Il Piccolo, 30 agosto 2010
 
INIZIATIVA VOLUTA DAL COMUNE INCENTRATA SULLA MULTICULTURALITÀ 
GLI STRANIERI 
LE FINALITÀ 
Nei centri estivi a scuola di bengalese 
Lezioni di lingua e cultura tenute da esponenti della comunità asiatica
Esperienza-pilota che intende coniugare le esigenze d’integrazione tra le diverse etnie
Gli immigrati presenti in città sono quasi il 15% della popolazione residente

di LAURA BORSANI

Lezioni di lingua, tradizione e cultura bengalese al Centro estivo. L’integrazione cresce tra i bambini mettendo a frutto le vacanze, prima di tornare sui banchi di scuola. È l’iniziativa lanciata dal Comune, un Centro estivo bisettimanale, in avvio proprio oggi, dove si imparano anche le abitudini e le peculiarità delle comunità immigrate in città. Come quella asiatica, che a Monfalcone, con i suoi 1437 residenti, il 5,12%, è la più rappresentativa.
Scende in campo dunque una nuova proposta, nel segno della multiculturalità. È infatti il filo conduttore prescelto per questo Centro estivo, che sarà caratterizzato da momenti e attività riservati all’insegnamento e alla formazione incentrati sulla cultura e sulla lingua bengalese. Ci sarà spazio anche per apprendere elementi di lingua inglese.
Per il progetto è stata così coinvolta direttamente la comunità asiatica, al fine di mettere a disposizione alcuni connazionali per gestire lo scambio interculturale assieme ai bambini.
Rappresentanti della comunità immigrata con esperienza di insegnamento nel proprio Paese e dotati di una buona conoscenza della lingua italiana. Capaci di sapersi rapportare ai piccoli utenti, nelle formule più appropriate, ludiche e di facile apprendimento.
Momenti di gioco, attività ricreativa, ma anche dialogo e confronto. L’integrazione passa pertanto attraverso l’entusiasmo e la curiosità propri dei bambini.
L’iniziativa parte dunque oggi e si protrarrà per due settimane, fino al 10 settembre, a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. Si è registrato il tutto esaurito, avendo coperto la quarantina di posti programmati. Il Centro estivo, che sarà ospitato all’Area Verde (in caso di maltempo, l’attività verrà ospitata in una palestra della zona), è rivolto ai bambini delle scuole materne e delle elementari.
La frequenza è mattutina, fino alle 13. La partecipazione è gratuita, con il solo costo della merenda, 20 euro, a carico delle famiglie.
Le finalità sono molteplici. A partire dal fatto che il Centro estivo è stato organizzato in un periodo, fino all’avvio dell’attività scolastica, scoperto dalle iniziative offerte dai privati, che terminano con il mese di agosto.
Ma ciò che contraddistingue questa esperienza-pilota è proprio il tema scelto della multiculturalità, volendo coniugare le esigenze di integrazione in città da parte delle diverse comunità straniere, in particolare dunque quella bengalese che è la più numerosa.
L’esperimento esprime contestualmente un’altra valenza sociale, poichè vengono impiegate anche donne che, in questo periodo di crisi economica, hanno perso il lavoro o sono state poste in cassa integrazione.
«Si tratta di una delle azioni che abbiamo messo in campo nell’ambito delle Pari Opportunità e del ”Progetto Crisi”, attraverso fondi regionali, di supporto alle donne rimaste fuori dall’attività produttiva – spiega infatti l’assessore Morsolin -. La gestione del Centro estivo è stata affidata all’associazione ”Fantasticamente”, che cura anche i pomeriggi del sabato in Biblioteca dedicati ai ragazzi. L’associazione coinvolge per queste attività proprio le donne rimaste senza lavoro o in cassa integrazione. Il personale viene comunque selezionato in base ai requisiti richiesti, in questo caso specifici per il Centro estivo».
L’assessore quindi pone l’accento sul tema della multiculturalità dell’iniziativa: «Abbiamo scelto questa impostazione – sottolinea Cristiana Morsolin – per favorire l’integrazione sociale tra i bambini, offrendo ulteriori occasioni di scambio e di dialogo. I momenti di insegnamento, chiaramente, sono stati formulati in modo appropriato, tenendo altresì conto del clima vacanziero proprio di un Centro estivo. Si tratta di un’esperienza adeguata all’età dei piccoli utenti».

Il Piccolo, 01 settembre 2010
 
Centro estivo alla bengalese, «provocazione insensata» 
Bucarella (Incontri bisiachi): «Questa non è integrazione». I genitori approvano l’iniziativa

di STEFANO BIZZI

Gheddafi auspica un’Europa islamizzata? Venga a Monfalcone e vedrà che resterà soddisfatto nello scoprire che qualcuno ci sta già pensando.
Lo dimostrano le polemiche sul centro estivo multiculturale partito lunedì e organizzato dal Comune all’Area verde di via Valentinis. Oltre che dal centrodestra, all’assessore ai Servizi sociali Cristiana Morsolin le frecciate sono arrivate anche dalla collega di giunta Paola Benes. Il fuoco amico dell’assessore alla Cultura (servizio a parte) sull’integrazione a rovescio, non sembra essere però condiviso dalle famiglie che hanno deciso di isicrivere i propri bambini all’iniziativa. Non è condiviso anche perché il programma non è concentrato sulla sola diffusione della cultura bengalese.
Il percorso studiato dagli uffici Pari opportunità pervede appuntamenti dedicati all’Africa (come quello di ieri dove i bambini hanno ballato la ”waka-waka”) alle popolazioni native americane, alla Cina e all’Australia. A rendere forse particolare l’appuntamento con la cultura bengalese è il fatto che a presentarla saranno i rappresentanti di quella stessa cultura e non dei mediatori italiani.
«Per me non è un problema se si fa interculturalità anche in bengalese – osservava ieri mattina una madre al termine della giornata di giochi -. Non sento minacciata l’identità di mio figlio che può imparare qualcosa di nuovo. È più importante che siano loro a imparare la nostra cultura. Vedo soprattutto a scuola che hanno difficoltà a comunicare con noi. In particolare le donne». «Penso che imparare un diverso modo di comunicare sia fondamentale per capire gli altri – aggiunge un’altra madre -. Quando ho iscritto mio figlio sapevo che si sarebbe fatto uso di più lingue e credo che sia un’occasione da non perdere perché aiuta a capire che ci sono vari modi per esprimere gli stessi concetti. Crea momenti di incontro effettivo». «L’importante è che i bambini stiano bene tra loro», aggiunge una baby-sitter.
«Se vado in un paese devo impararne la lingua e rispettare le regole, questo è poco ma sicuro» è questa la posizione più critica espressa da un genitore che però poi aggiunge: «Anche se non sapevo che il centro estivo fosse incentrato sulla multiculturalità, non cambia niente. Come possono imparare qualche parola d’inglese, i bambini possono impararne anche qualcuna in bangla». «Il problema è tutto degli adulti», taglia corto un’altra mamma invitando a superare i pregiudizi.
Interpellato sulla questione, Aldo Bucarella, responsabile del Gruppo incontri bisiachi, getta acqua sul fuoco: «L’unica cosa che si può dire è che si tratta di provocazioni insensate. Sono provocazioni di questo genere che negli ultimi anni hanno fatto diventare i monfalconesi razzisti. Per loro natura non lo sono mai stati. Anzi, hanno fatto dell’accoglienza un punto di forza».