Il Piccolo, 26 aprile 2010
 
STARANZANO PARTECIPA, RIFONDAZIONE, LEGAMBIENTE E WWF CONTRO IL PROGETTO 
Scontro serrato sulla centrale a biomasse 
Si accende la protesta: in aula approderà la proposta di fideiussione

STARANZANO È più vicina la costruzione della contestata centrale a biomasse di Bistrigna e si riaccende lo scontro con la coalizione della lista civica ”Staranzano Partecipa” (nata proprio per contrastare l’impianto) e Rifondazione comunista, alla vigilia del Consiglio comunale, probabilmente venerdì, nel quale approderà la proposta di fideiussione, condizione necessaria per l’avviamento del progetto. La fideiussione del valore di un milione di euro viene ritenuta una sottostima dei reali costi di ripristino e servirà per tutelare il territorio dal rischio che l’imprenditore decidesse di abbandonare la centrale venendo meno al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
Scoppia la polemica anche con le associazioni ambientaliste, Legambiente e Wwf, e i numerosi cittadini che avevano raccolto più di 700 firme contro la centrale, presentate proprio dal presidente di Legambiente, Michele Tonzar, nelle mani del sindaco Lorenzo Presot durante il Consiglio comunale a fine dicembre 2008. «Il nostro movimento – spiega la lista Sp – è nato proprio per impedire la nascita dell’impianto che ora si ripropone quasi in sordina in tutte le sue negatività, predisponendo l’ultimo atto che permetterà l’inizio dei lavori. La scelta di una centrale elettrica a olio vegetale non rientra in un piano energetico e non permette di rilanciare né l’economia locale, né l’occupazione, ma arricchisce solo il proprietario dei terreni e l’investitore, quest’ultimo garantito dai contributi statali più che dai guadagni del mercato energetico. A fronte di tutto questo – dicono Sp e Rc -, il territorio del mandamento, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Cona». Rifondazione comunista, che aveva abbandonato la giunta nello scorso mandato perché contraria alla costruzione dell’impianto, attacca la maggioranza sostenendo che la filiera dell’olio vegetale, importato dai paesi in via di sviluppo, è notoriamente causa di devastazione del territorio e di sfruttamento del lavoro, come denunciato in più sedi dai contadini dei paesi coinvolti nella produzione. I biocarburanti, poi, sono poco convenienti dal punto di vista energetico e permettono un abbattimento estremamente modesto dei gas serra, la loro convenienza economica non esisterebbe in assenza di finanziamento da contributi europei. «La cosiddetta ”partecipazione della cittadinanza” promessa da questa amministrazione durante le scorse elezioni – sostiene l’opposizione – continua a essere disattesa. Chiediamo da subito che questo importante passaggio della fideiussione e della costruzione dell’impianto venga discusso in un Consiglio comunale dedicato, incoraggiando in ogni modo la partecipazione della cittadinanza».

Il Piccolo, 29 aprile 2010
 
AMBIENTE. UN PATTO GARANTIRÀ IL COMUNE DAI RISCHI IN CASO DI RINUNCIA DELLA SOCIETÀ 
Parchi in cambio della centrale a biomasse 
Il sindaco di Staranzano mette sul piatto anche le ricadute occupazionali dell’impianto

