Il Piccolo, 29 settembre 2010
 
MUFFA, UMIDITÀ, INFILTRAZIONI E CREPE AL PREZZO DI 500 EURO MENSILI 
A Panzano nel degrado le nuove case Ater scoppia la rabbia degli inquilini esasperati

Muffa, umidità, infiltrazioni d’acqua dai tetti oltre che da porte e finestre. Scale rotte e pericolose. E ancora: crepe e fessure sui muri maestri, fogne che non fanno defluire lo scarico d’acqua, travi marce, grondaie rotte, verande esterne al limite della sicurezza e materiale scadente di infissi e serramenti che non si chiudono. La lista è lunghissima. In più l’affitto è di 500 euro mensili, troppo alto per l’offerta. Esplode con forza la rabbia dei residenti delle case Ater di Panzano delle vie Predonzani, Firenze e Torino (tutte traverse di via Callisto Cosulich a quattro passi dal cantiere). Sono state consegnate da meno di quattro anni, ma presentano già evidenti segni di degrado e l’Ater non ha alcuna intenzione di intervenire. Le abitazioni, sostengono gli affittuari, non sono state costruite a regola d’arte perché realizzate con il massimo del risparmio e una mano d’opera non specializzata e, soprattutto, che costava poco.
La protesta è tale che i residenti convocheranno a breve il consiglio di quartiere. Vogliono andare per vie legali e fermare il disfacimento delle abitazioni: un patrimonio storico del rione e un simbolo della città che si è sviluppata attorno al cantiere. «A questo punto – afferma Alfio Pizzo – auspichiamo una commissione d’inchiesta che faccia luce su come è stato sperperato il denaro, per colpire i responsabili ed evitare che facciano altri danni. Ci stanno umiliando. Faremo sicuramente le nostre azioni, ma spero che venga aperta un’inchiesta da parte della magistratura». Marco Moratti, che abita a piano terra, dice che ogni volta che piove in abbondanza (come nei giorni scorsi) le fognature scoppiano. Si allaga tutto il giardino visto che le pendenze della pavimentazione sono al contrario (cioè non vanno verso la strada, ma vanno verso le case) e l’acqua piovana arriva fino a 30 centimetri sui muri esterni. Naturalmente attraverso le fessure sui muri l’acqua penetra nelle case provocando muffa e umidità che fanno staccare anche i parchetti. «La scorsa settimana – dice Moratti – con le piogge abbondanti dalle fogne sono fuoriusciti escrementi che hanno invaso tutto il giardino. Uno schifo». Eligio Garimberti, pur non essendo un architetto di professione, mostra le travi che sostengono la copertura della sua veranda che sono più corte di almeno dieci centimetri rispetto alla lunghezza. Quello che manca è sostituito da staffe fissate al muro maestro con viti da 8 millimetri. «Mi meraviglio – osserva incredulo – come ci sia l’abitabilità. Comunque, con una piccola scossa di terremoto è certo che crollerà tutto. Ho già chiesto di andar via».
Ciro Vitiello