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Il Piccolo, 27 novembre 2010 
 
SCUOLA. ALL’EINAUDI-MARCONI 
Badge e registro elettronico contestati dagli studenti

Contestano i badge presenze e l’iPad utilizzato come registro elettronico di classe. Agli studenti dell’Istituto tecnico Einaudi-Marconi di Staranzano la tecnologia non piace. Vorrebbero tornare al vecchio sistema cartaceo. Lo precisano in una nota in cui spiegano anche che l’occupazione del campetto scolastico avviata la scorsa settimana non è stata promossa per contestare l’indisponibilità degli insegnanti ad accompagnare le classi in gita, quanto per informare tutti gli studenti sulle conseguenze della riforma Gelmini all’interno dell’istituto (diminuzione ore di laboratorio, taglio dei fondi che portano alla riduzione delle cattedre, aumento degli alunni per classe, cambiamento degli indirizzi di studio). Gli studenti sottolineano che la maggior parte dei docenti ha apprezzato il comportamento tenuto dai ragazzi durante l’autogestione, ma affondano una stoccata all’indirizzo del dirigente scolastico che, a loro dire, con i badge e l’iPad «privilegia strumentazioni di dubbia utilità».
Di fatto ritengono superfluo strisciare all’ingresso a scuola il badge dal momento che poi, in classe, viene comunque fatto l’appello e compilato il registro cartaceo. Dove invece c’è il registro elettronico, i tempi per segnare presenze e assenze sull’iPad sono troppo dilatati,
«Siamo una scuola tecnica e tecnologica – risponde il preside Marco Fragiacomo – e avere la situazione delle presenze in un data base rientra negli obiettivi del nostro indirizzo. Forse i ragazzi non riescono a capirne il valore. In ogni caso sono iniziative che sono state approvate dal Consiglio d’istituto con parere favorevolissimo dei genitori».
Il dirigente riconosce che l’iPad ha presentato alcuni limiti, ma parla di problemi tecnici già risolti e ritiene l’impianto valido. «L’informatizzazione ci permette di risparmiare tempo a livello di segreteria – sottolinea -. L’obiettivo è comunicare tempestivamente con i genitori. Non si tratta certo di un controllo di poliziesco, è piuttosto un modo per informare. Se il sistema funzionerà, e lo sta facendo abbastanza bene, allora l’anno prossimo esporteremo il registro elettronico ad altre classi. In caso contrario, torneremo all’inchiostro e al calamaio. In ogni caso ritengo che la protesta sia espressione di una minoranza, non di tutti gli studenti». (s.b.)

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Il Piccolo, 27 novembre 2010 
 
IL TITOLARE: NESSUN RILIEVO, ABBIAMO DECISO NOI DI INTERROMPERE L’ESIBIZIONE 
Arriva la polizia e il bar spegne la musica 
Concerto stoppato al Carducci dopo che un residente si era lamentato per il rumore

