Il Piccolo, 17 agosto 2010
 
SORGERÀ A BISTRIGNA NEL COMUNE DI STARANZANO AL CONFINE CON QUELLO DI MONFALCONE 
Centrale a biomasse, iniziati i lavori 
L’impianto, del costo di 60 milioni, avrà una una capacità produttiva di 55 megawatt

di CIRO VITIELLO

Aperto il cantiere per la costruzione della centrale a biomasse a Bistrigna, in Comune di Staranzano. Fine lavori 31 maggio 2013. Questa la data indicata sul tabellone che è stato sistemato nei giorni scorsi dall’impresa. È dunque iniziata la costruzione dell’impinato a biomasse da 55 megawatt, alimentata da fonti rinnovabili e olio vegetale. E se tutte le tappe rispetteranno i tempi stabiliti dal progetto fra tre anni comincerà la produzione dell’energia elettrica “da esportazione”. Il cantiere è aperto in località della Risaia, proprio nella zona accanto al depuratore.
Tutta l’area è recintata per la costruzione dell’impianto, mentre le ruspe sotto un sole cocente estivo hanno cominciato a spianare il terreno. Dalle parole ai fatti. Il Comune, retto dal sindaco Lorenzo Presot, dunque, tira dritto per la sua strada e tutto quello che prima era solo sulla carta, ora comincia a diventare realtà con la concreta costruzione del mega impianto. Verrà costruito dalla B.O. Power per conto dell’Elettrostudio di Venezia-Mestre che ha realizzato il progetto.
Sono finite, dunque, le discussioni fra le forze politiche e si scrive, invece, la storia che per oltre un anno ha coinvolto i partiti, ha spaccato l’ex maggioranza con l’uscita di Rifondazione comunista e facendo nascere nelle ultime elezioni il movimento “Staranzano Partecipa” che si oppone alla costruzione dell’impianto, ottenendo il 22% dei consensi elettorali e incassando l’appoggio di Prc, Verdi, ambientalisti e Legambiente e di Pdl e Lega Nord.
Favorevoli Pd, “Sinistra per Staranzano” e Italia dei valori. I contrari all’impianto mettono in primo piano la questione ambientale e lo sfruttamento del terzo mondo per l’estrazione dell’olio di palma da piantagioni che potevano servire all’agricoltura locale. Per i favorevoli, invece, ci sono tutte le garanzie per l’ambiente.
La centrale, che costerà 60 milioni di euro, in base alla convenzione, porterà un beneficio economico in 15 anni nelle casse del Comune di 3 milioni e 300 mila euro, a cui si aggiungeranno 2 milioni di euro di opere pubbliche nella zona industriale e un investimento “una tantum” per la realizzazione di due parchi giochi in altrettante zone del paese.
In uno degli ultimi consigli comunali, inoltre, era stata approvata una fidejussione del valore di un milione di euro a garanzia di tutela del territorio nel caso in cui l’imprenditore decida di abbandonare il progetto, mancando al suo dovere di ripristino dello stato precedente.