Il Piccolo, 21 marzo 2010
 
ATTIVO DA MEZZO SECOLO, L’HOTEL ERA SORTO ACCANTO ALL’OMONIMO CINEMA DI VIA DELL’ARENA 
Chiude l’Excelsior, 15 dipendenti licenziati 
La crisi ha investito l’albergo più capiente della città (65 camere). L’attività cesserà il 9 aprile

di TIZIANA CARPINELLI

Prima l’”anomala” cassa integrazione di novembre, poi la lettera di licenziamento a tutti i quindici dipendenti impiegati. Sessantacinque stanze in meno, all’ombra del duomo di Sant’Ambrogio: la città dei cantieri perde il suo albergo più capiente, il centralissimo Hotel Excelsior, tre stelle situato al civico 4 di via dell’Arena. L’attività ricettiva proseguirà fino al 9 aprile, dopodiché, a causa della situazione di crisi che da qualche tempo ha investito il settore alberghiero, i battenti verranno chiusi e l’azienda entrerà in liquidazione.
Al momento non sussiste, secondo quanto riportato nel verbale di accordo sottoscritto giovedì alla Camera del lavoro di Gorizia tra la proprietà, rappresentata dall’avvocato Giulio Mosetti, e la Filcams-Cgil, sindacato di categoria, alcuna ipotesi concreta di trasferimento o affitto dell’azienda. Circostanza, quest’ultima, che avrebbe quantomeno salvaguardato subito l’occupazione. Allarme dei rappresentanti dei lavoratori, che per bocca del segretario generale Luciano Sartori hanno chiesto l’intervento del sindaco Gianfranco Pizzolitto, affinché «la struttura resti il minor tempo possibile inutilizzata, per garantire un impiego a quindici famiglie rimaste sulla strada ed evitare che si crei un ”buco nero” in pieno centro».
Costruito negli anni Sessanta dalla famiglia Giorgi, che con spiccato senso degli affari aveva raggranellato il capitale partendo da una panetteria, l’hotel Excelsior si sviluppò dietro l’omonimo cinema di via dell’Arena, poi riconvertito nel 2001 in sala Bingo, quindi dismesso e lo scorso ottobre salito alla ribalta della cronaca come possibile sede (poi sfumata) di una moschea per musulmani. A una prima ala dell’imponente edificio, l’imprenditore Mario Giorgi affiancò, alcuni anni dopo, una seconda, contribuendo a forgiare l’attuale offerta ricettiva che si attesta su 65 camere e circa un centinaio di posti letto.
Da qualche tempo, secondo quanto riferito dai dipendenti, la buriana recessiva si era abbattuta sul complesso alberghiero, preso in mano nell’ultimo biennio dalle figlie Alberta e Livia, pur se la titolarità dell’azienda figura a tutt’oggi in capo al padre 81enne. La crisi del settore, con la diminuzione delle prenotazioni legata al ciclo produttivo industriale locale, ha giocato la sua parte determinando l’imminente liquidazione. L’auspicio dei lavoratori (per la maggior parte donne sulla quarantina) è che qualche imprenditore si faccia avanti per prendere in affitto o rilevare la struttura, così da farla ridecollare. Anche perchè, come sottolinea Sartori, l’«esigenza a Monfalcone di disporre di posti letto è elevata». In effetti, nelle ultime settimane, anche a causa della prossima consegna della passeggeri ”Azura”, gli alberghi della città sono pieni e anche l’Excelsior ha ricevuto diverse prenotazioni. «L’importante – chiosa Sartori, che sta gestendo le trattative – è che il Comune si faccia carico di queste famiglie, come ha fatto con i lavoratori della Eaton e di tutte le altre aziende in crisi». «La situazione – afferma un dipendente, Fabio Semiz, 36 anni, portiere di albergo – è brutta: ho un mutuo da pagare e da un momento all’altro mi sono trovato prima in ferie forzate, poi in cassa e quindi in mobilità. Ho sempre avuto un rapporto ottimo coi titolari di lavoro, devo ammetterlo, però in questro frangente c’è stata poca chiarezza: avrei preferito che mi convocassero assieme ai colleghi e mi illustrassero il quadro piuttosto che apprendere la crisi dai sindacati. Avevo sentore che le cose non andassero bene, perchè avevo notato un calo di presenze, ma davvero non credevo potesse finire tutto così. Spero che entro l’estate l’hotel possa riprendere l’attività, anche perchè si sa che più tempo restano chiusi gli alberghi e più è difficile riavviarli».
 