L’archetto del violino è rimasto d’un colpo sospeso a mezz’aria. Il contrabbassista ha smesso di pizzicare le corde del suo strumento. Il djembe non ha più sussultato. Stop alla musica e concerto interrotto a metà per… l’arrivo della polizia. È accaduto l’altra sera al centralissimo bar Carducci, da consuetudine gremito di avventori all’ora dell’aperitivo. Verso le 21, allertata da una telefonata compiuta da un residente, la pattuglia si è precipitata al civico 83 di via Duca d’Aosta. Il motivo? Presto detto: musica troppo alta. Peccato che all’interno del locale, riconosciuto come una delle insegne storiche della città, non si stesse svolgendo un rave party bensì un assai meno movimentato concertino con tre musicisti, uno dei quali peraltro piuttosto noto in città, dal momento che si trattava del 36enne Simone D’Eusanio, originario di Monfalcone, oggi affermato violinista, con una carriera brillante che l’ha visto affiancare sul palco artisti del calibro di Elisa, Battiato Antonella Ruggiero, Elio, Alice ed Arisa. Solo un paio di settimane fa, giusto per citare un nome, D’Eusanio aveva suonato con Giusy Ferreri al Teatro Nuovo di Gradisca. L’altra sera, il repertorio proposto non annoverava certo la techno music, bensì una carrellata di motivi tzigani e folk, ricchi di virtuosismo e pathos. Infatti, i due agenti del locale commissariato di Polizia non hanno constatato alcunché di irregolare, sia sul fronte dei decibel che degli orari (mancava un’ora alle 22, quando solitamente si applica la sordina al Carducci). Ma il 37enne titolare del bar, Paolo Maritani, ha ugualmente deciso di far calare il sipario sull’esibizione del trio Cargo. «L’ho fatto per quieto vivere – ha commentato il giorno seguente Maritani – anche se i poliziotti non hanno mosso alcun rilievo. Purtroppo, ma non lo dico con spunto polemico, non è la prima volta che mi trovo davanti a simili lamentele». Solo un paio di settimane fa una donna era entrata nel locale, sempre di sera, e aveva scagliato contro il bancone dei bicchieri, in segno di irritazione. A quanto pare, dunque, la lotta dura ai decibel continua, tra il mugugno generale degli avventori, più o meno giovani. Vale la pena sottolineare, infatti, che giovedì la clientela riusciva tranquillamente a conversare all’interno del locale: segno che il volume non doveva essere poi così elevato. Non solo, tra gli avventori, aldilà dei giovani, figuravano anche imprenditori e professionisti come il geometra ed ex sindaco di San Canzian Fulvio Calligaris, il presidente della Bcc Carlo Feruglio o rappresentanti dello scenario politico quale il consigliere regionale del Carroccio Federico Razzini.
Ciononostante qualcuno ha avuto da ridire sulla movida, ponendo termine alla festa. Non è la prima volta che accade a Monfalcone, al punto che alcuni locali hanno chiuso con al musica e il clima che si respirava in via Sant’Ambrogio quando pullulava di giovani, provenienti perfino da Trieste e Gorizia, è ora solo un ricordo. Gli esercenti borbottano e reclamano la possibilità di lavorare, togliendo il bavaglio al d-j.
Viene da chiedersi: l’insopportabile rumore del silenzio renderà davvero tutti più felici o spegnerà la città?
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 25 novembre 2010 
 
SEDICENNI E STRANIERI ALLE URNE PER I RIONI
«Per noi votare significa integrazione» 
I rappresentanti delle varie nazionalità temono che la novità provochi tensioni in città

di LAURA BORSANI

Il diritto di voto per l’elezione dei rappresentanti dei rioni ai ragazzi a partire dai 16 anni e a tutti gli immigrati, a prescindere dalla nazionalità e dalla durata della residenza in città, approvato dalla terza Commissione comunale, viene accolto con particolare favore, ma anche con un certo timore, dalla comunità degli stranieri. L’iniziativa viene considerata un «primo passo concreto» nel segno dell’integrazione, ritenuta un grande esempio di partecipazione democratica. Ma non è stato nascosto il timore circa l’impatto che questo provvedimento, qualora venisse approvato dal Consiglio comunale, potrà avere sulla popolazione monfalconese.
Dalla Consulta degli immigrati è giunta una condivisione corale al progetto, definito un atto di volontà coraggioso. Ieri sera, al Centro Anziani, i membri della Consulta hanno spiegato il loro punto di vista. Il consigliere comunale Fabio Delbello, ispiratore del progetto, ha premesso: «Gli immigrati in città rappresentano almeno un settimo della popolazione. Si tratta di 3-4mila stranieri che lavorano, pagano le tasse, ma sono privi di diritti politici. Nell’Europa di oggi è intollerabile. Abbiamo pertanto sfruttato l’opportunità fornita dalla legge costituzionale 3/2001 che assegna ampi poteri statutari agli enti locali per conferire questo diritto politico limitatamente ai rioni, considerato che le elezioni comunali sono disciplinate, come anche le circoscrizioni, dalla normativa nazionale». Delbello ha annunciato una specifica campagna informativa sia nei tre istituti superiori del monfalconese, sia al Centro Giovani, in ordine in particolare al diritto di voto esteso ai 16enni, volendo altresì coinvolgere la neo associazione ”Il Buonarroti”, che raccoglie i genitori del liceo. Il primo incontro, ha aggiunto Delbello, è previsto all’Einaudi-Marconi.
Il presidente della Consulta immigrati, Mohammad Hossain Mukter, detto Mark, ha spiegato, ricordando peraltro un evento precursore, la partecipazione al voto data a 25 bengalesi nel rione Romana-Solvay: «L’approvazione di questo regolamento rappresenterebbe un momento storico, dimostrando la volontà dell’amministrazione locale di accogliere questa nuova realtà che conta 4mila stranieri. È un processo importante, che accelera e dà un senso ai programmi di integrazione sociale. Il prossimo passo che auspichiamo venga superato sarà dunque il passaggio in Consiglio comunale».
Sulla stessa lunghezza d’onda, Xoana Shehu, membro della Consulta di nazionalità albanese: «Non posso che esprimere soddisfazione per questo progetto, che viene incontro alle istanze e alle difficoltà degli stranieri. Mi chiedo come i monfalconesi accoglieranno questa iniziativa, che vuole promuovere l’integrazione sociale in città». Elena Lucia Marcu, rappresentante romena della Consulta, ha osservato: «L’auspicio è quello di poter raggiungere questo risultato, è molto importante per il nostro futuro nel cammino dell’integrazione. Potrebbe anche essere un modo per incentivare gli stessi italiani ad andare a votare». Ildas Ate, macedone, lo ha definito «un passo significativo per la democrazia». Parole di condivisione anche dal presidente dell’associazione Bangladesh Forum, Amin Nurul Khondaker, e da Abdus Salam, che, peraltro, ottenuta la cittadinanza italiana, intende partecipare alle amministrative: è il sole, hanno dichiarato, che si apre all’orizzonte.
 