STARANZANO «La centrale a biomasse si farà con tutte le garanzie per la popolazione. Ci sono prospettive occupazionali per tecnici locali e importanti ritorni economici per realizzare opere pubbliche e migliorare i servizi del paese». Tira dritto per la sua strada il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot alla vigilia del Consiglio comunale convocato per domani alle 16. All’ordine del giorno figura l’approvazione della Convenzione garanzia fideiussoria di un milione di euro, che servirà per tutelare il territorio dal rischio se l’imprenditore deciderà di abbandonare la centrale, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente e anche l’autorizzazione all’installazione di una centralina per il controllo antinquinamento. Pur rispettando il parere contrario di chi non è d’accordo con l’amministrazione comunale,
Presot sottolinea che il Comune sta mettendo in atto non solo le precauzioni affinchè non ci siano problemi di inquinamento dell’aria, ma anche un beneficio economico che porterà una serie di migliorie di opere a favore della comunità. Chi costruirà la centrale elettrica, infatti, verserà in 15 anni al Comune la somma di 3 milioni e 300mila euro, a cui si aggiungeranno 200 mila euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettanti zone del paese.
«La società che dovrà gestire la centrale – spiega Presot – ha incaricato inoltre un responsabile a Staranzano per selezionare tecnici del posto. Non sappiamo quanti potranno trovare occupazione per l’inserimento della nuova industria, ma il fatto che troveranno lavoro nostri concittadini è un segnale molto positivo. Devo aggiungere, inoltre, che le aziende partner di fornitura di olio vegetale per il funzionamento della centrale, hanno preso accordi con un gruppo industriale italiano in modo che gran parte dell’olio vegetale che alimenterà l’impianto arriverà da una filiera italiana e non dall’estero. Dal 5-10% previsto in origine, si potrebbe arrivare anche a una fornitura dalla filiera italiana fino al 30-40%». Per il sindaco, dunque, è un altro passo deciso verso la costruzione della centrale elettrica a olio vegetale.
«Siamo poi l’unico Comune – afferma Presot – a vedere accolta una richiesta di garanzia. La fidejussione rappresenta, inoltre, un preciso adempimento a cui è stato vincolato il parere favorevole del Consiglio comunale del 9 dicembre 2008 e fatto proprio dalla Regione che l’ha anche inserito come una delle condizioni indispensabili per concedere l’autorizzazione alla costruzione della centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da fonti rinnovabili». Intanto la lista civica “Staranzano Partecipa” nata nelle ultime elezioni proprio per rappresentare in consiglio la voce dei contrari alla centrale, Rifondazione comunista, Legambiente e Wwf, continuano la loro battaglia contro la realizzazione dell’impianto.
Il mandamento, dicono, già martoriato dall’amianto e dall’inquinamento di una grande centrale a carbone a Monfalcone, si appresta a ospitare un’altra ciminiera di 40 metri, posizionata tra il centro cittadino e la zona eco-turistica della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo.

AMBIENTE. DOMANI IN CONSIGLIO IL VOTO SULLA BOZZA DI FIDEJUSSIONE 
Le opposizioni: «Troppi rischi»
 

STARANZANO Un “no” secco alla centrale a biomasse da 55 megawatt di potenza e alla “bozza di fideiussione” di un milione di euro (da rivalutare ogni otto anni). Documento che verrà presentato domani in Consiglio comunale di Staranzano convocato per le 16 a tutela del ripristino del sito in caso di abbandono del progetto da parte della B.O. Power, la società incaricata dall’Elettrostudio di Venezia-Mestre di costruire l’impianto energetico.
Lo hanno ribadito ieri mattina nel corso di una conferenza stampa la lista civica “Staranzano Partecipa” con i due consiglieri comunali Giovanni Dean e Andrea Corà, da Carlo Iernetti dello stesso gruppo, e dal responsabile del Circolo Isontino del Partito della rifondazione comunista Monfalcone-Staranzano, Emiliano Zotti.
«Da un lato – spiega Giovanni Dean – siamo contrari alla realizzazione dell’impianto e alla garanzia fideiussoria, irrilevante rispetto all’impianto che costa 60 milioni di euro.
«Dall’altro – continua Dean – essendo amministratori dobbiamo garantire ai cittadini che questa convenzione, oltre al danno per il territorio, non ne aggiunga uno pecuniario». Pertanto ”Staranzano Partecipa” e il Partito della rifondazione comunista hanno chiesto in prima battuta per discutere sulla fidejussione, una rivalutazione annuale o al massimo triennale del valore citato. Di inserire, inoltre, nella bozza i costi del carotaggio (verifica dell’inquinamento del terreno) e di avere un avallo che manca dell’ufficio tecnico comunale delle previsioni di garanzia stimate dalla società Sinergo-Elettrostudio Group. Il valore di un milione, comprende, secondo ”Staranzano Partecipa”, solo l’immobile, mentre il Comune dovrebbe accollarsi l’onere di vendere a terzi altri beni della centrale per ricavare introiti.
«Nella presentazione della bozza in commissione – afferma Corà – c’è stato un tentativo di sensibilizzare il problema, essendo il documento presentato in anticipo rispetto al solito. Ma non c’è stata la possibilità di interagire, perché era già tutto pronto e si è persa l’occasione di portare avanti con questo argomento una linea nuova».
Dura la presa di posizione, invece, di Rifondazione con il consigliere Zotti. «La centrale a biomasse è un impianto insostenibile per il territorio – afferma – che si regge solo sulle sovvenzioni pubbliche. La fidejussione è uno specchietto per le allodole ed è una risposta sulla criticità del progetto che non cautela certo il cittadino». (ci.vi.)