LA RECESSIONE E L’INDUSTRIA A RILENTO FRENANO IL SETTORE 
La città perde un quarto di posti letto

Già a gennaio, a microfoni spenti, qualche titolare di attività ricettiva intervistato dal ”Piccolo” in merito alla crisi del settore aveva confessato che sì, il rischio di non riuscire a superare la difficile congiuntura economica, per qualche albergo, c’era. E la sensazione, purtroppo, si è dimostrata fondata: con la chiusura dell’Excelsior un’altra insegna storica si spegnerà a Monfalcone. E con la perdita di un centinaio di posti-letto si priverà la città di un quarto del suo ”patrimonio”.
Un sensibile calo nelle presenze rispetto al 2008, l’aumento di clienti insolventi e gli organici ridotti ai minimi termini erano i segnali negativi denunciati a inizio anno dalla categoria. Sintomi di un malessere acuito nel tempo, che prima o poi dovevano ”esplodere” in modo più evidente. Già nel corso del 2009, del resto, si era assistito a una contrazione sulle prenotazioni che nei mesi aveva toccato ogni tipologia di hotel, da 2 a 4 stelle. Con una generale diminuzione nei fatturati annuali dal 10 al 20%.
Un quadro determinato da una molteplicità di fattori: dalla produzione industriale in arresto, dalla cassa integrazione a spot presso molteplici realtà industriali della provincia, ma anche dall’assenza di un turismo consolidato.
Si assiste tuttavia anche a qualche paradosso: vi sono periodi, come quello della consegna di una nave, in cui il numero di posti letto presenti in città sembra non bastare affatto e Monfalcone si scopre assettata di camere d’albergo. In questo contesto, sempre a proposito dell’imminente cessazione di attività dell’Excelsior, non può non preoccupare il fatto che un altro contenitore vuoto si aggiungerà a quelli già esistenti dell’ex sala Bingo, dell’ex Poste centrali e del rudere di via dei Rettori. (ti.ca.)

Il Piccolo, 22 marzo 2010
 
FIOCCANO LE PROPOSTE: L’AUDITORIUM DEL LICEO NELLA SALA DEL VECCHIO CINEMA 
La chiusura dell’hotel Excelsior svuota un intero isolato in centro

