Il Piccolo, 06 giugno 2010
 
MOBILITAZIONE SPONTANEA NEL PARCHEGGIO PUBBLICO DI VIA AQUILEIA 
La gente circonda i tecnici, stop all’antenna 
Sospese le operazioni preliminari. «Non vogliamo l’impianto davanti alle nostre case»

Del tentativo di effettuare le verifiche preliminari all’installazione della nuova antenna rimane solo un foro nello spartitraffico al centro del parcheggio di via Aquileia. Appena si sono accorti dell’arrivo di un tecnico dotato di macchinario i residenti delle palazzine e case circostanti sono scesi in strada, compatti. Il tecnico se n’è andato, ma ai residenti è rimasta la preoccupazione per la comparsa dell’impianto di telefonia mobile, previsto dal nuovo Piano delle antenne, approvato dal Consiglio a febbraio. L’antenna va di fatto a soppiantare quella collocata in precario in via Isonzo, ritenuta dal rione troppo vicina a scuole e oratorio. «La nuova antenna starà però a meno di 20 metri dalle abitazioni, dove i bambini ci dormono e ci abitano per più di quattro ore al giorno», hanno osservato i residenti, che hanno avviato una raccolta di firme, contestando la scarsa informazione fornita dal Comune.
«I residenti dovevano essere informati, prima di decidere dove l’impianto andava. Per le tasse pure ci trovano», hanno detto diverse donne che abitano nelle palazzine affacciate sul parcheggio. Già, perchè l’area su cui sorgerà l’antenna è di proprietà comunale. «I soldi del canone li prende il Comune, le onde elettromagnetiche noi», hanno aggiunto. Al loro fianco il consigliere regionale dei Pensionati Luigi Ferone, che abita nelle palazzine di via Aquileia. Il neocostituito Comitato di via Aquileia, comunque, non si arrende, anche perchè i residenti, tra i quali ci sono molti anziani, già alle prese con problemi di salute, sono contrari in modo compatto. «Dopo aver chiesto di spostare l’antenna o nel parco dell’ex ospedale o all’incrocio tra via Aquileia, via Isonzo e via Aulo Manlio, abbiamo inviato una nuova richiesta di informazioni dettagliate al Comune sulle caratteristiche dell’impianto – spiega Luciano Malabotti -. Aspettiamo ancora la risposta».
I rappresentanti del Comitato hanno comunque già incontrato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo e i tecnici. «È vero, non ci sono ancora certezze scientifiche, ma il principio di precauzione ci spinge a essere qui», osserva un altro abitante con due figli piccoli. A muovere gli abitanti di via Aquileia è il timore di danni alla salute, ma tutti sottolineano anche come la presenza di un impianto di telefonia mobile piazzato davanti casa farà crollare il valore delle case. La struttura fra l’altro accoglierà l’impianto di trasmissione di via Isonzo in co-site con quello di via Primo Maggio. Nel 2006 le antenne installate in città erano 23, ora sono 27, ma il numero potrà salire fino a 41. La previsione è contenuta nell’aggiornamento del Piano comunale di settore approvato dal Consiglio 4 mesi fa. L’indicazione è comunque in linea con quella del luglio 2006, quando il numero massimo di antenne collocabili nel territorio era stato fissato a 40. I gestori hanno avanzato richieste per l’installazione di nuovi impianti nell’area di via Timavo, via Giarrette a Marina Julia e nella zona di Marina Nova, le ultime due esposte alle aggressive intrusioni del sistema di trasmissione sloveno.

Il Piccolo, 10 giugno 2010
 
Diventa visibile la protesta anti-antenna 
Un grande striscione e apparso in via Aquileia per dire no all’elettrosmog

 
Diventa visibile a tutti la protesta dei residenti della zona di via Aquileia, dove è prevista l’insttazione di una nuova antenna per la telefonia mobile.
Lungo la strada, appeso al muro che delimitava l’ex ospedale, è comparso infatti un grande striscione su cui c’è scritto a lettere colorate: “Basta antenne. Stop elettrosmog”.
Anche se contrari e già impegnati in un confronto con l’amministrazione comunale, non sono stati comunque gli abitanti delle palazzine affacciate sul parcheggio pubblico di via Aquileia a realizzare lo striscione di protesta.
Lo assicura un residente. «Forse qualcuno ci vuole aiutare», commenta per nulla infastidito dalla comparsa dello striscione. Gli abitanti dell’area rimangono intanto in attesa delle risposte ai quesiti tecnici posti all’ente locale in merito alla tipologia e caratteristiche dell’impianto radiobase e alla richiesta di poter visionare i documenti autorizzativi dell’antenna.
L’amministrazione comunale dal canto suo ricorda per ora che «quella localizzazione era già inclusa nel Piano delle antenne precedente». Nella costruzione della prima variante al documento urbanistico (perché tale è il Piano delle antenne) l’ente locale ha inoltre realizzato, tramite l’Agezia regionale per l’ambiente (Arpa), un’analisi sulla situazione attuale esistente nelle aree in cui già esistono degli impianti e in quelle deputate ad accoglierli.
Al piano è stata inoltre allegata una simulazione del “bagno elettromagnetico” prodotto dal posizionamento dei nuovi impianti. «All’installazione si arriva poi solo a fronte del parere positivo dell’Azienda sanitaria e dell’Arpa», aggiunge l’amministrazione locale, che sottolinea inoltre di essersi sempre mossa in base a principi di precauzione, mantenendo quindi le emissioni elettromagnetiche ben al di sotto dei 6 volt per metro stabiliti dalla normativa nazionale.
«I gestori sono autorizzati a installare una rete a livello ministeriale e a quel punto hanno il diritto e il dovere di erogare un servizio che è considerato pubblico – prosegue il Comune -. A quel punto anche l’ente non può negare il diritto all’installazione».
Con i Piani della telefonia mobile imposti dalla normativa regionale i Comuni riescono però perlomeno a governare il sistema. «La stessa legge regionale privilegia per il posizionamento i siti di proprietà pubblica – aggiunge il Comune -, perché i canoni introitati consentono di effettuare i controlli sulle emissioni. Il Comune di Monfalcone ha potuto acquistare le centraline che, gestite da Arpa, qualsiasi cittadino può richiedere per verificare il livello di inquinamento elettromagnetico cui è esposto».

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