Il Piccolo, 03 maggio 2010
 
STARANZANO. L’ACCUSA DI ASQUINI (LN): «IL TERRITORIO HA GIÀ DATO ABBASTANZA» 
Ok del Consiglio, centrale più vicina 
Approvata la convenzione per l’impianto a biomasse. Si passa alla realizzazione

 
STARANZANO Sei ore di discorsi fiume, una sospensione di una ventina di minuti e per la prima volta tanto pubblico (più di una cinquantina di persone), che ha alzato la voce nel corso dell’intervento di più di un consigliere. Un pubblico presente, dunque, composto da cittadini preoccupati, che si ritengono impotenti di fronte alle incognite di un progetto contrastato fin dalla sua nascita. Si è consumato infatti, nel corso della seduta del Consiglio comunale di venerdì sera, l’ultimo atto che precede la costruzione a Staranzano della centrale elettrica a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili: si tratta dell’approvazione della convenzione relativa all’impianto, ovvero la fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.
La delibera ha registrato il voto favorevole della maggioranza: Pd, “Sinistra per Staranzano” e Idv. Contraria l’opposizione: Pdl, Ln e “Staranzano Partecipa”, quest’ultima sorta proprio per opporsi alla centrale. Una posizione peraltro appoggiata anche da Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, attende ora solo l’inizio lavori. Verrà costruita nell’area di Bistrigna dalla “B.O. Power” per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre. In base alla convenzione, l’impianto porterà un beneficio economico in 15 anni al Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese. Per il sindaco Lorenzo Presot la fidejussione rappresenta «una conquista importante e per nulla scontata». Un adempimento, questo, a cui era stato vincolato il parere favorevole del consiglio comunale del 9 dicembre 2008. Per la maggioranza sono intervenuti Erika Boscarol, Patrizia Dominutti, Flavio Pizzolato e Fabio Marchiò.
Un muro di contrarietà si è invece levato dalle fila dell’opposizione. Tanta amarezza per i consiglieri di Sp Giovanni Dean e Andrea Corà. «Siamo contrari all’impianto – così Corà – perché non è sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico ed economico, inoltre contribuisce allo sfruttamento del terzo mondo ed è stato deciso senza la partecipazione della gente». «Ci opponiamo fortemente – ha ribadito invece Nassimo Asquini (Ln) – perché questo territorio così piccolo ha già pagato tanto ed è fortemente inquinato. La centrale servirà solo a far guadagnare soldi ad altri con la complicità del Comune a danno della popolazione». Per il Pdl sono intervenuti Adriano Ritossa, Alessandro Marega e Pasquale Pusateri. «Appena finiranno gli incentivi verdi dello Stato – ha detto Marega – gli imprenditori ci lasceranno il bubbone». «La situazione è molto grave – ha concluso Ritossa – perché Staranzano è diventata la pattumiera della zona industriale. Ci sono l’impianto di compostaggio, il depuratore fognario, il nuovo impianto di Irisacqua e ora arriverà la centrale a biomasse».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 12 maggio 2010
 