di FABIO MALACREA

L’ex cinema Excelsior? Facciamone un auditorium per il Liceo scientifico e a servizio della città. Conclusasi l’avventura del Bingo, caduta l’ipotesi di utilizzarlo come moschea, arrivano le prime proposte per rivitalizzare un intero isolato del centro, compreso tra via dell’Arena e via Barbarigo, destinato a svuotarsi nel giro di poco più di un mese per l’annunciata chiusura dell’albergo Excelsior, il ”tre stelle” della famiglia Giorgi, e per la presenza dell’edificio ormai inutilizzato da quasi vent’anni delle Poste, in condizioni sempre più precarie, diventato un ricettacolo di topi e sporcizia. Una imprevista ma che si annuncia molto seria. E che, pur interessando iniziative private, investe la questione della vivibilità della città e del centro in particolare, oltre che quella del lavoro, visto che saranno una quindicina le persone che si ritroveranno per strada. Pretendere dal Comune un intervento diretto è impossibile. Mancano i soldi. Da escludere, quindi, l’utilizzo del più grande albergo di Monfalcone come sede di uffici comunali. Anche perchè, ormai, gli obiettivi del Comune vanno verso un futuro utilizzo più ”intensivo” del Municipio, una volta rimesso a nuovo, la vendita dell’attuale sede dell’Anagrafe di via Duca d’Aosta e la ristrutturazione dell’ex albergo Roma di via Sant’Ambrogio, in modo da limitare l’attuale dispersione di uffici e servizi in undici sedi.
Il Comitato di quartiere centro è preoccupato. «La chiusura dell’Excelsior ci è giunta come un fulmine a ciel sereno – dice Adriana Fabris -. Soprattutto perchè è giunta in un momento di vacche assai magre per gli enti locali. Fare un auditorium del vecchio cinema? Certo, potrebbe essere un’idea. Ma devono esserci le risorse per acquistarlo e poi valorizzarlo. Di contenitori vuoti a Monfalcone ne abbiamo già abbastanza». Meglio dunque appellarsi all’imprenditoria privata. «Io vedrei piuttosto il ritorno di una sala cinematografica in centro, a servizio di tutti coloro, soprattutto anziani, che trovano difficoltà a rivolgersi al multisala di via Grado». A caldeggiare la trasformazione dell’ex cinema in auditorium per il Liceo è il consigliere dell’Udc Giorgio Pacor. «È la scelta più logica – afferma. Il Liceo sarà potenziato e tutt’ora non dispone di una sala del genere. Avevo già lanciato in passato questa proposta al presidente della Provincia Enrico Gherghetta ma era caduta nel vuoto: mancanza di risorse. Ora le risorse ci sono, visto che la Provincia ha intascato un bel gruzzolo dalla vendita di un terreno confinario a Gorizia. Acquisti la sala dell’ex cinema Excelsior e la riservi al Liceo, mettendola poi anche a disposizione della città. L’occasione è propizia, sarebbe delittuoso non approfittarne».
E l’albergo? «In questo caso – afferma Pacor – dev’esserci l’interesse di qualche privato. Che non dovrebbe mancare in una città come la nostra in cui il settore alberghiero non ha quasi mai conosciuto crisi. Ma bisogna fare presto, sarebbe grave lasciar deperire una struttura ricettiva in perfetto stato». Pacor vede una soluzione anche per l’ex edificio delle Poste centrali, abbandonato da vent’anni. «La cosa più logica sarebbe inglobarlo nell’albergo. La famiglia Giorgio, anni fa, aveva tentato una trattativa ma senza esito. In questo caso, se saltasse fuori qualche privato interessato all’acquisto, il Comune dovrebbe farsi mediatore in una trattativa con le Poste. Cosa che in passato non ha fatto».
Sono proposte. Il fatto certo è che tra poco più di un mese buona parte dell’isolato tra via dell’Arena e via Barbarigo sarà una ”scatola vuota”, alla luce del verbale di accordo sottoscritto tra la proprietà dell’albergo e la Filcams-Cgil. E che una quindicina di persone resterà senza lavoro.

Il Piccolo, 10 aprile 2010
 
Chiuso l’Excelsior, incombe il rischio-degrado 
SETTORE IN CRISI
Allarme del sindaco Pizzolitto: «Mi impegnerò a trovare nuovi imprenditori»
ALBERGHI 
Rimasti disoccupati 14 dipendenti La città perde un quarto dei posti-letto
 

