Monfalcone, 20 febbraio 2010

Comunicato stampa in merito alla recente retata ai danni dei giovani dell’isontino da parte dei carabinieri

La recente retata dei carabinieri nei confronti di ragazzini minorenni o comunque molto giovani inducono ad alcune considerazioni in merito ad una deriva tutta tesa ad intaccare i diritti personali e che deve essere contrastata.
Va  sottolineato il fatto che, come da osservazione della Camera Penale di Gorizia, eventuali analisi  atte ad individuare la presenza di metaboliti cannabinoidi sono prima di tutto un atto volontario che non può essere arbitrariamente imposto come è successo in questa vicenda.
Essendo un atto volontario e non configurandosi alcuna urgenza – dato che la presenza delle tracce nelle urine è evidenziata fino a qualche settimana di distanza dall’assunzione – si ritiene che l’accompagnamento da parte dei Carabinieri dei ragazzi al Pronto Soccorso leda il necessario rispetto di tale struttura sanitaria, che deve essere utilizzata esclusivamente per prestazioni urgenti.
Se si vuole da una parte assicurare – come la Legge impone – il carattere volontario dell’accertamento e dall’altra non utilizzare impropriamente il Pronto Soccorso, l’iter da seguire deve essere quello dei consueti esami del sangue e delle urine: chi intende sottoporvisi deve recarsi  dal proprio medico di fiducia, per farsi fare la prescrizione, poi vada a pagare il ticket, infine si rechi al laboratorio.
Una tale procedura consentirebbe di far assumere la decisione al cittadino in piena autonomia, senza pressioni e/o condizionamenti.
Va, inoltre, ricordato che il modulo di consenso per sottoporsi ad accertamenti, proprio per il carattere sanitario che riveste, deve essere raccolto da un medico, il quale non può certamente delegare tale compito a personale non sanitario, quale è, almeno si spera, il carabiniere.
Se nel caso specifico il consenso è stato raccolto dai Carabinieri, va sottolineato che era compito del personale del Pronto Soccorso informare adeguatamente i giovani della corretta procedura.
Ovviamente non si vuole colpevolizzare i medici del pronto soccorso che è facile immaginare siano stati colti di sorpresa e impreparati a gestire la situazione creatasi.
Quello che invece si richiede con forza è che quanto prima la direzione sanitaria ospedaliera o dell’Azienda sanitaria “Isontina” intervenga per assicurare che tutti i servizi sanitari si attengano allo scrupoloso rispetto dei diritti di cittadinanza, assicurando la volontarietà di qualsiasi accertamento venga disposto.
Sulle presunte caratteristiche preventive ed educative di tale operazione c’è molto da discutere. E’ evidente che l’aspetto educativo è prerogativa di ben altri soggetti sociali che hanno le competenze per operare come la famiglia, la scuola, gli operatori sociali e sanitari, l’associazionismo di base. L’unico modello educativo condivisibile è quello teso a far emergere in positivo dai ragazzi le specifiche risorse insite in ciascuno per metterle a disposizione della collettività e sinceramente era auspicabile che dopo la scandalosa operazione denominata “Blu” di un anno fa le strade intraprese fossero diverse, quantomeno orientate com’è giusto nella direzione del grosso traffico e spaccio che è evidentemente da colpire.
Spiace constatare che ancora nell’anno 2010 resta valido il detto “forti con i deboli e deboli con i forti”.

Mauro Bussani, Presidente dei Verdi della provincia di Gorizia.