Il Piccolo, 17 luglio 2010
 
UN CONVEGNO A TRIESTE SULLA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI. SOLO L’ANNO PROSSIMO LA MAPPA DEI SITI 
Nucleare a Monfalcone, il governo non si sbilancia 
Il sottosegretario Saglia (Sviluppo economico): «Una centrale è un’opportunità, non una iattura»

TRIESTE Nessuna smentita e nessuna conferma sull’ipotesi di centrale nucleare a Monfalcone. Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, non si sbilancia. Per l’ennesima volta si ipotizza la città dei cantieri come possibile sito per un impianto nucleare? Per l’esponente del governo, ieri a Trieste per partecipare al convegno organizzato dalla Sogin (Società gestione impianti nucleari) insieme al sottosegretario all’ambiente Roberto Menia, non c’è nulla di concreto perché la mappa dei siti si conoscerà appena l’anno prossimo.
MONFALCONE «Ad oggi – afferma Saglia – non è possibile né smentire né confermare alcuna ipotesi. Stiamo costruendo l’architettura normativa per garantire la sicurezza dei territori. Pertanto, quando si parla di possibili siti siamo semplicemente di fronte a delle voci». Anche Roberto Menia conferma quanto affermato dal collega di governo assicurando che «al momento non c’è nulla». Saglia ha comunque aggiunto che ospitare una centrale nucleare «va visto come un’opportunità e non come una iattura». Il programma del governo in questo settore va avanti, ha confermato il sottosegretario, aldilà di «qualche ritardo» dovuto alle dimissioni dell’ex ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, e alla successiva mancata nomina di un nuovo ministro.
RITARDI «Sicuramente – ha spiegato Saglia – il problema di aver ritardato di qualche mese la nomina dei componenti dell’Agenzia nucleare ha avuto un effetto, ma non è drammatico». Secondo il sottosegretario, tuttavia, «l’altro lato della medaglia consiste nel fatto che il presidente del Consiglio e ministro ad interim è il massimo garante del programma nucleare, che era anche nel programma elettorale del Pdl». Per Saglia «entro la pausa estiva l’Agenzia per la sicurezza nucleare inizierà il suo lavoro». Di qeust’Agenzia potrebbero far parte Umberto Veronesi ma anche Maurizio Cumo, docente alla Sapienza di Roma e Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Cro di Aviano.
KRSKO Saglia si è soffermato anche sull’ipotesi di partecipazione italiana al raddoppio della centrale nucleare slovena di Krsko, obiettivo più volte ribadito dal presidente della Regione, Renzo Tondo. «Il governo ha avuto molti incontri con la Slovenia – ha affermato il sottosegretario – e si è parlato anche di questa eventualità». Saglia ha assicurato che da parte delle imprese italiane «c’è la massima disponibilità e la professionalità» per l’eventuale intervento ma nel contempo «ci dovrebbe essere maggiore entusiasmo da parte del governo sloveno». Secondo Menia «Tondo sostiene una tesi che ha la sua valenza sul piano della sicurezza, del business e dell’allontanamento di un’eventuale centrale in Friuli Venezia Giulia».
RIGASSIFICATORE A margine del convegno si è parlato anche dell’impianto che dovrebbe sorgere a Zaule e che, anche in questo caso, vede protagonisti i rapporti con la Slovenia. Secondo Menia «Lubiana usa motivazioni ambientali in maniera strumentale, nascondendo questioni economiche vista l’ipotesi di un rigassificatore a Capodistria». Sia l’esponente triestino del governo che Saglia tuttavia precisano che «da parte nostra abbiamo fornito tutte le garanzie ambientali possibili». Menia ha affermato che, dopo l’incontro di fine maggio che ha portato alla stipula dell’accordo tra Italia e Slovenia sulla sicurezza nucleare «sembrava tutto appianato» e ha mostrato perplessità sulla minaccia di ricorso alla Corte di giustizia europea da parte di Lubiana: «Non si è mai verificata una cosa del genere».
LA CHIESA Sul tema del nucleare si è espresso al convegno anche il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, che ha assicurato come per la Chiesa «c’è disponibilità all’utilizzo civile dell’energia nucleare, purchè non vi siano implicazioni militari. Se si tratta di un utilizzo per il bene comune – ha affermato monsignor Crepaldi – non c’è alcuna preclusione da parte della Chiesa».
Roberto Urizio