di TIZIANA CARPINELLI

Il suo sito internet risulta ancora attivo, ma da stamattina all’hotel Excelsior non si servono più né croissant né cappuccini. Ieri a mezzanotte, dopo quarantasei anni di attività, il centralissimo albergo a tre stelle che ospitò personalità del calibro di Gino Paoli, Fausto Bertinotti, Gioele Dix e Amanda Sandrelli, ha definitivamente spento l’insegna al civico 4 di via dell’Arena.
Sessantacinque stanze e oltre un centinaio di posti-letto in meno nella città dei cantieri, che vede così sfumare, con questa repentina chiusura, annunciata meno di venti giorni fa, un quarto della propria offerta ricettiva. E una gatta da pelare in più per gli amministratori comunali: dopo il rudere di via dei Rettori, l’immobile dell’ex Posta centrale e la Sala Bingo, l’ente locale si ritrova infatti a fronteggiare un quarto immobile svuotato all’ombra del duomo di Sant’Ambrogio e tutte le conseguenze del caso, in termini di degrado urbano.
Non bastasse ciò, i quattordici dipendenti che fino all’altro giorno lavoravano all’interno dell’albergo sono ora alle prese con l’incubo della disoccupazione, costretti a inviare a destra e a manca il proprio curriculum per trovare un nuovo impiego. L’azienda è entrata in liquidazione a causa della situazione di crisi che da qualche tempo investe il settore alberghiero. Stando al segretario della Filcams-Cgil, Luciano Sartori, incaricato di seguire la vertenza, al momento non vi è alcuna ipotesi concreta di trasferimento o affitto dell’azienda, avviata nel 1964 da Mario Giorgio, già titolare dell’ex cinema Excelsior. Una circostanza, quest’ultima, che avrebbe quantomeno salvaguardato l’occupazione. Di qui l’appello al sindaco Gianfranco Pizzolitto, presidente regionale dell’Anci, a interessarsi della vicenda per rintracciare nuovi imprenditori interessati a rilevare l’azienda.
Ieri il primo cittadino ha accolto una delegazione di lavoratori e il sindacalista Sartori nel suo ufficio di via Duca d’Aosta per acquisire tutte le informazioni necessarie e in particolare l’elenco dei nominativi delle persone rimaste disoccupate, così da tamponare in primis l’emergenza occupazionale. Su questo fronte, il sindaco si è detto tuttavi ottimista: entro quindici giorni, giusto il tempo di una ricognizione del mercato, potrebbero già esserci notizie positive. Più complessa la situazione relativa alla struttura ricettiva: la paralisi del settore immobiliare, colpito dalla recessione, rischia infatti di dilatare i tempi di riapertura dell’hotel. Un pericolo, questo, paventato anche da Sartori, il quale ha osservato come «riaprire l’Excelsior dopo qualche mese potrebbe rappresentare un problema per il facile deterioramento che una simile struttura, sotto il profilo manutentivo, può inevitabilmente subire».
Concorde Pizzolitto: «Stiamo cercando di risolvere con i privati la delicata questione di via dei Rettori, per la quale noi abbiamo delle divergenze di opinione in merito all’interpretazione del Piano casa: ritrovarsi con un altro immobile vuoto in quella zona sarebbe terrificante, poichè diventerebbe ricettacolo di ogni situazione negativa. Ne consegue il massimo impegno, da parte mia, ad attivare tutti i canali possibili per favorire una risoluzione della criticità».
«Sugli edifici dell’ex Posta centrale e della sala Bingo ho riscontrato un certo interesse – ha aggiunto il sindaco -: non ho nulla di concreto in mano, ma ho appreso che c’è chi si sta interrogando su come utilizzare quegli spazi. Relativamente all’ipotesi di un parcheggio, invece, i miei tecnici si sono detti scettici, a causa dell’assetto viario dell’area e i problemi di viabilità che si verrebbero a creare. Di fronte, infine, c’è l’edificio fatiscente di via dei Rettori, per il quale noi abbiamo deliberato la massima possibilità edificatoria, in termini di cubatura, al pari dell’ex Hippodrome, ma non si può eliminare una bruttura dando il via libera ad un’altra, sotto forma di grattacielo. C’è piuttosto da trovare un punto di equilibrio».
 