STARANZANO. ATTACCO DI ”PARTECIPA”, RC E VERDI 
«Centrale a biomasse con il trucco»

STARANZANO Lanciano nuove accuse all’amministrazione comunale la lista civica “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista, Verdi e ambientalisti sulla centrale a biomasse che dovrebbe essere costruita a Bistrigna. «Il sindaco Lorenzo Presot – affermano – non dice la verità sull’affidamento del progetto all’Elettrostudio di Mestre, in quanto la società ha messo in atto trucchi per avere l’autorizzazione regionale, evitando di essere sottoposta alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale. Ci batteremo per impedire la costruzione di uno scempio a danno della nostra comunità». Secondo il gruppo esistono prove che, per l’assoggettazione del progetto della centrale, l’Elettrostudio prima ha abbassato la potenza dell’impianto da 55 mw, come inizialmente richiesto nella domanda di rilascio dell’autorizzazione a 49.7 mw, contrariamente a quanto affermato dal sindaco Lorenzo Presot nel recente consiglio comunale. «L’Elettrostudio, inoltre, dopo aver evitato la procedura di Via e superato lo sceening ambientale è tornata sui suoi passi e ha aumentato la potenza a 55,2 mw indicandola come una modifica non sostanziale».
Un attacco all’amministrazione anche dal verde Luciano Giorgi. “Ci sono profonde contraddizioni etiche che minano profondamente la credibilità di un centrosinistra – dice Giorgi – che predica bene e razzola male. A Staranzano questa non è una novità. La creazione di una centrale senza il Via. – afferma Giorgi – è una mera speculazione finanziaria che favorisce proprietari terrieri e investitori, grazie ai sostanziosi certificati verdi che rendono economicamente vantaggioso l’investimento. Visto l’andazzo siamo portati a supporre che l’affare, comprenda anche altri possibili beneficiari».
Il gruppo Sp appoggiato da Rc, verdi e ambientalisti, ha raccolto più del 20% dei consensi nelle ultime elezioni proprio per impedire la costruzione della centrale. Il gruppo ha rilevato, inoltre, un caso simile a Staranzano anche a Casarano nel Salento. “Un gruppo di cittadini e associazioni ambientaliste stanno combattendo come noi – afferma Carlo Iernetti di Sp – e si oppongono ad una centrale a olio vegetale sponsorizzata da un sindaco Pd, considerata dai cittadini inquinante, immorale per l’impoverimento del Sud del mondo».

Il Piccolo, 14 maggio 2010
 
STARANZANO. IL SINDACO RIBATTE ALLE ACCUSE MOSSE DA SP, PRC E VERDI 
Presot: nessun giochetto sulle biomasse

