Il Piccolo, 28 febbraio 2010
 
MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA LEGAMBIENTE 
Duecento in sella per le piste ciclabili 
Chiesti a Monfalcone, Ronchi e Staranzano collegamenti intercomunali

 
Oltre 200 cittadini ieri hanno inforcato la loro bicicletta per chiedere alle amministrazioni comunali di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano piste ciclabili “per ogni giorno”. Insomma, tracciati che consentano di raggiungere in sicurezza la scuola, l’ospedale, gli uffici pubblici e non utili solo alla pedalata della domenica. Quanto ora non esiste al di fuori dei confini di Monfalcone, dove una rete di percorsi è stata costruita negli anni. Quelle che mancano sono però appunto le interconnessioni con Ronchi e Staranzano, come ha dimostrato la biciclettata promossa da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale contro lo smog “Mal’Aria” assieme comunque ai tre enti locali. Il serpentone, affollato da ragazzi della scuola media Randaccio e dell’Isit di Staranzano, ma anche da cittadini più “in età” che non vogliono rinunciare a usare la bicicletta, si è snodato in sicurezza lungo le piste di Monfalcone. Prima in via Duca d’Aosta, nononostante le consuete perplessità dei pedoni che la frequentano, poi lungo il canale De Dottori e il nuovo tracciato realizzato con il sottopasso di San Polo. Solo l’intervento di due agenti della polizia municipale di Monfalcone, in bicicletta, ha però consentito di attraversare in sicurezza via Cave di Selz, dove la pista finisce nel nulla, con buona pace di chi la percorre. La carovana di biciclette poi non ha mancato di infastidire gli automobilisti in transito lungo la statale 305 in territorio di Ronchi, dove ci sono ben 150 metri di pista ciclabile, come ha ricordato davanti al municipio di Ronchi Fiorenzo Boscarol, che nel 1985 aveva sollecitato assieme al Wwf la creazione di percorsi ciclabili nel paese. «E’ un’esigenza che abbiamo illustrato più volte alla Provincia, competente in materia – ha detto l’assessore di Ronchi Enrico Masarà -. Rimaniamo in attesa». Un collegamento tra Ronchi e il territorio di Staranzano ora c’è, perché la “bretellona” tra l’aeroporto e la strada provinciale per Grado è dotata di una pista. «Pochi sanno però come imboccarla», ha osservato ieri Michele Degrassi, amministratore di Friulia, ciclista convinto, che, dopo attenta ricerca, ha scoperto un accesso a ridosso dei vivai Petrini. Il serpentone di ciclisti ieri ha invece utilizzato via Staranzano per raggiungere il municipio della cittadina, dove è stato ricevuto dall’assessore Matteo Negrari, che ha sottolineato l’impegno dell’ente locale per l’estensione delle piste esistenti. «Solo un punto di partenza», ha detto, spiegando come si stia lavorando con Monfalcone per unire la pista di Marina Julia con il Lido di Staranzano. Intanto via Trieste e via Terenziana rimangono strade molto trafficate e molto a rischio per le due ruote, nonostante siano un percorso obbligato per i ragazzi che frequentano la media Randaccio o l’Isit Einaudi-Marconi.
«Servono piste per tutti i giorni, per raggiungere i posti di interesse per tutti i cittadini – ha detto una volta raggiunta piazza della Repubblica a Monfalcone il presidente del circolo di Legambiente Michele Tonzar -. Solo dando la possibilità di un uso quotidiano, si può pensare di cambiare le abitudini e abbandonare il più possibile l’automobile». «In questo senso va l’azione dell’amministrazione comunale – ha detto la vicesindaco Silvia Altran -, che sta lavorando per estendere la rete e attivare un servizio come il bicibus». (la. bl.)

Il Piccolo, 07 giugno 2010
 
SETTECENTO PARTECIPANTI ALLA KERMESSE ALLESTITA LUNGO UN PERCORSO DI 18 KM 
L’appello del popolo delle biciclette: «Vogliamo le piste anche a Ronchi»

di LUCA PERRINO

RONCHI È stata ancora un successo, l’undicesima edizione di “Ronchi in bici”, la festa delle due ruote che, com’è ormai tradizione, viene promossa dal gruppo cittadino dell’Associazione nazionale alpini, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e la collaborazione della Protezione civile e del Team Isonzo-Pedale Ronchese. Ben 700 i partecipanti di ogni età hanno invaso le strade cittadine creando un lungo serpentone multicolore fatto di giovani e anziani, di intere famiglie e scolaresche che, assieme alle “penne nere” ronchesi, hanno richiamato l’attenzione sulla voglia di poter usare la due ruote in tranquillità. Come? Avanzando ancora una volta la richiesta di realizzare a Ronchi delle piste ciclabili, oasi di pace e di sicurezza per chi ama le due ruote: fatta eccezione per un breve tratto in via dei Brechi, sono infatti ancora un tabù. Da anni si parla di dotare la città di piste, utilizzando per esempio l’argine del canale De Dottori o i percorsi delle canalette irrigue dismesse, ma ancora nulla si è fatto. Ci sono state proposte, sono stati avanzati progetti, ma a oggi è rimasto tutto sulla carta. Così “Ronchi in bici” è stata l’occasione per richiamare l’attenzione su questa grande aspettativa.
C’è dunque desiderio di riscoprire la città in sella a una bici e di stare assieme per una mattinata di festa. Così è stato anche in passato e ieri è stato bellissimo vedere tante persone al via della kermesse. Diciotto i chilometri percorsi ieri: toccati gli abitanti di San Pier d’Isonzo, Turriaco, San Canzian d’Isonzo e Staranzano. E, al termine, pastasciutta di rito alla baita alpina, suggellata dalla consegna di alcuni speciali riconoscimenti.
Come si diceva, l’appuntamento è stata l’occasione per incentivare l’uso della due ruote. Già nel 2007 si parlò nuovamente (e in maniera più concreta) di piste ciclabili a Ronchi, portando avanti una richiesta di finanziamento alla Regione, sulla base di quanto previsto dalla legge 1, per la progettazione e la realizzazione di una serie di piste dedicate agli amanti delle due ruote, per un totale di 200mila euro. Il percorso allora individuato correva sulla striscia di terra lungo il canale De Dottori, dall’ospedale di San Polo sino a via dei Brechi. E si pensava anche a un’analoga dotazione per via Redipuglia. Ronchi dei Legionari non è quasi per nulla dotata di piste ciclabili.
L’unica, che si sviluppa solo per alcune centinaia di metri, è quella di via dei Brechi, realizzata contestualmente alla nascita di un nuovo ambito di urbanizzazione. Non c’è altro, anche se da tempo e da più parti si chiedono interventi in tal senso. La zona accanto al canale De Dottori ben si presta: lo spazio esiste ed è quello che è stato ricavato proprio con la costruzione di nuove unità abitative. Ma, come detto, tra gli obiettivi della municipalità ronchese c’è anche la ristrutturazione di via Redipuglia che facilmente potrebbe essere dotata di una pista per le biciclette.