Il Piccolo, 24 novembre 2010 
 
RIUNIONE DISERTATA PER PROTESTA DALLE FORZE DI OPPOSIZIONE. NASCE IL QUARTIERE MARINA JULIA-ISOLA DEI BAGNI 
Rioni, via libera al voto di sedicenni e stranieri 
Approvata dalla Terza commissione la bozza di regolamento che ora dovrà andare in Consiglio comunale

di STEFANO BIZZI

La Terza commissione consiliare ha dato il via libera al documento che dà il voto agli stranieri e ai minorenni per eleggere i Consigli di rione. È già una rivoluzione, ma per essere completata dovrà superare le forche caudine del Consiglio comunale.
Alla fine, la Terza commissione consiliare ce l’ha fatta: ha dato parere favorevole alla bozza di regolamento sui rioni presentata dal presidente Fabio Del Bello. Lo ha fatto però a maggioranza. Come annunciato alla vigilia, i rappresentanti dell’opposizione hanno disertato la seduta convocata lunedì sera. Sabato mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata per parlare del rapporto tra il Partito democratico e gli immigrati, avevano detto che lo avrebbero fatto per «coerenza politica». Le forze di centrodestra hanno contestato la riconvocazione dell’assemblea negli stessi termini in cui era avvenuta due settimane fa quando c’era stata la discussione tra Giuliano Antonaci e Duilio Russi sulla presenza in aula dei rappresentanti della Consulta stranieri.
L’iter, come detto, non è però concluso. Prima che i minorenni e gli immigrati possano eleggere i loro rappresentanti nei consigli rionali di acqua sotto i ponti dovrà passarne ancora molta. Il documento dovrà essere ora sottoposto all’analisi del Consiglio comunale e lì è facile prevedere aspri contrasti tra maggioranza e opposizione e non è detto che l’intera maggioranza sostenga la proposta di Del Bello. In attesa di capire come evolverà la situazione, il presidente della Terza commissione incassa comunque una vittoria personale.
«Il diritto elettorale attivo e passivo per i sedicenni e per tutti gli immigrati – dice Del Bello – sono gli aspetti politico-istituzionali più rilevanti della bozza e, molto probabilmente, è la prima volta in Italia che un Comune, sfruttando sino in fondo l’autonomia statutaria e regolamentare derivante dalla legge costituzionale numero 3 del 2001, estende i diritti politici, nelle sfere di sua competenza, ai sedicenni ed agli immigrati».
L’esponente del Pd definisce il risultato ottenuto come «una sorta di piccola rivoluzione democratica» che corona la riforma statutaria del 2003-2005 con la quale è stato redatto «uno statuto comunale particolarmente innovativo in tutti i campi». Del Bello ricorda anche «la riforma regolamentare consigliare del 2005 finalizzata a recuperare alla massima assemblea civica e democratica cittadina effettivi poteri di indirizzo e di controllo».
Secondo il suo teorico, la riforma dei rioni ha come fine quello di «innescare processi di democratizzazione e di coinvolgimento delle generazioni più giovani in un quadro più generale di progresso economico e civile della Conurbazione Monfalconese». Ammesso che la bozza venga approvata prima del termine del mandato della giunta Pizzolitto, le prime elezioni rionali potrebbero svolgersi tra circa un anno.
Nel documento è prevista anche l’istituzione di un sesto rione: quello di Marina Julia-Isola dei Bagni. Per quanto concerne la sua costituzione Del Dello sottolinea che nel corso dei lavori della Terza Commissione «i rappresentati del Rione di Panzano, cui oggi appartiene Marina Julia, si sono dichiarati apertamente favorevoli al distacco dell’area e alla costituzione del sesto rione».