Gli ultimi clienti dell’hotel sono usciti tutti alle 9

Gli ultimi clienti, ieri mattina, se ne sono andati alla spicciolata, verso le 9. Tutti, secondo quanto riferito dai dipendenti, erano stati avvisati del fatto che non avrebbero potuto soggiornare all’Excelsior oltre il 9 aprile. «Per 15 anni, 7 mesi e 9 giorni ho fatto il segretario d’albergo alla reception – ha raccontato Sergio Vivoda, 47 anni -, lavorando dalle 15 alle 23. Come ho reagito? Bè, il sentore della crisi c’era: da tempo i trasfertisti non soggiornavano più in albergo e andavano ad affittarsi un appartamento… Ciò ha influito negativamente sull’andamento gestionale dell’hotel. Io, comunque, ho già inviato il curriculum in giro». Avviato nel 1964 dalla famiglia Giorgi, in origine titolare di una panetteria, l’Excelsior si sviluppò dietro l’omonimo cinema di via dell’Arena, poi riconvertito nel 2001 in sala Bingo e quindi dismesso. A una prima ala dell’edificio, l’imprenditore Mario Giorgi affiancò, alcuni anni dopo, una seconda area, attestando l’offerta ricettiva su 65 camere e oltre un centinaio di posti-letto. Da qualche tempo la crisi si era abbattuta sull’hotel, affidato nell’ultimo biennio alle figlie Alberta e Livia (titolare sempre l’anziano padre). Una crisi dettata dalla diminuzione delle prenotazioni legata al ciclo produttivo industriale locale, che ha giocato un ruolo cruciale nella chiusura dell’albergo. (ti.ca.)

Il Piccolo, 14 aprile 2010
 
Hotel Excelsior, pronto il salvataggio 
Dopo la chiusura di venerdì l’imprenditore Pastrovicchio lancia la sua offerta

di TIZIANA CARPINELLI

Il primo a farsi avanti, per lanciare il salvataggio dell’Excelsior, albergo a tre stelle che lo scorso venerdì ha chiuso i battenti, è stato il monfalconese Luca Pastrovicchio, 37 anni, contitolare della Salu Group srl, già gestore di due hotel a Grado e a Lignano Sabbiadoro. L’imprenditore, in società con Samanta Rossi, si dichiara disposto a riavviare la struttura ricettiva di via dell’Arena già da fine mese, precisamente da sabato 24 aprile.
«Sono nato e cresciuto in questa città – ha esordito ieri pomeriggio -, frequentavo il cinema Excelsior e conosco bene le potenzialità dell’albergo: mi dispiacerebbe, da bisiaco, che un tale palazzo cadesse in disuso, per questo mi sono fatto avanti e ho voluto offrire la più ampia disponibilità a salvare quanti più posti possibile». Pastrovicchio, che fino a qualche giorno fa gestiva anche l’hotel Lombardia di piazza della Repubblica (diretto ora dalla Stand snc), ha effettuato sabato pomeriggio un sopralluogo nell’edificio assieme alla proprietà (la famiglia Giorgi) mentre lunedì sera ha incontrato il sindacalista della Cgil-Filcams Luciano Sartori per affrontare la delicata vertenza sui lavoratori.
Con la dismissione del centralissimo albergo a tre stelle, che ospitò tra gli altri Gino Paoli, Gioele Dx e Fausto Bertinotti, quattordici dipendenti sono rimasti disoccupati, mentre la città ha perso 65 stanze e un centinaio di posti-letto, vedendo sfumare così oltre un quarto della propria offerta ricettiva globale. «Le intenzioni della società sono serie – ha aggiunto Pastrovicchio – c’è molto da investire per ammodernare l’albergo e se il Comune, sotto il profilo burocratico, me ne darà modo cercherò pure di aumentare il numero di stelle dell’hotel».
L’imprenditore, da vent’anni nel settore, intende prendere in affitto d’azienda l’Excelsior, finito in liquidazione, per tre anni con rinnovo di altri tre: «Lascio aperta anche la possibilità di acquistare l’immobile», ha precisato. A ostare, dal suo punto di vista, è solo la questione occupazionale, poiché l’imprenditore non si sente di offrire la salvaguardia di tutti i posti: «Sono disposto certamente ad accompagnare al pensionamento i dipendenti in procinto di quiescienza, ma non ha mantenere tutti i rapporti. L’organico attuale risulta a mio avviso in esubero di alcune unità. Se si trova l’accordo coi sindacati sarò il primo a fare la mia parte, per senso civico e amore di questa città, ma se così non fosse pazienza. Non mi strappo i capelli, nell’attuale crisi, per avere un terzo albergo: oggi non è semplice mandare avanti le strutture ricettive, i tempi sono difficili». «E d’altro canto – ha aggiunto – non mi pare ci sia la fila per mettere le mani sull’hotel Excelsior».

