Il Piccolo, 08 maggio 2010
 
PROGETTI A FAVORE DEI MIGRANTI
Processo Anolf, il pm chiede condanne per quasi 11 anni 
La pena più pesante, 4 anni e 8 mesi, all’ex presidente Salvatori

di FRANCO FEMIA

Condanne per complessivi 10 anni e 8 mesi sono state richieste dal pubblico ministero Marco Panzeri per quattro dei cinque imputati nel processo Anolf. La pena più pesante, 4 anni e 8 mesi, è stata chiesta per Maria Grazia Salvatori, ex presidente dell’associazione, accusata di malversazione e truffa. Per Gianfranco Tarantino, collaboratore di Anolf, il pm ha chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi, per l’albanese Klotilda Biniaku 1 anno e 6 mesi e per Giuseppe Paone un anno di reclusione. Per Davide Bradaschia la pubblica accusa ha chiesto il non doversi procedere per prescrizione. Questi ultimi tre imputati erano stati a loro tempo presidenti della cooperativa sociale Aurora di Gorizia. Il pm per alcune ipotesi di truffa ha chiesto l’applicazione della prescrizione, prescrizione che interverrà a partire dal prossimo anno per tutti i capi di imputazione.
L’accusa che viene rivolta ai responsabili dell’Associazione è quella di aver ricevuto contributi da parte di Regione, Comune di Monfalcone e Azienda sanitaria e di non aver destinato la totalità della somma alla realizzazione dei progetti per i quali era stata erogata e, in alcuni casi – sempre secondo l’accusa – firmando assegni a favore di collaboratori dell’associazione o della cooperativa Aurora per operazioni che sono state considerate inesistenti o estrane alle finalità dei progetti. «I rendiconti presentati erano falsi, alcune spese in realtà non erano mai state sostenute. E tutto questo per poter ottenere il saldo dei contributi che erano stati in parte già erogati dagli enti locali», ha detto nella sua requisitoria il dottor Panzeri, che alla fine non ha potuto annotare come la fase istruttoria del dibattimento si sia dilungata anche perché la stragrande maggioranza dei testi citati dalla difesa non aveva alcuna rilevanza ai fini del processo.
Sotto il mirino della magistratura erano finiti alcuni progetti creati dall’Anolf, l’Associazione nazionale oltre le frontiere. Il più consistente riguarda la convenzione con il Comune di Monfalcone per la gestione del Centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati per gli anni 2002, 2003 e 2004, per i quali l’ente locale aveva versato all’Anolf 484mila euro. Con l’Ass l’Anolf aveva firmato nel 2003 una convenzione per il progetto Osservatorio migranti ricevendo un finanziamento di 45mila euro concesso dalla Regione. Il terzo progetto era intitolato Casa insieme 2002 con un finanziamento regionale di 32mila euro. Infine, il quarto progetto per 113mila lire erogati dalla Regione, riguardava la costituzione di una fondo rotazione destinato alla concessione di prestiti a favore degli stranieri per il pagamento degli affitti.
Regione, Azienda sanitaria e Comune di Monfalcone si sono costituiti parte civile e i loro legali – rispettivamente avvocati Cossina, Cattarini e Sanzin – ieri hanno chiesto la condanna degli imputati e il risarcimento dei danni materiali quantificati nello stesso importo dei contributi erogati e 50mila euro per i danni morali. Si è costituita con l’avvocato Furlan anche l’Anolf che ha chiesto un risarcimento di 100mila euro per i danni morali cagionati all’associazione da questa vicenda.
Ora la parola spetterà alla difesa. Nella prossima udienza, fissata per il 28 maggio, interverranno gli avvocati Marchiori per la Salvatori, Agostinis per Biniaku, Paone e Tarantino, e Bassi per Bradaschia. Il tribunale ha già anticipato che servirà poi un’ulteriore udienza per le repliche e la sentenza.
In apertura di udienza l’avvocato Marchiori aveva sollevato che il verbale della deposizione di un testa, avvenuta nell’udienza del 15 gennaio, era incompleta e pertanto chiedeva il rinvio del processo. Il tribunale, accertato che in effetti la trascrizione era incompleta, ha assicurato che entro la prossima udienza avrebbe fornito alle parti la trascrizione completa della deposizione.

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