Il Piccolo, 18 novembre 2010 
 
FINCANTIERI. L’AZIENDA: IN CORSO MONITORAGGI. SOLO AL TERMINE FAREMO UNA VALUTAZIONE 
Molatura, rischio di un altro caso-amianto 
I sindacati: nessuno è in grado di garantire che le polveri inalate oggi non provochino malattie in futuro

di LAURA BORSANI

Nuovo sciopero ieri mattina sulla questione-molatura, che questa volta ha bloccato per 4 ore l’allestimento della Carnival Magic. E sul tappeto resta l’interrogativo di fondo: chi può garantire che la procedura lavorativa non determini nel tempo patologie ai danni dei lavoratori? Che tra 15-20 anni non ci si trovi di fronte a conseguenze non previste, come accaduto per l’amianto? Una tragedia, l’amianto, che ha mietuto e continua a mietere vittime, per le quali si sono moltiplicati i processi.
È dunque sulla sicurezza e sulla salute che i sindacati non intendono concedere sconti. Polveri, vibrazioni e rumori sono condizioni di lavoro per le quali si pretendono interventi e investimenti complessivi, al fine di ridurre al massimo i rischi. I sindacati, hanno ribadito ieri, non sono contro la molatura a priori, consapevoli, sostengono, che questa attività è diventata necessaria ai fini produttivi. Ma sul piano della sicurezza alzano le richieste nei confronti dell’azienda. Che ieri ha ritenuto eccessivo e non pertinente il paragone con l’amianto, trattandosi di un materiale, la fibra di ferro, ben diverso dal minerale, e di un’attività, la molatura, che vanta abbondante esperienza e letteratura in materia di conoscenza e prevenzione. «Questa lavorazione è un passaggio obbligato per la realizzazione delle navi-passeggeri – dice l’azienda -. Ma la priorità resta la sicurezza. La salute dei lavoratori non è in discussione. Tanto è vero che, d’accordo con i sindacati, fin dall’inizio si è mossa coordinandosi in modo trasparente con l’Ass deputata al controllo delle norme in materia di ambiente e sicurezza». Solo a conclusione dei monitoraggi, ha aggiunto l’azienda, è possibile affrontare una valutazione complessiva.
Ma i sindacati non sono convinti. Il rappresentante della Rsu-Fiom, Moreno Luxich, osserva: «Non sappiamo quali eventuali conseguenze questo tipo di lavorazione possa determinare nel tempo. Certo è che sono previste patologie correlate, visto e considerato che la polvere non va inalata e non bisogna starci a contatto». «Il punto di contraddizione – continua – è che fino a poco tempo fa la molatura non si poteva eseguire, come concordato dalla Medicina del lavoro, dalla direzione aziendale e dai rappresentanti dei lavoratori. Ora, per esigenze di produzione, diventa necessaria. Non siamo disposti a rischiare. Né ci soddisfa il fatto che l’azienda intende ragionare sulla base della sperimentazione avviata al fine di monitorarne i rischi. A nostro avviso, si tratta di un campionamento inadeguato, previsto in aree lavorative, come la salderia, dove non c’è sufficienza di elementi di indagine. È necessaria invece un’analisi approfondita dell’intera questione». Luxich aggiunge: «Abbiamo sottoscritto innumerevoli accordi sulla sicurezza, per i quali abbiamo dovuto combattere nel farli rispettare. Per questo attendiamo una proposta credibile e concreta».
Michele Zoff, della Rsu-Fim, rilancia: «Un accordo su un processo lavorativo che bene non fa non lo sottoscrivo: chi mi dice che, tra 20 anni, non si determineranno conseguenze a causa dell’inalazione delle polveri? Non siamo contrari alla molatura se prevista con i dovuti requisiti di sicurezza. Vogliamo essere certi che la salute dei lavoratori verrà opportunamente protetta. Una cosa è l’attività di molatura sporadica, altro se diventa sistematica. La salvaguardia della sicurezza e della salute restano le priorità del sindacato». Andrea Holjar, della Rsu-Uilm, concorda: «Quanto sappiamo realmente sui danni che nel tempo può procurare questa procedura lavorativa? È questa incertezza il motivo principale della nostra battaglia. Siamo consapevoli che la molatura va fatta, ma, considerato che è stata ritenuta un’attività a rischio, bisogna fare il possibile per evitare che polveri, vibrazioni e rumori possano portare a malattie professionali. Si tratta di limitare al massimo le possibili conseguenze, attraverso impianti di aspirazione e l’isolamento rispetto ad altre lavorazioni». Holjar conclude: «Non capisco perchè l’azienda si riservi un confronto con i sindacati subordinandolo agli esiti delle indagini-campione avviati sulla molatura. Parliamone e cerchiamo di raggiungere la soluzione migliore. Del resto, investire sulla sicurezza è un risparmio per tutti, per la comunità intera. Cerchiamo dunque di tutelare il più possibile la salute dei lavoratori».
 