Il Piccolo, 29 aprile 2010
 
DOPO LA CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ DELL’EXCELSIOR 
Alberghi, è sempre più crisi Chiude anche la ”Carlina” l’hotel-rifugio di Gino Paoli 
Il cantante lo frequentava agli esordi perché lo gestiva un suo compagno di scuola. Era famoso per la cucina
L’insegna è stata spenta ieri mattina: gli ultimi clienti si sono dovuti trasferire in fretta e furia. La proprietà non ha rinnovato il contratto d’affitto

di TIZIANA CARPINELLI

Cala il sipario su un altro pezzo di storia cittadina: ha spento l’insegna, ieri mattina, l’hotel ”Alla Carlina”, famoso fin dagli anni Sessanta per la sua formidabile cucina casalinga a base di gnocchi e spaghettate al ragù. Alla spicciolata, gli ultimi operai del cantiere che avevano preso stanza al civico 29 di via Primo Maggio, proprio di fronte all’Emisfero e a un paio di chilometri dall’aeroporto di Ronchi, sono stati costretti a fare in fretta e furia fagotto, ripiegando su altre strutture ricettive monfalconesi. Per molto tempo, infatti, quegli alloggi confortevoli e tranquilli (ma soprattutto a modico prezzo) resteranno sigillati. La proprietà dell’immobile, in capo alla signora Wilma Laurencic dopo la scomparsa nel 2007 del fratello Franco, non ha rinnovato all’ultimo titolare Antonio Mollica il contratto di affitto di azienda, prorogato per dodici anni di fila dal 1998. A nulla è valsa l’offerta del gestore di acquisire l’immobile di quattro piani: il locatario ha risposto picche, decidendo di «chiudere per ristruttutturazione».
«Intanto riqualificheremo gli interni e gli esterni – ha commentato Wilma Laurencic – poi, se per caso questa struttura riaprirà in qualità di albergo, ne riparleremo tra qualche anno». Intanto, in meno di tre settimane, la crisi già segnalata a inizio anno nel settore alberghiero ha mietuto una seconda ”vittima” dopo l’hotel Excelsior di via dell’Arena, rimasto ancora con la serranda abbassata. Lo scorso 9 aprile il complesso da 65 camere (di fatto il più capiente di Monfalcone) aveva infatti cessato l’attività. Un imprenditore locale, Luca Pastrovicchio, si era offerto di prendere in locazione l’immobile in pieno centro urbano, dichiarandosi disposto a riaprirlo già il 26 aprile. Poi però non si era più saputo nulla. «Attendo risposte dalla famiglia Giorgi (proprietaria dell’albergo, ndr) – ha fatto sapere ieri Pastrovicchio – non posso dire di più».
L’hotel ”Alla Carlina”, che negli ultimi tempi ha conosciuto le inevitabili conseguenze della crisi dell’industria, è molto conosciuto in città. Perfino il cantante Gino Paoli, compagno di scuola del defunto proprietario Franco Laurencic, soggiornò in una delle sue quindici camere (dieci doppie e cinque singole). Non solo: in passato venne spesso scelto, dalle famiglie monfalconesi, quale sede di banchetti per matrimoni o battesimi. E, dai camionisti e dai trasfertisti, quale tappa ineludibile per via della cucina non elaborata ma certamente buona.
«Ho dato l’anima per portare avanti l’attività – ha raccontato il gestore Antonio Mollica, 57 anni – e avrei proseguito a farlo se i proprietari mi avessero prorogato il contratto. Mi ero offerto di acquistare l’immobile ma la mia proposta è stata rifiutata. D’altro canto, devo anche ammettere che era diventato difficile lavorare in queste condizioni, dettate non solo dalla crisi ma anche dal mancato rinnovo degli ambienti, che con tutta evidenza necessitano di un restyling. Cosa farò? Sono in trattative per rilevare un’altra azienda: con tutta probabilità resterò nel settore». I tre dipendenti rimasti a casa, invece, avrebbero trovato già un lavoro part-time.
 