Il Piccolo, 18 luglio 2010
 
No al Nucleare, la città pronta alle barricate 
Il sindaco: il rischio è alto, la Regione sia chiara. Razzini: il centrosinistra fa terrorismo

di LAURA BORSANI

Il nucleare tiene ancora sulla graticola Monfalcone. Perché non convincono le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che sull’argomento ha affermato di «non poter smentire né confermare alcuna ipotesi», sostenendo che «la mappa dei siti si conoscerà appena l’anno prossimo». Tanto che il sindaco, Gianfranco Pizzolitto, rinnova la sua determinazione: «Sono disposto a scendere in piazza, qualora si prospettasse l’eventuale coinvolgimento di Monfalcone. Voglio ribadire il mio forte appello affinché la Regione ponga particolare attenzione a una questione che riguarda la salute dei cittadini, ma anche lo sviluppo economico del nostro territorio, bloccando iniziative di diversificazione produttiva». Se dal centrosinistra cresce la preoccupazione, i rimandi sono altrettanto netti. Quelli del consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, poiché il presidente Renzo Tondo non intende rilasciare ulteriori dichiarazioni rispetto a quanto già ribadito. «Il sottosegretario Saglia ha detto ciò che ha detto: non c’è nulla sul tappeto – ribatte così Razzini -. Il nucleare è pulito, sicuro, ma di Monfalcone non se ne parla. La Lega Nord è contraria, a tutti i livelli. Anche il presidente Tondo lo è. Questo ”terrorismo” è solo la ”foglia di fico” utilizzata per mascherare invece lo scempio che gli esponenti del centrosinistra che hanno fatto della nostra città. Il problema reale è piuttosto che tra pochi mesi ci propineranno la centrale a biomasse tra Staranzano e Monfalcone».
Ma in città restano i dubbi. Pizzolitto si dice «molto preoccupato»: «Il Governo, nuclearista, ritiene che la centrale è un’opportunità. La Regione continua a non assumere alcuna posizione chiara contro questa ipotesi. Parla di Krsko, ma intanto ha votato a favore del nucleare. L’atteggiamento della maggioranza regionale non è sufficiente a cautelarci rispetto alla possibilità di una centrale. Lo dico innanzitutto come cittadino. Il tutto, in un momento in cui si discute di rigassificatori e del superporto, e a fronte dell’assenza di un reale piano energetico. Siamo all’interno di un vuoto programmatico e questa è una condizione di debolezza da parte del Friuli Venezia Giulia, mentre altre Regioni, hanno già espresso profonde perplessità». Fa eco il segretario provinciale del Pd, Omar Greco: «C’è molto tatticismo, un’ambiguità voluta, legata però al fatto che, in realtà, c’è la volontà di costruire centrali nucleari. Il presidente Tondo continua a ribadire di voler attivare una partnership con la Slovenia per il raddoppio di Krsko, quando noi sottolineiamo che la Regione non ha gli strumenti giuridici per farlo, trattandosi di una questione che attiene ai rapporti tra Stati. L’attivismo del presidente, pertanto, lascia il tempo che trova. E poi c’è stato lo ”scivolone” del presidente del Consiglio regionale, Edouard Ballaman, della Lega, anche se Razzini ripete che non c’è alcun rischio. Il tutto, mentre il presidente del Veneto, Luca Zaia, pure della Lega, pur nulcearista, ha votato contro la centrale nella Conferenza Stato-Regione. Monfalcone rimane uno degli obiettivi ”sensibili”, pur in assenza di una lista ufficiale. Il rischio è di trovarci completamente disarmati. È una situazione gravissima, per la quale chiederemo conto delle responsabilità al centrodestra e mobiliteremo i nostri cittadini».
Legambiente rinnova il netto ”no” a una scelta ritenuta «rischiosa per la sicurezza e la salute pubblica e perdente sotto il profilo economico». Il presidente Michele Tonzar aggiunge: «Non cambia alcunché, salvo che slitta la data sulla lista dei siti. Alla fine ne uscirà un pasticcio e questo Governo, con i problemi di ben altro tipo che ha, non deciderà nulla. Voglio comunque vedere cosa accadrà nel momento in cui si deciderà sul sito e i cittadini si sentiranno esclusi, considerati gli iter rapidi che su questa materia scavalcano gli enti locali».