FINCANTIERI. SCIOPERO DI 4 ORE. ANCORA ASTENSIONI IN VISTA 
Bloccato l’allestimento di Magic

La vertenza sull’uso della molatura nelle aree dedicate alla saldatura delle lamiere nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone ieri ha bloccato per quattro ore l’allestimento della Carnival Magic, il nuovo colosso dei mari la cui consegna all’armatore è programmata per la fine del prossimo aprile. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato un nuovo sciopero di due ore accompagnato dal presidio degli scaloni di accesso alla nave da crociera, ormeggiata alla riva E del cantiere navale di Panzano.
Stando alle organizzazioni sindacali, l’adesione dei lavoratori è stata molto alta, mentre l’azienda, riservandosi una valutazione complessiva, ha parlato di partecipazione comunque inferiore alle azioni di protesta precedenti. Sempre i sindacati hanno spiegato che non si è verificato alcuno scontro verbale con gli addetti delle imprese in appalto, che hanno in sostanza il monopolio delle fasi conclusive di allestimento delle navi passeggeri costruite a Monfalcone. Le Rsu Fim, Fiom, Uilm non allentano quindi la pressione. Ai tavoli di confronto la società ha dichiarato che applicherà la normativa in materia di sicurezza alla nuova prassi. Un’affermazione che ai sindacati non basta. I sindacati ribadiscono come i responsabili per la sicurezza (Rls) e delegati ogni giorno sono costretti a segnalare violazioni delle prescrizioni su coibentazione, pitturazione, sull’utilizzo dell’spirazione di saldatura e sull’uso massiccio della mola, che, soprattutto nelle aree di bordo, viene fatto con regolarità.
A Fincantieri i sindacati chiedono quindi non di fermarsi a quanto previsto dalla normativa.
«In mancanza di risposte accettabili la vertenza proseguirà», ha chiarito ieri Luxich. Dopo i tre scioperi inanellati nel corso delle ultime settimane e il blocco dello straordinario, che sabato si è tradotto anche nel presidio dell’ingresso del cantiere navale, le Rsu Fim, Fiom, Uilm lunedì pomeriggio hanno del resto deciso di mettere in campo altre azioni di protesta.
Allo sciopero di ieri potrebbero quindi fare seguito nuove iniziative e non è escluso che i sindacati decidano di cercare di coinvolgere la comunità. Resta da vedere se invece una fetta di lavoratori aderirà a una vertenza a oltranza, in un momento che rimane estremamente delicato, per i dipendenti diretti e soprattutto per i lavoratori dell’appalto. Lo sciopero di ieri è stato comunque proclamato da Fim, Fiom, Uilm in seguito al mandato ricevuto dalle maestranze nell’assemblea di un paio di settimane fa. In vista, per il momento, non sembrano esserci un nuovo incontro con la società sulla questione della molatura, il cui impiego è stato sottoposto nelle scorse settimane al monitoraggio della Medicina del Lavoro, dell’Azienda sanitaria e della Fondazione Maugeri.

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