IL SINDACATO: «SONO SOLO LE PRIME AVVISAGLIE» 
Il calo dei posti-letto in città ora ha raggiunto quota 125

Con la cessata attività dell’hotel ”Alla Carlina” un’altro angolo storico di Monfalcone resta al buio. Non solo: alla precedente perdita di oltre un centinaio di posti-letto, avvenuta con la chiusura dell’Excelsior, va sommato l’ulteriore taglio di 25 unità conseguenti alla dismissione dell’albergo a una stella che si affaccia sulla statale 14. «E purtroppo si tratta solo delle prime avvisaglie – ha commentato pessimisticamente Luciano Sartori, segretario provinciale della Cgil-Filcams – l’onda lunga della recessione sta iniziando a erodere anche il comparto commerciale, ma il peggio deve ancora avvenire. Se si pensava di poter risolvere ogni problema con l’inaugurazione di un centro commerciale, allora si è caduti in errore: gli assetti vanno cambiati se si vuole uscire dalla buriana. Le famiglie in cassa integrazione prima o poi entreranno in mobilità e avranno un minore potere d’acquisto. Di conseguenza gli operatori commerciali si troveranno a soffrire ancor di più questa situazione». Nel settore alberghiero monfalconese si è registrato un sensibile calo nelle presenze rispetto al 2008, ma anche l’aumento di clienti insolventi e la riduzione ai minimi termini degli organici. Sintomi di un malessere acuito nel tempo, che prima o poi dovevano ”esplodere” in modo più evidente con l’avvenuta crisi dell’industria. (ti.ca.)

Il Piccolo, 21 giugno 2010
 
ALBERGHI. LO STORICO HOTEL A TRE STELLE RIPRENDERÀ L’ATTIVITÀ IL 26 LUGLIO 
Riapre l’Excelsior, degrado scongiurato 
Saranno riassorbiti quasi tutti i dipendenti licenziati, ma il proprietario intende cedere l’attività