Il Piccolo, 18 novembre 2010 
 
FINCANTIERI. L’AZIENDA: IN CORSO MONITORAGGI. SOLO AL TERMINE FAREMO UNA VALUTAZIONE 
Molatura, rischio di un altro caso-amianto 
I sindacati: nessuno è in grado di garantire che le polveri inalate oggi non provochino malattie in futuro

di LAURA BORSANI

Nuovo sciopero ieri mattina sulla questione-molatura, che questa volta ha bloccato per 4 ore l’allestimento della Carnival Magic. E sul tappeto resta l’interrogativo di fondo: chi può garantire che la procedura lavorativa non determini nel tempo patologie ai danni dei lavoratori? Che tra 15-20 anni non ci si trovi di fronte a conseguenze non previste, come accaduto per l’amianto? Una tragedia, l’amianto, che ha mietuto e continua a mietere vittime, per le quali si sono moltiplicati i processi.
È dunque sulla sicurezza e sulla salute che i sindacati non intendono concedere sconti. Polveri, vibrazioni e rumori sono condizioni di lavoro per le quali si pretendono interventi e investimenti complessivi, al fine di ridurre al massimo i rischi. I sindacati, hanno ribadito ieri, non sono contro la molatura a priori, consapevoli, sostengono, che questa attività è diventata necessaria ai fini produttivi. Ma sul piano della sicurezza alzano le richieste nei confronti dell’azienda. Che ieri ha ritenuto eccessivo e non pertinente il paragone con l’amianto, trattandosi di un materiale, la fibra di ferro, ben diverso dal minerale, e di un’attività, la molatura, che vanta abbondante esperienza e letteratura in materia di conoscenza e prevenzione. «Questa lavorazione è un passaggio obbligato per la realizzazione delle navi-passeggeri – dice l’azienda -. Ma la priorità resta la sicurezza. La salute dei lavoratori non è in discussione. Tanto è vero che, d’accordo con i sindacati, fin dall’inizio si è mossa coordinandosi in modo trasparente con l’Ass deputata al controllo delle norme in materia di ambiente e sicurezza». Solo a conclusione dei monitoraggi, ha aggiunto l’azienda, è possibile affrontare una valutazione complessiva.
Ma i sindacati non sono convinti. Il rappresentante della Rsu-Fiom, Moreno Luxich, osserva: «Non sappiamo quali eventuali conseguenze questo tipo di lavorazione possa determinare nel tempo. Certo è che sono previste patologie correlate, visto e considerato che la polvere non va inalata e non bisogna starci a contatto». «Il punto di contraddizione – continua – è che fino a poco tempo fa la molatura non si poteva eseguire, come concordato dalla Medicina del lavoro, dalla direzione aziendale e dai rappresentanti dei lavoratori. Ora, per esigenze di produzione, diventa necessaria. Non siamo disposti a rischiare. Né ci soddisfa il fatto che l’azienda intende ragionare sulla base della sperimentazione avviata al fine di monitorarne i rischi. A nostro avviso, si tratta di un campionamento inadeguato, previsto in aree lavorative, come la salderia, dove non c’è sufficienza di elementi di indagine. È necessaria invece un’analisi approfondita dell’intera questione». Luxich aggiunge: «Abbiamo sottoscritto innumerevoli accordi sulla sicurezza, per i quali abbiamo dovuto combattere nel farli rispettare. Per questo attendiamo una proposta credibile e concreta».
Michele Zoff, della Rsu-Fim, rilancia: «Un accordo su un processo lavorativo che bene non fa non lo sottoscrivo: chi mi dice che, tra 20 anni, non si determineranno conseguenze a causa dell’inalazione delle polveri? Non siamo contrari alla molatura se prevista con i dovuti requisiti di sicurezza. Vogliamo essere certi che la salute dei lavoratori verrà opportunamente protetta. Una cosa è l’attività di molatura sporadica, altro se diventa sistematica. La salvaguardia della sicurezza e della salute restano le priorità del sindacato». Andrea Holjar, della Rsu-Uilm, concorda: «Quanto sappiamo realmente sui danni che nel tempo può procurare questa procedura lavorativa? È questa incertezza il motivo principale della nostra battaglia. Siamo consapevoli che la molatura va fatta, ma, considerato che è stata ritenuta un’attività a rischio, bisogna fare il possibile per evitare che polveri, vibrazioni e rumori possano portare a malattie professionali. Si tratta di limitare al massimo le possibili conseguenze, attraverso impianti di aspirazione e l’isolamento rispetto ad altre lavorazioni». Holjar conclude: «Non capisco perchè l’azienda si riservi un confronto con i sindacati subordinandolo agli esiti delle indagini-campione avviati sulla molatura. Parliamone e cerchiamo di raggiungere la soluzione migliore. Del resto, investire sulla sicurezza è un risparmio per tutti, per la comunità intera. Cerchiamo dunque di tutelare il più possibile la salute dei lavoratori».
 
