ma non è disposto a firmare una cambiale in bianco sulla fondatezza di quanto Romoli ha detto. Secondo Pizzolitto ci sono segnali, come gli avvicendamenti alla guida dell’Ass e le scelte dei direttori generali, che fanno intendere come il peso politico di Gorizia sia in questa fase preponderante e come l’asse preferenziale Tondo-Romoli, cui ha accennato di recente anche l’ex assessore regionale alla Sanità Mario Brancati, rappresenti una minaccia da non sottovalutare in questa delicata fase di trattative a distanza. Insomma, Pizzolitto non si sente rassicurato fino in fondo da Romoli.
E per questo ribadisce: «Le parole di Ettore mi sembrano effettivamente indirizzate nella direzione giusta, però ciò che sta succedendo sulla questione dei Punti nascita e sulle nomine ai vertici dell’Ass non mi consente di abbassare la guardia. Le parole di Mario Brancati circa un’amicizia Romoli-Tondo, insomma, un senso potrebbero averlo. Ciò mi fa stare con le antenne alte perchè io da quest’asse percepisco di essere fuori. Non dovrei preoccuparmi?». Insomma, Pizzolitto non si sente al sicuro. E spiega perchè. Sulla sortita di Giorgio Pacor, che ha di recente chiesto il passaggio tout-court di Ostetricia e Punto nascita a Gorizia, parla di «motivazioni dell’esponente dell’Udc che nulla hanno a che fare con un’interpretazione corretta di questo argomento». E aggiunge una battuta: «Non sapevo che Pacor si fosse reciclato da tuttologo in esperto di ginecologia». Ma è anche sulla nomina del nuovo direttore generale dell’Ass Isontina Gianni Cortiula che il sindaco ha da ridire: «Niente di personale, sia chiaro – specifica -. Ma non posso non preoccuparmi se Monfalcone e il suo sindaco restano estranei a passi importanti, come la revoca dell’incarico a Manuela Baccarin. C’è stato poi l’abbandono del suo successore, Roberto Ferri, al quale ritengo sia stato dato scarso sostegno. Della nomina di Gianni Cortiula, poi, sono venuto a conoscenza dai giornali. Ho l’impressione che i giochi si decidano altrove, sulla nostra testa». Infine Pizzolitto lancia un messaggio. «Siamo un territorio ad alta densità industriale che sta risentendo più di altri della crisi, con un alto ricorso alla cassa integrazione. La nostra città sta sopportando impatti sociali pesanti.
In questa situazione di tensione, provocazioni come quelle di Brancati e Pacor hanno effetti che rischiano di radicalizzare il confronto. Non vorrei che ciò facesse rispuntare teorie ”separatiste” e che il nostro territorio cominiasse di nuovo a guardarsi attorno».