di TIZIANA CARPINELLI

Le porte a vetri dell’hotel Excelsior, che ospitò nelle sue camere anche Enrico Berlinguer, sono destinate a riaprirsi. A partire da lunedì 26 luglio, dunque tra poco più di un mese, l’albergo più capiente della città, il centralissimo tre stelle situato in via dell’Arena al civico 4, riavvia l’attività ricettiva dopo un ”black-out” di 109 giorni. Riassorbita, o quasi, l’intera squadra di dipendenti (quindici) che erano stati licenziati in data 9 aprile. Almeno questo è quanto ieri ha asserito l’imprenditore monfalconese Mario Giorgi, l’82enne proprietario dello stabile, inaugurato tra il 1966 e il 1967: «Con le mie due figlie (Alberta e Livia, ndr) farò ripartire l’Excelsior, cogliendo l’opportunità di rilancio offerta dalla prossima consegna della nave, la Queen Elizabeth, fissata per fine settembre. Poi valuterò la cessione dello stabile secondo la modalità dell’affitto d’azienda: devo dire, infatti, che ho ricevuto diverse proposte da uomini d’affari che da tempo mi ”corrono dietro” per portare a termine l’operazione. Si tratta, in particolare, di un triestino e di un monfalconese, entrambi impegnati nel settore alberghiero, ma al momento non intendo rivelarne l’identità».
Tra questi non figurerebbe, comunque, Luca Pastrovicchio, il 37enne contitolare della Salu Group srl, gestore di due hotel a Grado e a Lignano Sabbiadoro, che già a metà aprile aveva avanzato pubblicamente la sua ”opa” per assicurarsi l’Excelsior. «Il valore sul mercato dell’hotel – chiarisce Giorgi – è di 2milioni e 800mila euro: non è alla portata di tutti, me ne rendo conto, ma la posizione è strategica ed è l’hotel con la maggiore capacità ricettiva a Monfalcone. Ha infatti 65 camere, due piani di garage e pure parcheggi esterni».
E allora come mai l’improvvisa chiusura di aprile? «È avvenuta a causa delle difficoltà di gestione e del settore – replica l’anziano imprenditore -, inoltre io non sono stato bene, mi sono rotto una gamba, e pure mia moglie è acciaccata. Le figlie hanno i loro impegni familiari e professionali, dunque non è stato semplice tirare avanti l’attività nei mesi passati, soprattutto a fronte della crisi che ha pesantemente investito il settore. Ora l’intenzione è quella di riprendere a lavorare, possibilmente con gli stessi dipendenti di prima, anche se forse non potrò garantire a tutti la riassunzione: voglio assicurare a queste persone rimaste a casa l’occupazione, ma nello stesso tempo devo impegnarmi per rilanciare l’albergo».
Una cosa è certa: il rischio-degrado, legato a una mancata riapertura della struttura e dunque alla presenza di un altro contenitore vuoto in pieno centro, al pari dell’ex-Posta centrale o dell’ex Sala Bingo, è al momento scongiurato, con generale sospiro di sollievo. Più critico, invece, il sindacalista della Cgil-Filcams Luciano Sartori: «Con l’Excelsior si è navigato molto a vista – commenta – e a tutt’oggi non mi è chiaro perché si sia agito in questo modo, tenendo chiusa l’attività per tre mesi». Chiaramente l’impegno del rappresentante dei lavoratori sarà teso a riottenere invece il reimpiego di tutti i dipendenti trovatisi di punto in bianco a spasso. «Purtroppo la situazione non è rosea – conclude Sartori – so che qualche difficoltà, per i lavoratori, c’è anche al Major di Ronchi, ma qui è arrivata già qualche proposta interessante da discutere».

Il Piccolo, 09 agosto 2010
 
Riapre l’Excelsior, riassunti 10 dipendenti su 14 
Dopo 4 mesi tornano oggi al lavoro solo quelli che avevano contratti a tempo indeterminato

Le porte a vetri dell’hotel Excelsior, che ospitò nelle sue camere anche i leggendari Ramones, si riaprono questa mattina. Il centralissimo tre stelle di via dell’Arena 4, riprende l’attività dopo un ”black-out” ricettivo di 123 giorni. Riassorbita, o quasi, l’intera squadra di dipendenti (quindici) che erano stati licenziati in data 9 aprile.
A riferirlo l’imprenditore monfalconese Mario Giorgi, l’82enne proprietario dello stabile, inaugurato tra il 1966 e il 1967. «Ho riassunto una decina di lavoratori: tutti quelli contrattualizzati a tempo indeterminato, ma so che gli altri hanno già trovato un altro impiego – così Giorgi -. L’intenzione è di continuare a lavorare con continuità nei prossimi mesi. Abbiamo già alcune prenotazioni».
È alle porte la consegna della prossima nave, la Queen Elizabeth, fissata per fine settembre e l’imprenditore monfalconese conta dunque di recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi. Con la dismissione dell’Excelsior, che ospitò tra gli altri Gino Paoli, Gioele Dix e Fausto Bertinotti, quattordici dipendenti erano rimasti disoccupati e la città aveva perso d’un colpo 65 stanze e un centinaio di posti-letto, vedendo sfumare così oltre un quarto della propria offerta ricettiva globale. Il rischio-degrado, legato a una mancata riapertura della struttura e dunque alla presenza di un altro contenitore vuoto in pieno centro, al pari dell’ex-Posta centrale o dell’ex Sala Bingo, è dunque al momento scongiurato. Per la riapertura dell’albergo, mesi fa, si era attivato anche il sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto. (t.c.)