FINCANTIERI. SCIOPERO DI 4 ORE. ANCORA ASTENSIONI IN VISTA 
Bloccato l’allestimento di Magic

La vertenza sull’uso della molatura nelle aree dedicate alla saldatura delle lamiere nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone ieri ha bloccato per quattro ore l’allestimento della Carnival Magic, il nuovo colosso dei mari la cui consegna all’armatore è programmata per la fine del prossimo aprile. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato un nuovo sciopero di due ore accompagnato dal presidio degli scaloni di accesso alla nave da crociera, ormeggiata alla riva E del cantiere navale di Panzano.
Stando alle organizzazioni sindacali, l’adesione dei lavoratori è stata molto alta, mentre l’azienda, riservandosi una valutazione complessiva, ha parlato di partecipazione comunque inferiore alle azioni di protesta precedenti. Sempre i sindacati hanno spiegato che non si è verificato alcuno scontro verbale con gli addetti delle imprese in appalto, che hanno in sostanza il monopolio delle fasi conclusive di allestimento delle navi passeggeri costruite a Monfalcone. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm non allentano quindi la pressione. Ai tavoli di confronto la società ha dichiarato che applicherà la normativa in materia di sicurezza alla nuova prassi. Un’affermazione che ai sindacati non basta. I sindacati ribadiscono come i responsabili per la sicurezza (Rls) e delegati ogni giorno sono costretti a segnalare violazioni delle prescrizioni su coibentazione, pitturazione, sull’utilizzo dell’spirazione di saldatura e sull’uso massiccio della mola, che, soprattutto nelle aree di bordo, viene fatto con regolarità.
A Fincantieri i sindacati chiedono quindi non di fermarsi a quanto previsto dalla normativa.
«In mancanza di risposte accettabili la vertenza proseguirà», ha chiarito ieri Luxich. Dopo i tre scioperi inanellati nel corso delle ultime settimane e il blocco dello straordinario, che sabato si è tradotto anche nel presidio dell’ingresso del cantiere navale, le Rsu Fim, Fiom, Uilm lunedì pomeriggio hanno del resto deciso di mettere in campo altre azioni di protesta.
Allo sciopero di ieri potrebbero quindi fare seguito nuove iniziative e non è escluso che i sindacati decidano di cercare di coinvolgere la comunità. Resta da vedere se invece una fetta di lavoratori aderirà a una vertenza a oltranza, in un momento che rimane estremamente delicato, per i dipendenti diretti e soprattutto per i lavoratori dell’appalto. Lo sciopero di ieri è stato comunque proclamato da Fim, Fiom, Uilm in seguito al mandato ricevuto dalle maestranze nell’assemblea di un paio di settimane fa. In vista, per il momento, non sembrano esserci un nuovo incontro con la società sulla questione della molatura, il cui impiego è stato sottoposto nelle scorse settimane al monitoraggio della Medicina del Lavoro, dell’Azienda sanitaria e della Fondazione Maugeri.