STARANZANO «Menzogne, malafede e poca dimestichezza con le norme legislative». Il sindaco Lorenzo Presot reagisce con forza alle accuse di “Staranzano Partecipa”, Rifondazione comunista e Verdi che lo hanno attaccato su possibili “giochetti” messi in atto per l’impianto a biomasse, onde evitare la procedura della Via (Valutazione di impatto ambientale). Secondo SP e Prc, infatti, la società Elettrostudio prima avrebbe abbassato il valore della potenza nel progetto dell’impianto da 55 Mw a 49.7 Mw. Superato lo screning ambientale in Regione, sarebbe invece tornata sui suoi passi aumentandola a 55,2 Mw . «La modifica di potenza – spiega Presot – non ha nulla a che vedere con la Valutazione di impatto ambientale. E’ avvenuta, da quello che al Comune è stato riferito dagli uffici regionali competenti per l’istruttoria, per la semplice ragione che in quel momento era in dubbio se l’iter autorizzativo di un impianto di potenza a cavallo dei 50 MW fosse di competenza regionale o ministeriale ai sensi della Legge regionale 30/2002. Per tale motivo in un primo momento la potenza dichiarata era stata diminuita, al fine di mantenere la competenza per il rilascio dell’autorizzazione alla Regione, visto che l’istruttoria era già in fase avanzata. Una volta chiarito che la competenza, anche per impianti di potenza superiore rimaneva alla Regione, la potenza è stata riportata al valore iniziale di progetto». «Nonostante ciò – continua Presot – il progetto è passato attraverso i rigorosi esami di tipo ambientale previsti dalla legge e ha ottenuto l’Autorizzazione integrata ambientale. Se chi parla è convinto che sia stata utilizzata qualche procedura illegittima, non comprendo perché non abbiano proceduto a denunciare il fatto alle autorità competenti». «Evidentemente – aggiunge Presot – è più semplice spargere insinuazioni . Quanto denunciato è di competenza del Comune e il sindaco non ha mai fatto affermazioni diverse da contenuti ufficiali di atti amministrativi». Presot attacca i Verdi, Prc e SP. «Mi interessa poco replicare al signor Luciano Giorgi o a al Prc – dice – perchè il giudizio sulla politica di questi personaggi l’hanno già dato i cittadini facendoli scomparire dal panorama politico del nostro paese. Spiace invece osservare come a questi squallidi metodi di insinuazione e di falsità, si unisca chi si fa paladino di un nuovo modo di fare politica. A Staranzano Partecipa vorrei ricordare che i pilastri della partecipazione sono prima di tutto un’informazione corretta, obiettiva e il rispetto per le idee degli altri. Anche quando non condivise».
Ciro Vitiello

Il Piccolo, 24 maggio 2010
 
Giorgi: «Presot sulla Centrale rigira soltanto la frittata» 
Ancora polemiche a Staranzano per la procedura di Via

STARANZANO Non si placano le polemiche nei confronti il sindaco di Staranzano, Lorenzo Presot, sulla centrale elettrica a biomasse. «Se c’è qualcosa di squallido nella vicenda è il comportamento omertoso di Presot, che rese pubblico il progetto a cose praticamente fatte. Di squallido e scandaloso c’è pure la speculazione sui terreni interessati all’impianto che ha moltiplicato a dismisura il loro valore nominale». Luciano Giorgi, verde del “Sole che ride”, si scaglia contro Presot sui asseriti “raggiri” ipotizzati da Sp, Prc e Verdi per l’approvazione in Regione del progetto della centrale da 55 megawatt, onde evitare la procedura della Valutazione d’impatto ambientale (Via). A Prc e Verdi, Presot aveva risposto che «il giudizio lo avevano già dato gli elettori mettendoli fuori dalle ultime politiche». A Sp, invece, di fornire «un’informazione corretta». «L’arrogante Presot – così Giorgi – ha imparato bene la lezione berlusconiana di rivoltare la frittata, offendendo chi critica le sue decisioni. L’unico giudizio politico emerso dalle elezioni è la perdita secca del 20% dei voti del Pd conquistati da Sp. In mancanza di tale gruppo i voti sarebbero andati a Ritossa. E Presot oggi non sarebbe sindaco». Sp rincara la dose: «Presot non mostra rispetto per le opinioni altrui. Purtroppo è tipico di certi politici alzare i toni per distogliere l’attenzione dalla chiarezza delle informazioni. Le sue spiegazioni non cambiano la sostanza dei fatti: Elettrostudio, che dovrebbe costruire la centrale, prima ha ridotto e poi aumentato la potenza per evitare la Via. Stupisce che Presot non si rammarichi, poiché la procedura avrebbe meglio tutelato la salute dei cittadini. È insopportabile sentire la lezioncina sull’informazione, dato che non ha coinvolto la gente sulle scelte dell’impianto». (c.v.)