Il Piccolo, 03 agosto 2010
 
Scoperta un’evasione di 8 milioni 
Intercettati dalla Gdf cinque imprenditori praticamente sconosciuti al Fisco 
Rilasciavano regolari fatture ma poi omettevano le successive dichiarazioni

Un’evasione fiscale superiore agli 8 milioni di euro, tra Iva, imposte sui redditi e Irap, messa in atto da cinque imprenditori, è stata scoperta dalla Gdf di Gorizia. In particolare l’attività investigativa ha consentito di segnalare ai competenti uffici finanziari, nel complesso, circa 8 milioni di euro di base imponibile sottratta a tassazione, ai fini delle imposte dirette, e 5,2 milioni ai fini dell’Irap, nonché di formulare proposte di recupero dell’Iva evasa pari complessivamente a oltre 700mila euro. L’indagine ha riguardato, tra le altre, una ditta di meccanica che opererebbe nel Monfalconese nell’indotto di Fincantieri e una ditta cittadina di riparazioni di apparecchiature elettroniche e tv, per la quale sarebbe stata rilevata un’evasione di 200mila euro. Le altre tre ditte si troverebbero nell’Isontino. La maxi-evasione è emersa nel corso di cinque verifiche fiscali che hanno interessato i settori della meccanica generale, della manutenzione e riparazione di macchine speciali e delle prestazioni di design. Secondo quanto accertato, sarebbe stata omessa la dichiarazione al Fisco di operazioni imponibili effettivamente poste in essere, individuate attraverso la ricostruzione del volume d’affari conseguito dai cinque contribuenti sottoposti all’attività ispettiva, ricostruzione che è stata possibile mediante controlli incrociati presso i clienti e indagini bancarie. I contribuenti controllati, pur emettendo regolari fatture, non provvedevano poi a presentare le dichiarazioni fiscali, rimanendo di fatto sconosciuti al Fisco. Le attività ispettive, che sono state concluse nei giorni scorsi, sono scaturite dal monitoraggio effettuato dai finanzieri sulle attività economiche in provincia, sia mediante l’incrocio di dati ed elementi informativi contenuti nelle numerose banche-dati in possesso degli stessi investigatori, sia attraverso il controllo economico del territorio, garantito dalle pattuglie. Il risultato raggiunto consentirà ora la rideterminazione della base imponibile effettivamente realizzata e in gran parte non dichiarata.
I contribuenti controllati, in effetti emettevano regolarmente le fatture al termine dei lavori effettuati, ma successivamente non provvedevano a presentare le conseguenti e dovute dichiarazioni fiscali. Di fatto quindi per il Fisco erano degli sconosciuti e potevano confidare nella maggior difficoltà, in tal modo, di essere individuati da parte degli organi inquirenti.