Il Piccolo, 04 novembre 2010

Centrale nucleare? Dibattito con il Comune, A2A e Legambiente

Il circolo Green Gang di Legambiente sarà in piazza della Repubblica a Monfalcone sabato, dalle 15 alle 18, nel 23° anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare, per ribadire che il futuro è nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili. Anche a Monfalcone, come in altre 100 piazze in tutta Italia, i cittadini potranno firmare il progetto di legge d’iniziativa popolare sullo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima.
Le firme saranno poi consegnate in Parlamento prima delle festività natalizie. L’iniziativa di sabato pomeriggio permetterà inoltre a Legambiente di presentare il ciclo di incontri ”Il nostro futuro comune: lo stato dell’ambiente nel territorio monfalconese”. La serie di appuntamenti inizierà giovedì 11 novembre, alle 18, nel Centro Giovani di viale San Marco con un incontro dedicato alla ”Mobilità sostenibile: piste ciclabili, autobus, car pooling… soluzioni percorribili”. A parlare di questi temi saranno Andrea Wehrenfennig, responsabile del settore Mobilità di Legambiente Fvg, Nicola Conficoni, assessore all’Ambiente e Mobilità del Comune di Pordenone, e Silvia Altran, vicesindaco e assessore all’Istruzione del Comune di Monfalcone, per il quale ha promosso la realizzazione dei pedibus e dei bicibus a servizio delle scuole dell’obbligo cittadine. Il secondo degli incontri ospitati dal Centro Giovani, il 25 novembre, sempre alle 18, sarà però proprio dedicato alla questione energetica. Si discuterà infatti sul tema ”Gli insediamenti di produzione energetica a Monfalcone: dalla centrale termoelettrica alla centrale nucleare?”. Relatori dell’appuntamento saranno Cristiano Gillardi, responsabile del settore Energia di Legambiente Fvg, il sindaco Gianfranco Pizzolitto e Massimo Tiberga, responsabile del settore termoelettrico di A2A, proprietaria dell’impianto di Monfalcone.

Il Piccolo, 08 novembre 2010 
 
INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE 
Raccolte 100 firme in tre ore a favore dell’energia pulita

Legambiente, ormai radicata da tempo nel territorio monfalconese, cerca ora di farsi conoscere e avvicinare i più giovani. L’associazione sarà non a caso oggi dalle 17 alle 19 nel Centro giovani di viale San Marco. Nel corso dell’incontro, aperto alla partecipazione di chiunque sia interessato ai temi dell’ambiente, verranno illustrate le campagne nazionali, l’attività dell’associazione a livello regionale e del circolo di Monfalcone. Legambiente ha trasferito in questi anni a livello locale le campagne nazionali di Puliamo il Mondo, quest’anno dedicata al litorale, Goletta Verde, Mal’Aria, Operazione Fiumi. L’associazione è impegnata anche nella compilazione dei dossier Ecosistema urbano, Comuni ricicloni, Comuni rinnovabili. Tra le campagne regionali spicca Scarpe e Cervello, creata per far conoscere da vicino il territorio in cui si abita, ma anche “Le classi per l’ambiente”. Il Circolo Green Gang sabato pomeriggio è invece sceso in piazza, raccogliendo oltre cento firme in tre ore a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare per incentivare le fonti di energia rinnovabile. «Al tavolo informativo allestito in piazza della Repubblica molti sono venuti per firmare e per chiedere informazioni. Forse anche per respingere al mittente l’ipotesi avanzata dall’oncologo Umberto Tirelli – afferma l’associazione – che qualche giorno fa sosteneva che Monfalcone dovrebbe fare salti di gioia all’idea di poter accogliere sul proprio territorio una centrale nucleare».
La raccolta di firme, che proseguirà in tutta Italia fino agli inizi di dicembre, si pone l’obiettivo delle 50mila sottoscrizioni e punta a una legge che realizzi il Piano energetico ambientale nazionale, a interventi per privilegiare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile, a diminuire i vincoli burocratici per gli impianti termici e fotovoltaici di piccola taglia.
Si potrà firmare anche giovedì, dalle 18 alle 20, al Centro giovani in occasione dell’incontro “Per una mobilità sostenibile: piste ciclabili, autobus, car pooling… soluzioni percorribili!”, il primo di una serie d’appuntamenti pubblici organizzati da Legambiente su molte questioni d’interesse generale che hanno rilevanza nel territorio di Monfalcone.

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Il Manifesto, 15 maggio 2008

L'altra Monfalcone scende in piazza
Carta n.21, 6 giugno 2008

Fincantieri, muore operaio,
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L'Unità OnLine, 16 ottobre 2008

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Di Maurizio Pagliassotti

Lavoro Killer.
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Il caso Fincantieri:
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La peste di Monfalcone.
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Monfalcone:
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